Ambiente e rifiuti

In questa sezione è possibile accedere alle informazioni riguardanti:

 Temi ambientali

Acqua e Risorse Idriche

Amianto

Animali

Aria

Acqua e Risorse Idriche

Energia

Rifiuti

Rumore

Scarichi acque reflue

Vento – Parco eolico di Pontedera


Acqua e Risorse Idriche

Con la Legge 36/94 contenente “Disposizioni in materia di risorse idriche” agli articoli 8 e 9 viene sancito il principio generale che gli Enti Locali debbano organizzare il servizio idrico integrato nelle forme e nei modi di cui alla legge 142/90 e che tale servizio è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, potabilizzazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di raccolta, collettamento e di depurazione delle acque reflue, da organizzarsi sulla base di ambiti territoriali ottimali.

Arpat Toscana – Acqua


Amianto

Con il termine “amianto” o “asbesto” si indica un gruppo di minerali a struttura microcristallina e di aspetto finemente fibroso, composti da silicato di magnesio, calcio e ferro. L’asbesto è presente in natura, unito ad altri minerali. Viene estratto da cave e miniere per frantumazione della roccia madre, da cui si ottiene la fibra purificata. L’amianto resiste alle temperature elevate, all’azione di agenti chimici e biologici, alla trazione, all’usura. E’ molto elastico, facilmente filabile, fonoassorbente. Queste ed altre proprietà, legate ad un basso costo di produzione, hanno fatto dell’amianto un materiale estremamente versatile, da impiegare in molti settori, dalla costruzione dei mezzi di trasporto, all’edilizia, all’industria automobilistica e così via.
La pericolosità dell’amianto dipende dal grado di libertà delle fibre, ossia dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili; la presenza in sé dell’amianto, infatti, non è necessariamente pericolosa, lo diventa qualora le fibre vengano sprigionate nell’aria, per effetto di qualsiasi sollecitazione (manipolazione/ lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità etc.).
La Legge 27 marzo 1992 n. 257  vieta “l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto”, arrestando quindi in modo definitivo qualsiasi immissione aggiuntiva di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, sul territorio nazionale.
È da notare come nella normativa vigente non vi sia alcun obbligo di rimozione di materiali contenenti amianto dagli edifici.
Eventuali provvedimenti possono essere adottati dalle Amministrazioni comunali in seguito a valutazione degli Organi di Vigilanza.
Cose da fare
Accertare l’assenza di materiale contente amianto prima di effettuare interventi di manutenzione o demolizione;
Portare a conoscenza del proprietario o del responsabile dell’immobile eventuali situazioni di degrado che interessino i materiali in amianto es. infiltrazioni, crepe, distacchi d’intonaco.
Cose da non fare
Effettuare opere di demolizione prima di aver rimosso l’amianto;
Frantumare, forare, segare, tagliare i materiali o eseguire operazioni che possano alterare i materiali quali l’installazione di impianti o macchine che provochino vibrazioni e/o correnti d’aria;
Gettare i materiali contenenti amianto nel cassonetto dei rifiuti.
Cosa fare in presenza di amianto?
Prima di tutto è importante controllare lo stato di conservazione di tutte le strutture contenenti amianto ed evitare interventi che possano danneggiarlo.
Deve essere attuato un programma di controllo periodico e manutenzione da parte di personale tecnico specializzato.
È necessario pertanto:

  • individuare un responsabile con compiti di controllo e coordinamento delle attività di manutenzione;
  • tenere documentazione relativa alla collocazione dell’amianto nell’edificio e predisporre idonea segnaletica;
  • predisporre le misure di sicurezza;
  • fornire informazioni agli occupanti dell’edificio sulla presenza dell’amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;
  • se i materiali in opera sono friabili, fare ispezionare l’edificio una volta all’anno da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali e scrivere una dettagliata relazione della verifica eseguita da trasmettere all’ASL competente per territorio;
  • valutare la necessità di un intervento di bonifica.

Quando infatti si riscontra che il materiale contenente amianto è friabile, danneggiato o deteriorato, è necessario richiedere un intervento di bonifica. La norma di riferimento è il Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994 che si applica alle strutture edilizie ad uso civile, commerciale o industriale, aperte al pubblico o comunque di utilizzazione collettiva.
Le tecniche di bonifica previste dal D.M. 6/9/94 sono:

  • la rimozione,
  • l’incapsulamento
  • il confinamento.

