Passeggiata Risorgimentale tra ville e archivi del Valdarno pisano
| Cosa | Evento |
|---|---|
| Quando |
15/05/2011 14:00
15/05/2011 21:00
15/05/2011 da 14:00 al 21:00 |
| Dove | Pontedera |
| Persona di riferimento | Centro per l'Arte Otello Cirri |
| Indirizzo e-mail per contatti | silvia.guidi@comune.pontedera.pi.it |
| Recapito telefonico per contatti | 058757282 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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Pietro Senno, I Toscani a Curtatone e Montanara.
(La riproduzione dell’opera è stata gentilmente concessa dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze)
PROGRAMMA
Ore 14.00 Partenza da Pontedera Parcheggio complesso Cineplex
Ore 14.30 Montecastello arrivo a Villa Torrigiani-Malaspina
Ore 16.00 Le Pianora arrivo a Villa Mayer-Passerin d’Entreves-Scaramucci
Ore 17.00 Marti arrivo a Villa Majnoni-Baldovinetti
Ore 18.00 Varramista arrivo a Villa Capponi-Farinola-Piaggio
(Piccola degustazione di vini offerta dall’azienda Varramista)
Rientro previsto Pontedera Cineplex tra le 19.30 e le 20.00
I trasferimenti attraverso i punti del percorso avverranno con i mezzi messi a disposizione dal Comune di Pontedera e di Santa Maria a Monte
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA E NOMINATIVA presso Centro per l’Arte Otello Cirri Pontedera: Tel. 0587.57282 dal lunedì al venerdì ore 10-12
Numero massimo di partecipanti: 80
Quota di partecipazione: 10 € da versare al momento della partenza
CENA RISORGIMENTALE
Coloro che lo desiderano potranno prenotare anche la cena presso il club enogastronomico
Il Cavatappi al prezzo di 30 €
La passeggiata risorgimentale è resa possibile dalla liberalità con la quale i proprietari delle ville hanno aderito all’idea.
Si ringraziano dunque le famiglie: Torrigiani-Malaspina, Mayer- Passerin d’Entreves, Majnoni-Baldovinetti e l’azienda Varramista.
Si ringraziano inoltre il Gabinetto Scientifi co-Letterario G. P. Vieusseux e la Fondazione Spadolini-Nuova Antologia di Firenz
Villa Torrigiani Malaspina
Su Carlo Torrigiani (1807-1865) non si hanno pubblicazioni che ne delineano la biografia. La sua famiglia era tra le maggiori di Firenze e nella sua educazione, come per gli altri nobili della città, ebbero molta importanza i viaggi nei paesi europei. Coltivò profondi interessi pedagogici attraverso i quali si avvicinò a Enrico Mayer e tra gli anni Trenta e Quaranta fondò e diresse a Firenze alcuni istituti scolastici, tra cui San Niccolò, sostenuta anche dai Demidoff, e la Società Edificatrice Fiorentina. Zio di Ubaldino Peruzzi, nel clima politico di grande fermento degli anni Quaranta elaborò una serie di proposte per la riorganizzazione delle scuole fiorentine, per una riforma municipale, per una riforma dell’imposta fondiaria, per una riforma elettorale.
Villa Le Pianora
Enrico Mayer (1802-1877) nacque a Livorno da padre tedesco e da madre francese. A causa della sua fede protestante non poté iscriversi all’Università di Pisa ma divenne ugualmente precettore del figlio dell’ex-Re di Westfalia Luigi Napoleone e del secondogenito del Duca di Württemberg. Collaboratore della “Antologia” di Vieusseux, negli anni Venti frequentò i più noti intellettuali dell’epoca, tra cui Capponi. Dai suoi interessi pedagogici nacquero innovativi esperimenti di scuole di mutuo insegnamento e Asili. Nel 1834 intraprese un viaggio in Europa con il desiderio di visitare i principali istituti educativi e di beneficenza. A Marsiglia conobbe Giuseppe Mazzini, di cui divenne amico e corrispondente. Nel 1840, durante un soggiorno a Roma, venne arrestato per sospetta attività rivoluzionaria. Dopo un viaggio in Germania tra il 1842 ed il 1843 intensificò i contatti con i circoli moderati, distaccandosi in parte dalle precedenti posizioni politiche, più radicali. Aderì ai contenuti dello Statuto concesso da Leopoldo II e, allo scoppio della guerra partì con i volontari livornesi e prese parte alla battaglia di Curtatone. Negli anni Cinquanta si occupò della pubblicazione dei manoscritti di Ugo Foscolo, che aveva recuperato a Londra fino dal 1834.
Villa Majnoni-Baldovinetti
Ferdinando Bartolommei (1821-1869) rappresentò una delle punte avanzate del partito riformatore fiorentino fino dalla metà degli anni Quaranta aiutando nel 1848 i volontari in partenza per la Lombardia. In seguito non approvò il breve Ministero guidato da Capponi (agosto-ottobre 1848) né quello democratizzante Montanelli-Guerrazzi, causa della fuga a Gaeta di Leopoldo II nel gennaio 1849. Nel 1851 promosse la commemorazione dei morti di Curtatone e Montanara in Santa Croce ma fu arrestato e confinato per sei mesi nella sua tenuta di Val di Nievole. Fu di nuovo arrestato per diffusione di manifesti sedizioni nel 1852, imprigionato e esiliato. Al ritorno a Firenze continuò ad appoggiare l’opposizione liberale ma anche un gruppo repubblicano staccatosi da Mazzini. Fu tra i principali promotori del rivolgimento del 27 aprile 1859 che rovesciò la dinastia lorenese e avviò l’unione della Toscana con il Piemonte. Fu gonfaloniere di Firenze fino al 1864 e studiò con passione la riforma degli istituti di assistenza e beneficenza comunali, di cui a Marti restano alcune testimonianze. Fu tra i fondatori del quotidiano “La Nazione” e nel 1860 entrò nel Parlamento subalpino. Nella cappella della Villa è sepolta la figlia Giulia.
Villa Varramista
Gino Capponi (1792-1876) fu tra i membri più influenti della nobiltà moderata toscana e uno dei più importanti intellettuali della sua epoca. Viaggiò molto in Europa e accolse presso le sue ville, tra cui l’amatissima Varramista, ospiti come Leopardi, Manzoni, Tommaseo e patrioti esuli come Colletta e Giordani. Dal 1847 fu molto vicino al governo toscano collaborando alla redazione dello Statuto. Dapprima avverso al Piemonte e dubbioso sull’unificazione e sulla nascita di una confederazione di stati italiani, guidò un governo di breve durata che venne rovescitato dai democratici. Il 12 aprile 1849 fu tra gli organizzatori del moto che determinò la cacciata del Guerrazzi. Dagli anni Cinquanta guardò con maggiore fiducia al Piemonte e alla prospettiva dell’Unità e, nell’aprile 1859, organizzò
la deposizione di Leopoldo II favorendo l’ingresso della Toscana nella monarchia sabauda.


