La stagione del Teatro Era 2010
Dopo che il FESTIVAL 09 DEL TEATRO ERA si è recentemente concluso, l’attività della Fondazione Pontedera Teatro per il 2009/2010 prosegue con la STAGIONE TEATRALE 2010 del TEATRO ERA.
Se l’inclinazione manifesta del festival autunnale è stata rivolta alla ricerca internazionale e ha dato spazio alle produzioni e ad alcuni progetti cui la Fondazione Pontedera Teatro sta lavorando, la STAGIONE TEATRALE 2010 offre l’ospitalità a nove spettacoli con grandi protagonisti della scena nazionale, attori, registi e produttori, e un grande ospite internazionale, nove titoli che, distribuiti tra gennaio ed aprile, attingono al repertorio più tradizionale, ai grandi autori, senza trascurare uno sguardo sul Novecento più accattivante, nove occasioni che, per la prima volta al Teatro Era, rinnovano la felice esperienza del Teatro Roma.
L’inaugurazione, il 20 gennaio, è affidata ad un eccelso custode della tradizione attoriale napoletana, CARLO GIUFFRÈ, e ad una farsa scoppiettante al servizio della comicità dell’equivoco e di situazione, un classico di Armando Curcio come “I casi sono due”.
È poi CARLO CECCHI, in una coproduzione di Teatro Stabile delle Marche e Teatro Stabile di Napoli, ad affrontare in veste di regista ed attore la commedia dell’ambiguità per eccellenza, il “Tartufo” di Moliére, con una chiave che supera il cliché dell’ipocrisia e che trasforma Tartufo “in positivo” in un servo intelligente che fa carriera e diventa padrone (29 gennaio).

Sperimentando una variazione su uno degli innumerevoli motivi che compongono “Baccanti” di Euripide, LUIGI LO CASCIO è poi autore interprete e regista de “La caccia”, una produzione del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG che coniuga teatro di parola, cinema di animazione, suono elettronico e video arte (7 febbraio).
A seguire, CLAUDIO AUTELLI, un promettente regista cresciuto tra le fila del teatro milanese recente premiato dall’Ente Teatrale Italiano per un progetto delle Nuove Creatività, riduce e sfronda l’Otello shakespeariano ambientando attorno al tavolo del banchetto nuziale di Otello e Desdemona una commedia degli equivoci incentrata su fraintendimenti, menzogne, invidie e piccole risate prodotta dal Teatro Litta di Milano (13 febbraio).
Sono poi quattro brillanti attrici come MANUELA MANDRACCHIA, ALVIA REALE, SANDRA TOFFOLATTI e MARIANGELES TORRES, grazie alla collaborazione di uno scrittore di razza come Andrea Camilleri, a trarre spunto da vari testi di Luigi Pirandello per mettere in scena “Festa di famiglia”, una tragicomica riflessione sulle dinamiche violente all'interno del nucleo familiare, grottesco ritratto di una ridicola famiglia qualunque coprodotto da Teatro di Roma, Mercadante Teatro Stabile di Napoli e Associazione Culturale Artisti Riuniti (20 febbraio).
Ancora, l’autore canadese Morris
Panych, già noto all’estero ma ancora tutto da scoprire in Italia, firma “Auntie and me”, una pièce dall’humor
nero che, diretta dal napoletano FORTUNATO
CERLINO, parla di dolore e solitudine in modo grottesco e divertente e che
vede ALESANDRO BENVENUTI nei panni
di un uomo solo, stordito dalla ricerca di un'identità e BARBARA VALMORIN e in quelli di un'anziana donna dimenticata da
tutti tranne che da nipote che ne desidera la morte (5 marzo).
Dal grande repertorio napoletano giunge anche uno studio su “Fatto di cronaca” di Raffaele Viviani, reinventato da ARTURO CIRILLO coi ragazzi di Punta Corsara, alias Scampia, e qualche attore professionista, in un ambiente popolare reso naturale dalla passione con canzoni dell’autore e musiche di Francesco De Melis, in una serata trascinante d’arte e di vita (19 marzo).
Ospite di fama internazionale sarà ALVIS HERMANIS, il geniale regista lettone alla guida del Nuovo Teatro di Riga, quarantenne fra i nuovi registi più affermati ai Festival e nei teatri d'Europa, che presenta “Sonja”, un adattamento quasi “maniacalmente” accurato ma anche ricco di sorprese e autentici colpi di teatro, da un racconto della scrittrice russa Tatjana Tolstaja (27 marzo).
Infine, chiude il programma “Copenaghen”, un dramma di Michael Frayn che ha assunto rilievo nella comunità letteraria scientifica, trattando in maniera vivacissima fatti realmente svoltisi intorno allo sviluppo, mancato, della bomba atomica nazista, durante gli anni della seconda guerra mondiale, una piéce di fama mondiale, tradotta e messa in scena in oltre trenta Paesi, in più versioni teatrali, operistiche e anche di un adattamento per la tv (con Stephen Rea e Daniel Craig), affidata a tre grandi interpreti del teatro italiano come UMBERTO ORSINI, MASSIMO POPOLIZIO e GIULIANA LOJODICE, diretti da MAURO AVOGADRO e coprodotti da Emilia Romagna Teatro Fondazione e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (27 aprile).
Parallelamente a questo cartellone, l’offerta della Fondazione Pontedera Teatro fino ad aprile include poi tutta una serie di appuntamenti altri dedicati al lavoro della Compagnia Laboratorio di Pontedera alle coproduzioni e a progetti di ricerca alimentati da giovani emergenti.