Il trattamento va seguito da ditte specializzate e autorizzate per garantire che le procedure avvengano secondo quanto stabilito dalla norma. Ogni intervento di rimozione o smaltimento dei materiali contenenti amianto deve essere preceduto dalla stesura di un piano di lavoro da parte dell’impresa che svolge i lavori. Dopo che l’impresa ha presentato il piano all’ASL di competenza per la verifica e l’approvazione, si è autorizzati a dare inizio ai lavori.
A fronte di segnalazioni sulla presenza di amianto su edifici privati e pubblici l’Ufficio Ambiente può richiedere l’intervento del Dipartimento Arpat che, previo sopralluogo ed eventuale analisi chimica di campioni, indicherà all’Ufficio comunale l’effettiva presenza di amianto e le eventuali azioni necessarie in relazione allo stato di degrado del manufatto esaminato.

Arpat Toscana – Amianto


Sportello “Affari animali”  – Unione Valdera

Lo Sportello è uno spazio virtuale creato per fornire una guida utile a reperire informazioni su servizi presenti sul territorio e sulle disposizioni inerenti alle corrette norme di disciplina e detenzione degli animali, alla convivenza e alla tutela degli animali sul territorio, nonchè uno spazio di informazione su tutto ciò che riguarda gli animali.
Uno “spazio” di prima consulenza relativo ai problemi di salute e comportamentali degli animali domestici, ma si propone anche di essere un servizio di orientamento per coloro che vogliono “allargare” la propria famiglia ad un cucciolo.
In particolare si occuperà di fornire informazioni riguardo a:

  • adozioni di cani, gatti e animali abbandonati;
  • servizio presenti sul territorio (veterinari, visite specialistiche, guardie zoofile, associazioni animaliste/ambietaliste, pensioni, servizi di cura) e relative competenze;
  • corrette norme di disciplina e detenzione degli animali;
  • quali sono i posti in cui è possibile recarsi con il proprio animale (ristoranti, pizzerie, bar, locali, librerie), e per non lasciarlo a casa quando si parte;
  • consigli per comprare un animale domestico (dove, come e perchè);

Chiunque possieda un qualsiasi animale da compagnia (ma anche rettili, pesci etc.) potrà recarsi allo sportello per ricevere informazioni utili alla detenzione di animali, alla comportamentaristica animale e, in generale, a sbrogliare i dubbi più comuni.
Lo sportello è anche un punto ‘fisico’ dove recarsi per fare segnalazioni o ricevere informazioni utili per la cura dei propri animali d’affezione e non soltanto.
Si trova a Pontedera, presso gli uffici del Unione Valdera in via Brigate Partigiane, 4 – Stanza 2.
Orari:

  • martedì dalle 15.30 alle 17.30
  • mercoledì dalle 9.30 alle 11.30
  • giovedì dalle 15.30 alle 17.30

Aria

A seguito dell’approvazione della Delibera della Giunta Regionale n. 1182 del 09.12.2015 “Nuova identificazione delle aree di superamento, dei Comuni soggetti all’elaborazione ed approvazione dei PAC e delle situazioni a rischio di superamento, ai sensi della L.R. 9/2010. Revoca DGR 1025/2010, DGR 22/2011” il Comune di Pontedera è stato inserito nell’Area di superamento denominata “Comprensorio del Cuoio di Santa Croce sull’Arno”.

La DGRT 1182/2015 prevede che i Comuni individuati tra quelli “critici” per quanto riguarda la qualità dell’aria relativamente al particolato fine PM10, debbano predisporre il proprio Piano di Azione Comunale (PAC) sia per gli interventi contingibili sia per gli interventi di tipo strutturale.
I Comuni facenti parte dell’area di superamento denominata “Comprensorio del Cuoio di Santa Croce sull’Arno” hanno provveduto ad approvare – nei termini previsti di 180 giorni dalla pubblicazione della DGRT 1182/2015 – un PAC unico a livello di area di superamento, contenente anche gli interventi contingibili per la riduzione delle emissioni in atmosfera degli inquinanti ed in particolare del materiale particolato fine PM10, individuati secondo i suddetti nuovi criteri basati sull’utilizzo dell’indice di criticità di cui alla DGRT n. 814/2016.

