IMU 2024. Tutte le informazioni e le scadenze

News, Tributi    31/05/2024

INDICE

  1. IMU 2024
  2. PAGAMENTO ACCONTO E SALDO 2024 – – CALCOLO IMU
  3. COMPILAZIONE F24 SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI
  4. IMPORTO MINIMO DA VERSARE
  5. MODALITÀ DI VERSAMENTO DA PARTE DEI RESIDENTI ALL’ESTERO
  6. NOVITÀ IMU 2024
  7. DICHIARAZIONE IMU
  8. BASE IMPONIBILE E VALORE DEGLI IMMOBILI
  9. ALIQUOTE IMU 2024
  10. AGEVOLAZIONI 2024
  11. ABITAZIONI CONCESSE IN COMODATO GRATUITO A PARENTI
  12. CONTRATTI LOCAZIONE CANONE CONCORDATO (art. 2 c. 3 del L. 431/98) e Accordo territoriale per i contratti di locazione agevolati e transitori
  13. IMMOBILI LOCATI DI CATEGORIA C1, CHE COSTITUISCANO LA SEDE DI LABORATORI ARTIGIANI, ATTIVITA’ COMMERCIALI E PUBBLICI ESERCIZI
  14. TERRENI AGRICOLI

IMU 2024

Per l’anno d’imposta 2024 sono state confermate le novità introdotte con la Legge n. 160/2019 e quindi l’IMU è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente.
L’art. 1, comma 738 della legge n. 160 del 2019 ha abolito, a decorrere dall’anno 2020, l’imposta unica comunale (IUC) di cui all’art.1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con contestuale eliminazione del tributo per i servizi indivisibili (TASI), di cui era una componente, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI). Al contempo il medesimo comma 738 ha ridisciplinato l’IMU sulla base dei commi da 739 a 783 dello stesso art. 1 della legge n. 160 del 2019. Di conseguenza, a decorrere dal 1° gennaio 2020, la TASI non è più in vigore, mentre l’IMU continua ad essere dovuta secondo le regole dell’art. 1, commi da 739 a 783 della L. 160/2019, che si pongono in linea di continuità con il precedente regime normativo.
Con Deliberazione della Giunta Comunale n. 198 del 29/11/2023, recepita con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 55 del 29/12/2023, sono state confermate le aliquote e le detrazioni d’imposta già approvate con deliberazione del Consiglio Comunale n. 33 del 29/07/2020.

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PAGAMENTO ACCONTO E SALDO 2024 – – CALCOLO IMU

Ai sensi dell’art. 1, comma 762, della L. 160/2019 il versamento dell’imposta dovuta al comune per l’anno in corso è effettuato in due rate.
L’acconto 2024, pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando aliquote e detrazioni dell’anno precedente, approvate con delibera Consiliare n. 33 del 29/07/2020 e confermate con DGC n. 198 del 29/11/2023. Per l’anno 2024 la scadenza del 16 giugno è differita al 17 giugno in quanto il 16 giugno è festivo (domenica).
Il saldo a conguaglio sull’imposta dovuta per l’intero anno dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2024 sulla base delle aliquote approvate per l’anno 2024.
E’ facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 17 giugno.
Resta invariata la modalità di pagamento del tributo, che deve essere effettuato mediante modello F24, utilizzando anche, eventuali crediti ammessi in compensazione dall’Agenzia delle Entrate.

Calcolo IMU

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COMPILAZIONE F24 SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI

Nel modello F24 si dovranno indicare:

  • Codice ente/codice Comune: G843
  • Barrare la casella “Acc” o “Saldo”
  • Anno di imposta: 2024
  • Numero immobile: indicare il numero delle unità immobiliari
  • Codice tributo IMU (sotto riportati per le diverse casistiche, salvo aggiornamenti da parte del Ministero):
    • 3912 – Abitazione principale + pertinenze
    • 3914 – Terreni
    • 3916 – Aree fabbricabili
    • 3918 – Altri fabbricati
    • 3925 – Immobili uso produttivo gruppo D – STATO
    • 3930 – Immobili uso produttivo gruppo D COMUNE
    • 3923 – Interessi per violazioni
    • 3924 – Sanzioni per violazioni
    • 3939 – Beni merce

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IMPORTO MINIMO DA VERSARE

  • Si ricorda che si è tenuti al pagamento dell’IMU solo se la cifra da versare è superiore a euro 12,00. Tale importo si intende riferito all’imposta complessivamente dovuta per l’anno in corso e non alle singole rate di acconto e di saldo.

