Signor Presidente della Repubblica,
con sentimenti di infinita gratitudine, riconoscenza e affettuosa amicizia ho il più alto onore di esprimerle il benvenuto negli stabilimenti Piaggio di Pontedera e in questo museo.
Condivido questa gioia anzitutto con mio fratello Michele, amministratore delegato; con il gruppo dirigente e, in modo particolare, con le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio che saluto molto cordialmente: oggi è la Festa del Lavoro, è la Vostra festa!
La Sua Presenza qui oggi, Signor Presidente, in questo luogo del lavoro, delle persone, della fabbrica e della Vespa, che nasce proprio 80 anni fa, fissa per sempre questa giornata nella storia di questo territorio.
La Vespa nasce nel ’46 con la Repubblica:
In 80 anni ha attraversato epoche, stili di vita e generazioni. Una strada che si intreccia in modo indissolubile con la storia dell’Italia: le difficoltà e le speranze del dopo guerra, la rinascita degli anni ‘50 e ‘60, la crescita economica e la mobilità, fino agli ultimi decenni che hanno visto il fenomeno Vespa espandersi in tutto il mondo.
Siamo all’alba delle 20 milioni di Vespa costruite e vendute: sono il merito della capacità delle lavoratrici e dei lavoratori della Piaggio; siamo molto orgogliosi di Voi!
Saluto il Ministro del Lavoro Calderone, il Presidente della Regione Giani, il Prefetto di Pisa D’Alessandro, il Sindaco di Pontedera Franconi, e tutte le autorità, che desidero ringraziare per la loro presenza, vicinanza e condivisone.
Oggi celebriamo il lavoro, che nella storia del nostro Paese non è mai stato interpretato soltanto come un mezzo di sostentamento, ma elevato a una forma di dignità, di riscatto, di partecipazione alla vita collettiva.
Non è un caso se i Padri costituenti posero il lavoro a fondamento della Repubblica: perché sapevano che senza lavoro non c’è libertà, non c’è coesione, non c’è futuro.
La Sua scelta, Signor Presidente della Repubblica di celebrare qui oggi la Festa del Lavoro è, per me e per tutti noi, la più alta e impegnativa fonte di ispirazione.
È il forte impegno degli imprenditori, rinnovato oggi per tutti dal Presidente di Confindustria Pisa Andrea Madonna che ringrazio: siamo e vogliamo continuare ad essere imprenditori italiani di aziende italiane, capaci di competere, intraprendere, innovare e rischiare.
Come abbiamo fatto noi del Gruppo Piaggio, investendo 1 miliardo e 400 milioni di euro negli ultimi 10 anni, di cui 487 milioni solo negli ultimi 3 anni.
Rivolgo un saluto particolare e ringrazio i rappresentanti dei Sindacati con cui abbiamo voluto, fin dall’inizio del nostro mandato, instaurare un rapporto di costante dialogo, di rispetto e confronto trasparente. Un modo di collaborare che ci conforta nel cammino, in un mondo complesso, che dobbiamo fare insieme. Sentiamo il valore della responsabilità sociale dell’impresa che si coniuga con la necessaria competitività per mantenere, e lo vogliamo fermamente, il più forte e solido ancoraggio a queste fabbriche, a questo territorio, all’Italia, Signor Presidente.
Oggi, dobbiamo dirlo con chiarezza, viviamo una stagione ad altissima complessità, che pone al lavoro sfide enormi.
Pandemia, la guerra, crisi energetiche, dipendenze strategiche, trasformazioni tecnologiche straordinarie e radicali. Tutto questo incide sul lavoro, su come lo organizziamo, su come lo proteggiamo, su come lo immaginiamo per il futuro.
In un contesto così instabile, un’impresa non può permettersi di improvvisare. Deve innovare, senza perdere la propria anima. E deve avere responsabilità e visione.
Quella vocazione e visione, Signor Presidente, che nostro padre Roberto Colaninno, uomo e industriale dalle inarrivabili qualità umane e professionali, ci ha ispirato e trasmesso. Roberto non ha esitato ad intraprendere la strada più ambiziosa: Piaggio poi Aprilia e Moto Guzzi; vedeva l’orizzonte di diventare, ben presto, uno dei più grandi costruttori globali portando, sulle strade di tutto il mondo la Vespa e le nostre moto.
Michele ed io abbiamo ricevuto questo testimone e lo porteremo avanti con la più forte e convinta determinazione.
Signor Presidente della Repubblica, autorità, Signore e Signori,
il mondo è immerso in una sequenza continua di eventi shock.
Presidente, la Sua presenza qui oggi conferisce a questa giornata un significato che va oltre questa fabbrica e questo territorio.
Lei rappresenta l’unità nazionale, la continuità delle istituzioni, la forza morale della Repubblica. Nei momenti più difficili della nostra vita pubblica – penso in particolare alla pandemia – la Sua voce, la Sua forza Morale e civile, la Sua guida ferma della Repubblica sono stati il punto di riferimento insostituibile del popolo italiano.
Oggi come allora, dinanzi ad un mondo purtroppo ancora denso di incertezze e inquietudini, La ringraziamo per avere voluto dare, a noi imprenditori e lavoratori italiani, la forza per andare avanti, per proseguire, insieme, continuando ad investire nel futuro.
Grazie e buona Festa del Lavoro!
Pagina aggiornata il 05/05/2026