Speciale piccioni: cosa sapere e cosa fare nella lotta ai piccioni in città
PICCIONI:COSA SAPERE E COSA FARE
Questa Amministrazione Comunale, nell'intento di affrontare i problemi causati dalla
presenza dei piccioni nel territorio abitato del comune, ha sentito la necessità di informare i cittadini circa le
iniziative in procinto di essere adottate per cercare di riportare il fenomeno entro limiti accettabili per tutti. Al di là delle numerose lamentele raccolte,
diciamo subito
che quello
di cui si sta parlando non è un problema semplice, da affrontare con metodologie e
atteggiamenti semplici e pressapochisti: un eterogeneo quadro normativo di riferimento, difficoltà tecniche ed operative impongono riflessioni
e la necessità che si adottino iniziative di collaborazione tra
pubblico e privato.
Detto che l'obiettivo principale che sta perseguendo il Comune di Pontedera è quello di rendere
più vivibile la città, logica conseguenza è perseguire la riduzione del numero
degli animali ad un valore accettabile per la grandezza del territorio e,
insieme, la riduzione dei siti nidificatori. Quest'opuscolo ha perciò lo scopo
di ottenere una partecipazione dei cittadini, rendendoli consci del fenomeno e
suggerendo loro poche cose, però importanti, su cosa fare per arginare questo
problema.
IL PICCIONE IN CITTA'
II piccione, animale timido e schivo, trova nel tessuto
urbano edificato un habitat ideale che lo
protegge dai predatori naturali, offre innumerevoli sedi per nidificare
senza eccessiva competizione ed un'enorme quantità di cibo e di acqua. L'impreciso quadro normativo vigente
definisce, genericamente, il piccione
come bene demaniale e perciò proprietà dello Stato; non si comprende però quale sia la reale specie oggetto
di possesso ovvero di protezione. Questo ha ingenerato confusione di
comportamento tra coloro che sono tenuti
alla difesa dell'igiene pubblica di fronte al proliferare di una specie animale, e coloro che, per amore verso gli
animali in senso lato, non colgono
l'importanza di mantenere il giusto equilibrio ecologico e faunistico. Giova alla proliferazione della specie, la
capacità di questi animali di inserirsi nei centri urbani e procurarsi
il cibo necessario nelle piazze; inoltre il loro comportamento si è modificato nel tempo rendendoli idonei alla
convivenza con l'uomo. Alcuni limiti
strutturali degli edifici consentono loro di annidiarvisi definitivamente, con conseguente danno per la salute
dell'uomo e per la conservazione dei materiali murari e lapidei. Gli escrementi
lasciati dai piccioni spesso si
accumulano su tetti, sottotetti cornicioni e terrazzi, diventando un ricettacolo per microrganismi
(batteriosi e viroso) ed insetti (zecche)
estremamente pericolosi per l'uomo. Oltre ai rischi per la collettività, gli escrementi provocano un danneggiamento delle
superfici murarie a causa delle
sostanze acide che derivano dal guano.
CHE COSA POSSONO FARE
I CITTADINI
Fermo restando che il Comune ha
avviato ricerche per intraprendere le iniziative ritenute più opportune ai fini di cui sopra, alcuni
interventi, alla portata di tutti ed
elencati di seguito, possono essere messi in atto dai singoli possessori degli immobili.
- Chiusura anfratti: tenendo conto che il piccione tende a nidificare e quindi a riprodursi in luoghi caldi e protetti dall'attacco dei predatori, è importante che sia impedito loro l'accesso chiudendo gli anfratti delle mura che si trovano nei sottotetti, lucernari, cornicioni con l'applicazione di semplici reti sia di materiale plastico sia di metallo zincato senza togliere peraltro la necessaria ventilazione dei solai.
