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Speciale piccioni: cosa sapere e cosa fare nella lotta ai piccioni in città

creato da redazione ultima modifica 07/08/2007 14:07

PICCIONI:COSA SAPERE E COSA FARE
Questa Amministrazione Comunale, nell'intento di affrontare i problemi causati dalla presenza dei piccioni nel territorio abitato del comune, ha sentito la necessità di informare i cittadini circa le iniziative in procinto di essere adottate per cercare di riportare il fenomeno entro limiti accettabili per tutti. Al di là delle numerose lamentele raccolte, diciamo subito che quello di cui si sta parlando non è un problema semplice, da affrontare con metodologie e atteggiamenti semplici e pressapochisti: un eterogeneo quadro normativo di riferimento, difficoltà tecniche ed operative impongono riflessioni e la necessità che si adottino iniziative di collaborazione tra pubblico e privato.
Detto che l'obiettivo principale che sta perseguendo il Comune di Pontedera è quello di rendere più vivibile la città, logica conseguenza è perseguire la riduzione del numero degli animali ad un valore accettabile per la grandezza del territorio e, insieme, la riduzione dei siti nidificatori. Quest'opuscolo ha perciò lo scopo di ottenere una partecipazione dei cittadini, rendendoli consci del fenomeno e suggerendo loro poche cose, però importanti, su cosa fare per arginare questo problema.


IL PICCIONE IN CITTA'
II piccione, animale timido e schivo, trova nel tessuto urbano edificato un habitat ideale che lo protegge dai predatori naturali, offre innumerevoli sedi per nidificare senza eccessiva competizione ed un'enorme quantità di cibo e di acqua. L'impreciso quadro normativo vigente definisce, genericamente, il piccione come bene demaniale e perciò proprietà dello Stato; non si comprende però quale sia la reale specie oggetto di possesso ovvero di protezione. Questo ha ingenerato confusione di comportamento tra coloro che sono tenuti alla difesa dell'igiene pubblica di fronte al proliferare di una specie animale, e coloro che, per amore verso gli animali in senso lato, non colgono l'importanza di mantenere il giusto equilibrio ecologico e faunistico. Giova alla proliferazione della specie, la capacità di questi animali di inserirsi nei centri urbani e procurarsi il cibo necessario nelle piazze; inoltre il loro comportamento si è modificato nel tempo rendendoli idonei alla convivenza con l'uomo. Alcuni limiti strutturali degli edifici consentono loro di annidiarvisi definitivamente, con conseguente danno per la salute dell'uomo e per la conservazione dei materiali murari e lapidei. Gli escrementi lasciati dai piccioni spesso si accumulano su tetti, sottotetti cornicioni e terrazzi, diventando un ricettacolo per microrganismi (batteriosi e viroso) ed insetti (zecche) estremamente pericolosi per l'uomo. Oltre ai rischi per la collettività, gli escrementi provocano un danneggiamento delle superfici murarie a causa delle sostanze acide che derivano dal guano.


CHE COSA POSSONO FARE I CITTADINI
Fermo restando che il Comune ha avviato ricerche per intraprendere le iniziative ritenute più opportune ai fini di cui sopra, alcuni interventi, alla portata di tutti ed elencati di seguito, possono essere messi in atto dai singoli possessori degli immobili.

