Sessantesimo anniversario della Repubblica. Pontedera 2 giugno 2006.
Sono passati solo 60 anni da quel 2 giugno 1946.
Sono passati solo 60 anni dal giorno in cui, dopo la dittatura nazifascista,
dpol la guerra, è nata la Repubblica Italiana e dal giorno in cui per la
prima volta in Italia, proprio per scegliere la Repubblica, votarono anche
le donne.
L’atto di nascita della Repubblica, la formazione della nostra Costituzione,
furono momenti di incontro tra le diverse idealità, tra i diversi concetti
di Stato e le diverse utopie: cattolici democratici e comunisti, liberali e
socialisti, repubblicani e social-democratici, tutti insieme seppero
rinunciare ad una parte delle loro aspirazioni, dei loro modelli ideali, per
costruire un solido mosaico di nome Italia. Un progetto, una costituzione
che guardava anche avanti, immaginando un Paese libero e condiviso, unito e
solidale.
Che sia un monito. Nessuno tocchi la nostra Carta costituzionale. La
Costituzione repubblicana è la sintesi di queste scelte. Nessuno pensi di
andare avanti sulla strada di scelte così drastiche senza il consenso di
tutte le forze democratiche. Le regole di queste Paese, che sono figlie di
sacrifici e di contributi importanti, non siano messe in discussione nel
nome di un rischioso decisionismo. Questa democrazia è di tutti e non solo
delle élite. La patria è una, il Paese deve rimanere solidale. In questo
senso la Costituzione non deve essere cambiata, non può essere
tradita.
A Pontedera sessanta anni addietro lavoratori e Piaggio seppero unire le
forze per mettere in campo uno straordinario simbolo del nostro paese e
della rinascita nazionale: la Vespa. Anche quello fu un grande progetto
collettivo. Fu uno sforzo del Paese che seppe fare grandi passi avanti in
questi anni.
E’ la dimostrazione di come occorre procedere per far crescere il Paese:
insieme e nell’interesse generale. Unendo le forze, cercando di rafforzare
la comunità e la nostra società. L’Italia ha un ruolo importante di pace –un
pensiero va ai militari caduti nella missioni internazionali-, a favore del
disarmo, della cooperazione internazionale, nel mondo e in Europa. Salutiamo
i nostri amici di Francia della città di Fourchambault, la città della
“Vespa francese” dove lavoravano molti nostri concittadini. Siete i
benvenuti. La bandiera del vostro Paese sventola sul palazzo Comunale
insieme alla nostra e a quella europea. Ci alzeremo insieme in piedi
ascoltando i nostri inni nazionali, alla fine del concerto.
Oggi ci attendono sfide importanti: la globalizzazione, la crisi profonda
che attraversa l’Italia ci impongono scelte difficili, sacrifici, capacità
di innovazione. E ci spingono a pensare una società nuova, della
integrazione e dell’accoglienza. E’ significativo che in questa importante
ricorrenza il Comune abbia conferito una medaglia ricordo a molti nuovi
abitanti di questa città, ai nuovi residenti che hanno ottenuto la
cittadinanza italiana. Molti di loro vengono da lontano ed oggi sono parte
integrante della nostra città.
E’ il segnale della Italia che ci attende: una Italia nuova e più forte,
accogliente e unita. Il due giugno sia la festa di tutti gli italiani,
vecchi e nuovi. Viva la pace, la solidarietà, la giustizia e l’amicizia tra
i popoli.
Viva l’Italia, viva la Repubblica.
Paolo Marconcini
Sindaco di Pontedera





