Pontedera e l’idrogeno.
Il Comune di Pontedera da anni è impegnato in prima linea per valorizzare
il patrimonio di cultura, di conoscenza, di idee, di capacità
imprenditoriali e tecnologiche presenti in un territorio che ha fatto
dell’industria e del know-how la propria ricchezza più importante.
Per questo ci siamo fatti protagonisti, insieme agli altri, di questa idea
di scommettere sull’idrogeno: su un “distretto dell’idrogeno” che integri
attività di ricerca, sperimentazioni, progetti industriali –coerenti con le
vocazioni del territorio- che siano attinenti le varie sfaccettature
tematiche dell’economia dell’idrogeno.
Oggi abbiamo un Progetto che ha messo insieme imprese, organismi di ricerca,
università, centri di servizio e istituzioni pubbliche con lo scopo di
catalizzare e coordinare, nella zona “Pisa - Pontedera - Livorno”, azioni di
ricerca e applicazioni sperimentali e dimostrative attinenti la filiera
dell’idrogeno, individuando come settore applicativo principale i mezzi di
trasporto dedicati alla mobilità urbana. E’, il progetto di una filiera
dell’idrogeno, importante per noi e per il futuro produttivo di Pontedera e
della Toscana.
Lo hanno capito tutti i soggetti interessati. Lo hanno capito le imprese del
territorio, la EDI e la PIEL che hanno già sperimentato tecnologie
utilizzabili nel breve tempo. La Piaggio è interessata. Lo hanno capito i
centri di ricerca e di trasferimento tecnologico: l’Università di Pisa, la
Scuola Sant’Anna, Pont-tech. Lo hanno compreso le Istituzioni, il Comune di
Pontedera, la Provincia di Pisa, la Regione Toscana. Ed anche l’aeroporto di
Pisa che può rappresentare la vetrina internazionale di alcune
sperimentazioni. Lo hanno compreso i nostri rappresentanti alla Camera: il
primo firmatario della risoluzione per l’istituzione di distretti
dell’Idrogeno, approvata dalle Commissioni ambiente e attività produttive
della Camera, mercoledì 5 aprile 2005, con giudizio favorevole del governo e
voto unanime, è stato l’Onorevole Marco Filippeschi, deputato della Valdera
e della Valdicecina, che ha sempre sostenuto questo progetto.
Noi vogliamo camminare insieme su questo percorso.
La scelta di puntare sull’idrogeno vuole inseguire anche l’idea di un mondo
migliore dove vivere, un mondo libero dallo sconvolgimento dell’effetto
serra e dalla schiavitù dei combustibili fossili. Una economia dell’idrogeno
può essere basata su una maggiore e più democratica capacità di produzione
autonoma, come ci ha spiegato l’economista Jeremy Rifkin. Una delle grandi
peculiarità della nostra idea di idrogeno è che ci piacerebbe davvero
lavorare su una filiera che si basi su fonti energetiche pulite come il
geotermico o l’eolico. A Pontedera è noto, stiamo lavorando per ospitare
delle installazioni eoliche che potrebbero anche alimentare o sostenere il
costo di un distributore ad idrogeno che rifornisca un prototipo di navetta
ad idrogeno per il servizio di trasporto pubblico, su cui il Comune intende
investire. Il fatto stesso che si possa creare un piccolo tassello di questo
tipo è un grande passo avanti per un mondo migliore. E’ un segnale che si
può fare. E’ una impresa che ci riempie anche di orgoglio e di motivazione.
Il nostro modesto contributo.
Sappiamo che l’idrogeno, almeno nel breve periodo, non sarà la panacea di
tutti i mali. Sappiamo anche che c’è ancora tanta strada da fare per rendere
queste tecnologie universali e utilizzabili da tutti. Ma sappiamo anche che
l’economia dell’idrogeno è una scommessa importante nel futuro. Come spiega
il professor Marco Carcassi, dell’Università di Pisa: “Anche se attualmente
non si sa chi vincerà la gara per quale sarà il combustibile del futuro, le
ricerche svolte nel campo dell’idrogeno da rinnovabili, se dirette allo
sviluppo di tecnologie e componenti, rappresentano un investimento per un
Paese che vuole partecipare allo sviluppo tecnologico del futuro
energetico”.
Ci aspettiamo comunque non un percorso accademico e teorico ma anche
un coinvolgimento pratico delle imprese e del territorio. Pont-tech, la
facoltà di ingegneria, i laboratori del Sant’Anna, sono i driver ideali e
pratici di questo lavoro.
L’Italia è il Paese di Alessandro Volta e di Enrico Fermi. Siamo il Paese di
Galilei e di Enrico Mattei. Abbiamo sempre svolto un ruolo importante nelle
tecnologie dell’energia, con un grande contributo di idee e di
conoscenza.
E’ l’unica strada che il nostro Paese può continuare a seguire se vuole
restare tra i paesi più avanzati, se vuole mantenere indipendenza economica
e stabilità geopolitica. Non sono più molti i settori nei quali la
tecnologia italiana, le nostre università, le nostri menti migliori, possono
ancora competere. Questo è uno di questi settori. E su questo il nostro
territorio, le nostre città, la nostra regione, devono scommettere.
Dobbiamo solo capire tutti che si tratta di una scommessa Vitale. Come
amministratore di una piccola città sono pronto, con i miei cittadini, a
fare la mia parte. Proviamoci.
Il sindaco di Pontedera Paolo Marconcini





