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Circolo Letterario: l'appuntamento di febbraio

creato da settore_7 ultima modifica 31/01/2011 12:11
Cosa cultura
Quando 24/02/2011
da 21:15 al 22:55
Dove Biblioteca Comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3
Persona di riferimento Silvia Bracaloni
Indirizzo e-mail per contatti
Recapito telefonico per contatti 058754346
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IL CIRCOLO LETTERARIO

Nell’intenzione di rafforzare e ampliare sempre più il rapporto con gli utenti ed i lettori, la Biblioteca comunale di Pontedera, in collaborazione con Associazione Bibliografia e Informazione, Tagete edizioni e Associazione Orme Gialle, promuove la costituzione di un circolo letterario aperto a tutti coloro che amano i libri e amano parlarne, che desiderano confrontarsi con altri lettori e partecipare più attivamente alla vita culturale e letteraria. L’intento è quello di fare del circolo letterario un'occasione per discutere liberamente di letteratura, arte, storia, società ed ideare e realizzare insieme nuove occasioni culturali, come incontri con gli autori più amati ed altre personalità della cultura o del giornalismo, oltre ad ogni altra iniziativa che risulterà interessante e stimolante.

 

Il prossimo incontro del circolo letterario si terrà giovedì 24 febbraio 2011 alle ore 21,15 presso la Biblioteca comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3.

 

Il libro di cui parleremo è I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante.

 

Elena Ferrante non vuole essere un personaggio pubblico. Non andò a ritirare il premio Oplonti né il premio Procida Elsa Morante che L’amore molesto le fece vincere. Nessun galà di presentazione né interviste in pubblico ad eccezione di alcuni scambi epistolari tenuti con Mario Martone in occasione della lavorazione del film, di un’intervista rilasciata al quotidiano «L’Unità» nel settembre 2002 e di alcune risposte filtrate dalla casa editrice E/O a Goffredo Fofi. Sono in molti a pensare che dietro il nome di questa donna misteriosa si celi proprio Goffredo Fofi. Ma al di là di alcuni indizi che la identificano come necessariamente partenopea per la presenza forte di Napoli in entrambi i romanzi, Elena Ferrante ha fisicità nei suoi libri. Forse perché non crede al culto dell’effige, forse perché vuole che i lettori prescindano dalla sua immagine e costruiscano su di lei il proprio mondo, le proprie emozioni.

In quell’intervista su «L’Unità», alla domanda sul perché aveva deciso di non diventare un personaggio pubblico, Elena Ferrante rispondeva così: «Per un desiderio un po’ nevrotico di intangibilità. La fatica di scrivere tocca ogni punto del corpo. Quando il libro è finito, è come se si fosse stati perquisiti senza rispetto, e non si desidera altro che riacquistare integrità, tornare ad essere la persona che comunemente si è, nelle occupazioni, nei pensieri, nel linguaggio, nelle relazioni. Pubblica del resto è l’opera: lì c’è tutto quello che abbiamo da dire. Oggi a chi importa veramente della persona che l’ha scritta? L’essenziale è il lavoro fatto».

 

 

Informazioni dal circolo letterario

Più copie del volume, fatte pervenire dalle biblioteche di Bibliolandia, saranno disponibili per il prestito presso la Biblioteca comunale di Pontedera a partire da mercoledì 26 gennaio 2011.

E' possibile verificare telefonicamente al n. 0587 54346 la disponibilità dei volumi.

 

Per chi volesse acquistare il volume scelto dal circolo, le due librerie di Pontedera, la Libreria Carrara, Via XX Settembre, 17, Tel. 0587 52410 e la Libreria Roma, Via della Misericordia, 18, Tel. 0587 52446, offrono ai partecipanti al Circolo letterario lo sconto del 10% sul prezzo di copertina.



CONTATTI

Info: Silvia Bracaloni

s.bracaloni@comune.pontedera.pi.it

 

Biblioteca Comunale di Pontedera

Via Stazione Vecchia 3

56025 Pontedera (PI)

Tel. 0587 54346

Fax 0587 52386

 

I giorni dell’abbandono, 2002

"Un pomeriggio d'aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi. Lo fece mentre sparecchiavamo la tavola, i bambini litigavano come al solito nell'altra stanza, il cane sognava brontolando accanto al termosifone. Mi disse che era confuso, stava vivendo brutti momenti di stanchezza, di insoddisfazione, forse di viltà. Parlò a lungo dei nostri quindici anni di matrimonio, dei figli, e ammise che non aveva nulla da rimproverare né a loro né a me. Tenne un atteggiamento composto come sempre, a parte un gesto eccessivo della mano destra quando mi spiegò con una smorfia infantile che voci lievi, una specie di sussurro, lo stavano spingendo altrove. Poi si assunse la colpa di tutto quello che stava accadendo e si chiuse con cautela la porta di casa alle spalle, lasciandomi impietrita accanto al lavandino".

