Sui passaggi pedonali rialzati
Comunicato stampa del 19 marzo 2009
Occorre ristabilire alcuni punti fermi relativamente alla polemica sui passaggi pedonali rialzati che da qualche giorno occupa alcuni spazi della stampa locale.
Innanzitutto va chiarito che si sta parlando di passaggi pedonali rialzati e non di dossi. La differenza è sostanziale sia in termini di utilità che in termini di normative di riferimento.
Questi passaggi pedonali sono stati richiesti anche dai cittadini del quartiere ma comunque l’Amministrazione Comunale si era resa conto della necessità di garantire meglio i pedoni rispetto alla circolazione automobilistica. I quartieri non sono proprietà privata degli automobilisti. I cittadini pedoni hanno diritto alla sicurezza e alla mobilità.
Stante l’impossibilità evidente di controlli continui e onnipresenti da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale è opportuno anche che la mobilità sia organizzata in maniera da garantire meglio l’incolumità dei cittadini.
E’ opportuno far notare che in prossimità degli attraversamenti il limite di velocità è di 30 chilometri all’ora (nel resto della città è 50). Un limite necessario a non mettere a rischio la sicurezza dei cittadini che vi vivono, uomini e donne, anziani e bambini. Gli attraversamenti sono stati realizzati ad opera d’arte e resi il più possibile transitabili: ma è chiaro che la velocità di impegno non può essere elevata. Ed è giusto che sia così.
In altri importanti e civili comuni si è proceduto con questi passaggi che rendono più sicure le città.
Occorre rendere di nuovo a misura di tutti le città: non si può pensare che le auto possano sfrecciare in luoghi vicini a spazi frequentati da bambini, ciclisti, anziani e pedoni. Va recuperato, e lo chiediamo a tutti, un diverso approccio alla mobilità e all’uso delle automobili.
Sorprende infine l’incoerenza di molti soggetti che un giorno, di fronte alle vittime della strada a causa della velocità si scagliano contro i mancati controlli e contro la mancanza di strutture per i pedoni, e il giorno dopo, di fronte alle proteste contrarie chiedono l’opposto.
La “lista civica di Marianelli”, di cui finora parla solo la stampa, sembra ripromettersi il fine semplicemente di dividere i cittadini: non otterrà questo fine. I passaggi, richiesti dalla Consulta di quartiere, rimarranno al loro posto.
Pontedera, 19 marzo 2009










