Presentazione del bilancio di mandato 2004-2009
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il Bilancio di mandato
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Presentazione
E’ il tempo di bilanci. Dopo dieci anni di amministrazione è il momento di tirare le somme del lavoro svolto nei due mandati da sindaco e per i quali i cittadini mi hanno dato fiducia. Sono stati dieci anni di lavoro al “governo” della città, al servizio dei cittadini.
Sono stati anni di lavoro per realizzare il bilancio presentato ai cittadini durante le elezioni amministrative e da questi continuamente verificato e partecipato nelle sedi sociali, politiche, istituzionali. Le novità su cui abbiamo lavorato in questi anni sono state diverse.
- Il nuovo piano regolatore prima di tutto: aree per l’industria ed i servizi per difendere e valorizzare il lavoro e l’occupazione, piano di mobilità e sosta, circonvallazione e parcheggi per una città meno congestionata dal traffico e dall’inquinamento automobilistico, zone residenziali per l’edilizia (popolare e non) per far crescere in maniera compatibile la città che, con soli 27 mila abitanti, offre servizi a più di 50 mila utenti ogni giorno.
- Investimento per la scuola, il sapere universitario e la cultura: rinnovamento degli asili, delle scuole materne, elementari e medie, consolidamento del rapporto con i laboratori della Scuola S.Anna e l’Università con l’inizio dei lavori dell’Erasmus, nuova biblioteca comprensoriale in costruzione, realizzazione di nuovi centri espositivi per artisti e giovani: l’Otello Cirri e l’ex archivio Piaggio, apertura del Teatro Era. La cultura e la conoscenza sono leve formidabili di trasformazione e di innovazione della società.
- Molte di queste iniziative sono sorte in via Rinaldo Piaggio. Uno dei presupposti del piano è che l’area del dente Piaggio divenga l’asse direzionale della città e della zona. La Fondazione Piaggio è sede di incontri importanti per un nuovo rapporto fabbrica/territorio. Il centro di trasferimento tecnologico Pont-tech lavora per far incontrare università e impresa e incoraggiare processi di innovazione e diversificazione produttiva.
- Il progetto Idrogeno, l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici su scuole ed edifici pubblici, l’installazione del parco eolico fanno parte di un progetto di valorizzazione di vettori non inquinanti e di fonti di energia rinnovabile. Ognuno di noi, anche un piccolo comune come il nostro, può dare il proprio contributo a costruire un mondo più giusto, più equo, rispettando di più l’ecosistema.
- Il verde pubblico, parco fluviale di La Rotta, nuove piste ciclabili a La Borra e Il Romito, il battello sull’Arno. Una città nuova deve rinnovare anche il proprio rapporto con l’ambiente in cui è inserita.
- Maggiori presidi sociali: Consiglio Comunale dei cittadini stranieri, progetti di solidarietà internazionale in Africa e in altre parti del mondo, Tavola della pace, Consulte di quartiere, costruzione del nuovo Centro per minori e del nuovo Centro contro le dipendenze, nuove Residenze per Anziani, Informagiovani, Fondazione Charlie-Telefono amico, Centro per diversamente abili Poliedro e Centro giovani Terza Dimensione, rinnovamento dell’Ospedale Lotti. Una città non cresce se non migliora, insieme all’economia, la società. E in un quadro regolato, di legalità e sicurezza, di rispetto di diritti e doveri, la solidarietà è un elegante essenziale e un fattore dinamico di qualsiasi società.
- L’arte nelle strade e nelle piazze. Pontedera è una città di lavoro, di commerci e di servizi, di scuole e di studi. Non è e non sarà città d’arte, ma può amare la cultura e l’arte, offrire occasioni alle forme contemporanee di espressione artistica, cosi come avviene con la Fondazione Teatro. E’ questo un compito storico per noi italiani e toscani: accrescere il patrimonio artistico e il valore culturale del nostro Paese, rendendo così più apprezzabile la qualità della vita delle nostre città.
- Infine a livello istituzionale l’Unione della Valdera è infine l’innovazione più significativa. I quindici Comuni della zona che, senza perdere la propria identità, si sono uniti in un solo ente per dare servizi uguali a tutti i cittadini della Valdera, migliorando l’azione amministrativa e razionalizzando la spesa. La Valdera unita assume più importanza nel quadro politico provinciale, regionale e nazionale e si articola su due assi di sviluppo: l’area produttiva e il sistema di valorizzazione agrituristico e ambientale.
Pontedera si pone al servizio ed è centrale rispetto a questo progetto politico-amministrativo.
Dieci anni passano in fretta: alcune cose sono rimaste in corso d’opera: l’asse del dente Piaggio, la nuova circonvallazione, il parcheggio scambiatore dei camion, il nuovo centro Ex Enel per la Ludoteca e le attività socio-educative, il rifacimento di alcune piazze e infrastrutture nei quartieri e nelle frazioni per esempio. Ma sono opere già progettate e finanziate. Ed è bene che il testimone passi di mano perché si prosegua con nuova forza la corsa. La costruzione da parte della Piaggio dei nuovi magazzini per la logistica nell’area del Piano di Insediamenti Produttivi rimane tra gli obiettivi importanti per l’affermazione del nostro mondo del lavoro, anche come positiva risposta alla crisi economica. Il trasferimento di tutti gli istituti delle scuole superiori (Ipsia e Linguistico) da parte della Provincia, completerà il villaggio scolastico che dovrà essere meglio organizzato. La costruzione di una nuova e moderna scuola media nel quartiere della Bellaria darebbe a livello urbanistico una distribuzione migliore agli istituti scolastici cittadini: uno per ogni quartiere. La vecchia Curtatone potrebbe più utilmente essere adibita ad ospitare la nuova stazione dei Carabinieri, togliendo l’attuale vecchia caserma dalla zona a traffico limitato del centro storico. Infine continuo ad essere convinto che, per una migliore mobilità urbana, occorra un nuovo ponte sull’Era all’altezza della Montagnola che si colleghi ad una nuova strada lungo il lato sud della ferrovia con un nuovo sovrappasso che funga da circonvallazione del quartiere di Fuori del Ponte.
