Archive for the ‘Interventi su quotidiani’ Category

Resistenza e liberazione: gli antidoti ancora attuali alla xenofobia

mercoledì, aprile 26th, 2017
Ieri, il 25 Aprile, la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, una liberazione non solo fisica ma anche culturale, una emittente locale ha girato un video al quartiere della stazione dove si raccontava di una zona, pur ordinata nel suo complesso e senza fenomeni di degrado comparato ad altre quartieri analoghi di altre realtà, staccata dal resto della città perché veniva registrata in giro soltanto la presenza di uomini e donne di colore.
Il servizio di per sé non aggiunge né toglie nulla alla rappresentazione di Pontedera ma affonda, (volontariamente o meno è questione irrilevante), la sua ragion d’essere nel peggior sottofondo culturale che la profonda crisi socio economica ha radicato nei tempi moderni: la xenofobia nel suo senso letterale (avversione ed odio a ciò che è straniero, diverso, altro).
Il messaggio pubblico che trasuda da quel servizio è che in quel quartiere sembri di stare più in una città del nord Africa giacche in giro le pochissime persone che si aggiravano (in un giorno di festa in cui ovunque si cerca di passare qualche ora altrove) erano per lo più di colore.
Non mi occupo dei commenti usuali dei leoni da tastiera che sulle piazze virtuali dei social non hanno perso l’occasione per rimarcare posizioni intrise di fascismo demagogico. Mi preoccupo invece del fatto che professionisti seri e preparati non abbiano inteso la portata culturalmente devastante di un video che certifica come la xenofobia, l’odio per gli stranieri, ammanti di sé il detto ed il non detto della comunicazione pubblica.
Senza la notizia di un reato, senza che vi sia stata una aggressione, senza che sia stata evidenziata situazione di particolare degrado urbano, in un giorno di festa, soleggiato, in cui chi ne aveva la possibilità è andato in giro a godersi un giorno di festa, la notizia pare sia stata l’aggirarsi pacifico di alcune donne ed uomini di origini straniere per le strade di un quartiere.
Quando Obama divenne Presidente degli Stati Uniti d’America fui preoccupato perché più della sua rivoluzionaria riforma sanitaria in favore dei più poveri la notizia fosse, nel mondo, il colore della sua pelle; pensai che proprio quell’elezione certificasse il contrario di quanto pareva annunciare: il cammino ancoro lungo da fare per convincere l’opinione pubblica, anche quella più progressista, che le persone debbano esser valutate per quello che dicono e per quello che fanno, non per quelle che sono.
La liberazione del 25 Aprile non ha ancora finito di insegnarci che i partigiani italiani, di ogni fede politica e di ogni classe sociale, non stavano liberando l’Italia da un demone straniero dai tratti somatici diversi e che parlava una lingua diversa.
Liberavano prima di tutto il nostro paese dall’idea, indigena, autoctona, tutta fascista e tutta italiana, maggioritaria nell’opinione pubblica per quasi vent’anni, che vi fosse una supremazia di razza, di religione, etnica e culturale da far valere con l’oppressione e la forza, delle armi, della legge, dell’arte e del linguaggio.
Ecco perchè credo che video di quel tipo non facciano altro, pur senza volerlo, che lastricare la strada del ritorno in favore del male assoluto da cui la battaglia partigiana ci liberò.
È indubbio che le istituzioni e le autorità competenti debbono operare e lavorare per garantire ai cittadini una sicura convivenza civile.
Penso tuttavia che dentro il quadro delle soluzioni ad una problematica che sarebbe stupido negare, gli operatori dell’opinione pubblica, nel pieno della libertà con cui esercitano la propria attività, possono davvero aiutare il paese. Come?
Non mancando di evidenziare, nell’impagabile lavoro che quotidianamente compiono, che c’è una differenza abissale tra il pretendere che le persone che compiono reati, tutte, debbano esser perseguite e punite con certezza piuttosto che ammiccare l’idea che persone di altro colore, di altra lingua, di altra religione, di altra provenienza suscitino paure e causino problemi non per quello che dicono e fanno ma semplicemente per come sono.
All’interno del nucleo di questo concetto, che sembrerebbe invero una ovvietà, sta a mio avviso la sfida più grande ed importante che l’occidente, l’Europa, l’Italia ed anche Pontedera hanno di fronte.
La vinceremo perché possiamo ancorare gli sforzi ai valori fondativi della nostra meravigliosa Costituzione, l’eredità più preziosa ed inestimabile che la battaglia partigiana ha consegnato al paese liberato ed alle generazioni successive.
Pontedera, 26.4.2017
Il Sindaco Simone Millozzi

