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L’offerta culturale a Pontedera

creato da redazione ultima modifica 26/04/2007 09:44

Potrebbe sembrare che Pontedera, terra anticamente agricola, poi borgo commerciale, oggi città industriale, non abbia particolari attività culturali quali ci possiamo attendere da centri di eguali dimensioni, ma più antichi o più belli. In realtà, da almeno duecento anni a questa parte la città si è dotata di strutture e strumenti culturali che ormai fanno stabilmente parte del panorama regionale e nazionale.

A parte i suoi monumenti (chiese e palazzi , alcuni dei quali risalgono al 1300, e di cui faremo cenno), cosa può vedere o sentire chi oggi passi per Pontedera? Non è facile descrivere tutto, e, tuttavia , da qualche parte bisogna pur cominciare.

Se per un verso la cultura è “conservata” in locali particolari, partiremo da biblioteche e musei. Fra le biblioteche pubbliche o aperte al pubblico spiccano la Biblioteca Comunale, sorta nel 1954, di tipo generale, con oltre 60.000 volumi, situata in via della Stazione vecchia, nella “Villa Crastan” con ampio giardino.

La “Biblioteca del Duomo”, in corso Matteotti 77, nel bel palazzotto delle associazioni cattoliche, con oltre 30.000 volumi e circa 100 testate di riviste, è più specializzata in materie umanistiche. I loro cataloghi sono “in rete”. Se invece i libri li volete comprare avete due grandi librerie: la storica “Carrara” e la più recente “Roma”.

La biblioteca e l’archivio della Piaggio sono a disposizione di scienziati e tecnici. A tal proposito, l’unico vero “museo” di Pontedera è proprio il museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” (recentemente premiato a livello internazionale come miglior museo aziendale) dove non solo è conservata la collezione completa della “mitica” Vespa – e di tutti gli altri prodotti Piaggio, a partire dalla costituzione avvenuta nei primi anni del ‘900 - , ma dove anche un’apposita Fondazione, con grande intelligenza da almeno dieci anni, va organizzando convegni e mostre di rilevanza nazionale. Seppure nel Comune di Palaia, ma praticante sul confine di Pontedera, è il caso di citare anche il “museo della civiltà contadina” in località San Gervasio.

Non proprio musei, ma certamente collezioni d’arte se ne trovano altre “sparse” per la città. Di nuovo a parte le chiese, un’ottima collezione di pittura contemporanea è raccolta nei locali del municipio, del tutto accessibili, e all’interno della già citata biblioteca comunale; la città ha da sempre diverse “gallerie” che ripetutamente ospitano mostre di pittura (ad es. “Il germoglio”, “La tavolozza”, etc.) Fra tutte, ultimamente, spicca il Centro per l’arte “O. Cirri” (davanti alla biblioteca comunale) che ha proposto e propone grandi retrospettive di artisti pontederesi (già, perché qui i pittori di livello nazionale non mancano!) e “personali” di altri artisti viventi. Da quindici anni si tiene il Concorso di pittura, grafica e scultura “G. Gronchi”, ormai apprezzato a livello nazionale.

Ma recentemente lo stesso tessuto urbanistico della città si è fatto “museo all’aperto” con l’installazione di grandi sculture permanenti ai Parchi dell’Albereta e della Montagnola, in varie piazze (si veda su tutte Piazza Garibaldi con le sue “panchine d’autore”: Joe Tilson, Cordelia  von den Steinen, Girolamo Ciulla, Pietro Cascella, Nado Canuti, Giò Pomodoro, Jean Paul Philippe, Rinaldo Bigi, Marcello Aitiani, Mirella Forlivesi, Yasuda Kan, Viliano Tarabella, Daniel Couvreur, Venturino Venturi, Mauro Berrettini, Daniel Milhaud e Manuele Giannetti in marmo) e “rotonde” spartitraffico agli ingressi della città, con opere dei maggiori artisti viventi, non solo italiani (tra loro si devono citare almeno Baj (il “Muro” alla ferrovia) , Carmassi (l’ “Oleandra” alla rotonda dei cimiteri), Cascella (il “Toro” in piazza Curtatone), Trafeli (la “Vespa” in piazza stazione), Vangi (la giovane “donna” in piazza Cavour) o con realizzazioni effimere ma di una certa suggestione.

