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Circolo Letterario: l'appuntamento di gennaio

creato da settore_7 ultima modifica 07/01/2011 12:32
Cosa cultura
Quando 21/01/2011
da 21:15 al 23:55
Dove Biblioteca Comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3
Persona di riferimento Silvia Bracaloni
Indirizzo e-mail per contatti
Recapito telefonico per contatti 058754346
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IL CIRCOLO LETTERARIO

Nell’intenzione di rafforzare e ampliare sempre più il rapporto con gli utenti ed i lettori, la Biblioteca comunale di Pontedera, in collaborazione con Associazione Bibliografia e Informazione, Tagete edizioni e Associazione Orme Gialle, promuove la costituzione di un circolo letterario aperto a tutti coloro che amano i libri e amano parlarne, che desiderano confrontarsi con altri lettori e partecipare più attivamente alla vita culturale e letteraria. L’intento è quello di fare del circolo letterario un'occasione per discutere liberamente di letteratura, arte, storia, società ed ideare e realizzare insieme nuove occasioni culturali, come incontri con gli autori più amati ed altre personalità della cultura o del giornalismo, oltre ad ogni altra iniziativa che risulterà interessante e stimolante.

Il prossimo incontro del circolo letterario si terrà venerdì 21 gennaio 2011 alle ore 21,15 presso la Biblioteca comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3.

Il libro di cui parleremo è Pastorale americana di Philip Roth.

Philip Roth (Newark, 19 marzo 1933) è uno scrittore statunitense di origine ebraica. È conosciuto soprattutto per il romanzo Lamento di Portnoy (1969) e per la trilogia dei tardi anni novanta che comprende Pastorale americana (1997), Ho sposato un comunista (1998) e La macchia umana (2000). Roth si è aggiudicato una serie impressionante di National Book Award, mentre nel 1997 gli è stato assegnato il premio Pulitzer per la narrativa per Pastorale americana. È il terzo scrittore americano che ha ricevuto l'onore di vedere pubblicata in vita la sua opera completa dalla Library of America.

 

Pastorale americana, (American Pastoral, 1997)

Rileggere Pastorale americana. Dopo qualche anno. Ritrovare il capolavoro, il libro che contiene tutto. E' stata una delle cose più belle che ho fatto in questi giorni, insieme al rito consueto di scendere al mare alla sera, col mio compagno. […]

E' la storia dello Svedese, Seymour Levov, ebreo, sportivo eccellente, ottimo imprenditore, tutto intriso del sogno americano, desideroso di farne parte, smussando gli angoli, eliminando ogni distonia, rifuggendo dalle sbavature, rispettoso, marito e padre felice. E' la storia dello Svedese ma anche di tanti ebrei americani, e non solo ebrei, che hanno condiviso e creduto in quel sogno, che è stato anche il sogno di una vita carica di possibilità, priva di incertezze, di cadute, o costellata di quei piccoli errori ai quali è sempre possibile porre rimedio. Un sogno che, nel caso di Seymour Levov viene letteralmente "frantumato" da una bomba, da altre bombe. Una bomba reale, che la figlia amatissima (forse troppo amata) Merry, una volta adolescente, utilizza per far saltare un emporio e un ufficio postale, incollerita, devastata dalla Storia che non è, non lo è mai, solo ordine, prosperità, qualcosa di preciso e nitido, che si può governare, che scivola senza incrinature. Merry sarà la colossale distonia nella vita dello Svedese. E Roth ci racconta quest'epica che si allarga, che pagina dopo pagina diventa ora narrazione pura , ora inarrestabile flusso di coscienza, ora parodia incredibile (feroce ed esilarante la riunione degli ex compagni di scuola ormai vecchi), ora trattato filosofico, ora amara riflessione sulla vita, e ancora dramma, elegia, grottesco.