  • Chiusura anfratti: tenendo conto che il piccione tende a nidificare e quindi a riprodursi in luoghi caldi e protetti dall'attacco dei predatori, è importante che sia impedito loro l'accesso chiudendo gli anfratti delle mura che si trovano nei sottotetti, lucernari, cornicioni con l'applicazione di semplici reti sia di materiale plastico sia di metallo zincato senza togliere peraltro la necessaria ventilazione dei solai.
  • Dissuasori su appigli: l'uso dei dissuasori, facilmente reperibili sul mercato, come quelli formati da una serie di punte metalliche o plastiche con le estremità smussate montate su bande di materiale plastico flessibile che ne permette l'applicazione anche su superfici non piane. Questi impediscono ai piccioni di posarsi e quindi di dare luogo oltre che ai fenomeni di cui abbiamo parlato, di deiettare le loro feci su tutto ciò che si trova al di sotto con le conseguenze a tutti note, sia per l'effetto corrosivo che anti-igienico. Le bande, oltre a presentare numerose punte per unità di superficie (per evitare l'effetto contrario) dovranno essere periodicamente pulite per togliere residui rimasti sulle punte e sulla superfìcie. Esiste inoltre la possibilità di posizionare dei piani metallici inclinati in modo tale da rendere impossibile la posa dei piccioni; parimenti possono essere realizzate stuccature in calce per ottenere lo stesso profilo del piano inclinato. Accanto a questi di tipo meccanico, vi sono dei dissuasori elettrici alimentati con basso voltaggio che possono essere posizionati là dove appare difficile utilizzare quelli meccanici. Nel caso in cui si voglia impedire l'accesso agli animali all'interno di cortili, può essere utile il posizionamento di una semplice fitta e leggera rete di niylon che coprendo tutta superficie del resede non permette né il passaggio né la posatura.
  • Disponibilità di cibo: ridurre la disponibilità del cibo evitando di scuotere le tovaglie fuori dalle finestre, perché esse conservano sempre residui di briciole di pane. Non lasciare come spesso avviene piccoli pezzi di pane nel lodevole intento di dare nutrimento a volatili come pettirossi o merli, senz'altro di piacevole presenza e più semplici da gestire, che possono tuttavia essere nutriti con semi di varia natura evitando l'uso degli avanzi di pane. Tutto ciò è di notevole importanza perché l'eccessiva nutrizione dei piccioni provoca in loro l'aumento di malattie intestinali con conseguente maggior emissione di feci e quindi un peggioramento delle condizioni igieniche per essi e, di conseguenza, anche per l'uomo.
  • Manutenzione e/o pulizia manufatti: la periodica pulizia delle parti esterne delle costruzioni è una buona regola che contribuisce ad allontanare l'animale. E' importante tuttavia ricordare, che nel procedere alla pulizia e/o all'eliminazione di nidi abbandonati, è necessario usare dei guanti ed, inoltre, disinfestare accuratamente la zona per evitare che i parassiti presenti nei piccioni possano entrare nell'ambiente domestico.
  • Riduzione delle aree di abbeveraggio: evitare più possibile i ristagni d'acqua per impedire l'abbeverata e quindi la sosta dei piccioni. A questo riguardo ci appare determinante sia raccogliere l'acqua derivante dai condizionatori d'aria che eliminare quella che ristagna dopo le annaffiature di contenitori di fiori o piante in genere.


CHE COSA FARA' IL COMUNE DI PONTEDERA
L'Amministrazione Comunale sta predisponendo un piano d'intervento per la cattura non violenta dei piccioni e il parziale allontanamento dal territorio. Questo insieme all'attuazione degli interventi di manutenzione straordinaria per gli immobili pubblici. Di fronte all'inerzia dei proprietari, per evitare il ripetersi del proliferare delle colonie, gli interventi su gli edifici privati potranno essere ad essi addebitati qualora sia dimostrato l'inadempienza e l'abbandono delle normali operazioni di conservazione degli immobili ai sensi delle leggi e regolamenti vigenti in tema di pubblica incolumità e difesa della salute.
Per quei cittadini che, come auspicato, dimostrassero interesse fattivo alla realizzazione degli interventi necessari, il Comune di Pontedera attiverà forme di contributo una tantum a fondo perduto. A tale fondo possono attingere dimostrando di aver eseguito lavori atti ad impedire l'annidiamento e/o stazionamento dei piccioni. Il fondo potrà essere rinnovato l'anno successivo. Nei casi in cui siano utilizzati dissuasori o reti sarà sufficiente presentare ricevuta fiscale o fattura che dimostri dettagliatamente il tipo di intervento eseguito e il loro costo. Il Comune conta sulla collaborazione da parte della cittadinanza in quanto le attuali normative non permettono molti tipi d'intervento; tanto è vero che, anche in altre realtà ove esistono beni architettonici di pregio insidiati dal contenuto acido delle feci dei piccioni, le amministrazioni non hanno sufficienti mezzi per contrastare il fenomeno.