Circolo Letterario: l'appuntamento di ottobre
| Cosa | Evento |
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| Quando |
22/10/2010 21:15
22/10/2010 23:50
22/10/2010 da 21:15 al 23:50 |
| Dove | Biblioteca Comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3 |
| Persona di riferimento | Silvia Bracaloni |
| Indirizzo e-mail per contatti | s.bracaloni@comune.pontedera.pi.it |
| Recapito telefonico per contatti | 058754346 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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CIRCOLO LETTERARIO DI VIA STAZIONE VECCHIA |
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Pontedera, Biblioteca comunale, 22 ottobre 2010, ore 21,15 |
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IL CIRCOLO LETTERARIO Nell’intenzione di rafforzare e ampliare sempre più il rapporto con gli utenti ed i lettori, la Biblioteca comunale di Pontedera, in collaborazione con Associazione Bibliografia e Informazione, Tagete edizioni e Associazione Orme Gialle, promuove la costituzione di un circolo letterario aperto a tutti coloro che amano i libri e amano parlarne, che desiderano confrontarsi con altri lettori e partecipare più attivamente alla vita culturale e letteraria. L’intento è quello di fare del circolo letterario un'occasione per discutere liberamente di letteratura, arte, storia, società ed ideare e realizzare insieme nuove occasioni culturali, come incontri con gli autori più amati ed altre personalità della cultura o del giornalismo, oltre ad ogni altra iniziativa che risulterà interessante e stimolante.
Il prossimo incontro del circolo letterario si terrà venerdì 22 ottobre 2010 alle ore 21,15 presso la Biblioteca comunale di Pontedera, Via Stazione Vecchia 3.
Il libro di cui parleremo è La linea d’ombra di Joseph Conrad.
Joseph Conrad (Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, Berdicev, 3 dicembre 1857 – Bishopsbourne, 3 agosto 1924), è stato uno scrittore polacco naturalizzato britannico. Considerato uno dei maggiori scrittori moderni, è stato capace - grazie a un ricchissimo linguaggio (e nonostante la lingua inglese fosse la sua terza lingua, dopo quella polacca e quella francese) - di ricreare in maniera magistrale atmosfere esotiche e riflettere i dubbi dell'animo umano nel confronto con terre selvagge. È universalmente riconosciuto come uno dei grandi maestri della prosa. Molti dei suoi lavori sono pervasi di romanticismo ma è considerato soprattutto come un importante precursore del modernismo. Il suo stile narrativo e i suoi personaggi anti-eroici hanno influenzato molti scrittori, tra cui Ernest Hemingway, David Herbert Lawrence, Graham Greene, William S. Burroughs, Joseph Heller, V.S. Naipaul e John Maxwell Coetzee. Ha ispirato inoltre diversi film, tra cui Apocalypse Now (tratto dal suo Cuore di tenebra). Mentre l'Impero Britannico raggiungeva il suo àpice, Conrad sfruttò la sua esperienza prima nella marina francese e, successivamente, in quella britannica per scrivere romanzi e racconti che riflettono aspetti di un impero "globale" e, allo stesso tempo, esplorano gli abissi della mente umana.
Informazioni dal circolo letterario Più copie del volume, fatte pervenire dalle biblioteche di Bibliolandia, sono disponibili per il prestito presso la Biblioteca comunale di Pontedera. È possibile verificare telefonicamente al n. 0587 54346 la disponibilità dei volumi.
Per chi volesse acquistare il volume scelto dal circolo, le due librerie di Pontedera, la Libreria Carrara, Via XX Settembre, 17, Tel. 0587 52410 e la Libreria Roma, Via della Misericordia, 18, Tel. 0587 52446, offrono ai partecipanti al Circolo letterario lo sconto del 10% sul prezzo di copertina.
