Paesaggi a confronto alla Galleria Il Germoglio
| Cosa | cultura |
|---|---|
| Quando |
30/01/2010 17:00
al 28/02/2010 19:00 |
| Dove | Galleria Il Germoglio - Pontedera |
| Persona di riferimento | Manrico Mosti |
| Indirizzo e-mail per contatti | info@galleriailgermoglio.it |
| Recapito telefonico per contatti | 3495608331 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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A cura di Matteo Mosti, collaborazione di Marzia Maestri
Luogo: Galleria Il Germoglio
Indirizzo: Pontedera, via Guerrazzi 34
Inaugurazione: venerdì 29 gennaio 2010, ore 17,30
Periodo: dal 30 gennaio al 28 febbraio 2010
Orario: 17,00 – 19,00. Lunedì chiuso. Ingresso libero
Informazioni: tel. 349/5608331 Manrico Mosti
www.galleriailgermoglio.it- segreteria@galleriailgermoglio.it
Si inaugura il giorno 29 gennaio 2010 la mostra collettiva “Paesaggi a confronto”.
“Perché si abbia pittura di paesaggio non è sufficiente che elementi paesistici siano raffigurati in un dipinto: è necessario che lo scenario naturale non sia concepito come elemento accessorio per le composizioni figurative, ma venga sentito come tema autonomo, capace di suggerire di per sé un’emozione spirituale ed estetica” (Niccoli: 1974, 1699).
L'evento si configura come un confronto appassionato e appassionante tra autori, scuole e periodi differenti; visioni interiori di un tema comune elaborate per mezzo di esperienze diverse; risultato di reiterati scontri ed incontri con il mondo circostante dove il paesaggio è, e rimane, l’unico ed incontrastato protagonista che lascia all’occhio di chi osserva il desiderio di ricercare un confronto estetico e filosofico di grande impatto emozionale.
Roberto Dragoni
“Roberto Dragoni - scultore, pittore e disegnatore - è risultato primo nel Concorso per giovani artisti, svoltosi nel 1999 presso l'Accademia delle Arti del Disegno, da me presieduta.
A Roberto Dragoni fu assegnato, in premio per cinque anni lo Studio dell'Accademia delle Arti del Disegno in piazza Donatello. L'Accademia presenta ora nella Sala delle Esposizioni di via Ricasoli le opere realizzate dall'artista durante gli anni trascorsi nello Studio.
Le opere di Roberto Dragoni - sia i disegni, sia le sculture, sia le pitture - ripercorrono alcuni aspetti del passato da lui rifatti nuovi in una personale poietica.
Sono lieto di poter dire con sicurezza che ai tempi del Concorso non abbiamo sbagliato. L'esposizione e il catalogo di oggi ne sono la conferma. Un grazie ai giudici e un grazie al maestro Roberto Dragoni”.
Francesco Adorno
PRESIDENTE DELL'ACCADEMIA
DELLE ARTI DEL DISEGNO
“[… ]Continuo a ritenerlo la punta di diamante tra i pittori della sua generazione. Se Dragoni continuerà a essere spietato con se stesso e farsi quelle domande che sono state dei grandi maestri antichi e moderni prima di lui, egli potrà darci i suoi frutti, copiosi, che è giusto attendere da un talento autentico come il suo”.
Giovanni Faccenda
Paolo Grigò (opere visibili dal 12 febbraio 2010)
Dagli esordi, ascrivibili agli anni Settanta, fino alle ultime testimonianze ovvero le strutture architettoniche Porta del dialogo e dei diritti umani e Porta della cultura e del sapere realizzate per il Comune di Calcinaia, si evince come la riflessione dell’artista si orienti verso i grandi temi di attualità: la pace, la democrazia, l’integrazione tra le culture. Il percorso artistico di Grigò non è mai stato disgiunto sia dagli eventi socio-politici che dalla problematizzazione del ruolo della cultura e dell’intellettuale nel progresso della società civile. L’opera di Grigò, conosciuta in ambito internazionale, interpreta il momento storico con coscienza del dramma dell’umanità. Dramma reso con linguaggio calcolato ed equilibrato cui dà speranza di salvezza attraverso la ragione che permette all’uomo di agire con ponderatezza, con misura, di valutare gli argomenti prima di pronunciarsi, di controllare tutte le testimonianze prima di decidere”.
