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I campanili del Bellincioni in Vespa

creato da redazione ultima modifica 10/09/2010 13:45
Cosa Evento
Quando 12/09/2010
da 09:00 al 19:00
Dove Valdera
Persona di riferimento Ufficio Turistico Pontedera
Indirizzo e-mail per contatti
Recapito telefonico per contatti 050 929777 - 0587 53354
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In Vespa sulle orme di un grande architetto per scoprire gli angoli più belli della Valdera


Programma raduno

  • ore 9: Museo Piaggio - Soiana - Santo Pietro
  • ore 13: PRANZO, Peccioli - Forcoli - Marti
  • ore 19: Pontedera

 I campanili dei Bellincioni

L’architettura si è sempre espressa mediante differenti linguaggi, forme, materiali, soluzioni compositive, come nel secolo XIX quando gli architetti iniziarono a liberarsi dagli schemi compositivi di ordine formale per dare vita ad architetture che sperimentavano nuove forme compositive e tecniche costruttive. Le tracce di quel passato maggiormente caratterizzano il nostro territorio e i nostri centri urbani. Luigi Bellincioni rappresenta il più prolifi co e importante esempio di architettura di fi ne ‘800 e le sue opere rappresentano per la Valdera ancora oggi un riferimento artistico, visivo e stilistico di primo piano, che caratterizzano lo spazio territoriale dell’intera valle. Questi si distingue come autentico interprete del suo tempo, coniugando la composizione architettonica con il paesaggio antropico circostante,realizzando nel corso della propria vita un percorso evolutivo di stile.

Naturalmente oggi altri fattori infl uenzano il paesaggio che molto spesso si vede caratterizzato da edilizia che svuota talvolta il processo costruttivo del signifi cato intellettuale che l’espressione del linguaggio architettonico deve assumere per determinare un’identità territoriale.

Ecco che in questo ambito il Bellincioni deve essere osservato come espressione di una cultura ancora attuale che oggi caratterizza il genius loci del nostro territorio e che lascia spazio ad accostamenti e rivisitazioni in chiave contemporanea, espressione dei giorni nostri.

 


Luigi Ranieri Gaetano Bellincioni

 

(Pontedera 1 gennaio 1842 - Firenze il 24 dicembre 1929)

Compie i propri studi presso gli Scolopi di Pontedera e successivamente all’Istituto Tecnico di Firenze.
Frequenta lo studio di Giuseppe Michelacci e di Felice Francolini, assimilando la cultura dell’800 fiorentino inaugurata da Giuseppe Poggi.
Socio fondatore del Collegio degli Ingegneri ed Architetti di Firenze, ricopre varie Cariche in politica come: Consigliere Comunale e Sindaco di Pontedera, Consigliere Provinciale, viene nominato Accademico Corrispondente e Cavaliere della Corona nel 1885, mentre nel 1888 siede nel Collegio dei Professori come Accademico Residente della Reale Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Pubblica vari suoi progetti sulla rivista “Ricordi di Architettura”, edita in Toscane tra il 1878 e il 1900, e su vari editoriali dell’epoca.
Tra le opere più significative: Palazzo Morini in Pontedera – torri campanarie in Valdera – progetto per il Municipio di Peccioli – Villa Norci, Girardi a San Ruffi no (Lari) – cimitero di Capannoli – arena Bellotti-Bonna Cascina – Stabilimento Ricci in Pontedera – Ospedale F. Lotti a Pontedera – progetto per il completamento del tamburo della Cupola del Brunelleschi – progetto per il Parlamento del Messico.

 

Quali campanili?

 

I Campanili della Valdera 

I campanili realizzati nel corso dell’attività professionale dell’architetto Bellincioni sono quasi tutti rappresentati in una splendida tavola pubblicata sulla rivista “Ricordi di Architettura” nel 1899, serie II vol. V parte moderna, tav. 35, che ci descrive per alcuni aspetti il percorso stilistico fatto dall’architetto nei primi trenta anni e che a giusto conto veniva considerata dallo stesso il proprio biglietto da visita.
Questi campanili ancora tutti esistenti, sono i più importanti riferimenti visivi del paesaggio antropico per chi, ancor oggi, attraversa il territorio della Valdera percorrendo la direttrice che da Pontedera segue il percorso del fiume Era.
I campanili mostrano l’indiscussa versatilità del Bellincioni nell’interpretare e riproporre i differenti storicismi: dall’ispirazione medievale del campanile di Santo Pietro, a quelli con decori neoclassici realizzati per la chiesa della Misericordia in Pontedera o della Pievana di Soiana.


