Sulla mancata approvazione del bilancio dell’Unione. Dichiarazione del Presidente David Turini
Comunicato stampa del 10 gennaio 2012
Ieri sera il Consiglio dell’Unione della Valdera non ha approvato il bilancio per il 2012 a causa dell’uscita dall’aula, prima della discussione e quindi del voto, dei consiglieri di centrodestra, che hanno fatto mancare il numero legale facendo saltare il Consiglio. L’episodio in se non è particolarmente influente sull’attività dell’ente. Il bilancio verrà riproposto nei prossimi giorni e approvato della solida maggioranza. E’ invece significativo il comportamento e l’atteggiamento del centrodestra nei confronti delle esigenze dei cittadini e della pubblica amministrazione. L’Unione, lo sappiamo tutti, non è direttamente un organo politico. I cittadini non votano per eleggere il presidente o i partiti. I vertici dell’Unione sono i sindaci dei vari comuni della Valdera. Non ha senso quindi riproporre in questa sede scontri e dialettica politica finalizzata alla semplice contrapposizione. Altro comportamento sarebbe stato se il centrodestra fosse entrato nei temi affrontando il merito e il voto. Questa vicenda testimonia l’inaffidabilità politica del centrodestra in questo territorio. Si ritarda l’approvazione del bilancio creando ritardi alla gestione amministrativa di servizi rivolti al cittadino e non si è in grado di fare proposte alternative o costruttive. In un momento di crisi per il Paese come questo il centro destra obbedisce ancora a modalità e logiche di contrapposizione da “seconda repubblica”, tipicamente “berlusconiane”, non rendendosi conto della necessità, che nel Paese c’è, di una fase politica nuova, che alle diatribe della politica metta davanti a tutto l’esigenza di operare per il bene dei cittadini e del territorio.
Del resto in questi giorni abbiamo letto sui giornali persino le critiche del centro destra al percorso partecipativo avviato dall’Unione sui grandi temi del territorio. Un percorso che era stato messo in piedi per favorire la partecipazione dei cittadini che sempre più vogliono esprimersi sui temi strategici di un territorio e sempre più spesso promuovono comitati di protesta. L’unica strada democratica era di far esprimere i cittadini prima delle scelte. E’ questo che l’Unione ha tentato di fare. Era l’unica strada democratica possibile. Anche noi ci saremmo aspettati una maggiore partecipazione ma questo non significa che quel percorso non andasse avviato. L’esistenza del percorso, a prescindere dalla effettiva partecipazione, è già una condizione essenziale di democrazia. Ma capiamo che questi temi non sono cari al centro destra che forse preferisce i sondaggi e che addirittura ha evocato la teoria degli sprechi, citando le migliaia di euro utilizzati (e attinti da un fondo regionale specifico). Strano perché qualche mese addietro il loro leader nazionale non volle far accorpare elezioni amministrative e referendum su acqua e nucleare in un unico election day provocando un danno economico di centinaia di milioni di euro.
Noi crediamo nella democrazia. Sempre. E crediamo anche che questo ente vada amministrato nell’interesse superiore dei cittadini e del nostro territorio. Non si scherza con le esigenze dei cittadini, con i bilanci nei quali si prevedono spese per la collettività. E’ un grave errore del centrodestra portare in un ente di questo tipo lo scontro partitico ed elettorale.
Pontedera, 10 gennaio 2012