Arpat Toscana – Aria

Ordinanza n.58 del 21/12/2017: Provvedimenti urgenti per la lotta all’inquinamento atmosferico causato dal particolato PM10


Energia

Certificazione energetica in Toscana

Controlli sugli impianti termici


Rifiuti


Rumore

Arpat Toscana – Rumore


Scarichi Acque Reflue

Si definisce scarico, ai sensi del D.Lvo 152/06, qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, sottosuolo o in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.

Le acque reflue si suddividono in:

  • domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
  • industriali: qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, ovvero quelle venute in contatto con sostanze o materiali anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento;
  • urbane: miscuglio di acque reflue domestiche, industriali e/o meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate e provenienti da agglomerato;
  • acque meteoriche dilavanti (AMD): acque derivanti da precipitazioni atmosferiche, si dividono in acque meteoriche dilavanti non contaminate e acque meteoriche dilavanti contaminate, che includono anche le acque meteoriche di prima pioggia salvo quelle individuate dall’articolo 8 comma 8 della LR20/06;
  • acque meteoriche dilavanti contaminate (AMC):acque meteoriche dilavanti, diverse dalla acque meteoriche dilavanti non contaminate, ivi incluse le acque meteoriche di prima pioggia, derivanti dalle attività che comportano oggettivo rischio di trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali individuate dal regolamento di cui all’articolo 13 della LR 20/06;
  • acque meteoriche dilavanti non contaminate (AMDNC): acque meteoriche dilavanti derivanti da superfici impermeabili non adibite allo svolgimento di attività produttive, ossia: le strade pubbliche e private, i piazzali di sosta e di movimentazione di automezzi, parcheggi e similari, anche aree industriali, dove non vengono svolte attività che possono oggettivamente comportare il rischio di trascinamento di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali; sono AMDNC anche le acque individuate dall’articolo 8 comma 8 della LR 20/06;
  • acque meteoriche di prima pioggia (AMPP): acque corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 millimetri uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio; ai fini del calcolo delle portate si stabilisce che tale valore si verifichi in quindici minuti; i coefficienti di deflusso si assumono pari ad 1 per le superfici coperte, lastricate od impermeabilizzate ed a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo, escludendo dal computo le superfici coltivate; si considerano eventi meteorici distinti quelli che si succedono a distanza di quarantotto ore.

Tutti gli scarichi devono essere autorizzati ai sensi dell’art. 124 del D.Lvo 152/06.

Competenze:

  • Autorizzazioni allo scarico di acque reflue IN pubblica fognatura:
    • gli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate al domestico ai sensi del Regolamento Regionale 46/R del 08/09/2008 che confluiscono in fognatura non necessitano di autorizzazione ma sono sempre ammessi in accordo al Regolamento di accettabilità in fognatura fissato dal gestore del Servizio idrico integrato ed approvato dall’AIT (Autorità Idrica Toscana) e in funzione della capacità residua dell’impianto di depurazione a cui vengono conferiti.
    • Gli scarichi di acque reflue industriali, di acque e reflue urbane e delle acque meteoriche di dilavamento, in pubblica fognatura sono autorizzati dall’AIT in accordo al Regolamento di accettabilità in fognatura fissato dal gestore del Servizio idrico integrato ed approvato dall’AIT (Autorità Idrica Toscana) e in funzione della capacità residua dell’impianto di depurazione a cui vengono conferiti ai sensi del c. 2 art. 5 del testo coordinato L.R. 20/06.
  • Autorizzazioni allo scarico di acque reflue NON in pubblica fognatura:
  • Gli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate al domestico non in pubblica fognatura sono autorizzati dal Comune ai sensi del c. 2 art. 4 del testo coordinato L.R. 20/06 così come modificata L.R. 50/11. (Domanda autorizzazione scarichi acque reflue domestiche 2 Settore)
  • Gli scarichi di acque reflue industriali, urbane e delle acque meteoriche di dilavamento contaminate, non in pubblica fognatura, sono autorizzati dalla Provincia ai sensi del comma 1 art.4 del testo coordinato L.R. 20/06.
  • Qualora da uno stesso stabilimento abbiano origine separatamente oltre a scarichi di acque reflue urbane, industriali e meteoriche di dilavamento anche scarichi di acque reflue domestiche, l’autorizzazione spetta sempre alla Provincia ai sensi del comma 4 art. 4 del testo coordinato L.R. 20/06.
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