Pievania di Sant’Andrea Apostolo in Soiana
 

Il 19 aprile 1885 ebbe inizio la costruzione del campanile della Pievania, che durò molti anni, a seguito della prolungata mancanza di risorse; ma il 16 novembre 1898 venne collaudato dall’Arch. Bellincioni. Il quale successivamente si occupò anche della progettazione delle campane. Il campanile completato è alto 35mt. alla croce, con una base a forma quadrata di 7mt. per lato, costituito da una struttura concepita come due elementi sovrapposti di differente scala dimensionale. La parte inferiore, del piano d’ingresso e del piano primo, presenta una massa muraria maggiore della parte sovrastante, all’interno della quale la grande apertura a bifora posta al piano primo rappresenta quasi un fuori scala. Questa volontà è ripetuta anche al piano terra, dove il finto bugnato s’interrompe per lasciare spazio ad un ampio arco, largo come la metà della larghezza del campanile, all’interno del quale si trova la porta timpanata d’accesso al campanile. La parte del pano attico rivela una forma più snella che con la prospettiva dell’altezza aumenta la rastremazione della massa dell’edificio. Il coronamento del campanile è a calotta, con una balaustra di camminamento che permette di poter accedere alla sommità. Sicuramente risulta singolare la scelta perpetrata dal Bellincioni in questo suo progetto; ma la lettura del disegno ci mostra come l’intero campanile è volutamente scomposto in elementi architettonici distinti, al disopra dei quali vi è posto un tempietto al cui interno alloggia la campana. 

 

Prioria di Forcoli 

Il progetto del campanile riconducibile al 1880 mostra una pianta quadrangolare, di forma semplice con delle lesene incorniciate che ne caratterizzano la geometria e una semplificazione del cornicione d’ordine toscano, alla quale sommità si appoggia una piccola cupola rivestita da embrici in cotto a lamelle. L’inserimento a fianco della facciata della chiesa posta in posizione dominate sulla valle circostante attribuisce un’enfasi stilistica alla composizione modesta del complesso architettonico. 

 

Propositura della Madonna delle Grazie di Santo Pietro Belvedere 

Il campanile venne realizzato a seguito di forti dissesti del precedente e come atto d’orgoglio verso la vicina Capannoli pertanto venne dato incarico all’Arch. Luigi Bellincioni e al figlio, Ing. Giovanni Bellincioni di progettarne uno nuovo. Il campanile progettato dal Bellincioni, misurava un’altezza di 27 metri e le fondamenta si pensa che raggiungano il piano stradale sottostante di via Vignoli. L’originale costruzione del campanile, venne inglobata con grande sensibilità all’interno della nuova, Dopo quasi un anno i lavori furono terminati e “la rossa mole si elevava nel cielo di Santo Pietro … fra l’orgoglio dei paesani …”. L’8 settembre 1883 il Vescovo di San Miniato, Pio Alberto Del Corona, consacrava le sette campane del campanile , completando l’intera opera in 2 anni, 2 mesi e 20 giorni. Il campanile della propositura era interamente in mattoni rossi, che permettevano di distinguerlo nel paesaggio della Valdera da buona distanza. La sua posizione molto vicina al crinale collinare, impose la realizzazione di un ampio basamento che aumentasse l’appoggio sul suolo, diminuendo la snellezza della struttura, in modo renderla più resistente ad eventuali assestamenti o cedimenti del terreno. L’utilizzo della torre come scelta dialettica, viene condizionato dal campanile che precedentemente vi sorgeva e che oggi si trova inglobata all’interno della struttura muraria nuova. La scelta di conferire al campanile un aspetto a torre medievale, ha portato l’impiego di archetti a tutto sesto in partitura dei piani, ad applicata una flangia di merli guelfi appoggiati su saettiere a sbalzo, come chiusura verticale della torre campanaria, soluzioni che troveremo utilizzate in altre circostanze lungo il percorso stilistico sviluppato dal Bellincioni.

 

Pieve di Santa Maria Novella a Marti 

Il campanile del Bellincioni del 1882 sostituisce il precedente a vela, ripercorrendo le caratteristiche murarie dell’antica pieve, utilizzando le forme decorative della facciata per compiere la propria opera campanaria in stile Neogotico. Il 16 agosto 1883 iniziarono i lavori di edificazione, ponendo il campanile sulla parte tergale della chiesa, unito da un dado di collegamento con l’antico edificio, che garantisce una continuità strutturale ed il passaggio tra la canonica e la torre campanaria.
Il campanile costruito interamente in muratura, con base quadrata misurante centimetri 450 di lato, mostra dei marcapiani sorretti da archetti pensili ogivali, mentre un grande orologio circolare è collocato a metà altezza della torre campanaria.
La sagoma è definita da quattro lesene angolari terminanti in quattro guglie, all’interno della quale le aperture del prospetto principale di nord-est, mostrano una centinatura a sesto acuto con ghiere in cotto, riprese anche nelle quattro grandi finestre della cella campanaria, estradossate da una ghiera ricca di cornici rilevate in cotto. Al proprio interno un vano con intonaco a rustico, ospita una scala in pietra tufacea, che porta a due soppalchi, in laterizio armato rivestiti con pavimento di cotto ed in legno.
Al termine dei lavori il campanile del Bellincioni appariva agli occhi dei paesani di Marti come una perfetta appendice della loro chiesa medievale, posto come cerniera tra l’edificio ecclesiastico ed il borgo.

 

Ulteriori informazioni su questo evento…



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 28/05/2012

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