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Sulle dichiarazioni di Casati e sugli “ecomostri”

giovedì, maggio 3rd, 2012

Sono sorpreso ed esterrefatto davanti alla superficialità e alla supponenza dimostrata dal sig. Casati che ieri sulla stampa ha parlato di “ecomostri” a Pontedera. Innanzitutto il sig. Casati associa l’immobile che si sta realizzando nei pressi della nuova Coop, alla periferia sud della città, ad un immobile dell’Elba che è stato al centro di gravi vicissitudini giudiziarie. L’immobile in via di realizzazione a Pontedera a cui fa riferimento Casati è stato invece realizzato nel pieno rispetto di tutte le normative urbanistiche e va ad insistere in una zona che ha l’appropriata destinazione d’uso. Già questo basterebbe a chiarire ogni illazione. Ma non solo. A Pontedera sono stati stabiliti degli standard volumetrici più stringenti di quelli imposti dalla legge. Come del resto è sotto gli occhi di tutti, gli standard a verde pubblico ed attrezzature pubbliche (circa 50 metri quadri per abitante, previsti a Pontedera) sono, in misura notevolmente superiore rispetto ai minimi di legge (circa 18 metri quadri ad abitante) e alle indicazioni della Regione Toscana (circa 30 metri quadri ad abitante). E’ stata una scelta voluta e importante di questa amministrazione. Non vediamo quindi in questo territorio l’abnorme consumo di suolo denunciato da Casati. Invitiamo lo stesso a cercare altrove tale consumo di suolo. Pontedera è una città di 28 mila abitanti ma ha un’utenza quotidiana pari al doppio: non è giusto riequilibrare questo rapporto? Non è giusto che la nostra città aspiri a crescere, in modo sostenibile, affinché si possa scegliere di risiedere a Pontedera e non solo di usufruirne dei servizi? Non è giusto che aumentino i residenti che sono anche coloro che si fanno carico delle esigenze della città? Tutti i dati e le analisi di questi anni ci dicono che questa è la politica giusta: i dati stessi del recente censimento, seppur provvisori, ci dicono che la città è cresciuta. Accanto a questa crescita,  come certificato dal Centro Sintesi di Mestre con lo studio ripreso dal settimanale Panorama, è aumentata e migliorata di pari passo anche la qualità della vita, ambientale, sociale ed economica.
Tutto questo basta a convincere i detrattori? Forse a qualcuno non piace questa crescita?
Se non bastasse vorrei anche ricordare che in questa città abbiamo dimostrato una capacità di affrontare la deindustrializzazione che non ha pari: non esistono nella nostra città grandi immobili abbandonati nonostante la enorme presenza industriale.
Sono forse da farsi rientrare nel concetto di “ecomostri” i piani di recupero messi in campo dal Comune volti a non lasciare nel tessuto urbano aziende o stabilimenti dismessi? Cosa dire di tutto l’asse del Dente Piaggio dove all’inesorabile fase di riduzione della presenza industriale, che rischiava di rappresentare una ferita lacerante del tessuto urbanistico e economico, si è contrapposto un previdente intervento di recupero a funzioni pubbliche di quegli spazi? Oggi si tratta di aree dove è presente la ricerca, l’università, i servizi avanzati, la formazione cioè i mattoni di un futuro migliore e innovativo. Cosa dire degli spazi ex fabbrica del ghiaccio ed ex cordificio Billeri, spazi abbandonati nel quartiere Fuor del Ponte, che con ottimi piani di recupero hanno restituito qualità e vivibilità al quartiere?
Cosa dire degli spazi dismessi ex Crastan ed ex Finocchi ancora presenti nell’area urbana dove i piani di recupero esistenti permetteranno di migliorare quella zona della città?
E qui, caro Casati, questi piani di recupero pur di non consumare suolo si svilupperanno anche in altezza: si tratta di una scelta “mostruosa”? Se non si vuole consumare nuovo suolo, aspirazione che ritengo anche giusta e che ho confermato nelle mie indicazioni, e volendo rispondere alle esigenze di fruibilità del centro è sbagliato crescere anche in altezza? Sarebbe stato meglio costruire solo villette in aree ancora verdi? E i costi di questi nuovi immobili sarebbero stati alla portata di tutti i cittadini? Allora, come si può vedere le scelte non sono affatto semplici e automatiche ma si tratta di cercare un equilibrio, tra tutte le esigenze, che a Pontedera mi sembra sia stato trovato.
Già questi pochi esempi dimostrano nei fatti e non a parole, quanto questa Amministrazione e le precedenti abbiano avuto e hanno a cuore uno sviluppo armonico, ordinato e governato del territorio.
Alla luce di questo a chi giova questo attacco immotivato alle scelte urbanistiche della città? Perché questa ingenerosità verso il nostro territorio? Non mi sembra, se questo fosse il tema, che nello skyline di Pontedera, nelle cartoline della nostra città, si possano annoverare “ecomostri”. Nello skyline della città oggi ci sono le nuove torri eoliche che pure costarono grandi critiche all’Amministrazione Comunale ma che oggi sono comprese da tutti e da tutti indicate come simbolo della città