Il cordoglio della città per la scomparsa del dottor Lisanti

lunedì, aprile 3rd, 2017

Il sindaco di Pontedera Simone Millozzi e l’assessore Matteo Franconi esprimono il cordoglio della città per la scomparsa del dottor Lisanti

Esprimiamo a nome nostro e della città di Pontedera tutta, il cordoglio per la morte del dottor Michele Lisanti. Lisanti è stato primario all’ospedale Lotti di Pontedera, esperto di Traumatolgia e Ortopedia. Durante i suoi anni di lavoro nella nostra città si è fatto apprezzare per le sue doti non comuni e per il grande attaccamento alla professione. Grazie anche alla sua esperienza è stato possibile formare decine di nuovi giovani medici.

Perdiamo un grande professionista e un grande uomo.

Giungano alla famiglia, e alle persone care, le condoglianze di tutta l’amministrazione comunale di Pontedera.

Pontedera, 3 aprile 2017

Le congratulazioni a Luca Sardelli per la rielezione a Presidente di Confesercenti Valdera

venerdì, marzo 31st, 2017

Luca Sardelli rieletto Presidente di Confesercenti Valdera

Esprimo a nome mio e dell’Amministrazione Comunale le congratulazioni a Luca Sardelli per la sua rielezione, per il prossimo quadriennio, a Presidente della Confesercenti della Valdera. La riconferma è una dimostrazione che il lavoro svolto è stato proficuo ed apprezzato da una ampia fascia di operatori. In questi anni ho potuto sperimentare e constatare le positive qualità umane e professionali di Sardelli. Sono per questo convinto che la collaborazione tra la nostra amministrazione e la Confesercenti continuerà ad essere forte e preziosa. Sono molti i temi che abbiamo davanti, legati alle problematiche connesse con la crisi economica che attraversa il nostro Paese. Soltanto con l’unità di intenti e con il dialogo costruttivo potremo affrontare queste sfide.

Colgo l’occasione anche per rinnovare la mia stima a Manila Doveri, che continuerà a svolgere il suo ruolo di responsabile di zona e a tutti i rappresentanti eletti negli organi di rappresentanza dell’associazione.

Il tessuto commerciale di Pontedera è importante per il Comune e per il nostro territorio: dobbiamo continuare a mantenerlo forte e competitivo.

Buon lavoro a tutti!”

Pontedera, 30 marzo 2017

Intervento del Sindaco di Pontedera su Congresso PD ed elezioni

lunedì, gennaio 30th, 2017

“SE IL PD VUOLE GUIDARE IL PAESE VERSO IL FUTURO DEVE COSTRUIRE ATTRAVERSO IL  CONGRESSO LA SUA NUOVA PROPOSTA”

