RE – (Part I, II, III): Shen Wei Dance Arts New York al Teatro Era
| Cosa | cultura |
|---|---|
| Quando |
15/05/2010 21:00
15/05/2010 23:55
15/05/2010 da 21:00 al 23:55 |
| Dove | Teatro Era - Via Indipendenza - Pontedera |
| Persona di riferimento | Alessandra Natella |
| Indirizzo e-mail per contatti | comunicazione@pontederateatro.it |
| Recapito telefonico per contatti | 058755720 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
|
15 maggio ore 21
Teatro Era, Pontedera
SHEN WEI DANCE ARTS
RE – (I, II, III)
CINA/USA
RE- (I, II, III) _ Ispirato ai viaggi di Shen Wei in Tibet, Angkor Wat, Cina antica e moderna
direttore artistico: Shen Wei
direttore esecutivo: France Pepper
Shen Wei Dance Arts: Javier Baca, Cecily Campbell, Hunter Carter, Sarah Chiesa, Evan Copeland, Andrew Cowan, Jenna Fakhoury, Burr Johnson, Cynthia Koppe, Sara Procopio, Joan Wadopian, Adam H. Weinert, Brandon Whited
luci: Jennifer Tipton
design proiezioni: Shen Wei e Daniel Hartnett
Durata: 130 min (incluso 2 intervalli)
RE- (Part I) - 2006
coreografia, scene e costumi: Shen Wei
musica: canti tibetani tradizionali interpretati da Ani Choying Dolma
Re-(Part I) è stato commissionato dall’American Dance Festival con il sostegno di: Doris Duke Awards for New York, The Multi-Arts Production Fund - programma del Creative Capital della Rockefeller Foundation, e da Robert e Margrit Mondavi Center for Performing Arts dell’Università della California.
Prima mondiale: 3 luglio 2006, American Dance Festival.
RE- (Part II) - 2007
coreografia, scene e costumi: Shen Wei
musica: John Tavener Tears of the Angels; musica tradizionale cambogiana; registrazioni originali di S. Wei
suoni e immagini registrati a Angkor Wat: Shen Wei
Re-Part II è stato commissionato da Les Grandes Ballets Canadianes de Montreal, direttore artistico Gradimir Pankov.
Prima mondiale: 15 marzo 2007, Teatro Maisonnneuve, Place des Arts, Montreal, Canada.
RE- (Part III) - 2009
coreografia, scene e costumi: Shen Wei
musica: David Lang (vincitore Premio Pulitzer)
violino: Todd Reynolds
suoni e immagini registrate sulla Via della Seta: Shen Wei
Re-Part III è stato commissionato dal Lincoln Center Festival 2009 e dall’American Dance Festival, con il supporto della SHS Foundation; con il sostegno ulteriore della Shen Wei Dance Art’s Council of Ten members Silas e Celia Chou, Edward e Caroline Hyman, Younghee Kim-Wait, e William e Helen Little.
La musica di David Lang è stata commissionata dalla Shen Wei Dance Arts con il sostegno della O’Donnell-Green Music and Dance Foundation.
Prima mondiale: 18 giugno 2009, American Dance Festival.
Re- Series _ Part I, II, III
Utilizzando il prefisso “Re-“ per evocare concetti come “rinnovare”, “riscoprire” e “riparare”, questa serie si ispira ai viaggi di Shen Wei in Tibet, ad Angor Wat in Cambogia e lungo la Via della Seta in Cina e rappresenta la riconciliazione di una vita divisa tra due emisferi, un omaggio spirituale generoso e un fiducioso appello alla comprensione reciproca. Lo stile originale di Shen Wei ci accompagna nel suo viaggio in tre delle società più impenetrabili, misteriose e affascinanti del mondo. Un ‘ritorno a casa’, spirituale e geografico, profondamente emozionante e trascendente, raccontato attraverso movimenti mozzafiato, fotografie e altri materiali ritrovati nella giungla, nel deserto e nelle megalopoli dell’Estremo Oriente.
RE– (I, II, III) è stato presentato a: American Dance Festival, giugno 2009 (Prima americana); Lincoln Center Festival, luglio 2009 (Prima newyorchese); Festival Bolzano Danza, luglio 2009 (Prima europea); Hong Kong New Vision Festival, novembre 2009 (Prima cinese).
“Re- (Part I). Questa coreografia è prevalentemente basata sui sentimenti suscitati dalla terra, dalla gente, dalla religione e dalla cultura tibetana che hanno caratterizzato i miei viaggi del 2005 - 2006. Re- (Part II) trae ispirazione dalla mia visita ad Angkor Wat, in Cambogia, nel 2006. Riflette le impressioni suscitate dai templi e dagli alberi, dai suoni della terra, dai bambini e dalla cultura del posto. Ho registrato suoni e immagini della giungla che circonda i templi per usarli in questa creazione e ho scelto una musica tradizionale suonata da un gruppo di artisti locali disabili, la Moon Light Band, che utilizza strumenti fatti a mano ai piedi degli alberi vicino ad Angkor Tom.
