Una stagione per la Toscana: Teatro Era e Teatro Francesco di Bartolo - Stagione 2012
| Cosa | |
|---|---|
| Quando |
08/01/2012 19:00
al 20/04/2012 20:00 |
| Dove | Teatro Era - Pontedera / Teatro Francesco di Bartolo - Buti |
| Persona di riferimento | Fondazione Pontedera Teatro |
| Indirizzo e-mail per contatti | info@pontederateatro.it |
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La Fondazione Pontedera Teatro, con la direzione artistica di Roberto Bacci, e il Teatro Francesco di Bartolo di Buti, diretto da Dario Marconcini, per il secondo anno consecutivo, hanno presentato Una Stagione per la Toscana.
Inaugurata a gennaio, l’edizione del 2012 prosegue fino ad aprile spaziando dal repertorio classico all’innovazione e alla ricerca con rilevanti protagonisti della scena italiana.
Il 31 gennaio al Teatro Era di Pontedera è in scena Il Catalogo - Aide Memorie di Jean Claude Carrière,una commedia delicata e divertente con Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari e la regia di Valerio Binasco. l’11 febbraio è la volta del Teatro Minimo di Andria che si confronta con il manifesto politico di ‘Eduardo’ proponendo l’Arte della Commedia, con la regia di Michele Sinisi.
Il 23 febbraio il grande affabulatore Marco Paolini attinge al repertorio storico e sale sul palcoscenico con Itis Galileo in veste di un narratore ‘curioso’.
Due personaggi indiscussi del teatro Italiano si alternano al Teatro Era: Glauco Mau
ri è in scena con Quello che Prende gli schiaffi (1 marzo), testo tragicomico del drammaturgo russo Leonid Nikolaevič Andreev, e Franca Valeri scompone e ricompone i pezzi della sua biografia con una scrittura originale e frizzante in Non tutto è risolto (22 marzo), accompagnata da grandi interpreti come Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini.
Straordinaria è la presenza di Jan Fabre, caposaldo artistico della scena internazionale che con Preparatio Mortis (spettacolo fuori abbonamento, 9 e 10 marzo) dà vita ad una coreografia teatrale in un’atmosfera da veglia funebre, arrichita da un’istallazione di fiori coloratissimi.
Il regista argentino César Brie, dirigendo un gruppo di giovani attori, racconta i fratelli Karamàzov di Fëdor Dostoevskij (31 marzo), mettendo in luce l’attualità delle tematiche sociali e dello sfaccettato panorama di relazioni umane del romanzo ottocentesco.
Al Teatro Francesco di Bartolo di Buti, il 6 febbraio, I Ricci Forte con Grimmless tracciano uno scenario crudo e una favola senza speranza.
I Sacchi di Sabbia, una delle compagnie più interessanti e apprezzati dalla critica, sono ospiti con ben tre spettacoli, Don Giovanni (12 febbraio), un’esecuzione corale a cappella della Musica di Mozart, Abram e Isac (18 e 19 febbraio), una rilettura ironica della ‘Sacra Rappresentazione’ del fiorentino Feo Belcari e - in prima nazionale - Invasione degli Ultracorpi liberamente ispirato al romanzo di fantascienza omonimo di Jack Finney (18 e 19 febbraio).
Spiccano nel cartellone butese tre donne e tre grandi registe: la completa e poliedrica Emma Dante che riprende la favola di Biancaneve e dà vita ad una fiaba non solo per bambini ma anche per adulti (26 febbraio); Claudia Castellucci (Socìetas Raffaello Sanzio) si sofferma sulla realtà quotidiana e porta in scena alcuni frammenti testuali e visivi (23 marzo); Silvia Pasello che nell’Angelo dell’Inverno (29, 30, 31 marzo), a partire da Il Canto del Cigno di Čechov, indaga sulla condizione di attrice, ripercorrendo la sua storia artistico-attoriale.
Sonia Bergamasco, attrice, ma anche regista insieme a Francesco Giomi, presenta Esse di Salome (3 marzo), spettacolo nato da frammenti dell'Erodiade di Mallarmé, testimonianza di un teatro sonoro che coniuga musica e parole.
Tra gli ospiti, l’imperdibile attore e regista, Carlo Cecchi è in scena con due atti unici nella stessa serata Abbastanza Sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill e Prodotto di Mark Ravenhill (15 marzo).
A completare e a concludere la stagione è una prima assoluta dell’Associazione Teatro di Buti, con la regia di Dario Marconcini, che scova un giovanile racconto di Koltes, La Marche, e, con la traduzione di Luca Scarlini, lo mette in scena, portando alla luce il lirismo tragico e poetico al tempo stesso.