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MODALITA’ DI VERSAMENTO DA PARTE DEI RESIDENTI ALL’ESTERO

  • I cittadini non residenti nel territorio dello Stato possono effettuare il versamento dell’imposta con bonifico sul c/c bancario intestato a “Tesoreria Comune di Pontedera” presso Banca di Pisa e Fornacette Cred Coop., specificando come causale il Codice fiscale del contribuente – tipo tributo: “IMU” – Comune di ubicazione immobile: Pontedera – Codici Tributo – Annualità di riferimento – indicazione “Acconto” o “Saldo” .
  • Le coordinate da utilizzare per il versamento sono: codice swift: relativo alla banca di Pisa e Fornacette- ICRAITRRPSA, IBAN: IT15W0856270910000000147849.
    Per la quota spettante allo Stato i contribuenti devono effettuare un bonifico direttamente a favore della Banca d’Italia con il codice BIC: BITAITRRENT, utilizzando il codice IBAN IT02G0100003245348006108000.

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NOVITÀ IMU 2024

L’art. 1 comma 71 della L. 213/2023 L’articolo 1, comma 759, lettera g), della legge 27 dicembre 2019, n. 160, nonché le norme da questo richiamate o sostituite si interpretano, per gli effetti di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel senso che:

  1. gli immobili si intendono posseduti anche nel caso in cui sono concessi in comodato a un soggetto di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, funzionalmente o strutturalmente collegato al concedente, a condizione che il comodatario svolga nell’immobile esclusivamente le attività previste dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, con modalità non commerciali;
  2. gli immobili si intendono utilizzati quando sono strumentali alle destinazioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, anche in assenza di esercizio attuale delle attività stesse, purché essa non determini la cessazione definitiva della strumentalità.

Si ricorda che:

  • All’art. 1, comma 759, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, concernente i casi di esenzione dall’Imposta Municipale Propria, dopo la lettera g) è aggiunta la lettera g-bis) che dispone l’esenzione per gli immobili che si trovano nelle condizioni di seguito enunciate: “gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali è stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria in relazione ai reati dicui agli articoli 614, secondo comma, o 633 del codice penale o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale”.
    Il soggetto passivo comunica al Comune interessato il possesso dei requisiti che danno diritto all’esenzione con le modalità che saranno stabilite con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
  • Residenti all’estero e pensionati in regime di convenzione internazionale che possiedono immobili in Italia
    il comma 48 dell’art. 1 della L. 178/2020 introduce una nuova agevolazione. A partire dall’anno 2021 per un’unica unità immobiliare ad uso abitativo, non locata né concessa in comodato d’uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti residenti all’estero, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, l’IMU è ridotta del 50%. Limitatamente all’anno 2022 l’IMU è ridotta del 62,5% ai sensi dell’art. 1, comma 743, della Legge 234/2021.
    Per comunicare il diritto all’agevolazione è necessario presentare la Dichiarazione IMU 2024 (scadenza 30/06/2025) con il nuovo modello di dichiarazione IMU.
  • Esenzione fabbricati merce
    L’art. 1, comma 751 della L. 160/2016 dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2022, i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, sono esenti dall’IMU.
    Per comunicare il diritto all’esenzione è necessario presentare la Dichiarazione IMU 2024 (scadenza 30/06/2025) con il nuovo modello di dichiarazione IMU.
  • Esenzione IMU per abitazione principale
    La sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, depositata il 13 ottobre 2022, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di tutte le disposizioni contenute nell’art. 13, comma 2, quarto e quinto periodo,del D.L. 201/2011 e nell’articolo 1, comma 741, lettera b), primo e secondo periodo della Legge n. 160/2019, come anche modificato dall’art. 5-decies del D.L. 146/2021.
    Pertanto per “abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”.
    A tal fine viene richiesto che, per qualificare l’immobile quale abitazione principale ai fini IMU, il possessore vi abbia stabilito la propria residenza anagrafica nonché sussista effettivamente anche la dimora abituale.

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DICHIARAZIONE IMU

Approvazione nuovo Modello di dichiarazione dell’Imposta Municipale Propria IMU

Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24/04/2024, sono stati approvati il Modello di Dichiarazione dell’Imposta Municipale Propria IMU e le relative istruzioni consultabili a questo collegamento.

In alternativa alla trasmissione della dichiarazione con modulo cartaceo è possibile utilizzare LINKmate, il portale del contribuente per la compilazione e l’invio della dichiarazione IMU.

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BASE IMPONIBILE E VALORE DEGLI IMMOBILI

Fabbricati – il valore è dato dalla rendita catastale, risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno d’imposta, aumentata del 5%, e moltiplicata per un coefficiente diverso a seconda della categoria catastale:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, con esclusione della categoria catastale A/10 e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B, e nelle categorie C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria D/5 (istituti di credito, cambio, assicurazione);
  • 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
  • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (capannoni, alberghi, cinema, ecc.), ad eccezione degli immobili classificati nella categoria D/5;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria C/1 (negozi).

