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La Vespa compie sessanta anni.

creato da redazioneUltima modifica 28/04/2006 12:39

In qualità di Sindaco di Pontedera formulo gli auguri per il compleanno della Vespa che compie sessanta anni.
E’ un augurio che faccio al Presidente della Piaggio e rivolgo a tutti noi.
Pontedera è ricordata come la città che dette i natali al Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, è anche la città del pugile campione del mondo Sandro Mazzinghi. Più recentemente è conosciuta perché sede di una Fondazione di Teatro di ricerca e sperimentazione.
E’ sicuramente la CITTA’ DELLA VESPA, la città dove ha sede la Piaggio.
Dico questo senza timore che si ravvisino in questa frase toni di sussiego o atteggiamenti di dipendenza che non sono nel nostro costume e nella nostra storia.
Affermo questo perché sento che questa frase rappresenta per la nostra comunità, i suoi amministratori pubblici, le forze politiche e sociali un impegno forte che ci riconosce il diritto di condividere questo compleanno.
Noi sentiamo che la Vespa è un prodotto che è anche nostro, della nostra comunità.
La Vespa si deve alla capacità e caparbietà imprenditoriale di Enrico Piaggio, al genio ingegneristico di Corradino D’Ascanio, ma è anche il frutto del lavoro, della fatica, delle lotte, della creatività  di tanti lavoratori. E’ anche il prodotto su cui si è formata una buona parte della realtà imprenditoriale di questa zona. Così come sui temi della produzione e del lavoro, di Pontedera città industriale sono cresciuti i quadri politici, sindacali, i gruppi dirigenti della città e del territorio.
Nel 1966, l’anno della disastrosa alluvione che colpì anche Pontedera, furono gli operai, i lavoratori della Piaggio che tirarono fuori le macchine dal fango per far ripartire la produzione.
Nel 1991 tutta la comunità dal Sindaco al Parroco si battè insieme alle forze sindacali per difendere il mantenimento ed il radicamento della Piaggio nella città e nel territorio.
Nella Piazza davanti alla Stazione ferroviaria in bronzo e in marmo è sorta “Origine Vespa”, un’opera d’arte dello scultore Mino Trafeli, commissionata dal Comune nel quadro del progetto “Terra Fabbrica Terra” della Fondazione Piaggio.
Sessanta anni portati bene -potremmo dire- sessantanni  ma non li dimostra,  la nostra vespa. Non solo un prodotto, ma un bene e un modo di consumo, uno strumento di trasporto e di comunicazione promosso da formidabili campagne pubblicitarie, perfino l’idea di uno stile di vita per tante persone e per i vespa club sparsi in tutto il mondo. Oggetto presente nei musei di arte contemporanea, qui nel museo Piaggio, e ancora oggi rinnovato prodotto di mercato e di avanguardia, oggetto culto e mito.
Sessanta anni, qualche acciacco, inevitabile?  nel trascorrere degli anni e nel mutare del quadro produttivo interno e degli scenari internazionali.
Riconosciamo alla nuova  proprietà, al nuovo management  l’impegno e la serietà profusa. Un quadro critico costruttivo caratterizza le nostre relazioni.
Presidente Colaninno, direttore Sabelli vostri sono stati e sono la fatica  e il merito di raccogliere e rilanciare questa storia, questo marchio, un’azienda sorta nel 1884 che nel 2004 ha festeggiato 120 anni della sua storia. Un traguardo non facile per l’industria nel nostro Paese. Noi sappiamo criticare e apprezzare.
Sessanta anni compie la Vespa, sessanta anni compie la nostra Repubblica.
L’accostamento non sembri irriverente, né retorico o fuori luogo.
Tra la rinascita politica democratica del nostro Paese, che con la Liberazione che abbiamo da poco festeggiato portò nel 1946 alla Costituzione  e alla promulgazione della Repubblica, c’è un intreccio vero con la voglia di ripresa economica, sociale che nell’immediato dopoguerra rilanciò la produzione industriale e contribuì allo sviluppo dell’Italia.
La Vespa fu uno di quei prodotti che si impose nel mercato, che dette all’azienda, alla nostra città e al Paese le ragioni della propria crescita.
Da Vacanze Romane (1953) con  Audrey Hepburn e Gregory Peck, a Quadrophenia con la musica degli  Who, a Caro Diario con Nanni Moretti, fino al recentissimo The Interpreter con Nicole Kidman la vespa prosegue il suo cammino nella realtà, nell’arte e nel nostro immaginario. Come i suoi più giovani “parenti” il Liberty dei postini italiani e di altri paesi europei e il Beverly della polizia municipale di New York.
Dall’antesignano “Paperino”, al “numero uno” prima serie 98cc. del 23 aprile 1946, passando per la mitica 125 del 48, fino alle sue ultime evoluzioni dei tempi nostri, la vespa GTS 250, la storia della Vespa è in mostra permanente al Museo Piaggio che raccoglie ogni anno decine di migliaia di visitatori. La Fondazione Piaggio è il contenitore istituzionale del Museo. Una Fondazione a gestione paritaria, suddivisa al 50% tra enti pubblici (il Comune e la Provincia) e impresa privata (la Piaggio)  diretta dal presidente Tommaso Fanfani. Ad essa sono affidati ruoli importanti del rapporto fabbrica/territorio e fabbrica/istituzioni e  della promozione aziendale. Può essere potenziata per dare ancora più respiro a queste distinte e complementari aspettative affinché possiamo darci più risposte e porci più domande. Anche sul futuro produttivo di questa azienda, di questo territorio, del nostro Paese e dello scenario Europeo e internazionale, in rapporto con i centri di sapere, di ricerca e di innovazione: la Scuola Superiore del S.Anna e i suoi Laboratori, l’Università di Pisa, la Facoltà di Ingegneria, il CNR, La Scuola Normale e i centri di trasferimento tecnologico come Pont-tech.
L’augurio che facciamo è che questo compleanno porti alla Vespa e alla comunità un Museo e una Fondazione ancora più qualificati e visibili.
Cara, vecchia, intramontabile vespa, auguri dunque per questi e per i prossimi sessantanni.

Paolo Marconcini
Sindaco di Pontedera 
Pontedera aprile 2006






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