UNA STAGIONE PER LA TOSCANA
TEATRO ERA – PONTEDERA
TEATRO FRANCESCO DI BARTOLO - BUTI
STAGIONE 2012
martedì 31 gennaio, ore 21 - Teatro Era - Pontedera
IL CATALOGO - Aide Memoire-

di Jean Claude Carrière
con Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari
scene e luci Massimo Bellando Randone
costumi Sandra Cardini
Musiche di Arturo Annecchino
Traduzione e Regia di Valerio Binasco
produzione Angelo Tumminelli - Star Dust International
Jean-Jacques (Ennio Fantastichini), giovane avvocato in carriera, noto Don
Giovanni della Parigi bene, conduce una vita da scapolo esemplare,
perfettamente organizzata tra ufficio, serate mondane e nottate con
donne sempre diverse. Ha però un difetto: non ha memoria, ed è perciò
costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste.
Un giorno piomba a casa sua Suzanne (Isabella Ferrari), una giovane
donna alla ricerca di un certo Philippe Ferrand. La donna è stanca e,
senza troppi preamboli, decide di installarsi a casa di Jean-Jacques
sconvolgendo così l‟ordine maniacale del suo monolocale e della sua
vita.
Si tratta di un tragicomico incontro-scontro di universi paralleli e apparentemente estranei.
L'incomunicabilità, e dunque la solitudine, sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi.
lunedì 6 febbraio 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
Ricci/Forte
GRIMMLESS
con Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Anna Terio
regia Stefano Ricci
Addentrandosi di un passo ancora in una fatata e ammaliante foresta di segni che sanno essere allo stesso tempo ipercontemporanei e arcani, l’incanto di Grimmless porta avanti il discorso immaginifico che impegna Ricci/Forte sul fronte del cortocircuito tra suggestioni letterarie e linguaggi del presente: dopo le riscritture dei classici (Ovidio con metamorpHotel, Christopher Marlowe con wunderkammer soap, Virgilio con troia’s discount, Ludovico Ariosto con 100% furioso, Aristofane con ploutos, William Shakespeare con troilo vs cressida presentato nell’ultima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto) e remix della contemporaneità (Dennis Cooper con macadamia nut brittle, Harold Pinter con pinter’s anatomy e un prossimo progetto su Chuck Palahniuk, imitationofdeath), la grammatica pirotecnica del gruppo si confronta in questa nuova prova con l’affascinante e combustibile materia prima delle fiabe dei fratelli Grimm, caposaldo della letteratura per l’infanzia, fucina di narrazioni archetipiche prima di qualunque edulcoramento disneyano.
sabato 11 febbraio 2012 – Teatro Era, ore 21
Teatro Minimo/Fondazione Pontedera Teatro
L'ARTE DELLA COMMEDIA
di Eduardo De Filippo
regia Michele Sinisi
con Vittorio Continelli, Michele Sinisi e gli altri attori della compagnia
Un capolavoro politico sulla questione teatrale. Una profonda e accorata riflessione sul mestiere di attore, resa con il tono ironico e complice tipico delle cantate eduardiane.
È una commedia di denuncia da parte degli attori verso la borghesia che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere e mette in secondo piano il loro ruolo produttivo in società. Una censura di carattere materiale imposta, che evita di far nascere e pubblicizzare lavori di denuncia sociale, per impedire una sensibilizzazione delle coscienze verso i reali problemi della società. Credo che ciascuno di noi nella propria vita prima o poi incontra il proprio Prefetto. Una o più volte purtroppo ci capita di vestire i panni di Campese nonostante la stanchezza e gli schiaffi ricevuti. Con molta dignità però mettiamo la giacca, facciamo il nodo alla cravatta e andiamo di primo mattino a parlare di noi, con la speranza che il Prefetto ci stringa la mano e dica: sì.
domenica 12 febbraio 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
I Sacchi di sabbia – Compagnia Sandro Lombardi
DON GIOVANNI
di W.A.Mozart
Ein Musikalischer Spass zu Don Giovanni
un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo
con Arianna Benvenuti, Serena Guardone, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano
Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni è un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate “rumoristicamente” dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia.