Una riflessione sui criteri di scelta del futuro personale di Ikea

martedì, febbraio 21st, 2012

Devo dire che sono rimasto sorpreso leggendo dai quotidiani domenica la notizia, di cui sembra si siano fatti portatori gli amministratori comunali pisani, che Ikea assumerà nel nuovo centro commerciale persone residenti nei comuni dell’area pisana, poiché risiedono a meno di venti minuti dall’infrastruttura.

Non voglio aprire una polemica ma una riflessione è necessaria. Con questa logica gli abitanti, ad esempio, di Pontedera e della Valdera non potrebbero lavorare all’Ikea, neppure dando la disponibilità a trasferirsi dopo assunti? Eppure è noto a tutti che questo territorio è parte della provincia di Pisa ed è compreso nei 68 comuni del bacino di vendita previsto dallo stesso colosso svedese. Non solo: nelle scorse settimane è stato reso noto uno studio nel quale si evidenziava l’effetto sul territorio dell’insediamento Ikea. Un effetto a bilancio sicuramente positivo ma che evidenziava come, a fronte di oltre duecento nuovi posti di lavoro creati, se ne sarebbero persi alcuni nelle aree già oggi votate al commercio dei mobili. Qualcuna di queste aree è in Valdera. Va detto anche che pure la Regione Toscana e la Provincia di Pisa hanno avuto un ruolo importante nella determinazione della scelta dell’insediamento di Ikea a Pisa. L’area dei Navicelli è territorio anche della Toscana; o no? Pisa utilizza anche fondi toscani per le necessarie infrastrutture dell’area, o no? Ritengo quindi che sia ingiustificato un ragionamento di selezione del personale di questo tipo, fuori dai tempi moderni e lontano dai valori della nostra stessa Toscana: valori di solidarietà, di comunanza, di attenzione ai bisogni e alle competenze prima che al luogo di residenza o di nascita. Pontedera e la Valdera sono territori che hanno sempre avuto una forte vocazione industriale. Gran parte del tessuto industriale di questa provincia è nella nostra zona, un tessuto che, per forza di cose, trattandosi di industrie, ha anche avuto un notevole impatto ambientale e urbanistico. Nelle industrie di Pontedera e della Valdera lavorano una gran quantità di residenti a Pisa e in altre zone della Toscana. Anche nelle ultime aziende che si sono installate in questa area, come quelle presenti nel polo ambientale (trattamento di rifiuti e riciclo),  molti vengono da Pisa, da fuori Valdera e da fuori provincia. Qualche dipendente dopo essere stato assunto ha scelto, per sua legittima comodità, di trasferirsi nella nostra città e di ciò siamo orgogliosi. Ma non si può fare una selezione a priori. Attenzione a porre criteri di questo tipo. Sono lontani,  e lo dico senza polemica, dai valori stessi anche delle forze di centrosinistra che governano gli enti locali di questa zona. Mi auguro quindi che questi criteri siano smentiti dall’azienda e chiariti dagli amministratori pisani che li hanno annunciati sulla stampa.