Se poi vogliamo parlare di scrittori, se avete una vena poetica o narrativa, a Pontedera avete a disposizione numerosi concorsi letterari: il “Bargagna”; “Orme gialle” per che scrive giallo o noir (intitolato al pontederese Mario Casacci che fu, con Alberto Ciambricco, l’inventore del tenente Sheridan); il “Bertelli” per i ragazzi di tutte le scuole d’Italia; il “Gronchi” per gli adulti, con numerose sezioni. Per i pontederesi che scrivono c’è un apposito premio annuale dato dalla Biblioteca del Duomo: “Una penna a Pontedera”.

E che dire del teatro? Fondato nell’immediato dopoguerra, il “Piccolo teatro di Pontedera” come compagnia di attori dilettanti, è diventato prima il “Centro per la sperimentazione e la ricerca teatrale” e poi la “Fondazione Pontedera Teatro” con produzioni proprie, di tipo prevalentemente sperimentale e di grande suggestione (tuttora rappresentate nel cosiddetto teatro di via Manzoni, ma prossimamente nel “teatro Era”) che sono “esportate” con successo anche all’estero. Per quarant’anni si è avuta la stagione di prosa al teatro “Roma”, sul corso, dove sono stati ospitati spettacoli di alto livello con compagnie degne di grandi città. Teatro e musica sono al centro anche dell’ormai decennale festival italo-lusitano “Sete sois, sete luas” e del più recente “Teatro Guascone”. Né possiamo dimenticare l’ormai quarantennale “Carnevale dei ragazzi”, nato in Oltrera, che con i suoi carri allegorici pieni di bambini in maschera, il martedì grasso invade la città.

Se poi vogliamo parlare della “decima musa” – il cinema- allora Pontedera può offrire il meglio. Molti anni fa esisteva addirittura un’associazione ( il “Cineforum”) che proponeva grandi film di altissimo livello con commento di critici e registi. Ciò ha creato una diffusa cultura cinematografica che ha portato poi alla nascita di occasioni importanti quali, oltre ai tradizionali cinema Italia, Roma e Massimo, ormai tutti chiusi, il Circolo cinematografico “Agorà” in via Valtriani che ormai da decenni propone un cinéma d’éssai frequentato da persone che provengono da tutta la regione. Oggi poi con il Cineplex a Pontedera un “multisala” propone giornalmente almeno sei film in contemporanea, della più recente produzione.

Per chi ha voglia di imparare c’è solo l’imbarazzo della scelta. A parte il fatto che a Pontedera sono presenti tutti i tipi di istituti medi superiori (eccetto l’artistico, l’alberghiero e l’agrario) che propongono numerosi corsi pomeridiani, aperti a tutti, su infinite tematiche,ci sono “scuole” per tutti i gusti.

Presso il CREC Piaggio si fa musica, fotografia, dama, scacchi, pittura. Ci sono altre scuole private di musica e di danza (“Arte e movimento”, “Accademia musicale toscana”, “Musicastrada”, la storica e pluripremiata Filarmonica “Volere è potere” etc.). L’UTE (università della terza età) propone da decenni lezioni e conferenze sui più svariati argomenti, ben raccolti in cicli per “anno accademico”.

Ma soprattutto a Pontedera c’è ormai un po’ d’Università: davanti alle officine Piaggio, in alcuni locali ristrutturati delle stesse, c’è il Polo Tecnologico istituito dalla Scuola Superiore Sant’Anna (la terza Università di Pisa) e da Pont-Tech, società pubblico-privata fra Comune, Fondazione Piaggio ed altri enti, per la ricerca e l’attuazione di sofisticate tecnologie d’avanguardia specialmente in robotica e ingegneria bio-medica.

