Donne ai tempi dell'oscurità
| Cosa | Evento |
|---|---|
| Quando |
11/06/2011 21:00
11/06/2011 23:55
11/06/2011 da 21:00 al 23:55 |
| Dove | Saletta Cirri - UTE, Via della stazione Vecchia |
| Persona di riferimento | Amnesty International - Gruppo 234 Pontedera |
| Indirizzo e-mail per contatti | gr234@amnesty.it |
| Aggiungi l'evento al calendario |
|
Presentazione del libro
Donne ai tempi dell'oscurità
di e con Norma Victoria Berti
edito da Seb27 nella collana Laissez-passer
- Introduce Chiara Sarperi, Amnesty International - Gruppo 234 Pontedera
- Interviene Norma Victoria Berti
Foucault
scriveva che la prigione è l’unico luogo in cui il potere si presenta nudo,
nella sua espressione più feroce, senza mascherarsi, manifestando così la sua
tirannia fino alle estreme conseguenze. L’autrice lo ricorda. Nelle
testimonianze delle sue compagne di reclusione – sopravvissute a quell’atroce
esperienza nell’Argentina della giunta militare e disponibili a raccontarla –
emerge sia una preparazione politica e filosofica che percorre tutto il libro
(e preesiste alla galera), sia il coprotagonista del volume: quel potere che ha
scientificamente terrorizzato il Sudamerica degli anni Settanta e Ottanta.
Spesso il potere colpisce il soggetto ritenuto più vulnerabile sul corpo del
quale si accanisce per dimostrare la sua forza: la donna, vera protagonista del
libro, che resiste con il suo corpo e la sua testa alla distruzione fisica,
morale e psicologica, si trasfigura in un organismo unico e solidale, superando
le divisioni e le appartenenze politiche attraverso la spontanea solidarietà,
che nella raccolta di interviste diventa racconto corale di una scuola
carceraria, difficile da intuire per chi non abbia provato quella forma di
detenzione. Il libro aiuta a capire proprio la quotidiana resistenza di “donne
scomode” con cui quel regime sarà infine costretto a confrontarsi: fuori, nelle
strade, le chiamerà «pazze di Plaza de Mayo»; dentro, in carcere
NORMA VICTORIA BERTI, nata in Argentina, aveva 21 anni nel 1976 quando fu
sequestrata e condotta in un centro clandestino di detenzione dove sparirono più
di 2.500 persone. Da lì fu trasferita al penitenziario di Cordoba e poi al
carcere di Villa Devoto a Buenos Aires. Fu messa in libertà alla fine del 1979
dopo tre anni di prigionia senza avere avuto mai alcun formale capo d’accusa.
Nel 1980 dovette lasciare il paese per le minacce ricevute a causa
dell’appoggio offerto alle organizzazioni dei familiari degli scomparsi. Da
allora risiede in Italia. Nel 2002 e nel 2006 è stata testimone in due processi
condotti a Roma verso un gruppo di militari argentini condannati in contumacia
all’ergastolo per strage politica a danno di cittadini italiani. Questo libro è
frutto della rielaborazione della sua Tesi di laurea, discussa presso
l’Università degli Studi di Torino nel 1995 e vincitrice della sesta edizione del
Premio “Franca Pieroni Bortolotti” promosso dalla Società Italiana delle
Storiche.
Organizzato da:
Amnesty International - Gruppo 234 Pontedera


