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Circolo Letterario: l'appuntamento di ottobre 2011

creato da redazione ultima modifica 28/09/2011 09:04
Cosa cultura
Quando 14/10/2011
da 21:15 al 23:55
Dove Biblioteca Comunale - Via Stazione Vecchia, 3
Persona di riferimento Silvia Bracaloni
Indirizzo e-mail per contatti
Recapito telefonico per contatti 058754346
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L CIRCOLO LETTERARIO

Nell’intenzione di rafforzare e ampliare sempre più il rapporto con gli utenti ed i lettori, la Biblioteca comunale di Pontedera, in collaborazione con Associazione Bibliografia e Informazione, Tagete edizioni e Associazione Orme Gialle, ha costituito un circolo letterario aperto a tutti coloro che amano i libri e amano parlarne, che desiderano confrontarsi con altri lettori e partecipare più attivamente alla vita culturale e letteraria. L’intento è quello di fare del circolo letterario un'occasione per discutere liberamente di letteratura, arte, storia, società ed ideare e realizzare insieme nuove occasioni culturali, come incontri con gli autori più amati ed altre personalità della cultura o del giornalismo, oltre ad ogni altra iniziativa che risulterà interessante e stimolante.


 

Venerdì 14 ottobre 2011 alle ore 21,15  presso la Biblioteca comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3 si terrà il prossimo incontro del circolo letterario. Il libro di cui parleremo è La cripta dei cappuccini di Joseph Roth.


Joseph Roth (Brody, 2 settembre 1894 – Parigi, 27 maggio 1939) è stato uno scrittore e giornalista austriaco.

Roth fu il grande cantore della finis Austriae, della dissoluzione dell'impero austro-ungarico che aveva riunito popoli di origini disparate, con lingue, religioni, tradizioni diversissime.

Scrive Ladislao Mittner nella sua Storia della letteratura tedesca: “L’unicità di Roth consiste nel fatto che egli è compiutamente austriaco e compiutamente ebreo ad un tempo come nessun altro scrittore di lingua tedesca. La sua visuale è quella dell’aristocratico austriaco che è di casa in tutte le capitali dell’Europa, ma è anche quella dell’ebreo, che ha percorso e dovrà ripercorrere ancora tutte le vie fra l’Occidente e l’Oriente.”

Così Claudio Magris: “L’impero asburgico, che Roth tende a fondere idealmente con la tradizione ebraico-orientale, diviene per lui il modello irreale e utopico da contrapporre alla violenza del presente… E’ un’alternativa fantastica a ciò che Roth, nella sua passione antiborghese e antiradicale, condanna… In una prospettiva apolitica, eguaglia capitalismo, nazionalismo, radicalismo e alla fine anche comunismo quali forme di un unico totalitarismo: quello del sistema sociale moderno che vuole porsi quale unica realtà datrice di valori”.

 


La cripta dei cappuccini (1938)

L'addio alla grande Vienna di Paola Sorge

Nella mitica Vienna imperiale degli anni precedenti la prima guerra mondiale, quando ancora la vita appariva ai giovani come un immenso prato smaltato di fiori, vive il protagonista di uno degli ultimi e più fortunati romanzi di Joseph Roth, La cripta dei cappuccini: è Francesco Ferdinando von Trotta, ventenne rappresentante di una annoiata jeunesse dorée arrogante e decadente. La sua vita trascorre all'inizio leggera come una melodia tra balli, passeggiate al Prater, dolci pene d'amore per la soave e tenera Elisabeth; soprattutto tra interminabili conversazioni con gli amici allegri e sfrenati, pieni di presunzione, che conducono una vita dissipata; scettici e beffardi, bandiscono ogni sentimento o passione, trattano le donne "come pastrani", inorridiscono all'idea del matrimonio. E' una vita passata principalmente al caffè, in quei vecchi caffè viennesi impregnati del "potente spirito della vecchia monarchia" che li rende tutti uguali e così suggestivi con quei tavolini di marmo, i lumi a petrolio, l'immancabile cassiera bionda e prosperosa, la cameriera col grembiule azzurro, i giocatori di tarocchi, il gendarme che infila nel portaombrelli il fucile con la baionetta inastata.

Alla vigilia della grande guerra - "mondiale" non perché vi partecipa tutto il mondo, nota il nostalgico Roth, ma perché fa crollare un intero magico mondo, quello della monarchia danubiana - l'imperatore ancora sembra eterno; i sontuosi palazzi del Ring danno l'impressione del benessere e della sicurezza; Vienna, città dalle smaglianti uniformi, dai colletti inamidati, dai cappelli a cilindro, è sempre in festa; in realtà è arretrata, soffocata dalle decorazioni Jugendstil, squassata dall'antisemitismo che dai ceti aristocratici è passato ai piccoli borghesi, addirittura ai portieri; dietro una cornice fastosa c'è una società agonizzante che Freud analizza e che Karl Kraus inesorabilmente smaschera. "Sopra i bicchieri dai quali spavaldamente bevevamo, la morte invisibile incrociava già le sue mani ossute", scrive Roth che ripete più volte questa frase nel corso della narrazione come un tema sinfonico ricorrente, un leitmotiv che affiora sin dalle prime pagine del romanzo.