Il libro

Il romanzo [...] è ancora una volta la storia di un distacco: non più, come in Amore molesto, provocato dalla morte, ma dalla fine di un matrimonio apparentemente felice. Olga, la protagonista, è una donna di trentotto anni, una casalinga-scrittrice che ha trascurato il lavoro per seguire Mario, il marito ingegnere, a Torino. In questa città nuova, la sua vita e il suo tempo sono occupati dagli altri: il marito, i due bambini, il cane Otto... senza alcun preavviso un avvenimento traumatico sconcertante e banale cambia la sua esistenza: Mario si è innamorato di una donna più giovane e la lascia, si allontana da lei, dalla casa, dai figli. Il libro inizia proprio così, dal racconto in prima persona di questo abbandono inaspettato. I tentativi di Olga di razionalizzare quanto le sta accadendo lasciano presto spazio all'ottundimento, alla disperazione, all'incapacità di affrontare da sola la grigia quotidianità. Tutte le sue energie sono impegnate nel tentativo di capire come si possa così gettare via il passato, il tempo di tutta una vita: "Le donne senza amore muoiono da vive" - afferma. E la Ferrante descrive la progressiva degradazione della protagonista partendo dai piccoli dettagli della vita quotidiana: le formiche che invadono la casa, la necessità di occuparsi dei bambini sentita solo come dovere, fino all'avvelenamento del cane Otto, che con la sua morte sembra simboleggiare la normalità perduta. Per descrivere con una sottile capacità introspettiva questa progressiva perdita di identità, l'autrice ricorre a termini crudi e insiste volutamente sui particolari più abbietti, impiegando un linguaggio frammentato che esprime fino in fondo il male di vivere di questa donna spezzata. Il finale è aperto e straordinariamente vero nella rinuncia a un rassicurante happy end. Olga sembra recuperare la serenità accanto a un compagno più anziano. Ma lo fa "quietamente", ormai consapevole del crollo definitivo di ogni certezza.

L'autrice
Nella storia della letteratura, soprattutto in quella anglosassone, è accaduto più volte di incontrare scrittori che hanno voluto "scomparire", negando ai loro lettori qualsiasi informazione sulla loro vita. Il caso di Elena Ferrante è uno di questi. Non ha mai svelato la sua reale identità, nessuno l'ha mai vista, non concede interviste, né tanto meno partecipa a premi. Molti hanno addirittura prospettato l'ipotesi che in realtà Elena Ferrante sia solo uno pseudonimo che cela il nome di uno scrittore già noto. Le poche notizie che se ne hanno vengono dal suo editore, Sandro Ferri: la Ferrante - rivela - è una signora cinquantenne, nata a Napoli. Ancora giovane, ha abbandonato la sua città per seguire il marito, un ingegnere greco, nel suo Paese. L'unica certezza rimane dunque legata alla sua attività letteraria, peraltro molto ridotta.

Hanno scritto del libro

"Ha una bellissima voce narrativa, sommessa ma risoluta. È una dolorosa verità umana che ci conquista... Poco più di venti pagine dall'inizio del libro e ci troviamo già immedesimati nel personaggio. Anche perché alla Ferrante riesce facile la dura arte della naturalezza." Giovanni Pacchiano, "Sole 24 Ore"

"Elena Ferrante, a dieci anni dalla sua opera prima, ci offre un romanzo di spaesante bellezza e, per il nostro panorama letterario, di insolita, impudica radicalità." Filippo La Porta, "Il Manifesto"

"Libro vero e doloroso, I giorni dell'abbandono segna il ritorno di una scrittrice autentica, di una figura solitaria, così volutamente distante, per scelta, dal circo editoriale dei premi e dei giochi di potere". Francesco De Core, "Corriere del Mezzogiorno"

[Quello della Ferrante] "è un romanzo intenso e scabroso, che concentra in un breve arco di tempo una crisi femminile di per sé banale... ma quel che di antico o perenne c'è nella crisi di Olga è davvero scioccante, per crudezza di situazioni e di linguaggio, e contrasta nettamente con la melensaggine della letteratura femminile recente nel nostro paese"
Goffredo Fofi, "Il Messaggero"

Anna Folli insegna Letteratura moderna e contemporanea all’Università di Ferrara.

Si è occupata in particolare di letteratura femminile, pubblicando Penne leggère, uno studio sulle scrittrici dell’Ottocento e del Novecento (Guerini e Associati 2000).

 



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 26/05/2012

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