Per chi vuole partecipare ad attività culturali o far stabilmente parte di gruppi impegnati in tale ambito c’è poi un ventaglio di associazioni culturali vivaci e aperte a tutti. A partire dalle ACLI e dall’ARCI, è attiva l’Associazione italiana di cultura classica (AICC), il Centro studi “Giovanni Gronchi”, il gruppo archeologico “Tectiana”, il Centro studi Andrea da Pontedera, il “Centro Rodari”, il circolo “Identità”, il circolo “Il confronto”, il circolo “La Balestra”, etc.). Basta soffermarsi a leggere i manifesti affissi per scegliere a quale incontro culturale partecipare. E tutte queste associazioni ed altre citate “sfornano” in continuazione importanti pubblicazioni.

Lo stesso assessorato all’istruzione e cultura del Comune è in prima fila, assieme ai gruppi citati o da solo, nell’organizzare mostre, convegni, dibattiti, presentazioni di volumi, etc. A proposito di volumi qui c’è un sacco di gente che scrive (non ci mancano docenti universitari e scrittori di fama nazionale) e pubblica (abbiamo anche quattro case editrici, piccole ma molto attive, la più recente Tagete e la storica Bandecchi e Vivaldi, raffinata e che serve tutta la regione, specialmente con le sue pubblicazioni d’arte; nonché la CLD Libri e la Grafica Zannini).

Per non dire dei numerosi scritti proprio sulla storia di Pontedera o su suoi personaggi illustri: ad es. Andrea da Pontedera, o Luigi Bellincioni, o Giovanni Gronchi, che fu Presidente della Repubblica dal 1955 al ’62 e che si era formato proprio nei nostri ambienti culturali, a partire dalle parrocchie – tuttora vivaci nelle iniziative anche sociali – e poi nei partiti politici e nei sindacati, i quali tutti hanno qui una loro sede e dei “circoli” ricchi di proposte.

Anche questa è cultura!

Cultura è anche l’incredibile serie di associazioni di volontariato in tutti i campi, nonché di quelle sportive. Chi vuol fare volontariato e/o sport a Pontedera ha solo l’imbarazzo della scelta.

“Last but not least” se la cultura a Pontedera volete “vederla”, allora basta andar per le strade e guardare i palazzi e in particolare almeno il Palazzo Pretorio con la torre civica e il bel loggiato, posto proprio nell’ “ombelico” della città, eretto fra il ‘500 e il ‘600 (esiste una guida culturale del centro città – curata dallo scrivente - interamente riportata sul sito web del Comune e premessa al volume “Pontedera, città accessibile”), ma soprattutto entrare nelle chiese. Di moderne, ma non per questo meno artistiche ci sono San Giuseppe e il Sacro Cuore. La chiesa dei Padri cappuccini è un vero e proprio museo, come il cimitero monumentale dell’Arciconfraternita di Misericordia. Nel Duomo (che contiene le spoglie del patrono, S. Faustino martire) due belle tele dell’Empoli e del Curradi (‘500 e ‘600), oltre a opere moderne di Rosi, Lotti,etc. Sulla stessa piazza c’è la chiesa della Misericordia, opera del maggior architetto della città: Luigi Bellincioni (fra ‘800 e ‘900). Sul corso principale (il “cardo” della città – Pontedera può fregiarsi dal 1930 del titolo di “città”) nel santuario del Crocifisso - la chiesa più antica e più bella - ci sono grandi tele del Cigoli, del Luti, del Bracelli (tutte fra ‘500 e ‘600), un affresco di Turino Vanni del ‘300; della stessa epoca la statua lignea dell’Annunziata, opera di Nino Pisano , figlio del più grande scultore italiano del ‘300 quell’Andrea Pisano che in realtà era Andrea da Pontedera.

prof. Stefano Bertelli
2007

P.s.: Per saperne di più (ad es. indirizzi e telefoni delle varie associazioni e fondazioni citate) rivolgetevi all’Ufficio turistico del Comune, in via della Stazione vecchia, davanti alla biblioteca comunale, o consultate almeno la seguente “sitografia”

www.bibliolandia.it

www.quadera.it

www.pontederateatro.it

www.itcgfermi.it

www.marconipontedera.it

www.istitutostatalemontale.191.it

www.curtatonescuola.it

www.comprensivopacinotti.it

http://liceopon.interfree.it