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Mostra del Gruppo Archeologico Tectiana: "Pontedera porta della Valdera"

creato da redazione ultima modifica 20/10/2010 09:45
Cosa Evento
Quando 09/10/2010 00:00 al
24/10/2010 00:00
Dove Centro per l’Arte “Otello Cirri”
Recapito telefonico per contatti 0587 57282
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Prossimi appuntamenti:

  • Venerdi 22 Ottobre alle ore 16.00 
  • Sabato 23 ci sarà un convegno e terminerà con la presentazione del primo volume della collana del Gruppo: Clani e Paternus: ricerche storico archeologiche della Pievaccia a Chianni.
  • Domenica pomeriggio alle 15 ci sarà una visita guidata alla Pontedera che fu  (ma anche a quella che c'è) da parte di Mannucci il quale al termine presenterà il suo libro: Quando Pontedera conquistava Roma - Vita e avventure del capitano di ventura conte Antonio da Pontadera. Ai partecipanti sarà offerta in omaggio una stampa della pianta del Castello di Pontedera.

 

Prima degli anni ’90 la Valdera, dal punto di vista archeologico, era ancora abbastanza sconosciuta al grosso pubblico e le uniche conoscenze erano appannaggio degli addetti ai lavori. La storia della Valdera si basava su documenti scritti: atti rogatori, bolle ecc. che risiedono in antichi archivi e nelle conservatorie di enti religiosi o dello stato, tra l’altro non sempre a portata di mano. Insigni storici, della nostra provincia hanno svolto l’opera meritoria di raccogliere queste notizie, di interpretarle e di proporle in pubblicazioni tematiche dalle quali emerge in maniera limpida la storia della nostra terra e dei nostri paesi. Purtroppo la nostra Valdera non è Roma, per cui le fonti scritte non risalgono più avanti dell’alto medioevo.
La nostra storia, dunque per le epoche precedenti, non può che essere letta in maniera translucida attraverso i reperti archeologici. Prima degli anni ’90, come si era accennato, solo gli addetti ai lavori avevano la conoscenza del territorio, ma allora come adesso, queste persone erano poche con grosse aree da controllare e di conseguenza le loro scoperte erano più incidentali, che il risultato di una ricerca metodica.
Molte di queste scoperte sono dovute a lavori edili o di movimento terra, come il caso incidentale del Montevaso, dove una mucca provocò lo sfondamento della volta di un ipogeo. Ma una domanda sorge spontanea, quante volte tali eventi non vengono segnalati per ignoranza nei lavori agricoli, o da ditte di movimento terra erroneamente spaventate da eventuali fermi dei lavori di costruzione?
Secondo noi quanto di cui sopra è successo molte volte in passato, per cui molto del patrimonio archeologico è andato sicuramente  distrutto o disperso e perciò pagine di storia antica della nostra Valdera scritte nella terra, sono divenute più evanescenti. 
Verso la metà degli  anni ’90 avvennero due cose rilevanti: nacque in Valdera, per opera del prof. Giuseppe Mostardi il gruppo  archeologico Tectiana, che si espanse fino ad abbracciare gran parte della Valdera, ed infine per opera dell’allora ispettore della Soprintendenza archeologica della Toscana, venne redatto il progetto: Percorsi Archeologici della Valdera al quale aderì anche il gruppo Archeologico Tectiana, insieme ai Comuni della Valdera e la Provincia di Pisa.
Non è questa la sede per parlare di quel progetto che ebbe, tra mille altri, il merito di far scaturire la voglia di conoscere e di dare alla Valdera il valore aggiunto della sua storia antica.
Da allora il Gruppo Archeologico Tectiana ha collaborato nelle sue ricerche con la Soprintendenza Archeologica e la storia antica della Valdera oggi si va sempre più delineando a macchia di leopardo: il gruppo lavora ogni giorno e mette a disposizione degli addetti ai lavori le scoperte acquisite, diversi sono i siti indagati, molti scoperti ed ancora da indagare, molti probabilmente ancora da scoprire.
Il gruppo continua nella sua ricerca e spetta agli addetti ai lavori  il compito di suddividere cronologicamente le varie risultanze e di ricomporre per ogni epoca il “ puzzle” che via via si sta formando e costituisce la storia della nostra popolazione.

Non si vuole spiegare qui l’importanza della conoscenza della storia di luogo, ma se si da per scontata questa accezione, la ragione di questa mostra è importante perché vuole essere un resoconto sia pure non esaustivo del lavoro del gruppo Tectiana dopo 15 anni di attività svolta nella Valdera.
Il “puzzle” è il logo della mostra, un modo per esprimere due concetti:

  •  I territori dei vari comuni che sono lo scenario di un’unica storia,
  •  La storia della Valdera si ricompone come un mosaico le cui tessere sono i siti archeologici diffusi nel suo territorio.

Inutile dire che la mostra vuole anche essere un momento di comunicazione e di partecipazione su un tema: la Valdera, da terra un po’ dimenticata dal punto di vista archeologico, scopre di avere anche queste potenzialità e si propone come una cerniera tra Pisa e Volterra, con una porta di ingresso principale che è Pontedera.
Il tutto si può riassumere con il titolo di una manifestazione cara ai Gruppi Archeologici d’Italia: “Archeologia Ritrovata”



Parco Eolico di Pontedera
Energia prodotta dal parco in KWH il giorno 29/05/2012

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