“All’indomani del voto sul referendum del 4 dicembre scorso mi soffermai, analizzando “a caldo” l’esito delle urne, sulla necessità di garantire all’epoca l’approvazione della legge di bilancio, cosa poi avvenuta, oltre al fatto di predisporre una legge elettorale condivisa che potesse riequilibrare il rapporto tra governabilità e rappresentanza, auspicando la formazione di un governo che traghettasse il Paese alle prossime elezioni e si occupasse delle urgenze individuate dal Presidente della Repubblica.
Chiesi, da esponente politico, prima ancora delle elezioni, di anticipare il congresso del partito in modo tale da aprire un confronto libero al nostro interno tale da definire e chiarire la linea politica da seguire, a partire da una correzione seria della rotta che per me significava, e significa tutt’oggi, una svolta culturale e politica ed il recupero dell’identità di un centrosinistra di governo.
Fu una voce superata per quantità e tonalità da quella che auspicava e chiedeva elezioni subito.
Oggi, anche alla luce della recente sentenza sull’Italicum, ritengo ancor più valide ed attuali quelle mie riflessioni: aprire, senza ulteriori scorciatoie e tentennamenti, una fase congressuale.
Un congresso che definisca, con chiarezza, il profilo culturale e politico del nostro partito riportandolo ad elaborare un pensiero autonomo in grado di parlare al paese, di ascoltare e dialogare con quelle parti della società duramente colpite dalla crisi.
Un congresso che si interroghi profondamente su cosa vuol dire essere iscritti ad un partito nel 2017 e che consenta ad una comunità politica organizzata di contribuire, di nuovo, ad elaborare, a livello locale e nazionale, l’orizzonte dei propri obiettivi, le idee ed i valori al servizio di un progetto di società.
Il congresso deve esser l’occasione per tornare finalmente ad essere un partito e dismettere le sembianze di un comitato elettorale permanente, l’occasione per immergersi di nuovo, parlando un linguaggio di realismo, nei quartieri e nelle periferie italiane a contatto con il precariato, con le classi operaie, con i giovani che non trovano lavoro, con quella società insomma attraversata da un profondo disagio e che non ci vede oggi più come speranza per un futuro migliore.
Tornare ad essere un partito con una chiara  impronta di sinistra progressista vuol dire  costruire una proposta politica nazionale sui temi del lavoro, delle disuguaglianze, dell’ambiente, della redistribuzione del reddito, che sappia cioè immaginare formule nuove in grado di declinare equità e sviluppo e dimostri consapevolezza ed attenzione alla crisi più grande del nostro tempo: il rapporto tra capitalismo e democrazia.
Tornare ad essere un partito che abbandoni la vocazione maggioritaria che ci ha condotto in questi anni ad un “felice” isolamento ed al contrario possa essere  un protagonista inclusivo capace di rigenerare il campo progressista di una rete di alleanze politiche e sociali capaci di riallacciare connessioni profonde, oggi incrinatesi, con molti strati della società civile, i movimenti e le associazioni del civismo e della legalità.
Tornare ad essere un partito che parli i linguaggi nuovi della politica ma che scelga, con l’ausilio di un bagaglio culturale e valoriale da costruire, da che parte stare sui grandi temi del presente.
Occorre farlo insieme, cambiando prospettiva, lavorando ad una “Rivoluzione Socialista” che metta al centro della propria agenda politica il tema della redistribuzione della ricchezza e di un serio e credibile piano contro la povertà, a partire dal reddito di inclusione.
Nel tempo in cui si insedia Trump alla Casa Bianca, in cui si assiste al protagonismo della Russia di Putin, all’avanzare delle destre e dei populisti, all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, occorre rispondere non con meno ma con più ideologia rivolgendo la nostra proposta politica ad una maggiore giustizia sociale, al lavoro, alle diseguaglianze, ai più deboli, al ceto medio impaurito perché impoverito; per farlo è indispensabile strutturare una cornice riconoscibile di valori e di riferimenti culturali.
Sarebbe a mio avviso un errore presentarsi al paese senza aver prima compiuto questo sforzo progettuale, senza aver compreso la lezione del 4 dicembre, senza saper indicare quali soluzioni, quali speranze e quale futuro prospettare ai drammi ed alle sofferenze dell’Italia che arranca e soffre.
L’unica forza politica che ha il respiro e la visione per affrontare tali sfide è, ancora, il Partito democratico.
Per quanto posso mi impegnerò affinché si possa aprire una stagione politica di rinnovata unità ancorata al profilo di una sinistra moderna ed europea capace di perseguire la sfida del riformismo e di arginare il populismo dilagante.”

Pontedera, 28 gennaio 2017

Simone Millozzi

Dal Comune di Pontedera i complimenti al professor Paolo Dario per il prestigioso riconoscimento internazionale

giovedì, gennaio 19th, 2017

Il professor Paolo Dario

Il professor Paolo Dario è stato insignito di uno dei riconoscimenti più prestigiosi nei settori della robotica e dell’automazione, che premia chi è riuscito nella propria carriera a imprimere importanti svolte sia nel campo della ricerca scientifica che in quello dell’innovazione tecnologica. La Ieee Robotics and automation, società di robotica di gran lunga più importante al mondo, ha attribuito a Paolo Dario, direttore dell’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il RAS Pioneer Award, per il lavoro pionieristico nel campo della biorobotica.

L’Amministrazione Comunale di Pontedera ha voluto esprimere la propria soddisfazione al professor Dario. “Questo premio è il giusto riconoscimento al ruolo svolto dal professor Paolo Dario nello sviluppo e nell’affermazione dell’ingegneria robotica e delle robotica integrata, divenute da anni settori di punta della ricerca internazionale e punte di diamante per lo studio e lo sviluppo nel nostro territorio. Siamo orgogliosi di avere al lavoro nella nostra città scienziati di tale caratura, ormai riconosciuta anche a livello internazionale. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione”.