Pontedera, 20 febbraio 2012

Sulla decisione del TAR che respinge il ricorso del gruppo Panorama

mercoledì, gennaio 25th, 2012

Riproduciamo gli articoli giornalistici pubblicati sulla testata nazionale “QN” e nella cronaca locale dei quotidiani   NAZIONE PONTEDERA VALDERA  e TIRRENO PONTEDERA del 25 gennaio 2012

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
QN
Pagina:
22
Primo round alla Regione «Niente negozi aperti la domenica a Pontedera»

No del Tar alla sospensiva chiesta dai supermercati Pam

Carlo Baroni Pontedera (Pisa)

«I PALETTI restano contro le aperture selvagge, almeno per ora, a tutela delle centinaia di negozi di vicinato che sono la forza del nostro centro commerciale naturale». La «sua» Pontedera resta con il governatore Rossi fino alle carte bollate. Incassa un primo successo ed è pronta a costituirsi in giudizio per il 7 febbraio, giorno fissato per la trattazione collegiale della camera di consiglio. Il sindaco Simone Millozzi vive come una vittoria il fatto che il Tar della Toscana abbia respinto il ricorso d’urgenza presentato dalla società Pam – presente nella città della Piaggio con l’ipermercato Panorama – per chiedere la sospensiva dell’ordinanza con cui il Comune, adenguandosi alla linea della Regione, «blocca» la liberalizzazione delle aperture. Richiesta che secondo la seconda sezione del Tar poteva essere accolta se Pontedera fosse stata classificata come città turistica o d’arte. Ma non lo è.

INSOMMA in Toscana, grazie ad un cavillo, la strada non è liscia come in Lombardia e Veneto dove il colosso della grande distribuzione ha vinto i ricorsi al Tar contro i Comuni che avevano messo i paletti. Lira, ,comunque, ci sono novanta giorni di tempo dalla, data di entrata in vigore della legge, nei quali le Regioni e gli enti locali devono adeguare i loro ordinamenti al decreto del governo. Comunque solo a Pontedera si è passati alle carte bollate. In altre località, come ad Arezzo per esempio, il tutto s’è risolto con qualche mugugno, e con Despar ed Esselunga aperti e l’Ipercoop chiuso. Tuttavia .si tratta di questione che scotta, indipendentemente dalla vicenda di Pontedera, quella dell’approccio della Toscana alla liberalizzazione delle aperture. Fiorella Bianchi, direttore commerciale di Conad, al timone di 150 punti vendita, è un fiume in piena contro la «linea Rossi» e chi la segue: «Nel quadro economico e sociale della Toscana le aperture domenicali sono un servizio prezioso E non aperture selvagge – dice – stare aperti sette giorni su sette ci impone una riorganizzazione del lavoro che aumenta sicuramente la produttività, che in alcune realtà potrà portare nuovi posti di lavoro e che non lede affatto i diritti, perche nessuno si sogna di “evitare” i riposi compensativi o le maggiorazioni domenicali». «Non ha alcuna giustificazione credibile il limite delle quindici aperture domenicali invece di quaranta – aggiunge Bianchi Le ragioni, semmai, sono altre, sono politiche, e sono sostenute da chi punta ad aver il monopolio della grande distribuzione sottraendosi al confronto». Pieno sostegno alle liberalizzazioni da Esselunga che dice: «Ci consentiranno di pianificare liberamente e razionalmente il sistema, rifornimenti, organizzazione del lavoro e altro, ed i clienti potranno fare la spesa in libertà».

