Esposizione del polittico "La famiglia del calzolaio ebreo dello shtetl" di Daniel Schinasi
| Cosa | cultura |
|---|---|
| Quando |
04/09/2011 10:00
al 15/01/2012 13:00 |
| Dove | Museo Piaggio |
| Persona di riferimento | Museo Piaggio |
| Indirizzo e-mail per contatti | museo@museopiaggio.it |
| Recapito telefonico per contatti | 058727171 |
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In occasione della XII Giornata Europea della Cultura Ebraica. Esposizione del polittico "La famiglia del calzolaio ebreo dello shtetl" di Daniel Schinasi. Presentazione al pubblico domenica 4 settembre 2011 dalle 10,00 alle 13,00. L’Opera rimarrà esposta fino al 15 gennaio 2012.
DANIEL SCHINASI fondatore del Neofuturismo è nato nel quartiere di Cleopatra ad Alessandria d’Egitto nel 1933 da famiglia sefardita d’origine ispano-livornese.
Nel 1953 la sua formazione artistica inizia con i corsi serali di disegno e pastello all’Accademia Silvio Bicchi d’Alessandria e continua da autodidatta con i primi quadri di influenza impressionista.
Nel 1956 lascia l’Egitto , rimpatria come profugo in Italia e si installa ad Antignano - Livorno. In Toscana conosce i Maestri del Rinascimento e in seguito a Parigi gli Impressionisti e i Movimenti del XX secolo. Dal 1962 al 1967 sviluppa uno stile con forme geometriche ritrovandosi sulla stessa onda di André Lhote, Franz Marc, Metzinger e Feininger. Le prime opere neofuturiste sono esposte nel 1963 alla Galleria Gussoni di Milano dove conosce Carlo Carrà e De Chirico.
Nel 1966 lascia Livorno per andare a vivere a Neuchâtel (Svizzera) dove insegna e espone in vari Musei e Gallerie.
Nel 1967 si trasferisce a Parigi dove nel 1969 viene redatto il Manifesto del Neofuturismo, espone all’Istituto Italiano di Cultura e alla Galleria Raymond Duncan in omaggio a Boccioni e Severini. Nel 1970 crea l’Accademia Libera d’Arte che dirigerà fino al 1990.
Apre lo studio a Milano e diffonde il Manifesto del Neofuturismo come pure a Parigi nel 1986 e a Londra nel 1988. Inizia da quel periodo la grande pittura dei Murali e dei Pannelli, nel Santuaria Fontanasanta ad Arena Po ( Pavia ) nell’Ippodromo di San Rossore, nelle Hall delle Stazioni Ferroviarie, di Cecina, Pisa, Nizza e Grosseto nelle Università e nell’Ospedale di Pisa, nei Teatri; alla New Israeli Opera di Tel Aviv, nel Santuari di Fontana Santa (Pavia) nella Prigione di Graz (Austria) e alla A.G. Streuli Pharmaceutique di Uznach (Svizzera).
Negli anni ‘70 l’incontro e l’amicizia con lo Storico dell’Arte Vincenzo Marotta che lo affiancherà fino alla sua morte nel 2004, lo spronerà a continuare nello sviluppo della sua ricerca sul Neofuturismo.
Nel 1978 durante un soggiorno a Parigi, conosce Sonia Delaunay che lo riceve e intrattiene con lui conversazioni sui protagonisti del Cubismo e del Futurismo. Primo viaggio in Israele, ospite d’onore della città di Bat – Yam.
Nel 1994 la Federazione dello Sport francese, lo incarica a realizzare il Manifesto dei Campionati Mondiali di Triathlon a Nizza.
Nel 2007/2008 nelle sue personali a Madrid e a Barcellona, presenta il trittico «Il Massacro degli Innocenti» e il polittico «Il Battesimo dell’Infanta Leonor».
Il 24 novembre all’apertura del Festival di Musica e Cultura Ebraica al Teatro Verdi di Pisa, viene presentato il polittico «La famiglia del calzolaio ebreo dello Shtetl» che in seguito
viene esposto durante le celebrazioni della Memoria il 27 gennaio 2009 fino alla fine di aprile nella Sala Rossa del Comune di Pisa e in seguito alla Biblioteca del Comune di Cascina.
Nel 2009 per la Giornata Europea della Cultura Ebraica espone al Museo dell’Orto Botanico di Pisa il polittico «Omaggio a Galileo Galilei».
Nel 2010 presso la Biblioteca del Dipartimento di Filosofia e Storia, viene esposta la parte centrale del Polittico «La famiglia del Calzolaio ebreo dello Shtetl» che sarà esposto nell’Auditorium del Museo Piaggio dal 4 settembre 2011. Fino al 15 gennaio 2012 e in prima visione viene presentato il film sulla vita e l’opera di Schinasi, realizzato da Giuseppe La Rosa e Oliviero Olmi - Incaricato dal Museo Piaggio di realizzare il Manifesto per le celebrazioni a Corradino D’Ascanio.
Dal 1955 presenta un numero considerevole di mostre personali ed Antologiche nelle capitali europee, negli Stati Uniti, Nuova Zelanda ed in Israele.
Le sue pitture sono presenti in Musei, Pinacoteche e Collezioni Private.
Parigi, la Toscana e Nizza dove ha vissuto una buona parte della sua vita artistica l’hanno visto protagonista impegnato a difendere l’Arte Figurativa e soprattutto a divulgare il messaggio per un uomo che sta accanto agli altri uomini portatore di civiltà universale.
Daniel Schinasi vive a Nizza e in Toscana con soggiorni in Israele e in Spagna.
Per altre informazioni consultare il sito web: www.danielschinasi.com o scrivere a: schinasi.daniel@libertysurf.fr

LA FAMIGLIA DEL CALZOLAIO EBREO DELLO SHTETL
di Daniel Schinasi
La pittura è stata realizzata su 6 pannelli di masonite con telaio di legno della dimensione complessiva di m 6.40 x 1,40 - tempo di realizzazione dall’agosto 2007 al novembre
2008.
Le Fotografie de «Il Mondo Scomparso» di Roman Vishniac mi hanno talmente colpito da diversi anni per la loro crudele realtà, lasciandomi un solco profondo di sgomento, di tristezza e di dolore nello scoprire le condizioni in cui vivevano molte popolazioni ebraiche nell’Est dell’Europa, quelle dei Pogrom prima del massacro della soluzione finale nazista della Seconda Guerra Mondiale. Questa pittura nasce da una foto di Vishniac, quella del calzolaio, la sua famiglia, moglie e figli tutti ammassati in una stanza, con il banco dell’artigiano, i letti, un angolo di cucina, naturalmente in condizioni di vita da terzo mondo.
All’inizio, desideravo raccontare e testimoniare con la mia opera la vita della famiglia del calzolaio ed in seguito una voce della coscienza mi ha suggerito di sviluppare il tema andando indietro nel tempo, nel presente e nel futuro, per denunciare coloro che hanno perseguitato gli ebrei partendo dai tempi del Faraone ai giorni nostri passando attraverso i secoli bui di Babilonia, dell’Impero Romano, della Chiesa, delle Crociate dell’Inquisizione, della macchina infernale della Germania Nazista per arrivare alla Liberazione e alla rinascita dello Stato d’Israele.
Ancora una volta una pittura che ho voluto realizzare in segno della Memoria per non dimenticare.


