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Gli investimenti sul Dente Piaggio. La differenza tra la visione progressista della città ed il respiro corto delle opposizioni

sabato, giugno 9th, 2018

Prendo volentieri spunto da un tema riguardante gli investimenti in città ed alcune considerazioni espresse dalla destra locale, in particolar modo sul dente Piaggio, per raccontare anche plasticamente come le visioni politiche ed amministrative possono segnare il futuro e gli sviluppi di una comunità.
È vero che il centrosinistra che ha governato e governa Pontedera ha investito molto sulla riqualificazione degli spazi dismessi dalla fabbrica Piaggio cercando di governare e non subire passivamente il ridimensionamento dell’attività di una realtà produttiva consumatasi nel corso degli ultimi trenta anni.
È vero che il Comune di Pontedera ha scelto la strada di non abbandonare quegli spazi al destino del mercato immobiliare acquisendoli al patrimonio pubblico e contestualizzandoli funzionalmente ed urbanisticamente dentro una città che stava crescendo e mutando.
Ma è proprio quella visione lungimirante, progressista e proattiva, quella strategia accompagnata dallo sforzo ciclopico di investimenti fatti ed ancora da fare che ha consentito e consentirà a Pontedera di non perdere la sua identità legata al lavoro e la sua centralità all’interno di un territorio più ampio. Proprio così. Perchè oggi per ammissione di tutti gli analisti di ogni orientamento politico e culturale il tema dello sviluppo e del lavoro, anche e soprattutto della manifattura, della meccanica, del comparto industriale dell’automotive e delle due ruote, passa attraverso la coniugazione con alcune parole d’ordine: ricerca, innovazione tecnologica, sapere, formazione, cultura.
A Pontedera abbiamo deciso di non buttare l’impronta e la vocazione di città legata al lavoro ed alla presenza della fabbrica provando a convertire una situazione oggettiva in una opportunità per il futuro, di breve, di medio e di lungo termine.
Ecco perché abbiamo scelto di accettare la difficile sfida della riqualificazione dell’asse Piaggio, in tempi in cui le soluzioni facili sembravano altre, creando i presupposti per quel che è il nostro presente e che caratterizzerà il nostro futuro.
È grazie a questa visione che oggi abbiamo recuperato in quegli spazi dismessi una nuova biblioteca comunale che conta 1000 accessi al giorno ed in poco tempo è divenuta la fucina dove si forma e si coltiva la competenza dei nostri figli e della nuova classe dirigente del paese.
Grazie a quegli investimenti abbiamo attratto su Pontedera la ricerca accademica di qualità (il Sant’Anna in questi giorni è nel ranking mondiale riconosciuta essere la terza università d’Italia e tra le prime duecento nel mondo), una sede distaccata della segreteria dell’Università di Pisa, abbiamo attivato un incubatore d’impresa che consente a decine di start up di giovani ragazzi la possibilità di intraprendere percorsi sul mercato delle nuove tecnologie, un laboratorio di analisi d’eccellenza, una scuola di moda che rilascia diplomi universitari, un centro culturale di profilo internazionale.
Grazie a quella visione abbiamo il museo Piaggio, il più grande e completo museo italiano dedicato alle due ruote che conta 50.000 visitatori all’anno.
Grazie a quella visione, a quegli investimenti, a quella strategia di lungo respiro abbiamo oggi la possibilità di investire milioni di euro grazie ad un accordo di programma con la Regione Toscana per la realizzazione dell’atelier della Robotica, la costruzione di un grande parcheggio nell’area ex Ape, la riqualificazione dell’intero viale Piaggio.
Grazie a quel disegno Pontedera sarà sede del centro di competenza legato alla proposta della Scuola Superiore Sant’Anna, una delle otto realtà in Italia capaci di intercettare le straordinarie opportunità del progetto Industria 4.0.
Tutte queste scelte, politiche, amministrative, urbanistiche ed economiche hanno seguito un percorso lungo ma omogeneo. Lo abbiamo intrapreso, lo continuiamo a coltivare e lo rafforzeremo perché è solo attraverso la creazione di un sistema di infrastrutture materiali ed immateriali, come quelle che abbiamo incardinato nel progetto del parco tecnologico urbano del Dente Piaggio, che Pontedera potrà affrontare la sfida dello sviluppo, del lavoro, delle opportunità, delle occasioni di occupazione nel mondo globalizzato del terzo millennio e della competizione territoriale sfrenata.
A servizio in primo luogo dei cittadini, delle piccole e medie imprese, dello stesso stabilimento Piaggio e dell’intero tessuto produttivo di Pontedera, della Valdera, della Toscana.
Ecco perché riteniamo che ci sia un abisso profondo tra questa nostra visione progressista ed il respiro corto delle proposte avanzate dalla destra (che ancora oggi dichiarano che lì dovevano venirci delle case!) e dal Movimento 5 Stelle di Pontedera (che si era presentato ai cittadini con la proposta di fare in quegli spazi come centro fieristico e espositivo!)
Pensare che la riqualificazione del dente Piaggio debba consistere nella costruzione di case o di un centro espositivo per le fiere è davvero come fissare il dito che punta la luna. D’altronde, lo ripeto anche stavolta, non esiste vento favorevole per il marinaio che non sappia dove andare.