Lo spettacolo è in definitiva un’esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione “del suono”, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva – addentrandosi dalla “parte sbagliata”, quella che nessun musicista praticherebbe – ad una pionieristica versione dell’Opera di Mozart: una versione “sgrammaticata”, senza “rappresentazione”, ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità degli strumenti e l’ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l’essenza del grande personaggio mozartiano.
sabato 18 e domenica19 febbraio 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
I Sacchi di Sabbia
ABRAM E ISAC
Sacra rappresentazione in cartoon
liberamente tratto dalla Rappresentazione di Abramo ed Isac di Feo Belcari
scrittura Giovanni Guerrieri
con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Giulia Solano
produzione I Sacchi di Sabbia, Federgat con il sostegno della Regione Toscana
Lo spettacolo è una rilettura della Rappresentazione di Abramo ed Isac, scritta nel 1440 dal fiorentino Feo Belcari. Accogliendo l’oxymoron tra testo antico e un con-testo contemporaneo, l’episodio biblico del sacrificio di Isacco diviene qui il pretesto per una riflessione sull’enigma della comunicazione tra Abramo e Dio, in una dimensione scenica al tempo stesso materica e metafisica, dove la ritualità della “sacra rappresentazione” si colora di nuove impalpabili suggestioni. Ad accompagnare la dizione del testo, i materiali più disparati: dalle sonorità contemporanee, alle immagini cartonate ispirate alle maschere di Saul Steinberg,. Segni contemporanei e segni arcaici si fondono in una dimensione performativa sospesa, al tempo stesso ironica e sacra.L’elemento ironico - che contrasta fortemente con la drammaticità dell’episodio biblico – costituisce la quintessenza del progetto.
A seguire
PRIMA NAZIONALE
I Sacchi di sabbia – Compagnia Sandro Lombardi - Armunia
Primi appunti su "L’invasione degli ultracorpi"
Liberamente ispirato a L’invasione degli Ultracorpi di Jack Finney
Scrittura Giovanni Guerrieri
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
e la partecipazione straordinaria di Silvio Castiglioni
La piccola cittadina di provincia dove il dottor Miles Bennell lavora come medico condotto è in preda ad una sorta di fobia collettiva: diverse persone sembrano soffrire di una sindrome paranoica che li porta a credere che parenti o amici non siano più loro, ma degli impostori. Becky, per esempio, è convinta che suo padre non sia più lui: stessi capelli, stesso naso, persino la stessa cicatrice sul collo, e sa tutto quello che deve sapere suo padre. Eppure qualcosa non torna. Ecco: mancano le emozioni. Quell’individuo non può essere suo padre; è qualcuno che si fa passare per lui. Qualcuno caduto da chissà dove, sbucato da un baccello, cresciuto a immagine e somiglianza della sua vittima. Miles è scettico, ma presto si rende conto che c’è qualcosa di vero nei racconti che gli sono stati fatti. Il dramma dilaga. Presto la città si popola di questi “ladri di corpi”.Soltanto cinque persone, Miles, Becky, Jimmy, Elen e Jack hanno capito quello che sta succedendo. Resisteranno alla persecuzione del nemico? Cercheranno di reagire?
giovedì 23 febbraio 2012 – Teatro Era, ore 21
Michela Signori, Jolefilm

ITIS GALILEO
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
con Marco Paolini
Essere
geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli
altri soprattutto.
Parte
da questa considerazione il lavoro di approfondimento curioso che
Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di
Galileo. Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi
dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma
soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla
fine, fino alla vecchiaia. L’obbiettivo di Marco Paolini con questo
spettacolo teatrale è quello di coinvolgere nel ragionare, non solo
nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia
seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta. Va in
scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi
sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”.
domenica 26 febbraio 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 17.00
Compagnia Sud Costa Occidentale
GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE
Favola per bambini e Adulti
Testo e regia Emma Dante
con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso
C’è l’alto che si fa basso e il basso che si fa alto nel mondo di Biancaneve. Al contrario di Alice nel paese delle meraviglie che cresce e rimpicciolisce continuamente, Biancaneve vede alzarsi ed abbassarsi il mondo intorno a lei circondato da creature buone e cattive che l’aiutano a diventare grande. Biancaneve fa esperienza, nello stesso tempo, della vigilia e dell’indomani, del più e del meno, del troppo e del non abbastanza, della causa e dell’effetto. Viene punita dalla matrigna prima di essere colpevole, ancora bambina inconsapevole viene accusata di vanità e fuggendo nel bosco scopre nella statura dei nani e nelle sproporzioni delle cose i veri valori della vita. I nani le insegnano ad abbassare lo sguardo e ad essere umile mentre la regina madre le insinua nell’anima il pericolo di uno sguardo diritto verso l’esaltazione del proprio io. C’è uno specchio che riflette tutto, sogni e paure, azioni malvagie e fughe verso la libertà.
giovedì 1 marzo 2012 – Teatro Era, ore 21
Compagnia Mauri Sturno
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
da Leonid Nikolaevič Andreev
libera versione di Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
e con (in o.a.) Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso
Quello che prende gli schiaffi è una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevič Andreev, che fu un grandissimo successo nella Russia del primo Novecento.
