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Piazza Garibaldi: "La piazza ritrovata"

creato da redazioneUltima modifica 18/01/2005 14:51

Intervento di Paolo Marconcini per l'inaugurazione di Piazza Garibaldi, 15 gennaio 2005

Cari signori,

voglio innanzitutto ringraziarvi tutti per essere presenti in questa occasione. E’ il momento in cui restituiamo Piazza Garibaldi ai cittadini dopo un lungo e articolato recupero. Abbiamo chiamato questa operazione: “La piazza ritrovata”. Questa è Piazza Garibaldi: un luogo ritrovato della nostra memoria e della nostra storia, una piazza dove si svolgeva il mercato. Oggi diventa anche luogo di bellezza e di cultura. Il lavoro di preparazione e progettazione ci ha visto impegnati in successivi passaggi: siamo riusciti a salvare i pini, che l’hanno sempre caratterizzata, ed infatti da molti è chiamata “Piazza dei Pini”, e a mantenere l’aspetto originario una adeguata vegetazione sottostante particolarmente curata. E’ stato posizionato il pavimento in porfido e si è dotata la piazza di una nuova illuminazione. Si è colta sopratutto l’occasione per arricchire lo spazio di sedili d’autore in pietra di scultori. Sono artisti famosi, li ringraziamo per la loro opera.

Dobbiamo molto a loro e alla Fondazione Arpa, che opera nel campo della ricerca e della solidarietà. Grazie alla generosità degli artisti e della Fondazione oggi la piazza assume un aspetto ancora più solenne e nello stesso tempo accogliente e vivace. La città ne esce arricchita.

Invito i pontederesi e i visitatori a soffermarsi e riflettere, a ricercare una pausa nel mezzo del traffico, in un luogo dove memoria e futuro sono raccolte e sintetizzate dall’espressione artistica.

Prosegue anche con questa realizzazione la nostra azione volta a promuovere un maggior decoro della città e ad arricchire il patrimonio culturale e artistico.

“Il bello salverà il mondo” scrive Dostoevskiy, ci auguriamo che sia così. Certamente il bello, il pulito, l’ordinato, sono contagiosi e tutti viviamo meglio in una città che si cura, e che ha dei luoghi pubblici di qualità.

Un discorso a parte merita il Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi, che abbiamo restaurato. Il monumento era stato inaugurato la prima domenica del mese di giugno del 1969. Una apposita pubblicazione fu stampata dal “Comitato promotore pro erigendo Monumento” presieduto da Masaniello Nencioni e composto da molti cittadini illustri.

Nella pubblicazione si parla di “apoteosi”.

Il monumento così viene descritto: “Ha la forma di un ottagono su cui poggiano cinque grandi blocchi di marmo di Carrara a simboleggiare ognuno: la prima guerra mondiale, la seconda  guerra mondiale, il sacrificio di quanti dal ’43 al ’45 seguendo i propri ideali e ponendoli sull’altare dei più alti valori umani hanno consentito all’Italia di risorgere e di ritrovare la sua grandezza nella democrazia, le Guerre d’Indipendenza, quelle d’Africa e le vittime civili, tutti coloro cioè che perirono nella città inerme sotto l’infuriare indiscriminato dei bombardamenti a tappeto”.

A parte la evidente retorica dell’epoca si evidenzia l’attenzione e l’importanza dell’opera per la città.

A Loris Lanini, scultore e pittore pontederese fu commissionata una scultura da porre al centro del monumento: questa scultura, questa opera d’arte, con la nostra sensibilità odierna, oggi non a caso resiste sopra le lapidi scritte, rappresenta la “Pietà”, è una fusione in bronzo della fonderia artistica R. Michelacci di Pistoia. Simboleggia la purezza ideale dell’uomo che cade sorretto da una figura di donna inginocchiata, che sta a rappresentare la famiglia, l’amore, la casa e il paese. L’opera è stata restaurata, ripulita dalle incrostazioni, riportata alla patina naturale.Con la inaugurazione della nuova opera sono state mantenute, incise nel marmo, tutte le iscrizioni precedenti. Anzi sono state posizionate in maniera tale da essere immediatamente visibili, leggibili e più vicine ai cittadini, essendo stata per questo ridotta l’aiuola circostante il monumento. Inoltre è stata posizionata una targa che ricorda il 60esimo anniversario della Liberazione recante la seguente iscrizione: “1944-2004, Anniversario della Liberazione dalla dittatura nazi-fascista. Finisce la Guerra. Vince la resistenza. Con la pace si riaffermano libertà, giustizia e democrazia”.

Nado Canuti, un artista che ben sintetizza lo spirito dei nostri tempi, fondendo le maglie di ferro del vecchio monumento, ha realizzato una catena, che si solleva da terra trascinata da una colomba. La nuova opera vuole significare la pace e la non violenza che cercano di liberare gli uomini e portare giustizia. Un’opera che arricchisce il monumento donandogli il segno della speranza che anima gli uomini della nostra generazione: il tentativo di rimuovere le catene che imprigionano la pace.

Ringraziamo tutti coloro che con il loro lavoro e il loro contributo hanno reso possibile questa opere e tutti voi presenti; riconsegniamo alla città un luogo riqualificato e migliore, a disposizione di tutti che sarà ancora di più arricchito dall’erigendo Muro di Baj: per noi tutto questo è motivo di orgoglio.


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