Voglio rivolgere un saluto ed un ringraziamento particolare – ha aggiunto il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico, Angela Pirri, che lavora nel mondo della ricerca – al professor Dario. Conosco il mondo della ricerca e mi rendo conto di quanto sia importante il suo lavoro e quanto sia forte la stima negli ambienti internazionali. Il Comune di Pontedera gli ha concesso un riconoscimento ufficiale consegnandogli le chiavi della città: perchè sappiamo bene bene quanto sia importante e strategica la sua attività”.

Pontedera, 19 gennaio 2017

I saluti e i ringraziamenti a Gianfranco Francese, segretario provinciale uscente della Cgil

venerdì, gennaio 13th, 2017

Simone Millozzi e Gianfranco Francese

Voglio esprimere pubblicamente un ringraziamento e un affettuoso saluto a Gianfranco Francese, segretario provinciale uscente della Cgil. Francese ha ricoperto, dal 2008, una carica importante e delicata in una fase di trasformazione e di crisi come quella che stiamo attraversando. La rappresentanza sindacale ha un ruolo oggi strategico e politico importantissimo nella nostra società. Francese ha saputo ricoprire il suo ruolo con grande serietà, con grande umanità e competenza. La lotta per ridare forza e dignità al mondo del lavoro ci ha visti schierati dalla stessa parte e spero di averlo ancora al nostro fianco nel futuro, nelle funzioni che sceglierà di ricoprire. A Gianfranco Francese vada l’augurio di poter svolgere un ruolo sempre più importante a rappresentanza dei lavoratori.

Faccio anche i miei migliori auguri di buon lavoro al nuovo segretario Antonio Ledda. Anche lui come Francese viene da esperienze sindacali nella nostra zona, in Valdera, a dimostrazione di quanto sia importante il mondo del lavoro nel nostro territorio e quanto, nondimeno, il nostro territorio, Pontedera e la Valdera, siano importanti nel panorama produttivo della nostra provincia.

Pontedera, 12 gennaio 2017

Appello per l’uso corretto, consapevole e legale dei botti di capodanno

venerdì, dicembre 30th, 2016

Voglio lanciare un appello alla cittadinanza e agli ospiti della città per un uso corretto, consapevole e legale dei botti di capodanno. Con il buon senso di tutti si potrà contemperare il divertimento colorato e chiassoso dei fuochi con il rispetto delle persone, degli animali ed infine dell’ambiente circostante. In primo luogo rammento il divieto assoluto dei “botti” illegali acquistabili al di fuori dei circuiti ufficiali; invito anzi a segnalare alle forze dell’ordine ogni possibile “artificio” non legale. Anche l’impiego di petardi e fuochi d’artificio conformi e regolari richiede tuttavia molta attenzione e l’adozione di semplici ma importanti precauzioni: evitarne l’uso al chiuso o vicino a luoghi sensibili e alle abitazioni, utilizzarli lontano da persone ed animali, evitare che possano danneggiare direttamente o indirettamente spazi ed arredi pubblici e privati. Non sto qui ad approfondire le questioni pur rilevanti legate all’effettiva efficacia di formali divieti come le ordinanze, allo loro effettiva sanzionabilità ed alla legittimità delle medesime (anche rispetto a quanto avvenuto con la sentenza di annullamento del TAR di Roma); ritengo ad ogni buon conto che gli strumenti di prevenzione più importanti siano la consapevolezza collettiva, la prudenza diffusa, il controllo sociale ed il rispetto condiviso delle regole. Si tratta degli ingredienti fondamentali per ridurre al minimo i rischi ed i disagi che la tradizione legata ai botti di capodanno porta con sé. Cerchiamo pertanto tutti insieme di salutare l’arrivo del 2017 all’insegna del divertimento e della gioia tutelando le persone, rispettando gli animali e salvaguardando l’ambiente che ci circonda.