Il proclama di Francesco Giuseppe "Ai miei popoli" che nel 1914 annuncia la guerra, segna l'inizio della fine: tutto si accelera nella tranquilla, sognante vita del protagonista; la morte annunciata è ormai alle calcagna. Il giovane Trotta combatte come sottotenente nella Galizia orientale, viene fatto prigioniero dai russi, ritorna a Vienna alla vigilia di Natale del 1918, ma è un "vivo per errore"; non ritrova il suo mondo: gli amici hanno perso tutto: rango, nome, casa e denaro; la moglie Elisabeth è vittima di una donna possessiva che la domina; lui stesso, Francesco Ferdinando, si aggira sperduto nelle notti "piene di rughe e avvizzite" di una città fantasma. Per sopravvivere apre una pensione nella vasta casa paterna; tenta di riconciliarsi con Elisabeth che alla fine lo abbandona per dedicarsi al cinema; la morte della madre che rappresentava ancora un brandello di ordine, lo porta al disfacimento totale. Finirà per riprendere la vecchia vita nei caffè viennesi; ed è in un caffè viennese che lo coglie infine la notizia dell'Anschluss, dell'annessione dell'Austria alla Germania, del definitivo crollo di un impero, simboleggiato, alla fine del romanzo, dalla tomba di Francesco Giuseppe nella Cripta dei Cappuccini .

Scritto nel 1938, durante l'esilio di Roth in Francia, La cripta dei cappuccini è un potente, nostalgico affresco di un impero che rappresentava "qualcosa di più grande, più vasto, più nobile che non una semplice patria"; ma è anche un bilancio della vita apparentemente così contraddittoria del suo autore. Nato nel 1894 a Brody in Galizia, Joseph Roth è stato infatti socialista e monarchico, ebreo e cattolico, acuto e graffiante cronista e al tempo stesso poetico sognatore. Ma è soprattutto uno splendido narratore, creatore di un universo epico nato da una fortissima e incessante tensione interna e fatto di fantasia e realtà, di verità storica e di immaginazione poetica, di analisi chiaroveggente e partecipe dell'ebraismo orientale.

Collaboratore dei più prestigiosi giornali tedeschi, Roth pubblicò il suo primo romanzo, La tela del ragno, nel 1923. Viaggiò incessantemente; si recò in Russia pieno di entusiasmo e ne tornò deluso, l'Unione Sovietica gli appariva come un "deserto spirituale". "Sono partito bolscevico e sono tornato monarchico", ripeteva. Scriveva dove capitava, al tavolino dei caffè, nelle hall dei grandi alberghi; si rifugiava nei fumi dell'alcool che, come confessava apertamente, gli rendeva la vita "più facile".

"Credo di conoscere il mondo solo quando scrivo", confidava all'amico Stefan Zweig. Nel '33 cominciò il suo esilio in Francia e, contemporaneamente, la sua lotta incessante e inesorabile contro la Germania che nei suoi saggi e nelle sue conferenze bollava come la "vera patria del male, filiale dell'inferno, residenza dell'Anticristo". Joseph Roth morì nel 1939, distrutto dall'alcool, subito dopo aver appreso la notizia del suicidio di Ernst Toller.

http://www.repubblica.it/speciale/2002/novecento/idee/35.html


Informazioni dal circolo letterario

Più copie del volume, fatte pervenire dalle biblioteche di Bibliolandia, sono disponibili per il prestito presso la Biblioteca comunale di Pontedera.

E' possibile verificare telefonicamente al n. 0587 54346 la disponibilità dei volumi.


Per chi volesse acquistare il volume scelto dal circolo, le due librerie di Pontedera, la Libreria Carrara, Via XX Settembre, 17, Tel. 0587 52410 e la Libreria Roma, Via della Misericordia, 18, Tel. 0587 52446, offrono ai partecipanti al Circolo letterario lo sconto del 10% sul prezzo di copertina.


CONTATTI

Info: Silvia Bracaloni
s.bracaloni@comune.pontedera.pi.it
Biblioteca Comunale di Pontedera
Via Stazione Vecchia 3
56025 Pontedera (PI)
Tel. 0587 54346 Fax 0587 52386



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 26/05/2012

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