 

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
NAZIONE PONTEDERA VALDERA
Pagina:
2
«Stiamo salvando i piccoli negozi dalle aperture senza più limiti»

IL SINDACO ESULTA PER LA DECISIONE DEL TAR

Il tribunale rigetta la richiesta del supermercato Pam contro le chiusure forzate

- PONTEDERA
«HO APPLICATO il metodo della concertazione che da sempre ci accompagna nella gestione del commercio, che è una risorsa importante nella nostra città. Inoltre la crisi non la si contrasta con le aperture selvagge». Il sindaco Simone Millozzi esulta davanti alla decisione del Tar di rigettare la richiesta di sospensiva – da parte della Pam per l’ipermercato Panorama – dell’ordinanza con cui il Comune, adeguandosi alla linea della Regione, «blocca» la liberalizzazione delle aperture. «La grande distribuzione aperta senza limiti, fino magari a mezzanotte, sette giorni su sette – aggiunge Millozzi – sono certo che causerebbe una moria di negozi di vicinato, assestato un colpo mortale al nostro centro commerciale naturale». «I negozi di vicinato – rileva il primo cittadino – non hanno la forza per resistere al pressing senza sosta dei supermercati che già hanno messo a dura prova la sopravvivenza dei negozi». Intanto, quindi, il Tar ha dato una «prima» ragione al Comune sostenendo che la sospensiva poteva essere accolta se Pontedera fosse stata classificata come città turistica o d’arte. Ma non lo è. Insomma salvi per un cavillo. Ora, comunque, ci sono novanta giorni di tempo dalla data di entrata in vigore della legge, nei quali le regioni e gli enti locali devono adeguare i loro ordinamenti. «Il problema potrebbe essere superato nei prossimi giorni da un accordo nella conferenza Stato-Regioni – rileva Millozzi -: la nostra speranza è, appunto, che quest’accordo arrivi e che possa essere mantenuto un freno a quanto deciso dal governo Monti. Per superare la crisi, rilanciare l’occupazione e far ripartire i consumi non bisogna allungare l’orario di apertura, ma mettere soldi da spendere nelle tasche dei cittadini. Fermando, almeno per ora, le aperture selvagge sono certo che abbiamo dato una boccata d’ossigeno al grande ed importante tessuto dei negozi della città. Un tessuto sul quale abbiamo investito e in cui crediamo per il futuro».

Carlo Baroni

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
TIRRENO PONTEDERA
Pagina:
IV
Domeniche di apertura, ha ragione il Comune

RICORSO AL TAR

PONTEDERA
Il primo round è del Comune. Glielo assegna il Tar, il tribunale amministrativo regionale. Riguarda un ricorso che il gruppo Panorama, presente in città con un supermercato e una galleria di negozi, aveva presentato, per chiedere che fosse sospesa l’ordinanza che regola le aperture festive.

Nessuna sospensiva. Si va avanti con le regole dettate da Palazzo Stefanelli: 15 domeniche di apertura straordinaria da gennaio a novembre, più il tour de force natalizio, con i negozi sempre aperti a dicembre. «Abbiamo deciso di applicare le indicazioni che arrivavano dalla Regione Toscana- spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – dicendo no a una liberalizzazione selvaggia. Il calendario approvato per il 2012, che ricalca quello degli anni precedenti, è il risultato di una decisione presa con il coinvolgimento di tutti: è una scelta condivisa e ragionata con le associazioni di categoria».

All’indomani di questa ordinanza, invece, il Gruppo Pam-Panorama Spa si era rivolta al Tar della Toscana, per chiedere di poter decidere liberamente le proprie aperture festive, come stabilisce il decreto varato dal presidente del consiglio Mario Monti e noto, ormai a tutti, come il Salva Italia.

