Mostra personale dell'artista Giuditta Cianfanelli
| Cosa | Mostra cultura |
|---|---|
| Quando |
06/02/2010 18:30
al 06/03/2010 19:30 |
| Dove | Galleria LIBA |
| Persona di riferimento | LIBA – Arte Contemporanea ed associazione culturale |
| Indirizzo e-mail per contatti | libarte@tiscali.it |
| Recapito telefonico per contatti | 0587/58165 – Fax 0587/684513 |
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ORARIO:
- da Giovedì a Sabato ore 17 alle 19,30
- Mattina e festivi per appuntamento
Cuori danzanti, tecnica mista su tela, cm 30x120, 2009
(…) Al primo approccio, ma anche nell’approfondimento, l’opera di Giuditta appare come “decorazione”. Questo concetto non sempre ha goduto di fortuna, soprattutto in certi periodi storici e se consideriamo la decorazione come “sovrapposizione di elementi ornamentali ed inessenziali” di un’opera, ma in altri periodi la “decorazione” è stata intesa come modalità fondamentale per l’opera stessa, dalla quale emergono direttamente quegli elementi come parti fondanti.
Tralasciando i periodi architettonici antichi e moderni, soffermando invece lo sguardo sulla contemporaneità, ricordiamo solo come le immagini e i segni decorativi di Matisse fossero “essenziali” e non aggiuntivi, né tanto meno “gratuiti”, o per venire ai nostri giorni pensiamo agli “alfabeti” di Sanfilippo o Accardi, agli “arabeschi” di Griffa e potremmo continuare.
Nel nostro caso la “decorazione” consiste nell’uso ricorrente – ritorna sempre la deleuziana “ripetizione differente” – di una “figura” rotondeggiante, quasi a forma di “cellula”, che si moltiplica a creare un insieme plurale. Queste “cellule” – così sembrano, (…) sono collocate (…) in un equilibrio “magnetico”, cioè come in un campo in cui elementi dotati di forza centrifuga e centripeta si attraggono e si respingono (…)
Qui interviene un altro fattore compositivo, un altro “segno” pittorico fondante la poetica dell’artista, quelle linee curve che costruiscono una cuspide – geometricamente, l’incontro tra due curve con la stessa tangente; architettonicamente, una costruzione a punta; geograficamente, la vetta di una montagna; anatomicamente, una parte del cuore; e, ancora, anche la punta di un’arma – che qui , però, assume le sembianze di un uccello, una rondine o un gabbiano, che indica la possibilità di “fuga” o, meglio, di elevazione dal campo di forze in momentanea stasi, (…)
Il lavoro di Cianfanelli viene, quindi, costruito con una metodologia che pare basarsi sulla “sintesi”.
Innanzi tutto sintesi tra “spontaneità e “consapevolezza”, tra intuizione e riflessione, ovvero tra irrazionalità e ragione(…)
(…) quello che potrebbe apparire “infantile ingenuità” non è altro che una forma di riduzione della “concettualità” al “fiabesco”, dal complesso al semplice, come, per citare un esempio illustre, faceva Paul Klee o, per altri versi, Miró.
(…)Allora tra le cellule, ma potrebbero anche essere atomi, che si equilibrano nelle loro forze contrapposte, tra le luminosità che emergono e si impongono fuoriuscendo dal quadro, tra quei colori misurati e “calmi” – celesti, rosa, gialli, rossastri, cioè colori che, anch’essi, trovano un equilibrio cromatico – si libra quella figura che pare possedere due ampie ali e che si offre come chiave di volta del discorso di Cianfanelli, essendo infatti simbolo di “libertà”.
È libertà sul dato, sulla realtà, sulla complessità, tutte forze che vorrebbero ancorarci sulla terra, mentre il pensiero e l’arte vogliono andare lontano, anche verso l’ignoto, forse senza una direzione precisa, ma comunque vogliono andare, ed è proprio questo poter procedere sempre “oltre” che rende la vita più apprezzabile, se non del tutto paga.
(Giorgio Bonomi)
Giuditta Cianfanelli
Giuditta Cianfanelli Nasce nel 1974 a Firenze, dove si diploma al liceo scientifico e poi si laurea in filosofia. Terminati gli studi universitari frequenta un corso di pittura e poi gli studi di alcuni artisti.
Contemporaneamente frequenta un Master in Economia e Gestione dei Beni Museali. Vive e lavora ad Impruneta (Firenze), Lido di Camaiore (Lucca) e Barcellona (Spagna), dove è iscritta ad un Dottorato in Letteratura Comparata e per il quale sta compiendo un lavoro di ricerca sull’estetica arabo-spagnola. Ha cominciato ad esporre in mostre personali e collettive a Firenze ed in Toscana.


