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Saluto del sindaco Paolo Marconcini per la Giornata della Memoria. "Concerto per non dimenticare" Pontedera, Museo Piaggio, 27 gennaio 2005

creato da redazioneUltima modifica 28/01/2005 17:06

Sono passati 60 anni.
Sessanta anni dal giorno nel quale i cancelli di Auschwitz sono stati abbattuti.
Questa data simbolica e drammatica è stata scelta per ricordare che cosa sono stati lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico, e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Furono decine di migliaia gli italiani, di diversa fede ed orientamento politico, ebrei e non, morti nei campi di concentramento, condannati ad una lenta agonia dalla follia razzista e dal totalitarismo politico del nazismo e del fascismo, che in Italia nel 1938 promulgò le leggi fasciste. Un concittadino ora scomparso,Italo Geloni dell’Aned, riuscì a tornare per raccontarci ogni volta piangendo questa tragedia e questo orrore.
Auschwitz è il più grande cimitero del mondo: lo ha ricordato uno statista polacco stamani nelle celebrazioni Europee. Un cimitero che pesa sulle coscienze del mondo, che rappresenta un evento epocale e imprescindibile dell’umanità.
E invece ancora oggi c’è chi nega e chi sottovaluta cosa è stato capace di fare l’uomo moderno, lo stesso uomo che imprigionava la materia e che scopriva le stelle.
L’uomo che si sollevava dalle catene della schiavitù e che apriva gli occhi sulla sua storia non è stato in grado di impedire l’offesa alla vita, lo sterminio di massa, l’oltraggio al senso stesso dell’umanità.
E’ importante oggi ricordare che “questo è stato”, come ci ha insegnato Primo Levi.
Ma non è sufficiente.
Vorrei citare Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane: “Il problema è non tanto che cosa affermiamo, ma che cosa abbiamo fatto e che cosa intendiamo fare, sul piano educativo, sul piano dell’informazione, persino sul piano della sicurezza… Dobbiamo dunque adeguare il nostro auspicio, la nostra volontà, il nostro senso di solidarietà e la stessa nostra speranza per un futuro di fratellanza umana, ai problemi del presente e alle sue persistenti minacce. Senza fare di questa sacrosanta battaglia un compito di ristrette schiere di specialisti, ma facendone un patrimonio di tutti, un patrimonio da conservare e da sviluppare; appunto, “perché non succeda mai più”.
Non sarà facile.
La memoria e la verità non sono coltivate da tutti, in Italia e nel mondo.
In questi giorni ho visitato il Senegal dove ho potuto conoscere i luoghi dove migliaia di africani venivano caricati sulle navi e, schiavi, portati nei paesi cosiddetti “civilizzati”.
Oggi quei paesi ancora soffrono. C’è tanto da fare. “L’uomo è rimedio all’uomo”. Senza un livello più alto di solidarietà non ci può essere futuro. Senza un più alto livello di condivisione non possiamo avere una civiltà degna di questo nome.
Pontedera è onorata di ospitare oggi questo concerto.
In questi spazi, in questo luogo della memoria del nostro lavoro e della nostra storia, abbiamo cercato di illuminare, con la nostra piccola lampada, come Diogene, il nostro cammino verso la verità.
Questi luoghi sono la metafora stessa dell’idea del viaggio.
Viaggio nel quale siamo stati accompagnati da uomini come Abraham Yehoshua, qui ospite qualche mese addietro.
E di questo “viaggio” non poteva non far parte, il festival “Nessiah”, che fa tappa fissa a Pontedera, anche grazie all’impegno del Maestro Gottfried (che questa sera ci parlerà con il linguaggio universale della musica insieme al Maestro Adrian Pinzaru).
Faccio un augurio a tutti voi qui presenti, e all’umanità, che il viaggio dell’uomo non conosca più le tenebre di Auschwitz, che il nostro viaggio sia illuminato dalla ragione e della fratellanza, dalla conoscenza e dalla vita.
Voglio ringraziare anche tutta la Comunità Ebraica di Pisa.
E mi unisco, per concludere alle parole che l’ex presidente del Parlamento europeo, Simone Veil, che fu deportata ad Auschwitz, ha lanciato oggi dal campo di prigionia, sotto la neve, richiamando l’idea di un “mondo di fratellanza”:
Mai più tutto questo! Mai più tutto questo! Mai più tutto questo!


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