Proprio ieri, però, il Tar ha emesso la sua prima sentenza. Ha deciso che l’ordinanza del Comune di Pontedera non sarà sospesa. I motivi? Intanto il fatto che le regioni e gli enti locali, in questo caso il Comune di Pontedera – ma anche gli altri che hanno preso la stessa decisione, nell’ambito dell’Unione dei Comuni – hanno 90 giorni di tempo dalla data in cui è entrato in vigore il decreto sulle liberalizzazioni, per adeguare i loro ordinamenti. E il decreto porta la data del 22 dicembre del 2011. Ma poi, dice la sentenza, che la sospensiva si può accogliere nei casi in cui è applicabile a esercizi commerciali che si trovano in località d’arte o turistiche. Nel caso di Pontedera no. E questo è il motivo per il quale la sospensiva non è stata accolta e il ricorso del Gruppo Pam-Panorama, respinto.

Restano alcune incognite. Ad esempio, nei novanta giorni dati dalla legge agli enti locali per adeguare i propri ordinamenti, quali saranno le decisioni che Pontedera e il resto dell’Unione dovranno prendere.

L’altra è che il tribunale amministrativo sulla questione sollevata da Pani dovrà entrare nel merito: l’avvio della discussione collegiale è prevista per il 7 febbraio.

Intanto, nelle scorse settimane, un negozio di abbigliamento di corso Matteotti, rimasto aperto durante una domenica non contemplata nell’ordinanza, è stato multato: mille euro, la sanzione.

Emilio Chiorazzo

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
TIRRENO
Pagina:
15
Aperture festive, respinto il ricorso Pam

PONTEDERA

Il primo round è del Comune di Pontedera. Glielo assegna il Tar, il tribunale amministrativo regionale, che ha respinto il un ricorso che il gruppo Panorama, che ha in città con un supermercato e una galleria di negozi, aveva presentato, per chiedere che fosse sospesa l’ordinanza che regola le aperture festive, in favore della liberalizzazione Monti.

Invece si va avanti con le regole dettate dal Comune: 15 domeniche di apertura straordinaria da gennaio a novembre, più il tour de force natalizio, con i negozi sempre aperti a dicembre.

«Abbiamo deciso di applicare le indicazioni che arrivavano dalla Regione -spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – dicendo no a una liberalizzazione selvaggia. Il calendario approvato per il 2012, che ricalca quello degli anni precedenti, è il risultato di una decisione presa con il coinvolgimento di tutti: è una scelta condivisa e ragionata con le associazioni di categoria».

All’indomani di questa ordinanza, invece, il Gruppo Pam-Panorama Spa si era rivolta al Tar della Toscana, per chiedere di poter decidere liberamente le proprie aperture festive, come da decreto Salva Italia.

Ma il Tar ha deciso che l’ordinanza del Comune non va sospesa, e questo perché le regioni e gli enti locali hanno 90 giorni di tempo dalla data in cui è entrato in vigore il decreto sulle liberalizzazioni, per adeguare i loro ordinamenti. E il decreto porta la data del 22 dicembre del 2011. Ma poi, aggiunge la sentenza, la sospensiva si può accogliere nei casi in cui è applicabile a esercizi commerciali che si trovano in località d’arte o turistiche. Nel caso di Pontedera no. E quindi il ricorso del Gruppo Pam-Panorama è stato respinto.

Anche nel 2012 le domeniche di apertura dei negozi a Pontedera saranno 15

giovedì, gennaio 5th, 2012

Anche nel 2012 le domeniche di apertura dei negozi a Pontedera saranno 15. E’ ciò che è stato deciso dall’incontro in Comune a Pontedera, alla presenza anche dell’assessore Tognarelli,  di concerto con le organizzazioni dei lavoratori, dei commercianti e dei consumatori.

Come negli anni passati è stato stilato il calendario delle aperture festive che quest’anno saranno: il 6 e l’8 gennaio, il 12 febbraio, l’11 e il 25 marzo, il primo aprile, il 13 maggio, il 10 giugno, l’8 luglio, il 9 settembre, il 14 e il 28 ottobre, l’11 e il 25 novembre.

A queste 14 date si aggiungerà in seguito una domenica di apertura in occasione di eventi speciali legati al territorio.

Va ricordato anche che tutte le domeniche di dicembre i negozi potranno rimanere aperti. 

