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Pontedera e l’idrogeno.

creato da redazioneUltima modifica 20/02/2006 14:42

Il Comune di Pontedera da anni è impegnato in prima linea per valorizzare il patrimonio di cultura, di conoscenza, di idee, di capacità imprenditoriali e tecnologiche presenti in un territorio che ha fatto dell’industria e del know-how la propria ricchezza più importante.
Per questo ci siamo fatti protagonisti, insieme agli altri, di questa idea di scommettere sull’idrogeno: su un “distretto dell’idrogeno” che integri attività di ricerca, sperimentazioni, progetti industriali –coerenti con le vocazioni del territorio- che siano attinenti le varie sfaccettature tematiche dell’economia dell’idrogeno.
Oggi abbiamo un Progetto che ha messo insieme imprese, organismi di ricerca, università, centri di servizio e istituzioni pubbliche con lo scopo di catalizzare e coordinare, nella zona “Pisa - Pontedera - Livorno”, azioni di ricerca e applicazioni sperimentali e dimostrative attinenti la filiera dell’idrogeno, individuando come settore applicativo principale i mezzi di trasporto dedicati alla mobilità urbana. E’, il progetto di una filiera dell’idrogeno, importante per noi e per il futuro produttivo di Pontedera e della Toscana.
Lo hanno capito tutti i soggetti interessati. Lo hanno capito le imprese del territorio, la EDI e la PIEL che hanno già sperimentato tecnologie utilizzabili nel breve tempo. La Piaggio è interessata. Lo hanno capito i centri di ricerca e di trasferimento tecnologico: l’Università di Pisa, la Scuola Sant’Anna, Pont-tech. Lo hanno compreso le Istituzioni, il Comune di Pontedera, la Provincia di Pisa, la Regione Toscana. Ed anche l’aeroporto di Pisa che può rappresentare la vetrina internazionale di alcune sperimentazioni. Lo hanno compreso i nostri rappresentanti alla Camera: il primo firmatario della risoluzione per l’istituzione di distretti dell’Idrogeno, approvata dalle Commissioni ambiente e attività produttive della Camera, mercoledì 5 aprile 2005, con giudizio favorevole del governo e voto unanime, è stato l’Onorevole Marco Filippeschi, deputato della Valdera e della Valdicecina, che ha sempre sostenuto questo progetto.
Noi vogliamo camminare insieme su questo percorso.
La scelta di puntare sull’idrogeno vuole inseguire anche l’idea di un mondo migliore dove vivere, un mondo libero dallo sconvolgimento dell’effetto serra e dalla schiavitù dei combustibili fossili. Una economia dell’idrogeno può essere basata su una maggiore e più democratica capacità di produzione autonoma, come ci ha spiegato l’economista Jeremy Rifkin. Una delle grandi peculiarità della nostra idea di idrogeno è che ci piacerebbe davvero lavorare su una filiera che si basi su fonti energetiche pulite come il geotermico o l’eolico. A Pontedera è noto, stiamo lavorando per ospitare delle installazioni eoliche che potrebbero anche alimentare o sostenere il costo di un distributore ad idrogeno che rifornisca un prototipo di navetta ad idrogeno per il servizio di trasporto pubblico, su cui il Comune intende investire. Il fatto stesso che si possa creare un piccolo tassello di questo tipo è un grande passo avanti per un mondo migliore. E’ un segnale che si può fare. E’ una impresa che ci riempie anche di orgoglio e di motivazione. Il nostro modesto contributo.
Sappiamo che l’idrogeno, almeno nel breve periodo, non sarà la panacea di tutti i mali. Sappiamo anche che c’è ancora tanta strada da fare per rendere queste tecnologie universali e utilizzabili da tutti. Ma sappiamo anche che l’economia dell’idrogeno è una scommessa importante nel futuro. Come spiega il professor Marco Carcassi, dell’Università di Pisa: “Anche se attualmente non si sa chi vincerà la gara per quale sarà il combustibile del futuro, le ricerche svolte nel campo dell’idrogeno da rinnovabili, se dirette allo sviluppo di tecnologie e componenti, rappresentano un investimento per un Paese che vuole partecipare allo sviluppo tecnologico del futuro energetico”.
Ci aspettiamo comunque non  un percorso accademico e teorico ma anche un coinvolgimento pratico delle imprese e del territorio. Pont-tech, la facoltà di ingegneria, i laboratori del Sant’Anna, sono i driver ideali e pratici di questo lavoro.
L’Italia è il Paese di Alessandro Volta e di Enrico Fermi. Siamo il Paese di Galilei e di Enrico Mattei. Abbiamo sempre svolto un ruolo importante nelle tecnologie dell’energia, con un grande contributo di idee e di conoscenza.
E’ l’unica strada che il nostro Paese può continuare a seguire se vuole restare tra i paesi più avanzati, se vuole mantenere indipendenza economica e stabilità geopolitica. Non sono più molti i settori nei quali la tecnologia italiana, le nostre università, le nostri menti migliori, possono ancora competere. Questo è uno di questi settori. E su questo il nostro territorio, le nostre città, la nostra regione, devono scommettere.
Dobbiamo solo capire tutti che si tratta di una scommessa Vitale. Come amministratore di una piccola città sono pronto, con i miei cittadini, a fare la mia parte. Proviamoci.

Il sindaco di Pontedera Paolo Marconcini






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