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Presentazione del libro "Pontedera. Guida alla ricerca"

creato da settore_7 ultima modifica 07/01/2011 12:38
Cosa cultura
Quando 22/01/2011
da 17:00 al 18:00
Dove Biblioteca Comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3
Persona di riferimento Silvia Bracaloni
Indirizzo e-mail per contatti
Recapito telefonico per contatti 058754346
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Presentazione del volume

Pontedera: guida alla ricerca. Bibliografia (1757-2009), archivi, documenti

Sabato 22 gennaio 2011 alle ore 17 presso la Biblioteca comunale in via Stazione vecchia 3 sarà presentato il volume Pontedera : guida alla ricerca. Bibliografia (1757-2009), archivi, documenti a cura di Federica Depaolis, Walter Scancarello, Sarah Tiboni, Tagete Edizioni.

Interverrà il prof. Paolo Pezzino, docente di storia contemporanea all’Università di Pisa.

Per l’occasione sarà allestita una piccola mostra bibliografico-documentaria che mette in luce la varietà della documentazione locale conservata nella Biblioteca comunale di Pontedera, comprese alcune curiosità storiche.

 

Info:

Biblioteca comunale di Pontedera

Tel. 058754346 - 0587299530

s.bracaloni@comune.pontedera.pi.it

 

 

Pontedera. guida alla ricerca

bibliografia (1757-2009)
archivi - documenti


a cura di Federica Depaolis e Walter Scancarello
Archivi e Centri di documentazione Sarah Tiboni

 