Questo calendario è inserito nell’ ordinanza che ho firmato. Il calendario assume un rilievo particolare in questo momento visto le recenti norme del Governo in materia di “liberalizzazione” del commercio.

“In linea con le considerazioni della Regione Toscana e del presidente Enrico Rossi anche noi riteniamo che la cosiddetta “liberalizzazione” totale e selvaggia degli orari e delle aperture non sia un provvedimento utile. Rendere ancora più libero il commercio non significa renderlo selvaggio e senza alcuna regola. Il mondo del commercio è un mondo che è già completamente “sul mercato”, non si tratta di un settore che oggi gode di particolari agevolazioni o di privilegi corporativi. E già oggi il cittadino è libero di rivolgersi a chi vuole. Per quanto riguarda orari e aperture non si può far finta di non vedere che oltre alle esigenze dei consumatori occorre tener conto anche di quelle delle famiglie, dei lavoratori, della vivibilità delle città, della identità e, perché no, dei valori. Con la liberalizzazione selvaggia si metterebbe a rischio una vasta rete di piccoli esercizi commerciali che sarebbero tagliati fuori e a rischio chiusura penalizzando i centri commerciali naturali come il nostro che fanno della qualità del commercio e della vivibilità del territorio i propri valori irrinunciabili. Occorre trovare un giusto e corretto equilibrio tra gli spazi e le opportunità della grande distribuzione e il ruolo sociale svolto dalla dai negozi di vicinato. Non è con il consumismo onnivoro che si risolvono i problemi di un Paese che anzi sta cercando di rispondere alla crisi eliminando, necessariamente, il superfluo”

“La capacità di spesa manca perché manca il lavoro, aumenta la disoccupazione e ci sono meno soldi nelle tasche degli italiani. In questo senso occorrerebbe indirizzare  gli sforzi di una politica responsabile. Più che dell’ampliamento degli orari e delle aperture dunque c’è bisogno di maggiore benessere e soprattutto di maggiore equità sociale. Questa è la vera liberalizzazione che serve. A Pontedera la nostra ordinanza tiene conto di tutto questo”. 

Pontedera, 3 gennaio 2012

Sottoscritto il protocollo d’intesa per l’innovazione e l’hight-tech

giovedì, luglio 7th, 2011

Riproduciamo gli articoli giornalistici delle testate NAZIONE PONTEDERA VALDERA e TIRRENO PONTEDERA di mercoledì 6 luglio 2011

mercoledì
6 luglio 2011
Testata:
NAZIONE PONTEDERA VALDERA
Pagina:
3
  «Cervelloni» uniti per non sprecare fondi e tempo prezioso  

 

I POLI DELLA RICERCA DI PONTEDERA , PISA E GROSSETO COLLABORERANNO TRA LORO

- PONTEDERA – ANCHE Grosseto si muove per fare qualcosa di simile a Pont-Tech, Pont-Lab, Polo tecnologico di Navacchio, del comprensorio del Cuoio e di Peccioli. Ovvero, i centri pisani di studio, ricerca, applicazione e sviluppo di aziende, enti dove il pubblico vuole incoraggiare il privato a realizzare nuove imprese. Da sindaco di Pontedera, il governatore Enrico Rossi dette il via all’operazione che ha portato nell’ex dente Piaggio laboratori e ricercatori, studiosi e giovani imprenditori, nuove aziende che nascono. E pur se le difficoltà non mancano e a volte gli ostacoli vincono la battaglia, Rossi ha programmato 12 poli toscani di questo tipo. Anche Grosseto si candida a ospitarne uno, rivolto soprattutto alla cantieristica navale.