Il sindaco Simone Millozzi

Pontedera, 30 dicembre 2016

Sulla rottura delle trattative relative alla vertenza delle Officine Ristori

martedì, dicembre 27th, 2016

Apprendo che sulla vertenza Ristori è saltato l’accordo e sarà dato avvio al programma di licenziamenti annunciato. Ho seguito da vicino le vicende fin dall’inizio e posso affermare che mi pare evidente un profilo di irresponsabilità dell’azienda che si era peraltro manifestata nei giorni scorsi con l’ingiustificata assenza alle chiamate istituzionali di Prefettura e Regione Toscana organizzate per trovare una quadra alle diverse proposte avanzate dai sindacati al tavolo delle trattative. Si è trattato di un atteggiamento di chiusura sotto alcuni profili decisamente incomprensibile che ha finito per produrre la rottura e l’imminente perdita di circa cinquanta posti di lavoro. Le vicissitudini di questa crisi aziendale poteva e doveva trovare soluzioni meno impattanti e non far ricadere sui lavoratori scelte e strategie imprenditoriali sbagliate che la devastante situazione economica globale ha finito per ingigantire oltre misura.

Esprimo piena e totale vicinanza ai dipendenti ed alle loro famiglie che sono costretti a pagare per colpe non proprie il prezzo più caro da tutta questa vicenda. Ancora una volta, pur nel contesto (oggettivo) di una crisi che non ha ancora attenuato la propria morsa feroce sul sistema economico produttivo, viene scaricata sulla pelle e sulle spalle dei lavoratori il peso più grande: perdere il lavoro oggi (al pari di chi non riesce a trovarne uno), significa non soltanto non poter disporre di una fonte di reddito e di sostentamento ma anche, forse soprattutto, la mortificazione della propria dignità e del diritto di cittadinanza di una Repubblica che dovrebbe costituzionalmente fondarsi proprio sul lavoro. Nei limiti delle competenze e degli strumenti che ha un Sindaco in tale materia non smetterò di confrontarmi con i sindacati e tutti i soggetti pubblici affinchè siano poste in essere tutte le azioni per limitare al massimo di quanto possibile le sofferenze e le difficoltà a cui andranno incontro i lavoratori interessati da questa vicenda.

Pontedera, 22 dicembre 2016

Sulla vertenza delle Officine Ristori

martedì, dicembre 27th, 2016

Apprendo informalmente del mancato accordo sulla vertenza Ristori quando ormai si vedevano spiragli di una soluzione positiva che provava a trovare un punto di caduta con il sacrificio di tutti, lavoratori compresi, in un’ottica di salvaguardia del livello occupazionale.

Se le notizie fossero confermate ritengo incomprensibile l’atteggiamento dell’azienda che, nonostante sembrasse vicino il raggiungimento di una intesa praticabile, ha abbandonato unilateralmente il tavolo senza fornire motivazioni plausibili così facendo naufragare l’ipotesi di accordo su cui si era concentrato il lavoro delle parti negli ultimi giorni.

La straordinaria difficoltà economica e la crisi sistemica che ha investito soprattutto la piccola e media impresa legata alla manifattura, richiede da parte di tutti i soggetti coinvolti sforzi ancora maggiori per evitare che le difficoltà vengano scaricate sui lavoratori che sono comunque l’anello più debole; ogni sforzo deve continuare ad esser indirizzato per scongiurare le pesanti conseguenze ed il devastante impatto sociale che la perdita di posti di lavoro porta sempre con sè.

Auspico dunque che in vista dell’incontro convocato domani in Regione, almeno per il rispetto dovuto all’iniziativa di carattere istituzionale, l’azienda soprassieda all’invio delle lettere di licenziamento.

Faccio allo scopo un nuovo ed accorato appello a tutte le parti affinchè siano perseguite ancora e fino in fondo strade che in questo momento sembrano impraticabili e che sia approfondita di nuovo ogni possibile ipotesi utile a limitare al massimo le conseguenze che la chiusura negativa della vertenza comporterebbe.