Fabbricati appartenenti al gruppo “D” interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, sforniti di rendita catastale, per i quali si utilizzano i costi contabili.

Aree fabbricabili – la base imponibile è data dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposta. In proposito il Comune stabilisce appositi valori di riferimento, ai fini dalla riduzione del potenziale contenzioso. Per l’annualità 2023 i valori sono quelli approvati con deliberazione della giunta comunale n. 120 del 03/11/2017.

Utilizzazione edificatoria dell’area – Nel caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) e f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 la base imponibile è costituita dal valore dell’area senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato ai sensi dell’art. 1, comma 746, della Legge n. 160/2019.

Terreni agricoli e incolti – Il valore imponibile è dato da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento e moltiplicato per 135.

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ALIQUOTE IMU 2024

Soggetti passivi

Sono tenuti al pagamento dell’imposta tutti i possessori di immobili (fabbricati, aree edificabili e terreni), siti sul territorio comunale. Sono soggetti passivi il proprietario o il soggetto titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie sull’immobile. Nel caso di leasing, soggetto passivo è il locatario, dalla data di stipula del contratto e per tutta la sua durata. Nel caso di concessioni di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario.

Esenzioni

Le Abitazioni Principali di categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e relative pertinenze sono esenti da IMU (si ricorda che per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. Non è prevista l’esenzione per i fabbricati adibiti ad abitazione principale classificati nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

L’imposta municipale propria non si applica altresì:

  1. alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  2. alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  3. ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008 adibiti ad abitazione principale;
  4. alla casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  5. ad un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per i quali non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
  6. all’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.

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AGEVOLAZIONI ANNO 2024

Si ricorda che per ottenere sia agevolazioni, sia abbattimenti di base imponibile sia applicazione di aliquote diversa da quella ordinaria (10,6 per mille) obbligatoriamente occorre presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo e quindi per l’anno 2024 deve essere presentata entro il 30-06-2025.

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ABITAZIONI CONCESSE IN COMODATO GRATUITO A PARENTI

La base imponibile IMU è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari ad uso abitativo, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori. Inoltre, è richiesto che il possesso di tali requisiti venga attestato dal contribuente nella dichiarazione IMU.

Il Comune di Pontedera ha previsto inoltre, nel caso di concessione in uso gratuito limitato ad una sola abitazione e sua pertinenza, come definita dall’art.1, comma 741, lett. b) della L. 160/2019, a parenti in linea retta fino al primo grado (genitori –figli) con atto sottoscritto dalle parti nella quale il comodatario ha stabilito la propria residenza l’applicazione di un’aliquota agevolata (8,6 per mille) a condizione che sia il comodatario che il comodante NON siano proprietari, anche in quota parte, di altre abitazioni in tutto il territorio nazionale (con esclusione, solo per il comodante, della propria abitazione principale e relative pertinenze).
Per poter beneficiare delle agevolazioni per l’immobile concesso in comodato, pertanto, il contribuente deve prima di tutto verificare il possesso dei seguenti requisiti:

  • non possedere 2 o più immobili ad uso abitativo (per intero o in percentuale) in tutto il territorio nazionale;
  • grado di parentela (genitori –figli);
  • immobile concesso in comodato destinato ad abitazione principale da parte del comodatario;
  • registrazione del contratto di comodato.

In presenza dei requisiti normativi, dal combinato disposto, si possono verificare le seguenti casistiche di applicabilità delle agevolazioni:

  1. il comodante possiede una sola abitazione, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, in Italia e risiede anagraficamente nonché dimora abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato e il comodatario possiede altri immobili in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare solo la riduzione al 50% della base imponibile con aliquota 10,6 per mille;
  2. il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, possiede nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, e il comodatario possiede altri immobili in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare solo la riduzione al 50% della base imponibile con aliquota 10,6 per mille;
  3. il comodante possiede una sola abitazione, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, in Italia e risiede anagraficamente nonché dimora abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato e il comodatario non possiede alcun immobile in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare la riduzione al 50% della base imponibile e l’aliquota agevolata pari a 8,6 per mille;
  4. il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, possiede nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, escluse categorie A/1, A/8 e A/9, e il comodatario non possiede alcun immobile in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare la riduzione al 50% della base imponibile e l’aliquota agevolata pari a 8,6 per mille;
  5. il comodante possiede una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente fuori Comune e il comodatario non possiede alcun immobile in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare solo l’aliquota agevolata pari a 8,60 per mille;
  6. il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possiede in altro comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale e il comodatario non possiede alcun immobile in tutto il territorio nazionale anche in quota parte: si può applicare solo l’aliquota agevolata pari a 8,6 per mille;