Il rischio è però che da una parte all’altra della Toscana si studino più o meno le stesse cose, e si facciano ricerche già fatte o in azione da altre parti, con conseguente spreco di soldi. Insomma, si impongono sinergie. Proprio per questo, fra la Provincia di Pisa e quella di Grosseto è nato ufficialmente ieri, nell’aula nobile di Palazzo Stefanelli, un accordo con tanto di firme e protocolli. «L’idea -ha ammesso lo stesso assessore grossetano che ha firmato il protocollo, Gianfranco Chilini – è partita da Pisa, ed è scaturita anche da una delegazione pisana-pontederese che lo scorso agosto venne a Grosseto. Ma noi, questa idea, l’abbiamo subito fatta nostra perché questi non sono i tempi di sprecare tempo e denaro. Anzi, le esigenze sono opposte, come vuole il mondo ormai globalizzato e come chiede la regione Toscana».

IL PROTOCOLLO è stato firmato dal presidente della provincia di Grosseto, Leonardo Marras, dal presidente Andrea Pieroni per Pisa e dal sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, che ha introdotto la conferenza di presentazione dell’iniziativa, con la partecipazione del dottor Lanzara, presidente di Pont tech. Millozzi ha fatto anche un esempio concreto dei risultati già ottenuti a Pontedera. E’ quello della plastica riciclata, «sulla quale – ha detto Millozzi – e per la quale si è studiato e ricercato a fondo, arrivando a creare un nuovo mercato e nuove aziende che stanno cominciando a rifornire anche la Piaggio». Fra Pisa e Grosseto, intese come province, c’è Livorno. Ma non è tagliata fuori perché Pont-Tech sta già collaborando col centro labronico di ricerca e applicazione, nel campo dei motori. Dunque, la rete di rapporti si sta infittendo.

M.M.

mercoledì
6 luglio 2011
Testata:
TIRRENO PONTEDERA
Pagina:
III
  Un matrimonio tecnologico  

 
Accordo con la provincia di Grosseto per mettere in rete i servizi

PONTEDERA. Le province di Grosseto e Pisa affiancate dal Comune di Pontedera fanno squadra nel nome dell’innovazione. Stipulano un accordo che varca i confini territoriali e apre nuove frontiere di collaborazione. All’insegna di generose opportunità per le imprese e auspicabili occasioni di mercato. Questo in sintesi il contenuto del protocollo d’intesa, valido 18 mesi e rinnovabile, siglato dal sindaco Simone Millozzi, dal presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e da Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto. «Con questa convenzione – spiega Millozzi – si concretizza un percorso ambito e voluto che mette in rete diversi servizi, evita centri di studio e sviluppo doppioni ma offre possibilità di potenziamento alle filiere industriali, commerciali e tecnologiche puntando sul sostegno pubblico delle aziende private». E dove la ricerca si fa largo la Regione la premia, emanando un avviso di finanziamento finalizzato alla costituzione di 12 Poli di Innovazione. Così i 3 protagonisti del patto non hanno perso tempo, si sono rimboccati le maniche ed iniziato un sodalizio che passa da Pont-tech e Pont-Lab e arriva in quel di Grosseto per dar vita al Laboratorio Tecnologico Multimediale. «Il merito dell’iniziativa – precisa l’assessore grossetano Gianfranco Chelini – va alla provincia di Pisa che un anno fa ci è venuta a cercare. Per la realizzazione del nostro laboratorio prenderemo esempio e collaboreremo con l’esperienza pontederese, sicuri di garantire nuovi stimoli ai nostri comparti. Non solo non ci pesteremo i piedi ma ci tenderemo la mano, capaci di armonizzare i Poli d’Innovazione in fase di costituzione». Per crescere nell’high-tech non basta lo spontaneismo. Ci vuole un’azione combinata. Una sinergia di intenti. «Occorre trovare – ribadisce il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni – ambiti comuni da vagliare e con cui affrontare lo scenario del futuro. Pont-tech insieme al Polo di Navacchio, a quello conciario e agli incubatori di Peccioli consentono di colmare il fossato tra lo sviluppo tecnologico e l’universo della produzione». Il mondo è cambiato e nell’ottica della globalizzazione che soffoca le piccoli imprese, la parola d’ordine è complementarietà. «Che significa – spiega l’assessore Graziano Turini – accettare la sfida ed avere il coraggio di dare le gambe alle intuizioni». I settori interessati al momento sono 3: la meccanica, la nautica e l’Ict, le tecnologie delle telecomunicazioni e della robotica. Ma lo sguardo di Pont-tech guarda oltre. «Pont-lab è un centro d’eccellenza e ci sono tutte le premesse – aggiunge il presidente Riccardo Lanzara per essere ottimisti. 11 nostro laboratorio è collegato con Complab di Livorno e adesso, grazie a questa firma, con Grosseto. Da una parte ha l’appoggio delle amministrazioni pubbliche, dall’altro dell’Università. A chiudere il cerchio le ditte che operano in una dimensione integrata».