Se si riuscirà a realizzare tutto questo attraverso l’urbanizzazione della zona di Campi d’Era, come da piano regolatore, con la creazione di una zona verde di collegamento degli argini dell’Era con i laghi Braccini ed il parco fluviale dell’Arno, significherà che abbiamo saputo coniugare crescita compatibile e difesa idraulica del territorio, legittime aspirazioni di privati cittadini e valori e interessi pubblici della comunità.
Negli anni passati alla guida del Comune lo sforzo è stato quello di mettere insieme la qualità della vita dei cittadini, che abbiamo messo al primo posto, e la crescita, anche economica ma non solo, della città.
Ad majora Pontedera… a successi ancor più grandi!
Il sindaco Paolo Marconcini (*)
(*) Sindaco nella legislatura 2004/2009. Nella corrente legislatura 2009/2014 il sindaco è l'avv. Simone Millozzi
Il Bilancio di Mandato che esponiamo in queste pagine è il naturale proseguimento del percorso iniziato con il Bilancio Sociale 2006 presentato nel 2007.
Il bilancio sociale annuale consente di rendere conto alla fine di ogni anno dei risultati raggiunti. Il bilancio sociale di mandato consente di realizzare un vero e proprio resoconto complessivo di cose fatte, o non fatte, sulla base degli impegni presi con i cittadini nel programma elettorale. E’ un obbligo di legge depositare contestualmente alla sottoscrizione della candidatura a sindaco il programma elettorale che è quindi “un patto d’onore firmato con gli elettori” di cui, alla fine, rendere conto è un dovere!
Quella prima esperienza di rendicontazione sociale nasceva dalla constatazione che ormai i bilanci di esercizio tradizionali sono insufficienti a cogliere la complessità delle politiche amministrative di un comune. Alla stesso tempo si riscontrava una crescente esigenza di trasparenza amministrativa e di comunicazione all’esterno delle scelte effettuate e dei risultati conseguentemente raggiunti.
Esigenza di trasparenza e di comunicazione che sono tanto più forti alla conclusione di una legislatura.
L’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno – confortata anche dal gruppo di lavoro - non presentare un bilancio sociale nel 2008, relativo all’anno 2007, per non andare incontro ad una inutile sovrapposizione fra due documenti parzialmente simili in un ristretto arco temporale; si sono concentrati gli sforzi sulla realizzazione di un documento che rendicontasse complessivamente l’attività svolta nei cinque anni di mandato elettorale.
In realtà, in alcune parti, si nota facilmente un respiro temporale più ampio,dovuto alla stretta continuità politica/amministrativa con la Giunta del quinquennio precedente.
Il contenuto di queste pagine, allora, altro non è che una puntuale ricognizione sulle principali attività e progetti svolti, sui loro risultati, sulle loro luci ed ombre, sui loro pregi e difetti: cifre, numeri, tabelle, confronti fra anni, fotografie … sono lì a dare nel modo più semplice possibile la reale dimensione del lavoro svolto.
Nella presentazione al Bilancio Sociale 2006 scrivevo che mettere a disposizione di un cittadino una serie di informazioni sull’operato del comune rende il “suo voto” più consapevole e quindi più efficace. Ma questo processo pone le basi per un’evoluzione ulteriore, che chiama il cittadino informato, proprio in ragione di una sua più motivata consapevolezza, ad essere partecipe del processo decisionale, a intervenire non solo come soggetto passivo al quale il bilancio sociale viene presentato, ma come protagonista delle scelte e delle decisioni fin dall’inizio, in modo da essere nello stesso tempo destinatario della rendicontazione e partecipe delle attività sottoposte a rendicontazione.
Se i nostri bilanci sociali fin qui presentati hanno un limite questo è proprio quello di aver poco coinvolto gli stakeholders, i portatori di interesse, a prendere parte alla rendicontazione, a rivestire contemporaneamente il ruolo di destinatari della rendicontazione e di coautori critici della rendicontazione stessa.
Penso, guardando al futuro, che la rendicontazione sociale debba diventare un progetto strategico dell’amministrazione da portare a pieno regime evolvendo verso un bilancio sociale partecipato ovvero passare dal diritto di essere informati al diritto di partecipare e di essere messi nelle condizioni di farlo nel migliore dei modi.
Se i bilanci sociali (e di mandato) della Pubblica Amministrazione hanno un finalità ultima questa non può che essere l’ampliamento della partecipazione democratica e quando si ampliano le forme e gli strumenti della democrazia questo non può che essere positivo.
L'assessore al bilancio Stefano Tognarelli (*)
(*) Assessore al Bilancio nella legislatura 2004/2009. Nella corrente legislatura 2009/2014 l'Assessore è il dr. Marco Papiani