Ilario Luperini
Enzo Faraoni
Nasce a Santo Stefano Magra nel 1920, cresce nella campagna toscana di Montelupo Fiorentino. Adolescente lo accoglie la vicina Firenze all’Istituto d’Arte di Porta Romana che in quegli anni vede la presenza di numerosi giovani d’ingegno e insegnanti di particolare valore. Ha per maestro, oltre a Chiappelli e Lunardi, Pietro Parigi che lo introdurrà nell’ambiente artistico esterno alla scuola. Accanto alla grande lezione della tradizione toscana, rivissuta in modi attuali, s’impose ben presto anche l’influenza stimolante di Carrà, De Chirico, Soffici e Rosai. Sarà proprio quest’ultimo, lo straordinario Rosai, che vorrà questo giovanissimo artista come suo assistente all’Accademia di Firenze, all’indomani della prima mostra che Faraoni presenta alla galleria “il Fiore”. Arrivano ben presto i grandi riconoscimenti ufficiali, fra cui il primo premio de “Il Fiorino” nel ’61 ed il primo premio per la xilografia alla Biennale di Venezia del ‘68. Nel suo lungo percorso di attività, la scansione di mostre personali e collettive si succede ininterrottamente in varie città italiane. Gli scritti a loro commento portano la firma di poeti, narratori e critici: Santi, Luzi, Parronchi, Betocchi, Gatto, Testori, Trombadori, Santini, Berti, Baldini, Paloscia e tanti altri che arricchiscono la sua prestigiosa bibliografia. Faraoni è, e resta, fin dalle sue prime prove, un lirico: un lirico mosso, eccitato, a volte addirittura intonato a cupe meditazioni, per il quale è impossibile distinguere “i dati del reale dal dato dell’emozione”. E in tal senso il suo lavoro ha una precisa ragione di contatto con la poesia fiorentina del Novecento.
Vincenzo Martini
Nasce a Foligno il 23 Agosto 1955.
Laureato in scienze biologiche, dopo il liceo classico, si cimenta casualmente con la pittura nel 1985 riscuotendo subito riconoscimenti e consensi tanto che a poco a poco quello che sembrava un divertimento, diventa inavvertitamente una esigenza vitale.
Per abbozzare veramente una interpretazione della pittura di V. Martini é necessario ricostruire le aree culturali di cui é partecipe e queste certamente sono quelle umbre e in particolare spellane. Proprio a Spello infatti esiste una scuola pittorica, e naif in particolare, composta da individualità molto diverse fra loro il cui contatto gli hanno permesso di maturare un amore per la pittura, fino ad allora nascosto, che probabilmente si portava nello zaino fin da bambino, e solo dopo essere arrivato in questa magnifica cittadina é esploso.
Con ogni quadro, Vincenzo Martini vuole conservare quasi gelosamente le città da una possibile profanazione, e dalla possibilità di contemplare il creato, di tendere verso la perfezione, di svuotarsi da tutto ciò che può annullare aspirazioni insite nell'animo umano e che non lasciano spazio alla ricerca spontanea dei supremi valori.
Per cui anche se non si propone di insegnare valori e moralità , può permettere alla gente di disintossicare l'anima dalle scorie di una pseudo civiltà consumistica ed essere di nuovo in sintonia con il dolce scandire del cantico delle creature, con i motivi di Iacopone da Todi, con il dolce invito alla contemplazione di Chiara, cosÏ attuale e agognato da tutti coloro che oggi sono schiavi della civiltà dei consumi.
Roberto Masi
Roberto Masi è considerato un importante esponente del Primitivismo italiano.
Intraprese la sua attività di pittore nel 1962 dipingendo piccoli frammenti di un cavallo o di una casa. Da allora Masi ha intrapreso un cammino che lo ha portato a sviluppare uno stile fortemente personale. Il mondo di Masi è in antitesi al mondo espressionistico.
Vedutista e paesaggista di vocazione modernissima ottiene la celebrazione grazie alla costante presenza nelle trasmissioni TV legate all’arte.
E’ nato a Firenze nel 1940. Il padre e il nonno erano attori di teatro. Fin da piccolo, al collegio delle Suore, iniziò a manifestare un’inclinazione al disegno e alla pittura, ma poi dovette seguire studi tecnici, iscrivendosi anche alla Facoltà di Economia e Commercio. Ma l’impulso all’arte era prepotente ed iniziò a frequentare gli ambienti artistici e lo studio di Pietro Annigoni, Enzo Pregno, Antonio Bueno. L’incontro poi con Pilade Giorgetti fu determinante.
Frequenta la Libera Scuola di Nudo all’Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 1970 entra nel gruppo artistico “Segno rosso”. Nel 1972 inizia l’attività espositiva presso lo Studio d’Arte il Moro dove ha sede il gruppo. Presto però se ne distacca seguendo un percorso personale ed autonomo. Consegue anche dei riconoscimenti e lavora come scenografo.
Nel 1974 l’incontro con Lucia Burgassi della Galleria Cavour lo porta ad iniziare un intenso periodo di mostre e di lavori che sfocia nel 1980 con l’interessamento da parte della Renzo Spagnoli Arte.
L’artista si fa conoscere d apprezzare a livello nazionale e internazionale con importanti partecipazioni. Nel 1991 inizia la collaborazione con le Gallerie Orler che nel 2002 organizzano una grande mostra a Venezia.
Nel 2007 pubblica il volume "Sintesi di un realismo magico".
Sue opere sono presenti in ogni parte del mondo.