Pontedera, 19 dicembre 2016

Gli esiti del referendum costituzionale del 4 Dicembre. Prime impressioni

lunedì, dicembre 5th, 2016

Ho sempre ritenuto che “a caldo” sia impossibile fare analisi serie sulle consultazione elettorali e che al massimo si possano raccogliere impressioni, per definizione parziali e provvisorie.
Ma ci sono dei numeri e degli esiti che il giorno dopo mi sembrano incontrovertibili.
In primo luogo il dato più importante: una straordinaria partecipazione popolare con una affluenza superiore ad ogni aspettativa. L’indizio certo per capire lo stato di salute di una democrazia è l’affezione del popolo ad esercitare la propria sovranità attraverso la partecipazione al voto. Nonostante una campagna elettorale estenuante e la complessità della materia trattata il dato dei votanti ci racconta di un paese che, nonostante la devastante crisi sociale ed economica, ha ancora energia ed orgoglio per non accartocciarsi in silenzio e con indifferenza intorno alle enormi difficoltà che lo hanno attraversato. È un buon segno.
Ero (e sono) convinto che la riforma costituzionale proposta potesse costituire un passo avanti e rendere più efficienti e adeguate le istituzioni con il superamento del bicameralismo paritario e della frammentazione prodotta dalle distorsioni di un federalismo troppo conflittuale.
Non abbiamo tuttavia saputo evitare, commettendo errori di personalizzazione evidenti, che sul contenuto della riforma si innescassero divisioni così profonde e lacerazioni talmente insanabili da trasformare il quesito referendario in una battaglia politica aspra, strumentale e diversa contro il Governo e contro il PD, con gli inevitabili esiti che conosciamo. Penso davvero che sia un’occasione persa per l’Italia ma spero anche che l’imponente dibattito venutosi a creare ci lasci un capitale di consapevolezza diffusa da investire nel futuro prossimo dell’agenda politica.
A Pontedera, in controtendenza all’esito nazionale, è prevalso il SI. Credo che sia il frutto di una campagna elettorale capillare, su cui mi sono peraltro e convintamente speso in prima persona, fatta di moltissime occasioni di confronto tra la gente e di  approfondimento vero sul merito della riforma. Abbiamo combattuto lealmente per il si senza mai demonizzare le ragioni di chi stava combattendo per il no;  voglio ringraziare tutti coloro che all’interno del PD e del comitato si sono mobilitati credendo nelle buone ragioni di merito del progetto che abbiamo proposto.
Più in generale penso che gli elettori con il voto del 4 Dicembre abbiano chiesto legittimamente alla classe politica una attenzione maggiore ai drammi ed alle sofferenze di quegli strati di società che temono per il proprio presente, proposte e soluzioni per le generazioni angosciate per il proprio futuro e quello dei propri figli, strategie industriali ed investimenti per creare posti di lavoro e tutelare più e meglio la precarietà di quello esistente.
Una politica che non scarichi sul meccanismo delle regole democratiche la propria debolezza, che non segua la scorciatoia di nuove architetture costituzionali senza aver prima ritrovato la sintonia con il popolo e la capacità di rappresentarne le dinamiche. Una politica insomma che si occupi di fornire protezioni sociali dove mancano e di migliorare le condizioni di vita dei cittadini accogliendone le istanze ed includendoli in circuiti organizzati della partecipazione.
L’unica forza politica che ha il respiro e la visione per affrontare tale sfida è il Partito democratico. Per quanto posso lavorerò affinché non sia il momento delle recriminazioni quanto, piuttosto, del dialogo e di una rinnovata unità ancorata al profilo di una sinistra moderna ed europea capace di perseguire la sfida del riformismo e di arginare il populismo dilagante. Può e deve farlo, senza pretese di autosufficienza, all’interno del quadrante politico dell’intero centrosinistra  riallacciando in modo serio e profondo un rapporto, oggi incrinatosi, con molti strati della società civile e tornando a parlare ai movimenti ed alle associazioni del civismo e della legalità.
Da esponente politico penso sia necessario anticipare il congresso del partito in modo tale da aprire un confronto libero al nostro interno tale da definire e chiarire la linea politica da seguire, a partire da una correzione seria della rotta che per me significa una svolta culturale e politica ed il recupero dell’identità di un centrosinistra di governo. Un congresso che abbia l’ambizione di riportare il PD ad essere un laboratorio culturale e politico e non un comitato elettorale permanente, capace, con umiltà, di elaborare strategie chiare e di lungo respiro, di elaborare un pensiero autonomo in grado di parlare al paese, di ascoltare e dialogare con quelle parti della società duramente colpite dalla crisi – aree periferiche, aree popolari, classi lavoratrici.
Da Sindaco, infine, penso che adesso la priorità  sia garantire l’approvazione della legge di bilancio e predisporre una legge elettorale condivisa che riequilibri il rapporto tra governabilità e rappresentanza. Occorre un governo che traghetti il paese, senza ulteriori incertezze, fino alle prossime elezioni e che non disperda daccapo le buone cose che il governo Renzi ha fatto in questi due anni per garantire ai comuni di svolgere il proprio ruolo di sviluppo e governo del territorio.

*Simone Millozzi