Simone Millozzi

Serve un tavolo anti-crisi: «Le aziende più colpite? Le migliori, tuteliamole»

venerdì, settembre 10th, 2010

Riproduciamo l’articolo pubblicato domenica 5 settembre 2010 sulla testata giornalistica IL TIRRENO PONTEDERA

Serve un tavolo anti-crisi
Il sindaco: «Le aziende più colpite? Le migliori, tuteliamole»

PONTEDERA. La cosa che lo preoccupa di più, alla ripresa dell’attività, dopo le vacanze estive? L’economia e il lavoro. Simone Millozzi s’aspetta un autunno delicato per la città che amministra e per i suoi cittadini. D’altra parte la situazione delle aziende di Pontedera la conosce bene. Appena s’è insediato, ormai più di un anno fa, ha effettuato, insieme all’assessore alle attività produttive Francesco Nocchi, una serie di visite nelle realtà produttive, per toccare con mano gli effetti di questo periodo di crisi. «Serve un tavolo per monitorare la situazione – dice – sono preoccupato, per la crisi. Sembra che ci sia qualche segnale di ripresa, certo. Ma anche se la situazione è davvero questa, quali aziende sono capaci di agganciarsi a questa ripresa?».

Le aziende penalizzate dalla crisi. Una domanda che aspetta risposte proprio da chi governa e amministra il territorio. «La nostra – dice ancora il sindaco – è una città industriale. Quel tavolo dovrà servire proprio a capire come, queste imprese, dopo 2 anni di difficoltà, siano in grado di sfruttare i segnali di ripresa. Le mie preoccupazioni più grandi, sono per quelle realtà che hanno investito e che si trovano con un grande indebitamento. Sono le realtà migliori e sono costrette a fare i conti con gli indebitamenti».

Il tavolo sul lavoro. Il tavolo servirà a valutare la situazione, a trovare percorsi da compiere insieme, tessuto produttivo e quello politico-amministrativo. «Ma consapevoli, purtroppo – prosegue il sindaco che è difficile incidere su queste situazioni. D’altra parte a livello nazionale, le cose, non sono perfette: questo governo non ha neppure un ministero per lo sviluppo economico. Le imprese non hanno né un interlocutore, né una programmazione certa. Noi, come amministrazione locale, alcune cose le abbiamo fatte: penso agli appalti sottosoglia, alle semplificazioni amministrative, al ricorso all’Unione dei Comuni della Valdera per mitigare l’effetto del patto di stabilità e rimettere in moto gli appalti».

La crescita tecnologica. Poi c’è l’aspetto della tecnologia, della ricerca: il progetto che si sta sviluppando al dente Piaggio va avanti. Ed è per questo che il progetto al Dente Piaggio sta andando avanti: avremo presto una segreteria dell’Università di Pisa. In città, grazie a una convenzione con l’ateneo pisano, verranno svolti master che ruotano intorno alle aziende manifatturiere. E poi ci sono le imprese, che lavorano con la tecnologia. Il Comune è impegnato in questo. E vuole esserlo sempre di più. Così punterà a diventare socio di maggioranza della partecipata Pont-Lab. Oggi ha (come PontTech) una quota del 25%, Millozzi porterà presto in consiglio la discussione sull’acquisizione di una grossa fetta dell’altra parte di società, oggi in mano a Aequalis (per il 75%). Di che si tratta? Di un laboratorio di prove e misure, che ha sede a Gello e che si muove in settori come quello dell’automotive, energetico, ferroviario, nautico e aeronautico. E che si occupa anche di certificazioni di qualità. «Uno strumento assai utile alle aziende private spiega Millozzi – ed è proprio per questo, che vogliamo aumentare la nostra presenza nell’assetto societario: si tratta di un atto di trasparenza che, alla fine, permetterà di attrarre ancor di più i privati».