Uno spettacolo con tutti i colori della vita: dramma e farsa, risate e lacrime.
Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra, anche i sentimenti più puri.
E allora diventerà un clown! Salirà su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita; potrà ridere del suo dolore e potrà gridare la sua ribellione.
sabato 3 marzo 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
SONIA BERGAMASCO in
ESSE DI SALOMÈ
di Sonia Bergamasco e Francesco Giomi
Liberamente tratto da frammenti dell'Erodiade di Stéphane Mallarmé
Ironia, seduzione e disincanto sono interpretati dal corpo/voce di Sonia Bergamasco in un’azione teatrale dal titolo Esse di Salomé, una produzione del centro Tempo Reale di Firenze che in live electronics deforma, amplifica, decostruisce la voce, giocando con una mitica figura femminile, Salomè, uno dei personaggi più ambigui e affascinanti della letteratura.
venerdì 9 e sabato10 marzo 2012 – Teatro Era, ore 21
Troubleyn/Jan Fabre

PREPARATIO MORTIS
regia e coreografia Jan Fabre
interprete Annabelle Chambon
(spettacolo fuori abbonamento)
In Preparatio mortis, un tappeto di fiori ricopre una tomba con migliaia di petali gialli, rossi, viola e bianchi.
La danzatrice sembra arrivare dal regno dei morti.
La morte diventa un campo di energia positiva.
“La
morte ci spinge a vedere la vita in modo diverso, più intenso, più
completo” ci dice Jan Fabre.
Preparatio
mortis è
uno spettacolo dedicato al corpo, alla trasformazione e all'utopia.
Naturalmente nel modo unico di Jan Fabre.
giovedì 15 marzo 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
Teatro Stabile delle Marche
CARLO CECCHI in Due atti unici nella stessa serata
ABBASTANZA SBRONZO DA DIRE TI AMO?
di Caryl Churchill
traduzione Giorgio Amitrano
con Carlo Cecchi, Luca Marinelli
regia Carlo Cecchi
PRODOTTO
di Mark Ravenhill
con Carlo Cecchi e (un’attrice in via di definizione)
regia Carlo Cecchi
Abbastanza sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill è una commedia che tratta del rapporto fra “a country” e “a man”, secondo l’indicazione dell’autrice.
“The country” è gli Stati Uniti; “the man” è, a mio parere, un uomo europeo; o, più precisamente – essendo lo spettacolo recitato in italiano – un italiano.
“The country” ha il suo vicario teatrale che si chiama, non per nulla, Sam; l’altro si chiama Guy, ma penso che il nome non abbia molta importanza.
Fra i due nasce e si sviluppa un rapporto d’amore omosessuale: l’amato è, ovviamente, Sam (The country); l’amante è Guy.
In Prodotto di Mark Ravenhill, un regista cinematografico racconta a una star il film che intende fare; cerca di trasmettere tutto il suo entusiasmo, sperando di conquistarla al suo film: senza la star, si intuisce, i produttori non cacceranno the money.
L’amato, contrariamente a quello di Abbastanza sbronzo…è un islamico, ossia uno di quegli individui che la protagonista, l’amante, non può che giudicare come un rappresentante del Male.
Si apre per la nostra eroina un conflitto corneliano fra amour e devoir. (L’islamico è pure bello e scopa benissimo.)
Attraverso crisi strazianti, dove ritornano i luoghi comuni del repertorio etico-consumistico occidentale, la nostra girl arriverà alla fine a un’apoteosi porno-eroica che la trasfigurerà.
Pare che alla star la parte piaccia. Il film si farà.
giovedì 22 marzo 2012 – Teatro Era, ore 21
Società
per Attori

NON TUTTO È RISOLTO
di Franca Valeri
con Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini, Gabriella Franchini
regia Giuseppe Marini
Il tema di una vecchiaia capricciosa e caparbia unito a quello di una memoria strumentalmente lacunosa per lenire o differire il sentimento di una possibile, incipiente fine, spargono e diffondono una musica sottilmente malinconica nei reparti più segreti di una commedia garbata e divertente sì, ma anche ricca di armonici più rapinosi e insondabili.
venerdì 23 marzo 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21.15
Socìetas Raffaello Sanzio
IL REGNO PROFONDO
sermone drammatico
scritto e letto da Claudia Castellucci
Il testo fa parte di una raccolta di immagini ritagliate e di articoli scritti da Claudia Castellucci sulla realtà quotidiana.