Re- (Part III). Nell’estate del 2007 ho viaggiato per 40 giorni sulla via della Seta in Cina – da Pechino a Xian, a Ovest di Dunhuang nello Xinxiang, fino alla depressione di Turpan e all’antica città Kashgar, al confine con il Tajikistan. Alcuni mesi dopo sono tornato in una Pechino trasformata per lavorare alla Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2008. Questa città moderna mi ha fatto riflettere sulla mia esperienza di vita a New York in questi ultimi 14 anni. Anche se le due città hanno in comune alcuni elementi di modernità, sono comunque ancora molto diverse. Ho notato un forte contrasto tra il concetto orientale di unità sociale, dipendenza e condivisione, e la predominanza dell’individualismo nell’Occidente – due punti salienti nell’infinita gamma di costruzioni della società umana.”
Shen Wei
Part I _ Tibet
Part I si ispira ai viaggi di Shen Wei in Tibet, è una danza profondamente personale e spirituale, che si snoda sulle note dei canti tradizionali tibetani e su coloratissimi frammenti di un Mandala che ricopre l’intero palcoscenico. Nei movimenti coreografici si riconosce l’influenza di alcuni elementi tipici della cultura e della geografia della steppa tibetana, come l’insufficienza di ossigeno e la ridotta forza di gravità. Riferendosi a Part I il Boston Globe parla di uno spazio in cui “la purezza e il nirvana diventano un tutt’uno”, mentre John Rockwell scrive sul New York Times che “la danza è brillante, e i motivi energicamente travolgenti”. La versione di Re- (Part I) del 2009, una rivisitazione della prima del 2006, incorpora nuove musiche e proiezioni. “Shen Wei è un perfezionista e la rivisitazione è stato un trionfo” (Washington Post).
Part II _ Angkor Wat (Cambogia)
Part II è un lavoro su ampia scala che combina due degli stili caratteristici di Shen Wei, tableaux vivants e transference. Ispirato alle forme artistiche tradizionali cambogiane studiate da Shen Wei, alla particolarissima forma degli alberi di banano di Angkor Wat, ai segni buddisti e induisti impressi sui muri ai tempi dell’antico impero, Part II è “un lavoro la cui bellezza è di un’unicità tale da lasciare il pubblico letteralmente immobile” (Le Devoir). L’opera mostra il surrealismo caratteristico di Shen Wei: figure ultraterrene invocano gli intricati e misteriosi fregi dei muri di Angor Wat, culminando in un tableaux umano fatto di corpi scoloriti, nudi, immobili, trascendenti. I suoni provengono da templi dispersi e dimenticati nella vastità della giungla, registrati direttamente in loco; la musica è suonata da un gruppo di artisti locali disabili, vittime delle atrocità dei Khmer Rossi. Part II è stato creato nel 2007 per Les Grands Ballets Canadiens de Montreal e ha debuttato negli Stati Uniti nel 2009 all’American Dance Festival e al Lincoln Center Festival.
Part III _ The New Silk Road
Celebrando la varietà di linguaggi, culture e tradizioni religiose che caratterizzano la Cina, Part III attribuisce ad essa il ruolo di arbitro, passato e futuro, di tendenze, idee e popoli. Shen Wei utilizza la Via della Seta non per guardare al passato, ma come metafora per esplorare il futuro del Paese come crogiuolo di culture, tra Medio Oriente, Occidente e le altre miriadi di popolazioni che lo abitano.
Nel tipico stile interdisciplinare di Shen Wei – che mescola la danza moderna a elementi presi dal teatro, dalle arti visive, dall’Opera cinese, dalla filosofia e dall’architettura – Part III è il più ampio e dinamico delle tre creazioni, e utilizza immagini, suoni e altri elementi provenienti sia dall’antica Via della Seta che dalla iper-moderna realtà cinese. L’originalità del movimento di Re- Part III – virtuoso, vibrante, elettrizzante – è ispirato proprio a questo dialogo tra passato e futuro, individuale e collettivo. Ha tratto ispirazione dalle immagini e dalle impressioni suscitate dall’antica Via della Seta, e dalla partecipazione di Shen Wei alla Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi del 2008 in una Pechino radicalmente trasformata. La Shen Wei Dance Arts ha commissionato la musica al compositore David Lang, vincitore del Premio Pulitzer e al violinista Todd Reynolds, per creare un ambiente sonoro che integra musica per violino, effetti computerizzati e materiali registrati da Shen Wei lungo la Via della Seta (voci, musica folk, suoni della natura). Shen Wei ha curato le scene, i costumi e il trucco. Il lighting design è stato commissionato a Jennifer Tipton.
