Cenni storici
Attorno a Pontedera si sono trovate tracce di insediamenti
antichissimi, risalenti al periodo neolitico.
Successivamente il territorio fu abitato sia in epoca
etrusca; ma è soprattutto in epoca romana che
Pontedera diventa un crocevia di strade terrestri (la via che da Pisa
va a Firenze e dalle Maremme porta in Valdinievole) e fluviali (Arno ed
Era) e quindi un punto di incontro e di scambi commerciali. Tuttavia
solo in epoca medievale, e segnatamente nel ‘200,
viene costruito il castello con le mura di mattoni e pietra, viene
fortificato il ponte sull’Era (che esisteva probabilmente da alcuni
secoli e forse anche in epoca romana) e il borgo assume una certa
importanza soprattutto per motivi militari.
Tra il XIII e il XV secolo Pontedera entra di forza (e
suo malgrado) nelle lotte che oppongono Pisa, Lucca e Firenze e viene
conquistato ora da questa ora da quella città subendo saccheggi e danni
alle abitazioni e alle fortificazioni. Da queste lotte Pontedera uscì
più volte spopolata, tanto che alla metà del XV secolo ne fu ordinata
la ripopolazione. È tuttavia in questo periodo di guerre e di pace
frequenti che la città dette i natali allo scultore e architetto Andrea
da Pontedera, lavorò per importanti committenti, soprattutto religiosi,
di Firenze, di Pisa, di Orvieto e di altre località minori.
Dal punto di vista ambientale la città fu, fin
dall’antichità, sottoposta agli allagamenti causati dell’Era e
dall’Arno che frequentemente rompevano gli argini e invadevano tutta la
piana. Memorabile rimane l’alluvione del 1333. Guerre,
incendi e alluvioni continuarono a segnare la storia della città
insieme allo sviluppo dei commercio anche nei secoli XVI e XVII che si
inaugurano con la distruzione delle mura della città
avvenuta nel 1554 ad opera del Marchese di Marignano,
il quale volle punire la città per aver dato ospitalità alle bande di
Piero Strozzi.
In quell’occasione la città fu anche saccheggiata e messa a ferro e
fuoco e l’intera comunità uscì dal secolo XVI enormemente impoverita.
Tra il '600 ed il '700 Pontedera entrò a far parte del
Granducato di Toscana e con la concessione del mercato
settimanale e la ripresa dei traffici commerciali, il territorio avviò
una timida fase di sviluppo proto-industriale. Nella seconda
metà del ‘700 a Pontedera prese il via in particolare
la produzione dei tessuti di lana con grande
diffusione del lavoro a domicilio gestito da piccoli mercanti
imprenditori. Nell’Ottocento la lavorazione dei panni
di lana fu sostituita dai tessuti di cotone ed è attorno alla
produzione delle pezzi di stoffa che tra gli anni ‘80 del
secolo XIX e il primo quindicennio del ‘900 sorse l’industria
tessile pontederese che portò il tessuto urbano ad espandersi
lungo la strada Pisana.
La città, cattolica, nell’età moderna ebbe poche chiese e tutte
economicamente povere, le quali non riuscirono ad attrarre artisti di
grande fama. La costruzione del Duomo risale alla
metà dell’Ottocento, ma il suo completamento avvenne
solo nella seconda metà del ‘900.
A partire dagli anni ‘20 del ‘900 Pontedera vide crescere a fianco
dell’industria tessile anche quella meccanica, grazie all’insediamento
avvenuto nel 1924 della Società Piaggio di Genova.
Durante il ventennio fascista la Piaggio costruì numerosi capannoni ed
un intero quartiere destinato ad ospitare operai e impiegati
specializzati che erano venuti a Pontedera da tutta l’Italia. Si
allargò così in maniera considerevole sia l’area industrializzata di
Pontedera, collocata a sud della Ferrovia, sia l’area residenziale.
Grazie a questo favorevole trend economico nel 1930 ottenne il
titolo di “Città”. La seconda guerra
mondiale, i bombardamenti e il passaggio del fronte produssero
danni ingentissimi sia al patrimonio industriale che a quello edilizio
e provocarono numerosissimi morti.
Ma nel giro di pochi anni Pontedera seppe risollevarsi. La Piaggio
riconvertì la propria produzione progettando e producendo lo scooter
Vespa, le imprese edili ricostruirono il ponte distrutto e gran parte
degli edifici pubblici e privati che erano stati abbattuti, i
commercianti riaprirono le loro attività e le svilupparono in maniera
rapidissima. Solo l’industria tessile non rinacque e al posto di molti
capannoni delle imprese tessili sorsero abitazioni, scuole, cinema. Nel
secondo dopoguerra Pontedera assunse inoltre le caratteristiche di
città di servizi socio-sanitari e scolastici e divenne il punto di
riferimento di un’area ben più ampia del proprio territorio comunale.
Un duro colpo fu inferto alla città dall’alluvione del
1966. Ma anche da questa calamità i Pontederesi seppero
risollevarsi rapidamente, traendone quasi occasione di nuovo sviluppo e
nuovo slancio produttivo.
Sul piano politico Pontedera è stata guidata nel ‘900
prima della borghesia monarchico-liberale, successivamente dal partito
fascista e nel secondo dopoguerra, ininterrottamente fino al 1995, da
forze politiche di sinistra (PCI e PSI). A Pontedera è nato e si è
formato politicamente nel circolo cattolico di San Luigi il presidente
della Repubblica Giovanni Gronchi, che fu anche leader nazionale del
Partito Popolare, della Confederazione Italiana del Lavoro e
successivamente della DC.