Un esempio: se un’azienda privata deve rivolgersi a PontLab per verificare difetti nei cicli produttivi, diventa molto più semplice affidarsi a un soggetto di alta qualità e pubblico, anziché mettersi nelle mani di un privato, magari temendo concorrenza. «Le potenzialità di mercato di Pont Lab sono notevoli e in espansione», conclude Millozzi.

Un freno alle case. Un aspetto assai importante, della crescita reale della città, è l’urbanistica. L’amministrazione persegue l’obiettivo dei trentamila abitanti. Come? Attirando nuovi insediamenti. E di progetti in fase di esecuzione o ancora solo sulla carta ce ne sono molti. «Ma non è la crescita in sé sottolinea il sindaco – il nostro obiettivo primario. Abbiamo impostato un ragionamento di grande apertura e di ascolto: raccogliamo i contributi, i propositi, le critiche della gente. Su molti temi, abbiamo lanciato confronti, ricevuto proposte per rendere realizzabili i nostri progetti. Lo abbiamo fatto per il piano della sosta, esponendoci anche a critiche forti; lo stiamo facendo, proprio in questo periodo, sul tema dello smaltimento dei rifiuti. Sul fronte della crescita non possiamo prescindere dal Piano di sviluppo che deve configurarsi con il piano regolatore e con il regolamento urbanistico. E on la nostra idea forte, solida, ferma che la crescita debba essere per forza accompagnata da servizi: strade, parcheggi, infrastrutture.. E’ per questo che alcune operazioni, in parte già programmate, altre annunciate, possono essere migliorate. Si tratta di grandi progetti, che avranno una incidenza importante sulla città. Per questo vanno migliorante. Qualcuno dice che questo può essere letto come un cambio di direzione rispetto al passato. Può darsi: ma l’obiettivo è sempre quello di aumentare la qualità della vita».

Passa da questo snodo cruciale anche la vicenda dell’ex Ipsia. La struttura scolastica che si trova in pieno centro, di proprietà della Provincia di Pisa, è interessata – quando sarà svuotata dai contenuti scolastici – da una grande trasformazione in case, uffici. Un progetto avviato, partito con la precedente amministrazione. Ma Simone Millozzi è categorico: «Lì – dice – non ci voglio case. Mancano i parcheggi. E con le lottizzazioni di grandi dimensioni che sono previste non molto distante, nei due ex siti industriali, la Automar e la Crastan, rischieremmo davvero di affogare la città. Credo che si possa ripensare tutto. Ho già cominciato a parlare con la Provincia». L’idea del sindaco è semplice: allungare il centro commerciale naturale che oggi si ferma, praticamente dove finisce piazza Cavour, all’altezza di via Roma – o al massimo dopo piazza Belfiore – con un prolungamento verso la stazione. Dov’è l’Ipsia, anziché importanti volumi, potrebbero nascere spazi aperti: una piazza, parcheggi e negozi. «Ciò che la Provincia pensa di realizzare in quell’area – spiega Millozzi – si può trasferire altrove, in zone che il piano regolatore prevede urbanizzate. Non certo in terreni agricoli. Ho trovato disponibilità nella Provincia, anche se servono atti concreti».

I NODI DA SCIOGLIERE IN AUTUNNO
Simone Millozzi, primo cittadino di Pontedera detta la sua ricetta

La sede di Pont Tech: il Comune vuoi diventare socio di maggioranza dell’azienda Pont Lab

Il Centro ippico Lo Scoiattolo e gli stabilimenti Piaggio. La sede dell’IPSIA in centro: la scuola lascerà il posto a una lottizzazione che, al momento, prevede troppe case secondo il sindaco

Lavoro e qualità