Shen Wei, uomo e artista diviso tra due emisferi, cinese di Hunan dal ‘95 trapiantato a New York, rappresenta la più alta espressione di ibridazione stratificata tra Oriente e Occidente. E’ conosciuto in tutto il mondo per l’interculturalità, l’interdisciplinarietà e l’originalità delle sue creazioni. Creatore totale - oltre alla danza, costruisce scene, costumi, trucco - è pittore e designer, i suoi quadri sono stati esposti a New York e Hong Kong. Shen Wei si è formato all’Opera cinese dall’età di 9 anni ed è stato il cofondatore della prima compagnia di danza moderna cinese, la Guangdong Modern Dance Company. Nel ‘95, a seguito di una borsa di studio al Nikolais/Louis Dance Lab di New York, si stabilisce negli USA dove, nel 2000, fonda la Shen Wei Dance Arts. Dal 2007, e per 5 anni, la Compagnia è in residenza al Kennedy Center di Washington D.C. Shen Wei è stato insignito di diversi premi, riconoscimenti e commissioni. E’ Young Global Leader of the World Economic Forum del 2009, MacArthur “Genius” (2007) e USA Prudential Fellow. Ha ricevuto una John Simon Guggenheim Fellowship, una New York Fondation for the Arts Fellowship e la Ben Sommer Fellowship dell’American Dance Festival. Inoltre, Shen Wei ha ricevuto il Nijinsky Award come Coreografo Emergente nel 2004, il premio australiano Helpmann Award for Best Ballet or Dance Work (2005) e Les Etoiles de Ballet (2006) al Palais des Festival di Cannes. In Cina ha vinto il premio per la coreografia all’Inaugural National Modern Dance Competition (1994).
DALLA STAMPA … Re - (I, II, III)
In Re-, su un’indimenticabile partitura di canti tradizionali buddisti, i ballerini distruggono la scenografia metodicamente e con grazia. I ballerini si muovono nello spazio, ognuno di essi ondeggiando le braccia e le gambe spostando dei coriandoli simili a fiocchi di neve. Alla fine della coreografia, i pezzetti di carta sono talmente sparsi per tutto il palcoscenico che i colori si mischiano - purezza e nirvana sono diventati un tutt’uno. BOSTON GLOBE
Il palcoscenico è disposto come un semplice mandala, i cui disegni sono creati con un qualcosa che sembra simile a dei coriandoli o resti di fiori, tutti ben illuminati da Jennifer Tipton. Il rettangolo di base viene conservato definendo così il palcoscenico, ma i disegni interni vengono gradualmente distrutti dai movimenti dei ballerini; i coriandoli che scorrono tra i piedi dei ballerini, creano uno splendido effetto. I ballerini allungano le braccia, si piegano, stendono le gambe come degli aironi. Si genuflettono e rotolano. Si schierano ai quattro angoli del rettangolo. Roteano come uccelli in volo. NEW YORK TIMES
DALLA STAMPA … Le creazioni di Shen Wei con la Shen Wei Dance Arts
La coreografia — interpretata da ballerini virtuosi, a partire dallo stesso Shen Wei, — è molto legata al suolo, con movimenti che richiamano le arti marziali, la break dance e l’opera cinese. Non ci sono sollevamenti, passaggi di coppia, mentre molte sono le corse lungo la scena. È solamente danza e pittura. Ma la danza è brillante e i disegni sono potentemente irresistibili. NEW YORK TIMES
La singolare immaginazione di Shen Wei e la brillante tecnica teatrale conducono lo spettatore verso stranianti e al contempo meravigliosi luoghi. WASHINGTON POST
Le gioie visive che crea, tuttavia, sono distanti da qualsiasi altra cosa che si manifesti come danza, per lo meno su questo continente. Sono opere ipnotiche che sfiorano lo spettatore lungo un percorso che può essere squisitamente glaciale e violentemente incalzante — o a volte entrambi contemporaneamente. Le coreografie sono estremamente curate nei dettagli e totalmente avvincenti. THE NEW YORK SUN
Una vitale fusione di Oriente e Occidente, di opera cinese e danza moderna guidata dall’occhio appassionato di un pittore… Gli arti fendono e sferzano, spesso ruotando all’indietro grazie a una straordinaria flessibilità di anche e spalle. Momenti di solitario lirismo e sospensioni mozzafiato si alternano a momenti di potente ed estrema velocità …lacerante. BOSTON GLOBE
Formidabilmente teatrale, stilizzato ed emotivamente disinvolto, le sue produzioni si nutrono tanto di tradizioni del mondo asiatico quanto di sperimentazione americana, ma non appartengono a nessuno dei due campi. WASHINGTON POST
Shen Wei reinventa il vocabolario della danza: il modo in cui l’impeto del movimento scorre dal corpo di un ballerino all’altro va oltre la convenzione per cui la danza si costruisce su passi e la coreografia su un asso verticale…splendido. LOS ANGELES TIMES
Ogni opera di Shen Wei sembra un viaggio in un luogo mai visto prima. SUNDAY HERALD SUN
Interpreti come statue tornate alla vita. Non importa se cadono a terra o se urtano contro qualcosa, il loro movimento dà ampia dimostrazione dell’immensa immaginazione visiva del coreografo. THE LONDON TIMES