Gabriella Gentilini
Lido Bettarini
Le sue opere dalla pennellata fluida, gentile, morbida, riescono a rendere la magia che il colore acquista nel mondo. Quella di Bettarini è una pittura che sa commuovere e sa farsi ammirare, che sa comunicare a chi gli sta attorno. E’ questa una mostra decisamente piacevole che appaga lo sguardo e arricchisce l’animo dell’uomo che sa guardare e, soprattutto, sa osservare le bellezze che il paesaggio offre quotidianamente.
Considerato tra i maggiori rappresentanti della scuola pittorica italiana contemporanea, nasce a Sesto Fiorentino nel 1927 e studia all’Accademia di Belle Arti a Firenze. Il suo maestro più importante è stato Ottone Rosai e le sue opere figurano nei maggiori Musei e Gallerie in Italia e all’estero (al Museo Vaticano a Roma, al Museo del Prado di Madrid, per citarne solo alcuni). Ha esposto in Canada, Francia, Germania, Spagna e Svizzera ricevendo nel 1986 l’importante incarico di eseguire il ritratto ufficiale di Papa Giovanni Paolo II.
“Nella carriera di un pittore dipingere l’immagine del Papa è un fatto che non rientra nella norma usuale. Raffigurare Sua Santità, uomo amato e conosciuto da milioni di persone, non è cosa facile [… ] volevo che dietro la sua figura mi parlasse il volto di Cristo.”
Silvestro Pistolesi
Silvestro Pistolesi è nato a Firenze il 28 Novembre 1943 e fin da giovanissimo ha dimostrato la sua inclinazione artistica iscrivendosi prima alla Scuola d'Arte di Porta Romana, poi all'Accademia Cappiello. Ma il suo vero apprendistato artistico è iniziato con la frequentazione dello studio della pittrice Nerina Simi contemporaneamente al corso di nudo dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze. In seguito, tramite alcuni allievi, conosce quello che sarà il suo Grande Maestro: Pietro Annigoni, ed è proprio frequentando il suo studio dal 1963 che avverrà la sua formazione artistica. La sua prima personale è del 1972 alla Arts Unlimited Gallery di Londra che con pieno successo lo decreta giovane talento di fama internazionale; da allora ha esposto in numerose città italiane ed estere. La sua pittura, figurativa moderno-rinascimentale, sembra tradurre in immagine trasposizioni oniriche popolate di eremiti erranti alla ricerca della Verità nei grandi quadri eseguiti in studio con la tecnica della tempera grassa, per poi inondarsi di luce nei bozzetti ad olio eseguiti dal vero, e raggiungere l'antica massima espressione artistica nella realizzazione delle grandi pareti dipinte con la difficile, ma affascinante tecnica dell'affresco. Ha eseguito anche numerosi ritratti tra i quali quello del Prof. Cooley di Huston, quello del Cardinale Stickler (bibliotecario del Vaticano) e quello del Santo Padre Giovanni Paolo II. Di notevole valore artistico sono le grandi opere pubbliche in importanti sedi quali l'Abbazia di Montecassino, il Santuario della Verna e l'Abbazia di Vallombrosa.
Ugo Maffi
“L’arte antica e quella moderna comunicano a me le stesse emozioni. Sono diverse per linguaggio e forma, ma uguali per l’attrazione che esercitano.
Ogni artista vero, in ogni epoca, pur rivelando contatti con gli artisti precedenti, poi cammina secondo la propria cultura e il proprio talento, ponendo sempre avanti l’uomo, che è dovunque, anche quando non appare, magari nascosto anche tra le bottiglie di Moranti [… ] La pittura deve possedere il requisito della bellezza, della sapienza, quale che ne sia il contenuto. Può anche riflettere la situazione drammatica dell’uomo di oggi, ma si tratta della drammaticità dell’uomo di tutti i tempi.
L’esperienza mi ha insegnato che nella buona pittura c’è sempre un forte impulso romantico che scaturisce dalla libertà interiore e della forza creativa che l’artista possiede, come romantica è la pittura di Ugo Maffi.
Una pittura che attualmente ha per contenuto il tema delle barche, delle partenza, degli approdi, dei ritorni: una pittura quella di Maffi, colma di poesia e che mi ricorda quel vascello leggero di cui parla Dante”.
Enzo Carli
Vincenzo Ledda
E’ uno di quegli artisti che scopri per caso, un’opera che ti si svela all’improvviso e che ti rapisce per la sua forza. Di Ledda non si hanno, ad oggi, notizie precise; è però certo il fatto che riesca attraverso il suo talento a dare la profondità e il gioco di colore alle sue opere e a renderle suggestive.
Una mostra decisamente piacevole che appaga lo sguardo e arricchisce l'animo dell'uomo attraverso la presa in considerazione delle bellezze che il paesaggio offre quotidianamente a coloro che sono in grado non solo di guardare, ma soprattutto di osservare.


