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Sessantesimo anniversario della Repubblica. Pontedera 2 giugno 2006.

creato da redazioneUltima modifica 22/06/2006 12:05

Sono passati solo 60 anni da quel 2 giugno 1946.
Sono passati solo 60 anni dal giorno in cui, dopo la dittatura nazifascista, dpol la guerra, è nata la Repubblica Italiana e dal giorno in cui per la prima volta in Italia, proprio per scegliere la Repubblica, votarono anche le donne.
L’atto di nascita della Repubblica, la formazione della nostra Costituzione, furono momenti di incontro tra le diverse idealità, tra i diversi concetti di Stato e le diverse utopie: cattolici democratici e comunisti, liberali e socialisti, repubblicani e social-democratici, tutti insieme seppero rinunciare ad una parte delle loro aspirazioni, dei loro modelli ideali, per costruire un solido mosaico di nome Italia. Un progetto, una costituzione che guardava anche avanti, immaginando un Paese libero e condiviso, unito e solidale.
Che sia un monito. Nessuno tocchi la nostra Carta costituzionale. La Costituzione repubblicana è la sintesi di queste scelte. Nessuno pensi di andare avanti sulla strada di scelte così drastiche senza il consenso di tutte le forze democratiche. Le regole di queste Paese, che sono figlie di sacrifici e di contributi importanti, non siano messe in discussione nel nome di un rischioso decisionismo. Questa democrazia è di tutti e non solo delle élite. La patria è una, il Paese deve rimanere solidale. In questo senso la Costituzione non deve essere cambiata, non può essere tradita.
A Pontedera sessanta anni addietro lavoratori e Piaggio seppero unire le forze per mettere in campo uno straordinario simbolo del nostro paese e della rinascita nazionale: la Vespa. Anche quello fu un grande progetto collettivo. Fu uno sforzo del Paese che seppe fare grandi passi avanti in questi anni.
E’ la dimostrazione di come occorre procedere per far crescere il Paese: insieme e nell’interesse generale. Unendo le forze, cercando di rafforzare la comunità e la nostra società. L’Italia ha un ruolo importante di pace –un pensiero va ai militari caduti nella missioni internazionali-, a favore del disarmo, della cooperazione internazionale, nel mondo e in Europa. Salutiamo i nostri amici di Francia della città di Fourchambault, la città della “Vespa francese” dove lavoravano molti nostri concittadini. Siete i benvenuti. La bandiera del vostro Paese sventola sul palazzo Comunale insieme alla nostra e a quella europea. Ci alzeremo insieme in piedi ascoltando i nostri inni nazionali, alla fine del concerto.
Oggi ci attendono sfide importanti: la globalizzazione, la crisi profonda che attraversa l’Italia ci impongono scelte difficili, sacrifici, capacità di innovazione. E ci spingono a pensare una società nuova, della integrazione e dell’accoglienza. E’ significativo che in questa importante ricorrenza il Comune abbia conferito una medaglia ricordo a molti nuovi abitanti di questa città, ai nuovi residenti che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Molti di loro vengono da lontano ed oggi sono parte integrante della nostra città.
E’ il segnale della Italia che ci attende: una Italia nuova e più forte, accogliente e unita. Il due giugno sia la festa di tutti gli italiani, vecchi e nuovi. Viva la pace, la solidarietà, la giustizia e l’amicizia tra i popoli.
Viva l’Italia, viva la Repubblica.

Paolo Marconcini
Sindaco di Pontedera






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