PRESENTAZIONE

Nel presentare una pubblicazione che tratta delle fonti archivistiche e dei documenti che riguardano Pontedera e la sua storia è difficile esimersi dall’affrontare il tema della memoria. Un tema di per sé ben più vasto di quanto possa apparire in prima istanza perché può essere affrontato con i più svariati approcci: tecnico, scientifico, umanistico, religioso.... Mi limito quindi, senza troppe pretese, a qualche riflessione su quella particolare declinazione della memoria chiamata “memoria collettiva”, quella cioè che, pur rimandando ad un passato di cui non abbiamo esperienza diretta, rimane a fondamento ed espressione dell’identità di un gruppo sociale che porta i soggetti ad esprimersi pluralmente, con un “noi”, richiamando con ciò il proprio senso di appartenenza ad una collettività quale la famiglia, un gruppo, una comunità locale, una nazione.
Se prendiamo in esame la comunità locale, l’abituale definizione sociologica la fa coincidere con territorio, lingua, economia, religione, stessi interessi… ma oltre queste categorie scontate ci sono generalmente altri elementi distintivi, quali la presenza di un sistema di interazione forte fra i suoi componenti, in un’ottica di responsabilità reciproca. Forse, però, ciò che maggiormente la connota è proprio la memoria collettiva, e quella culturale in particolare, il raccogliersi insomma dei componenti di quellacomunità attorno ad un “sentimento del passato” appartenente a tutti.
La domanda che inevitabilmente affiora a questo punto è se, ed in quale misura, “noi” pontederesi possiamo identificarci in una comunità come quella appena descritta; se cioè il nostro senso di appartenenza alla collettività che costituisce Pontedera sia ancora sufficientemente forte, se nella nostra identità di città convivano ancora quella tradizione e quei valori che l’hanno creata e fatta crescere.
Personalmente penso che la risposta sia positiva, ma sorgono spontanee alcune considerazioni. Prima fra tutte il problema della trasmissione della memoria culturale da una generazione all’altra. Impossibile non rilevare come i cambiamenti sociali ed economici avvenuti negli ultimi anni, l’invasione delle nuove tecnologie in particolar modo, abbiano prodotto anche nella nostra realtà locale cambiamenti radicali nel lavoro, nelle abitudini, nelle prospettive.
Le serate raccolti intorno al caminetto, le veglie “a seggiola” nelle vie, le interminabili chiacchierate nei circoli o nei bar non esistono, quasi, più. Il caminetto è divenuto un lusso da salotto, le vie sono sempre più trafficate e pericolose, i circoli sono semideserti e stanno chiudendo o trasformandosi completamente, i bar sono diventati luoghi per consumare velocemente colazioni o mangiare nelle pause pranzo di giorno o pub pieni di rumore e birra la sera. È un fatto che oggi le generazioni convivono ma non condividono più, o lo fanno sempre meno, luoghi adatti alla trasmissione orale della memoria della collettività.
Le amministrazioni locali, per la loro natura istituzionale ma anche e soprattutto per il loro radicamento sul e nel territorio, sono chiamate a mantenere vivo e rinsaldare nei cittadini quel comune “sentimento del passato” che ne fa una comunità. I comuni devono occuparsi delle tracce del passato, di quell’insieme di documenti materiali ed immateriali che testimoniano la storia e la cultura della propria comunità. In questa ottica le ultime amministrazioni comunali di Pontedera hanno operato alcune scelte come la ristrutturazione delle vecchie officine Piaggio, con lo storico “dente” recuperato alla vita culturale e sociale della città; la compartecipazione alla Fondazione Piaggio, cui fa capo il Museo Piaggio e l’annesso archivio industriale uno dei più importanti e meglio organizzati del panorama nazionale. Si è realizzato così un documento “vivente” della nostra storia, integrato nel quotidiano dei cittadini che quella storia con tanta fatica e tante lotte sindacali hanno scritto e con tanta fatica continuano a scrivere.
In merito poi ai libri, ma anche agli altri modi con i quali si voglia narrare la storia locale di Pontedera, si può facilmente osservare che alla parabola discendente della trasmissione orale è contemporaneamente seguita una progressiva crescita della produzione editoriale. Questi “oggetti della memoria” locale, libri ma anche immagini, video, hanno la caratteristica di avere per oggetto la narrazione di quelle che possiamo definire “particolarità” ovvero la produzione si è incentrata su determinati fatti, periodi, aspetti o temi specifici e particolari della vita economica e sociale, senza una visione d’insieme.
Tutto questo materiale sarà utile ed importante nella misura in cui sapremo raccogliere, ordinare, classificare e rendere fruibili complessivamente questi oggetti al fine di poter operare collettivamente ed in modo condiviso quella selezione che in passato la trasmissione orale operava naturalmente. Tale paziente sforzo sarà necessario se vorremo, come si pensa da più parti opportuno, narrare nelle nostre scuole e alle generazioni future la storia
della nostra comunità, il senso ed i valori della nostra comune identità.
In questa prospettiva l’impegno dell’Amministrazione comunale riguarda più fronti: non solo veicolare trasversalmente la componente della memoria culturale in ogni aspetto della vita politica e amministrativa, ma anche occuparsi dell’accesso al materiale documentario. Uno specifico progetto per una raccolta di documentazione locale è già stato redatto e questa pubblicazione - una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche - ne rappresenta il punto di partenza.
La memoria collettiva evolve, è destinata a mutare nel tempo, può rafforzarsi ma anche affievolirsi e con questa i processi di identificazione, i rapporti fra i componenti della comunità. Rimane quindi il compito più impegnativo: riuscire a coinvolgere quanti più cittadini possibile intorno all’obbiettivo di rimanere una comunità dotata di quell’identità che l’ha sempre contraddistinta; un obbiettivo non fine a se stesso, proprio alla luce dei tanti cambiamenti cui siamo di fronte.
Anche per questo non si può non far riferimento alle trasformazioni sociali che sono avvenute in queste ultimi anni nella composizione sociale e culturale della città, con particolare riferimento al recente fenomeno dell’immigrazione. Solo le comunità più radicate nella loro identità collettiva sono davvero in grado di accogliere “altre” culture, di interessarsi alla loro diversa memoria culturale senza averne paura proprio perché, forti della propria, non se ne sentono minacciate. Anzi, sono in grado di integrare il nuovo conservando inalterato il proprio senso di appartenenza, arricchendolo con la conoscenza di nuove culture ed il rafforzamento del valore della solidarietà. Vi possono essere, sulla precedente affermazione, pareri distinti o discordanti; su una cosa credo però non vi siano dubbi: è dalla nostra identità che traiamo il senso profondo delle scelte, delle nostre azioni.

Stefano Tognarelli

 



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 28/05/2012

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