La vita di tutti i giorni è osservata da un punto di vista sotterraneo, cercando di comprendere il movente e il fondamento dei gesti; cercando di porre quelle domande che caparbiamente i semplici rivolgono senza ottenere risposta.
Quello che costituisce il substrato profondo delle abitudini secolari dell’umanità, affonda in una mancanza di fondamento che rende quasi irreale la realtà.
Sono così giustapposti due ordini temporali: quello della realtà attuale, solita e singolare, e quello della millenaria storia umana. Il confronto produce la percezione di una storia anteriore influente e di una fine sovrastante che formano una campata di incommensurabile estensione, verso cui, caparbiamente, si pongono domande che devono superare la barriera della conoscenza logica.
Anche i registri della prosa devono confarsi alla tensione di questo arco che comprende la caduta di tono delle abitudini della vita quotidiana e le domande spregiudicate sull’avvento del tempo e della fine di tutte le cose.
da giovedì 29 a sabato 31 marzo 2012 – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21,15
Associazione Teatro Buti/Fondazione Pontedera Teatro
L’ANGELO DELL’INVERNO
di e con Silvia Pasello
Si tratta di un lavoro basato sull’atto unico di Anton Čechov: Il canto del cigno.
Questa piccola opera, nella sua apparente semplicità, contiene una sfida potente per l’attore.
Dice il protagonista: “È semplice pensare che all’attore venga così, come servito su un vassoio, ma non è così facile, non è facile”. E che cosa non è facile? In che cosa consiste il lavoro di un attore?
La domanda rimane la stessa anche per l’attore di oggi.
In scena ci sarà un’attrice che attraversa la situazione descritta da Čechov, accompagnata dalla sua propria storia.
sabato 31 marzo 2011 – Teatro Era, ore 21
ERT

KARAMAZOV
di Fëdor Michajlovič Dostoevskij
regia Cesar Brie
con César Brie, Mia Fabbri, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi, Adalgisa Vavassori
Lo spettacolo dal titolo Karamazov nasce dalla riduzione teatrale di parte del romanzo di F. Dostoevskij e si arricchisce di un lavoro di ricerca sugli oggetti e sulla creazione di immagini che trae spunto dal romanzo stesso. Lo strazio del dolore infantile percorre il romanzo e ci riporta al dolore di tutte le guerre, all’ingiustizia del dolore come misura degli uomini, di cui pagano il fio gli innocenti.
APRILE DATA DA DEFINIRE – Teatro Francesco di Bartolo, ore 21,15
PRIMA NAZIONALE
Associazione Teatro Buti
Il Cammino
di B.M. Koltes
Regia Dario Marconcini
traduzione Luca Scarpini
Bernard-Marie Koltes scrive e mette in scena La marche nel 1971 quando ha 23 anni.
Questo
testo, che già rivela il suo genio, è teatro di poesia, non c'é
una storia, ci sono stati di animo che si scontrano, non c'è
il personaggio, ma piuttosto viene chiesto agli attori di fare dono
di sé, di mettere in gioco il proprio universo interiore nel loro
rapporto col mondo. È quasi una cerimonia sacra, un viaggio mistico
fra l'amore e la morte, fra un mondo lontano perduto che appartiene
alla radura del mito, e un mondo dopo o verso la sua fine dove
prepotentemente esiste ancora un qualche sussulto, un qualche palpito
e dove con l'urlo si afferma la propria volontà di vivere: un inno
alla vita e all'amore davanti alla distruzione.
È
questo un teatro tragico e lirico intriso di un linguaggio poetico
che rende questo testo incandescente con parole che paiono scolpite
col laser. Qui sta la difficoltà nel doverlo in qualche modo
restituire, ma sta anche la nostra sfida nell'affrontare questo
percorso misterioso che comunque è sempre un percorso di conoscenza
del profondo. In omaggio poi agli anni in cui Koltes scrisse questo
testo, la regia non sarà di una persona sola, ma del collettivo,
cioè dei quattro attori (lo sposo e la sposa,il fidanzato e la
fidanzata ) che incarneranno il testo..
Dario Marconcini