La linea d'ombra (The Shadow Line: A Confession), 1917
C'è per tutti l'ora della verità di Nadia Fusini
L'opinione retta (l'ortodossia) e
quella comune vogliono Conrad scrittore per soli uomini; alle donne non piace,
si dice. Forse perché parla di mare e di navi e di lunghi viaggi e di uomini
sulle navi e in paesi lontani. Però, io sono una donna e a me piace molto,
moltissimo. E La linea d'ombra in particolare. La linea d'ombra è un capolavoro
assoluto. C'è poi un motto assai impegnativo,
che recita: "degni del mio imperituro rispetto", o stima, o riguardo.
A chi si riferisce? Evidentemente ai protagonisti della storia, agli uomini di
mare. Ma forse a tutti coloro che vivono la vita con dignità, e cioè intenti ad
assolvere al proprio compito, per quanto umile sia. A tutti coloro che misurano
la loro azione col valore dell'utilità per gli altri. A tutti coloro che
agiscono per servire un ideale. Un bene. Comune. Lo scrive per il figlio, per onorare il suo coraggio; e ricorda il suo, come lo dimostrò, anni prima, al suo primo comando. Certo, non è la stessa cosa; l'esperienza verso la quale si muove il figlio è incomparabilmente più vasta per l'intensità della violenza con la quale una generazione di giovani uomini dovrà confrontarsi. Il figlio Borys rimarrà segnato per sempre; sarà ferito, guarirà, ma soffrirà del trauma da choc bellico per anni e anni a venire. Nel caso di Joseph, la prova che deve affrontare è l'implacabile arroganza della natura, che non dà un refolo di vento alla nave, l'ineluttabile sventura della malattia, l'errore umano di disattenzione che priva la nave del chinino necessario a curare gli uomini stanchi che uno dopo l'altro si ammalano. E' anche questa una prova iniziatica. E l'uomo Joseph dimostra coraggio, come il figlio Borys. C'è per tutti un'ora della verità, decisiva a dimostrare se si è uomini, o no; un'ora superata la quale si entra davvero nell'ombra della vita umana, che è per l'appunto fatta di luce e di ombre. E' l'ora del comando, dove comando, come in questo racconto, venga inteso nel senso della responsabilità. Chi è al comando dovrà mostrare la capacità di sostenere la sventura, senza soccombere alla paura e alla disperazione. Dovrà combattere non per sé, ma perché risponde della sua missione. Perché è stato chiamato, ha accettato il compito, e ora ne risponde. Solo, attaccato dall'angoscia e dalla colpa quanto e più di un personaggio kafkiano, il narratore non si accascia. Al contrario del personaggio kafkiano, rimane in posizione virile. E' la virilità come valore e ideale, che anche le donne adorano: la virilità come giusta commistione di forza e compassione, di violenza e tenerezza. E' la consapevole virtù di chi sta di fronte alla sventura, agli errori proprii e altrui, alla coscienza propria, come di fronte alla necessità stessa. L'esistenza è fatta di questo; non di premi, né di successi. Ma di prove. All'inizio, il protagonista vorrebbe sciogliersi da tutto, vorrebbe non rispondere a chi lo chiama per dargli la sua missione. Vorrebbe non sentire la voce, eludere la sua vocazione come Giona. Poi sente il suo nome, aspettavano proprio lui al Comando. E va. Si imbarca. Da quel momento in poi è il comandante. Magari fossero sempre così gli uomini! Ultimo consiglio: leggete bene la nota dell'autore. Non tutti gli scrittori sanno che cosa fanno, e quel che dicono. Conrad sì. E avvia così il lettore, suo simile e compagno nella medesima avventura del vivere, con sollecita amicizia: «il mondo dei vivi non è certo privo di meraviglie e di misteri», dice, «meraviglie e misteri che influenzano le nostre emozioni e la nostra intelligenza in modi così inspiegabili da giustificare quasi il concetto della vita come condizione incantata». Ma attenzione: non è in tale illusione che si potrà continuare umanamente a vivere. No, si tratta per l'appunto di avviarci oltre la linea, dentro l'ombra. Seguiamolo.
CONTATTI Info: Silvia Bracaloni |