Roth ricostruisce la Storia dell' ex sportivo mitizzato da tutti gli amici, dell'abilissimo imprenditore, del marito orgoglioso di Miss New Jersey (la moglie Dawn, personaggio femminile indimenticabile, che alleva vacche, si fa un lifting a Ginevra, si fa scopare dall'amante china sul lavandino, rinnega il passato e la bella casa dove si era dipanata l'illusione di felicità), ricostruisce la Storia( e la maiuscola è d'obbligo essendo in realtà un puzzle di storie a comporre una Storia condivisa e condivisibile dove tutti, come in un gioco di specchi, ci riconosceremo, troveremo tratti , fisionomie, comportamenti, attese, mascheramenti e mistificazioni che conosciamo) con un meccanismo letterario di scomposizione e di evocazione. L'avvicinamento al tema, attraverso i ricordi e lo sport. Il baseball. Il basket. In qualche modo un topos fondamentale di ogni grande romanzo americano:" Lo svedese brillava come estremo nel football, pivot nel basket e prima base nel baseball. Soltanto la squadra di basket combinò qualcosa di buono ( vincendo per due volte il campionato cittadino con lui come marcatore principale), ma per tutto il tempo in cui eccelse lo Svedese il destino delle nostre squadre sportive non ebbe troppa importanza per una massa studentesca i cui progenitori- in gran parte poco istruiti ma molto carichi di preoccupazioni- veneravano il primato accademico più di ogni altra cosa....Ciononostante, grazie allo Svedese, il quartiere cominciò a fantasticare su se stesso e sul resto del mondo, così come fantastica il tifoso di ogni paese...L'assunzione di Levov Lo Svedese a domestico Apollo degli ebrei di Weequahic si può spiegare meglio, credo, con la guerra contro i tedeschi e i giapponesi e le paure che essa generò. Con lo Svedese che furoreggiava sul campo da gioco, l'insensata superficie della vita forniva una specie di bizzarro, illusorio sostentamento, il felice abbandono a una svedesiana innocenza, per coloro che vivevano nella paura di non rivedere mai più i figli, i fratelli o i mariti." Questo lo leggiamo nelle primissime pagine. Non è un romanzo che richiede tempo o pazienza al lettore per entrare dentro davvero nella narrazione. Richiede coraggio. Il coraggio che richiedono i grandi libri, abbandonarsi, non sfuggire pagine che sembrano costeggiare o solo avvicinare il tema principale, pagine che paiono solo digressioni, ma sono funzionali e talvolta rivelatrici preziosissime della trama della storia e del suo intreccio che si disfa e si ricompone, continuamente, ondulatorio, simile al procedere e arretrare delle onde ( fra schiuma, alghe e detriti),senza tregua, senza assoluzione, senza senso, molto spesso, o con un senso aleatorio, volatile, dai colori d'arcobaleno, un senso che, quando pensi di averlo afferrato è già volato via e ti lascia silenzioso e interdetto. C'è un'ironia straordinaria in queste pagine di Roth che richiama l'ironia dell' Ulisse di Joyce, naturalmente con il timbro personalissimo dell'autore, filtrato come in altri romanzi dal suo alter ego letterario Nathan Zuckerman:" Ma lo spirito o l'ironia per un ragazzo come lo Svedese, sono solo intoppi al suo passo spedito: l'ironia è una consolazione della quale non hai proprio bisogno quando tutti ti considerano un dio. Oppure c'era tutto un lato della sua personalità che lo Svedese nascondeva, o questa cosa era ancora in embrione, o, più verosimilmente, mancava. Il suo distacco, la sua apparente passività come oggetto di desiderio di tutto questo amore asessuato, lo facevano apparire, se non divino, di molte spanne al di sopra della primordiale umanità di quasi tutti gli altri frequentatori della scuola. Era incatenato alla storia, era uno strumento della storia..." E' un libro carico di compassione, autentica compassione umana, non compassione idiota, che non vede, ma occhio e parole che vibrano di fronte alle debolezze umane. Straordinario il pezzo nella fabbrica dei guanti, quando lo Svedese racconta nei dettagli la storia delle concerie e di come suo padre prima e poi lui hanno saputo ingrandirsi, e lo racconta a una sorta di "piccola carnefice", a una persona che è l'interlocutrice completamente sbagliata, una delle maschere funebri che il destino indossa per far crollare le nostre certezze, le nostre passioni, la nostra dedizione, le basi che credevamo granitiche e che sono in realtà fangose e scricchiolanti della nostra personalità, di quell'illusione di "io " stabile. Rileggetelo cogliendo l'occasione dell'edizione economica, ottima da tenere in borsa o in tasca. Oppure, se non l'avete mai letto, avvicinatevi a questo romanzo straordinario. "Ecco un uomo che non è stato programmato per avere sfortuna., e ancora meno per l'impossibile. Ma chi è pronto ad affrontare l'impossibile che sta per verificarsi? Chi è pronto ad affrontare la tragedia e l'incomprensibilità del dolore? Nessuno. La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia: cioè la tragedia di tutti." Roth è scrittore che vive appartato, che è consapevole delle rinunce che richiede il suo lavoro. Anche in questo caso si inserisce in una tradizione di scrittori americani che hanno scelto un volontario isolamento per dedicarsi al loro lavoro lontani dalle continue seduzioni mediatiche. Tutti i suoi lavori meritano attenzione, in particolare Lamento di Portnoy, Zuckerman scatenato e Zuckerman incatenato, La controvita.

In Pastorale americana oltre a una narrazione che non riuscirete a dimenticare, troverete un'analisi dell'America, attualissima, sociologica ma anche psicologica che non si lascia sfuggire, pur focalizzandosi su un preciso momento storico, le pieghe, gli anfratti, i vicoli oscuri, le case borghesi, le stanche ritualità sociali che perpetuiamo per noia, le passioni incomprensibili, il lato oscuro. Ecco, il lato oscuro. Del singolo e della vita. Parla solo di questo, in fondo.

 

Francesca Mazzucato

http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/tag/letteratura-americana/

 

Informazioni dal circolo letterario

Più copie del volume, fatte pervenire dalle biblioteche di Bibliolandia, saranno disponibili per il prestito presso la Biblioteca comunale di Pontedera a partire da giovedì 23 dicembre.

E' possibile verificare telefonicamente al n. 0587 54346 la disponibilità dei volumi.

 

Per chi volesse acquistare il volume scelto dal circolo, le due librerie di Pontedera, la Libreria Carrara, Via XX Settembre, 17, Tel. 0587 52410 e la Libreria Roma, Via della Misericordia, 18, Tel. 0587 52446, offrono ai partecipanti al Circolo letterario lo sconto del 10% sul prezzo di copertina.



CONTATTI

Info: Silvia Bracaloni

s.bracaloni@comune.pontedera.pi.it

 

Biblioteca Comunale di Pontedera

Via Stazione Vecchia 3

56025 Pontedera (PI)

Tel. 0587 54346

Fax 0587 52386


Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 26/05/2012

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