Cina: AN si contraddice e fa demagogia
Intervento del Sindaco Paolo Marconcini
Ci sono grandi temi di cui si discute nel mondo che non possono essere affrontati con semplici slogan e boutade propagandistiche. E’ il caso dell’appello di Alleanza Nazionale della Valdera a boicottare la Cina.
La globalizzazione, la crescita di nuovi soggetti mondiali, di nuove società che raccolgono miliardi e miliardi di persone, soprattutto in Asia, è un fenomeno talmente importante e vasto che la cui analisi sta assorbendo i migliori politici e governanti del mondo.
Ritengo anch’io che in quei Paesi, in particolare in Cina, ci sia un deficit grave di diritti dei lavoratori, di libertà e di democrazia. La crescita economica si deve accompagnare al miglioramento della vita dei cittadini, e alla crescita delle loro libertà. Ritengo anche che le questioni legate al commercio mondiale siano talmente gigantesche e complesse che è anacronistico e infantile pensare ad argini burocratici imposti dall’Italia oltretutto facilmente by-passabili. Vincoli “etici” possono essere proposti dall’Europa. Ci sono peraltro delle certificazioni etiche che la Toscana sta promuovendo nelle imprese della regione.
L’atteggiamento di coloro che si vestono da novelli crociati, lancia in resta e si lanciano all’attacco del mulino a vento, lascia il tempo che trova. Occorre invece che politiche europee sappiano salvaguardare la nostra economia e il nostro livello di vita, sollecitare modelli sociali accettabili a quei paesi, investire in democrazia e benessere.
Mi sembra anche che in Alleanza Nazionale ci sia una gran confusione in questo momento. E grandi contraddizioni. Al contrario di quanto espresso dai vertici locali solo pochi giorni addietro il viceministro, Adolfo Urso (confermato, al contrario del suo ministro Marzano, nell’ultima versione del Governo Berlusconi) enfatizzava il cosiddetto “Piano Cina” della Simest (una finanziaria del Governo per la internazionalizzazione delle imprese): “…il fondo d’investimento sulla Cina è andato quasi esaurito con 35 progetti andati a buon fine…”. Non solo. Pochi giorni prima il 19 marzo 2005 il Governo aveva emesso un comunicato dove il Ministero delle Attività Produttive annunciava il finanziamento fino al 75% delle spese concernenti studi di fattibilità per investimenti all’estero. Come si evince è ben altra la posizione del Governo di centrodestra e di An rispetto ai nostri concittadini di quel partito e conferma la confusione e le contraddizioni presenti a livello nazionale e locale nella destra.
Questo territorio chiede da sempre politiche coerenti. La situazione presenta insieme a positive aspettative anche un quadro incerto e difficile, soprattutto per le piccole e medie imprese. Dal Governo sono sempre giunte risposte deboli per quanto riguarda le politiche industriali. Dalla Cina giungono merci a basso prezzo ma la Cina è anche un immenso mercato che si apre. Occorre quindi pensare a questa fase in una ottica di rischi e di opportunità con un occhio attento per l’indotto, in particolare, che per la propria costituzione rischia di più. Occorrono misure che lo rendano competitivo attraverso la ricerca, l’innovazione, l’investimento sulla scienza. Non mi sembra che questi temi interessino questo Governo che ci promise un’incontro e mai mantenne la promessa. Forse è il momento di pensare seriamente a politiche economiche. Non credo che questo Governo sia in grado di farlo e la demagogia non paga.
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