Riassumendo, quindi, si possono verificare le seguenti situazioni:

  • requisiti di cui all’art.1, comma 747, lett. c) della L. 160/2019: riduzione 50% base imponibile con aliquota 10,6 per mille;
  • requisiti di cui dal combinato disposto dell’art. 1 c. 747 lett. c) L. 160/19 e requisiti aliquota agevolata IMU deliberata dal Comune per comodato: riduzione 50% base imponibile con aliquota 8,6 per mille;
  • requisiti di cui alle disposizioni del Comune previste per comodato: nessuna riduzione base imponibile con aliquota 8,6 per mille;

Non è applicata nessuna agevolazione nell’ipotesi di comodato gratuito stipulato tra comproprietari dell’immobile oggetto del comodato, come ribadito dalla sentenza n. 37346/2022 della Corte di Cassazione con la quale ha chiarito che non sussiste il comodato gratuito al parente in linea diretta di primo grado in caso di comproprietà dell’immobile e pertanto il comproprietario non residente è tenuto al pagamento dell’IMU senza riduzione di imponibile e con applicazione dell’aliquota ordinaria.

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CONTRATTI DI LOCAZIONE CANONE CONCORDATO (art. 2 c. 3 del L. 431/98)

L’imposta IMU è ridotta al 75 per cento (riduzione del 25%) alle seguenti tipologie di contratti di locazione a canone concordato disciplinati dalla L. n. 431/1998:

  • contratti di locazione agevolata ad uso abitativo ai sensi dell’art. 2, comma 3;
  • contratti per studenti universitari di cui all’art. 5, comma 2-3;
  • contratti transitori di cui all’art. 5, comma 1.

L’agevolazione suddetta si applica esclusivamente ai contratti muniti di attestazione di rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto alle disposizioni della L. 431/1998 e s.m.i., del D.M. 16 gennaio 2017 rilasciata secondo le modalità previste dall’accordo territoriale definito in sede locale.

Per il Comune di Pontedera è prevista inoltre l’aliquota agevolata del 4,00 per mille per le abitazioni di cat. A con esclusione della cat. A/10 e relativa pertinenza solo se indicata nel contratto, concesse in locazione a canone concordato, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, a nuclei familiari ivi residenti.

Pertanto in presenza di aliquota specifica del comune riferita alle abitazioni concesse in locazione a canone concordato già deliberata nel 2020 e in vigore anche per 2024 si possono verificare le seguenti condizioni:

  1. per le locazioni a canone concordato rientranti nell’agevolazione di cui all’art. 1 c. 760 della L. 160/2019 (aliquota ordinaria+riduzione), nel caso in cui, oltre ai requisiti normativi, si verifichi la condizione della residenza del nucleo familiare del locatario presso l’abitazione locata, il locatore potrà applicarsi oltre alla riduzione del 25% dell’imposta anche l’aliquota agevolata pari al 4,00 per mille;
  2. per le locazioni a canone concordato per le quali il nucleo familiare locatario non abbia stabilito la propria residenza presso l’immobile locato, si può applicare solo la riduzione dell’imposta del 25% ma non l’aliquota agevolata.

In caso di locazioni a canone concordato deve essere inoltre presentata la dichiarazione IMU con allegata copia del contratto di locazione.

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IMMOBILI LOCATI DI CATEGORIA C1, CHE COSTITUISCANO LA SEDE DI LABORATORI ARTIGIANI, ATTIVITA’ COMMERCIALI E PUBBLICI ESERCIZI

Il Comune di Pontedera ha previsto, inoltre, l’aliquota agevolata del 0,86% nel caso, di immobili locati di categoria C1, che costituiscano la sede di laboratori artigiani, attività commerciali e pubblici esercizi per i quali il titolare e il locatario sottoscrivano un accordo di riduzione del canone di locazione indicato nel contratto originario stabilendone un abbattimento di almeno il 20% su base annua. Ai fini dell’applicazione dell’agevolazione il proprietario è tenuto alla presentazione della Dichiarazione IMU nei termini di legge, allegando i seguenti documenti: copia del contratto originario di locazione; copia del nuovo contratto di locazione nel quale risulti il canone ridotto di almeno il 20% su base annua, oppure copia della ricevuta di registrazione dell’accordo di riduzione inoltrata alla Agenzia delle Entrate.

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TERRENI AGRICOLI

Sono esenti dall’imposta i terreni agricoli come di seguito qualificati:

  • posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 99 del 2004, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  • ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla L. n. 448 del 28/12/2001;
  • a immutabile destinazione agro silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e non usucapibile;
  • ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993.

In tutti gli altri casi i terreni sono soggetti ad imposta IMU.

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