Sul percorso di fusione avviato da Lari e Casciana Terme

Voglio esprimere la mia positiva opinione relativamente all’avvio di un percorso di fusione tra i comuni di Lari e Casciana Terme. Guardiamo con grande attenzione a questo progetto innovativo di riforma istituzionale e che parte dai territori; un percorso che va nella direzione della razionalizzazione delle risorse, dell’ottimizzazione delle strutture, che è stato reso possibile dal dialogo e dalla condivisione sempre più forte degli stessi servizi e delle stesse attività. Tutto questo accade dentro al contenitore dell’Unione della Valdera che in questi anni ha avuto una funzione fortissima di condivisione, di amalgama, di relazione tra le istituzioni di questo territorio. E ritengo soprattutto che l’Unione abbia fatto comprendere innanzitutto a gli stessi cittadini di essere tutti parte di una stessa comunità, di uno stesso territorio e di uno stesso destino. Oggi è grazie all’esistenza di questo contenitore che registriamo una grande e nuova capacità di pensare e progettare nuove geometrie istituzionali. E all’interno dell’Unione questo progetto di fusione deve rafforzarsi e consolidarsi. La Valdera è uno dei territori della nostra provincia più vivace sotto questo punto di vista, ed uno dei più attivi in Toscana. Si è parlato e si parla di molte possibili nuove geometrie istituzionali, di fusioni, di nuovi e più grandi comuni. Tutto questo è positivo ed è il segno tangibile che l’Unione ha lavorato bene, facendo superare divisioni tanto ataviche quanto anacronistiche, campanilismi, e persino, in un fase storico-politica delicata come quella che viviamo, ideologiche. Il nostro territorio rappresenta un esempio positivo anche per la politica e per la buona amministrazione. Dobbiamo continuare su questa strada. Occorre ora candidarci, con forza, nella nostra dimensione ottimale di territorio della Valdera, come Unione, a gestire alcuni servizi che fino ad oggi ha gestito la Provincia. Dobbiamo immediatamente aprire un tavolo con la Regione Toscana nel quale si parli di questa prospettiva ragionando, nel merito, di competenze, funzioni e risorse. L’Unione rappresenta la soluzione ideale perché è una forma associativa “dal basso”, che non comporta costi politici e ha come obiettivo la semplificazione delle procedure, l’ottimizzazione delle risorse e delle attività. Occorre ora, nell’attesa del risultato del percorso partecipativo avviato dai due comuni interessati alla fusione, accelerare sui processi di unificazione delle funzioni fondamentali per i comuni sotto i 5 mila abitanti, entro l’anno.  Penso che questa sia anche la migliore risposta all’antipolitica o comunque alla politica che non vuole decidere e che rifiuta ogni possibile riforma o possibile soluzione dei problemi. Si tratta di un tema di strettissima attualità. Oggi il direttore dell’Irpet traccia il quadro delle problematiche e ci indica questa strada. Credo che la Valdera sia avanti. Dobbiamo continuare questa azione di contenimento dei costi attraverso una migliore organizzazione delle istituzioni. Nell’interesse dei nostri cittadini che hanno già capito l’importanza dell’unità. L’Unione fa la forza

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