- Dissuasori su appigli: l'uso dei dissuasori, facilmente reperibili sul mercato, come quelli formati da una serie di punte metalliche o plastiche con le estremità smussate montate su bande di materiale plastico flessibile che ne permette l'applicazione anche su superfici non piane. Questi impediscono ai piccioni di posarsi e quindi di dare luogo oltre che ai fenomeni di cui abbiamo parlato, di deiettare le loro feci su tutto ciò che si trova al di sotto con le conseguenze a tutti note, sia per l'effetto corrosivo che anti-igienico. Le bande, oltre a presentare numerose punte per unità di superficie (per evitare l'effetto contrario) dovranno essere periodicamente pulite per togliere residui rimasti sulle punte e sulla superfìcie. Esiste inoltre la possibilità di posizionare dei piani metallici inclinati in modo tale da rendere impossibile la posa dei piccioni; parimenti possono essere realizzate stuccature in calce per ottenere lo stesso profilo del piano inclinato. Accanto a questi di tipo meccanico, vi sono dei dissuasori elettrici alimentati con basso voltaggio che possono essere posizionati là dove appare difficile utilizzare quelli meccanici. Nel caso in cui si voglia impedire l'accesso agli animali all'interno di cortili, può essere utile il posizionamento di una semplice fitta e leggera rete di niylon che coprendo tutta superficie del resede non permette né il passaggio né la posatura.
- Disponibilità di cibo: ridurre la disponibilità del cibo evitando di scuotere le tovaglie fuori dalle finestre, perché esse conservano sempre residui di briciole di pane. Non lasciare come spesso avviene piccoli pezzi di pane nel lodevole intento di dare nutrimento a volatili come pettirossi o merli, senz'altro di piacevole presenza e più semplici da gestire, che possono tuttavia essere nutriti con semi di varia natura evitando l'uso degli avanzi di pane. Tutto ciò è di notevole importanza perché l'eccessiva nutrizione dei piccioni provoca in loro l'aumento di malattie intestinali con conseguente maggior emissione di feci e quindi un peggioramento delle condizioni igieniche per essi e, di conseguenza, anche per l'uomo.
- Manutenzione e/o pulizia manufatti: la periodica pulizia delle parti esterne delle costruzioni è una buona regola che contribuisce ad allontanare l'animale. E' importante tuttavia ricordare, che nel procedere alla pulizia e/o all'eliminazione di nidi abbandonati, è necessario usare dei guanti ed, inoltre, disinfestare accuratamente la zona per evitare che i parassiti presenti nei piccioni possano entrare nell'ambiente domestico.
- Riduzione delle aree di abbeveraggio: evitare più possibile i ristagni d'acqua per impedire l'abbeverata e quindi la sosta dei piccioni. A questo riguardo ci appare determinante sia raccogliere l'acqua derivante dai condizionatori d'aria che eliminare quella che ristagna dopo le annaffiature di contenitori di fiori o piante in genere.
CHE COSA
FARA' IL COMUNE DI PONTEDERA
L'Amministrazione Comunale sta predisponendo un piano d'intervento per la
cattura non violenta dei piccioni e il parziale allontanamento dal territorio. Questo insieme all'attuazione
degli interventi di manutenzione straordinaria
per gli immobili pubblici. Di fronte all'inerzia dei proprietari, per evitare il ripetersi del proliferare delle
colonie, gli interventi su gli edifici privati
potranno essere ad essi addebitati qualora sia dimostrato l'inadempienza e l'abbandono delle normali
operazioni di conservazione degli
immobili ai sensi delle leggi e regolamenti vigenti in tema di pubblica incolumità e difesa della salute.
Per quei cittadini che, come auspicato, dimostrassero
interesse fattivo alla realizzazione degli interventi necessari, il Comune
di Pontedera attiverà forme di contributo una tantum a fondo perduto. A tale fondo possono
attingere dimostrando di aver eseguito lavori atti ad impedire
l'annidiamento e/o stazionamento dei piccioni. Il fondo potrà essere rinnovato
l'anno successivo. Nei casi in cui siano utilizzati dissuasori o reti sarà
sufficiente presentare ricevuta fiscale o fattura che dimostri dettagliatamente il
tipo di intervento eseguito e il loro costo. Il Comune conta sulla collaborazione
da parte della cittadinanza in quanto le attuali normative non permettono molti tipi
d'intervento; tanto è vero che, anche in altre realtà ove esistono beni
architettonici di pregio insidiati dal contenuto acido delle feci dei piccioni, le amministrazioni
non hanno sufficienti mezzi per contrastare
il fenomeno.
Protezione civile










