2 giugno 2009 - Festa della Repubblica

Domande e risposte tra il primo cittadino di Pontedera nel periodo 1999-2009 Paolo Marconcini e la cittadinanza

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2 giugno 2009 - Festa della Repubblica

Messaggioda intervento_sindaco » mer giu 03, 2009 6:40 pm

2 giugno 2009 - Festa della Repubblica

Cari concittadini, autorità, rappresentanti delle forze dell’ordine, cari amici della filarmonica, sono passati 63 anni dalla nascita, il 2 giugno del ’46, della Repubblica Italiana e 61 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione.

Dopo la tragedia della guerra e la parentesi del fascismo l’Italia si riavviava sulla china della democrazia, della libertà, dei diritti.

Il Paese in questi anni è cresciuto è diventato una grande comunità che ha saputo affrontare i momenti di difficoltà grazie soprattutto alla riconquista della politica della dialettica democratica e alle regole della civile convivenza.

Non a caso il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha richiamato tutti a considerare il 2 giugno come momento emblematico di coesione sociale e unità del Paese. La stessa unità dimostrata il 25 aprile in occasione della festa della liberazione, unità contro il terrorismo di ogni colore, contro le mafie, in solidarietà ai nostri fratelli d’Abruzzo colpiti dal terremoto. Una coesione sociale e nazionale per fronteggiare la crisi economica e gli impegni internazionali. La festa della Repubblica come festa di tutti gli italiani. Ha ragione Presidente, grazie.

A Pontedera questa mattina presso il parco fluviale di la Rotta davanti ai resti dell’antica fornace abbiamo inaugurato un’opera d’arte dello scultore cittadino Gennaro Strazzullo intitolata ai mattonai e dedicata agli invalidi e ai caduti sul lavoro. L’articolo uno della Costituzione dice che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Troppo spesso invece anche in questi giorni nel nostro Paese il lavoro, anziché fonte di benessere, di affrancamento sociale, di soddisfazione personale come dovrebbe essere, diviene causa di sofferenza sociale e fisica e addirittura di morte. Non è così che si afferma quel dettato e quell’aspirazione sanciti dai Costituenti.

Questo anno è un po’ particolare. Per me è l’ultimo nel quale celebro questa ricorrenza con la fascia del sindaco. Il mio mandato si appresta a concludersi e con esso la mia esperienza da primo cittadino.
E questa è l’occasione giusta per fare qualche considerazione in relazione all’etica della politica e alla differenza tra la democrazia e il governo oligarchico e fascista. In questi anni abbiamo indirizzato l’azione amministrativa in una direzione ben precisa che è sempre stata quella di anteporre i diritti dei cittadini agli interessi, pur legittimi, dei soggetti privati o collettivi. Ritengo sia questa la vera stella cometa, la linea di condotta che la democrazia deve seguire per rinnovare e creare i gruppi dirigenti del Paese.

Governare una città, rappresentare un territorio significa conciliare sempre l’attenzione verso le pur legittime aspirazioni individuali e di gruppi nel quadro dell’interesse generale, secondo lo spirito della Costituzione.
Credo che sia questa la grande lezione che ci è venuta dalla resistenza al fascismo e dalla tragedia di quei venti anni di dittatura.

Il fascismo non è stato solo il potere nelle mani di un uomo solo ma è stato anche e soprattutto l’interesse dei gruppi e delle corporazioni posto al di sopra di quello comune. Non possiamo ignorare le lezioni della storia senza essere poi condannati a ripeterne gli errori. Oggi si tende a semplificare ciò che avvenne. Si sbaglia. Occorre recuperare e praticare, non solo a livello locale, il governo guardando ai diritti. E sottolineo che i diritti o sono di tutti o non sono diritti. Non è possibile governare bene una città e vivere bene nella stessa città se i cittadini non hanno tutti pari dignità. Non possono esserci cittadini di serie A e cittadini di serie B. Sarebbe la negazione stessa di una buona comunità. E’ questo che abbiamo cercato di fare a Pontedera e in Valdera. Abbiamo investito per sostenere il lavoro, aiutare i ceti sociali popolari, i più deboli ma soprattutto abbiamo cercato di dare dignità, rappresentanza, diritti a tutti, nel rispetto dei doveri condivisi del nostro Paese. E abbiamo vissuto tutti meglio in questi anni in una città che cresce e vuole essere migliore.

E’ questo che rivendico. E’ questo ciò che abbiamo fatto ed è questo che sono certo proseguirà con caratteristiche innovative nei prossimi anni, al di là delle differenti concezioni ideali e politiche. Era questo lo spirito del 2 giugno, dell’Italia democratica, della nostra Costituzione.
Pontedera oggi è una bella città dove vivere. Anche grazie al due giugno di 63 anni fa e grazie al modo in cui abbiamo coltivato la “pianta” della democrazia. Bisogna continuare su questa strada.

Viva l’Italia, viva la Repubblica!


Paolo Marconcini, Sindaco di Pontedera

Alcuni momenti della giornata del 2 giugno 2009 ai Giardini La Fornace di La Rotta e del Concerto della Filarmonica "Volere è Potere" in piazza Garibaldi

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