La Vespa compie sessanta anni.
In qualità di Sindaco di Pontedera formulo gli auguri per il compleanno
della Vespa che compie sessanta anni.
E’ un augurio che faccio al Presidente della Piaggio e rivolgo a tutti
noi.
Pontedera è ricordata come la città che dette i natali al Presidente della
Repubblica Giovanni Gronchi, è anche la città del pugile campione del mondo
Sandro Mazzinghi. Più recentemente è conosciuta perché sede di una
Fondazione di Teatro di ricerca e sperimentazione.
E’ sicuramente la CITTA’ DELLA VESPA, la città dove ha sede la
Piaggio.
Dico questo senza timore che si ravvisino in questa frase toni di sussiego o
atteggiamenti di dipendenza che non sono nel nostro costume e nella nostra
storia.
Affermo questo perché sento che questa frase rappresenta per la nostra
comunità, i suoi amministratori pubblici, le forze politiche e sociali un
impegno forte che ci riconosce il diritto di condividere questo
compleanno.
Noi sentiamo che la Vespa è un prodotto che è anche nostro, della nostra
comunità.
La Vespa si deve alla capacità e caparbietà imprenditoriale di Enrico
Piaggio, al genio ingegneristico di Corradino D’Ascanio, ma è anche il
frutto del lavoro, della fatica, delle lotte, della creatività di
tanti lavoratori. E’ anche il prodotto su cui si è formata una buona parte
della realtà imprenditoriale di questa zona. Così come sui temi della
produzione e del lavoro, di Pontedera città industriale sono cresciuti i
quadri politici, sindacali, i gruppi dirigenti della città e del
territorio.
Nel 1966, l’anno della disastrosa alluvione che colpì anche Pontedera,
furono gli operai, i lavoratori della Piaggio che tirarono fuori le macchine
dal fango per far ripartire la produzione.
Nel 1991 tutta la comunità dal Sindaco al Parroco si battè insieme alle
forze sindacali per difendere il mantenimento ed il radicamento della
Piaggio nella città e nel territorio.
Nella Piazza davanti alla Stazione ferroviaria in bronzo e in marmo è sorta
“Origine Vespa”, un’opera d’arte dello scultore Mino Trafeli, commissionata
dal Comune nel quadro del progetto “Terra Fabbrica Terra” della Fondazione
Piaggio.
Sessanta anni portati bene -potremmo dire- sessantanni ma non li
dimostra, la nostra vespa. Non solo un prodotto, ma un bene e un modo
di consumo, uno strumento di trasporto e di comunicazione promosso da
formidabili campagne pubblicitarie, perfino l’idea di uno stile di vita per
tante persone e per i vespa club sparsi in tutto il mondo. Oggetto presente
nei musei di arte contemporanea, qui nel museo Piaggio, e ancora oggi
rinnovato prodotto di mercato e di avanguardia, oggetto culto e mito.
Sessanta anni, qualche acciacco, inevitabile? nel trascorrere degli
anni e nel mutare del quadro produttivo interno e degli scenari
internazionali.
Riconosciamo alla nuova proprietà, al nuovo management l’impegno
e la serietà profusa. Un quadro critico costruttivo caratterizza le nostre
relazioni.
Presidente Colaninno, direttore Sabelli vostri sono stati e sono la
fatica e il merito di raccogliere e rilanciare questa storia, questo
marchio, un’azienda sorta nel 1884 che nel 2004 ha festeggiato 120 anni
della sua storia. Un traguardo non facile per l’industria nel nostro Paese.
Noi sappiamo criticare e apprezzare.
Sessanta anni compie la Vespa, sessanta anni compie la nostra
Repubblica.
L’accostamento non sembri irriverente, né retorico o fuori luogo.
Tra la rinascita politica democratica del nostro Paese, che con la
Liberazione che abbiamo da poco festeggiato portò nel 1946 alla
Costituzione e alla promulgazione della Repubblica, c’è un intreccio
vero con la voglia di ripresa economica, sociale che nell’immediato
dopoguerra rilanciò la produzione industriale e contribuì allo sviluppo
dell’Italia.
La Vespa fu uno di quei prodotti che si impose nel mercato, che dette
all’azienda, alla nostra città e al Paese le ragioni della propria
crescita.
Da Vacanze Romane (1953) con Audrey Hepburn e Gregory Peck, a
Quadrophenia con la musica degli Who, a Caro Diario con Nanni Moretti,
fino al recentissimo The Interpreter con Nicole Kidman la vespa prosegue il
suo cammino nella realtà, nell’arte e nel nostro immaginario. Come i suoi
più giovani “parenti” il Liberty dei postini italiani e di altri paesi
europei e il Beverly della polizia municipale di New York.
Dall’antesignano “Paperino”, al “numero uno” prima serie 98cc. del 23 aprile
1946, passando per la mitica 125 del 48, fino alle sue ultime evoluzioni dei
tempi nostri, la vespa GTS 250, la storia della Vespa è in mostra permanente
al Museo Piaggio che raccoglie ogni anno decine di migliaia di visitatori.
La Fondazione Piaggio è il contenitore istituzionale del Museo. Una
Fondazione a gestione paritaria, suddivisa al 50% tra enti pubblici (il
Comune e la Provincia) e impresa privata (la Piaggio) diretta dal
presidente Tommaso Fanfani. Ad essa sono affidati ruoli importanti del
rapporto fabbrica/territorio e fabbrica/istituzioni e della promozione
aziendale. Può essere potenziata per dare ancora più respiro a queste
distinte e complementari aspettative affinché possiamo darci più risposte e
porci più domande. Anche sul futuro produttivo di questa azienda, di questo
territorio, del nostro Paese e dello scenario Europeo e internazionale, in
rapporto con i centri di sapere, di ricerca e di innovazione: la Scuola
Superiore del S.Anna e i suoi Laboratori, l’Università di Pisa, la Facoltà
di Ingegneria, il CNR, La Scuola Normale e i centri di trasferimento
tecnologico come Pont-tech.
L’augurio che facciamo è che questo compleanno porti alla Vespa e alla
comunità un Museo e una Fondazione ancora più qualificati e visibili.
Cara, vecchia, intramontabile vespa, auguri dunque per questi e per i
prossimi sessantanni.
Paolo Marconcini
Sindaco di Pontedera
Pontedera aprile 2006





