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Intervento del vicesindaco di Pontedera, Massimiliano Sonetti, sulla giornata della pace

creato da redazione ultima modifica 22/09/2010 13:03

Comunicato stampa del 20 settembre 2010

Intervento del vicesindaco di Pontedera, Massimiliano Sonetti, sulla giornata della pace e sull’impegno per la cooperazione internazionale.

Oggi, 21 settembre, ricorre una importante celebrazione in tutto il mondo: è la Giornata Internazionale della Pace. La Giornata Internazionale della Pace è stata istituita nel 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e questa data vorrebbe rappresentare ogni anno, per il mondo intero, un appello alla cassazione delle ostilità e per la non violenza. Un appello che faccio mio e rilancio a nome di tutta Pontedera.

La prima Giornata per la Pace è stata celebrata nel settembre 1982. Quest’anno la Giornata Internazionale della Pace ricorre nello stesso periodo del Summit  sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la più grande campagna mondiale contro la povertà. Al Summit, che si terrà dal 20 al 22 settembre presso le Nazioni Unite a New York, parteciperanno i leader di tutto il mondo. Non va dimenticato che il 2010 è Anno Internazionale dei Giovani.

E’ evidente che giovani, pace e sviluppo sono strettamente collegati tra di loro: la pace crea i presupposti per favorire lo sviluppo che è un fattore decisivo per offrire opportunità ai giovani, soprattutto a quelli che si trovano in paesi che stanno uscendo da situazioni di anni di conflitti. Infatti solo giovani in salute e istruiti sono in grado di favorire una pace e uno sviluppo sostenibili e ridurre drasticamente, povertà, fame, malattie e mortalità materna ed infantile.

Questi sono i temi nell’agenda dell’organizzazione che raccoglie tutti gli stati del mondo. L’organizzazione che maggiormente rappresenta l’umanità che vive questo piccolo pianeta.  Questi sono i temi che, insieme a quelli dell’ambiente, l’umanità deve risolvere se vuole assicurarsi un futuro. Un mondo più equo, più giusto e conseguentemente più pacifico, è l’obiettivo di tutti noi. La comunità mondiale è sempre più interdipendente: la fame le malattie, la povertà e la guerra non sono più qualcosa di lontano e ininfluente ma è qualcosa di nostro, che ci riguarda. L’umanità ha oggi gli strumenti culturali e tecnologici per affrontare questi problemi. Vedo però un mondo occidentale molto “distratto” su questi temi.

E questi strumenti sono anche alla nostra portata. Oggi nessuno è escluso da questo impegno. Neppure una piccola comunità come la nostra. E’ per questo che a metà ottobre, il 13 ottobre, a Pontedera si terrà un importante momento di riflessione sulla cooperazione internazionale. La Regione Toscana infatti svolgerà nella nostra città la Conferenza Regionale. Il primo e il due ottobre invece si terrà il convegno internazionale sui diritti umani: incontri e riflessioni sulle esperienze di cooperazione internazionale attuate dal Comune di Pontedera e sui diritti umani violati nel mondo.

Pochi forse lo sanno ma Pontedera è una delle città più impegnate in assoluto nella cooperazione internazione. Poche città della nostra dimensione hanno in corso progetti di cooperazione internazionale di tale rilievo: si pensi all’ospedale di suor Ilaria a Bossemptelè realizzato insieme alla Cei (conferenza episcopale italiana), ai progetti di sostegno al Nicaragua, a quelli della fattoria a Khombole in Senegal (da dove provengono molti dei senegalesi immigrati nelle nostre zone), o ai progetti in Congo o in Burkina Fasu.

Si tratta di progetti importanti. Non è beneficenza. La beneficenza è una cosa molto bella. Ma questi progetti sono di più, sono cooperazione. Significa che si decide di fare un pezzo di strada insieme ad altre comunità locali, di paesi più poveri. Significa condividere e dare dignità a quei popoli. “L’egoismo è sempre stata la peste della società – diceva Giacomo Leopardi – e quanto è stato maggiore tanto peggiore è stata la condizione della società”. Noi non possiamo tacere e chiudere gli occhi davanti alle grandi ingiustizie di questo tempo. Aiutare chi soffre significa anche dare una speranza di una vita migliore, significa permettere ai popoli di non abbandonarsi al dramma dell’emigrazione, significa lavorare per la pace di tutti. Nel mondo ogni anno muoiono di fame sette milioni di bambini. E’ un dato che la nostra mente rifiuta. Non riusciamo, nemmeno volendo, a quantificare, a paragonare ai nostri parametri, a concentrarci, tanto è enorme.

Voglio fare mie le parole di Papa Benedetto XVI: “Dopo le vaste sofferenze causate da due terribili guerre mondiali e gli indicibili crimini della ideologie totalitarie, la comunità internazionale ha acquisito un nuovo sistema di legge internazionale basata sui diritti umani", ma ugualmente si assiste a quella che il Papa ha definito una "vergognosa tragedia" rappresentata dal fatto che "un quinto dell'umanità continua a soffrire la fame". Per assicurare le necessarie scorte di cibo, come anche la tutela delle risorse idriche e energetiche, è necessario - ha affermato il Santo Padre - che “tutti i leader internazionali collaborino con prontezza e buona fede, nel rispetto della legge naturale e nella promozione della solidarietà e della sussidiaretà con le regioni e i popoli più deboli del pianeta". È questa, per il Papa, la "più efficace strategia per eliminare le ineguaglianze sociali tra i paesi e le società e per accrescere la sicurezza globale". Questo cerchiamo di fare anche a Pontedera e questo è la riflessione che oggi ho voluta fare con tutti voi.

 

 

Il vicesindaco di Pontedera
Massimiliano Sonetti


Per saperne di più sulla giornata della pace 2010, visita il sito: http://www.un.org/en/events/peaceday/2010/



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 24/05/2012

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