(ps)

Ancora sul dissociatore e su “Sinistra, Ecologia, Liberta’

martedì, febbraio 15th, 2011

Mi trovo ancora una volta a chiarire, mio malgrado, aspetti e verità sul Dissociatore Molecolare. Questa volta rispondo all’intervento comparso oggi sulla stampa di “Sinistra, Ecologia, Libertà” (Sel) della Valdera. Leggendo l’intervento mi spiego perché questa parte della sinistra vive emarginata dalle esperienze di governo del territorio.

Innanzitutto non corrisponde al vero che la Regione Toscana abbia “rigettato” il percorso partecipato. La Regione ha valutato molto positivamente il progetto e lo ha posizionato in maniera da avere la possibilità di accantonare risorse adeguate I documenti testuali sono in Comune a disposizione di tutti coloro che hanno voglia di informarsi correttamente.

Faccio presente a Sel che il percorso partecipato, la possibilità – prevista da una legge regionale – per i cittadini di approfondire e di conoscere meglio tutte le informazioni sul progetto, è stato voluto dal sottoscritto. In questo modo ho potuto anche prendere tempo sulle scadenze di legge di rilascio delle autorizzazioni.

Ho preteso io il percorso più democratico che le leggi permettessero.

Non corrisponde al vero che in Scozia i primi dati siano contraddittori e negativi. E’ vero il contrario. Anche qui sarebbe stato sufficiente consultare il sito del Comune dove è riportata integralmente la documentazione proveniente dalla Sepa (l’Arpat scozzese) ove si riferisce  che da novembre 2010 l’impianto, relativamente all’impatto sull’ambiente, è andato a regime ordinario e non sperimentale.

E’ strano che poi il leader nazionale di Sel, Governatore della Puglia, Nicola Vendola, permetta che si costruiscano inceneritori (come ci risulta stia accadendo a Manfredonia) da parte di una società privata facente capo alla famiglia della leader di Confindustria: cosa ne pensa Sel?

A Pontedera la Ecofor service che vuole realizzare il dissociatore è a maggioranza pubblica.

Non solo. Io non ho minacciato proprio nulla, è bene che Sel moderi il linguaggio. Io ho fatto notare che nel 2013 le aziende del territorio (la nostra area industriale è ormai la più importante della Toscana) rischiano di non avere più in zona un luogo dove smaltire correttamente i propri rifiuti industriali. Chiedo a Sel: è compatibile questo con il mantenimento dei livelli occupazionali? Si salvaguarda così il mondo del lavoro e della produzione? E’ più ecologico trasportare lontano i rifiuti? Costerebbe meno? E’ meglio che questa filiera sia gestita da soggetti privati o da soggetti pubblici come la Ecofor Service?

Infine chiedo a “Sinistra, Ecologia, Libertà”: ma voi non siete nella maggioranza che governa l’Amministrazione Provinciale di Pisa al quale compete eventualmente l’autorizzazione per l’impianto?
Pontedera 10 febbraio 2011

Sul progetto di linea ferrata, da Pontedera al mare

giovedì, gennaio 27th, 2011

Riproduciamo l’articolo giornalistico della testata IL TIRRENO – PONTEDERA di martedì 25 gennaio 2011 

martedì
25 gennaio 2011

Testata:
TIRRENO PONTEDERA

Pagina:
I

 

Il futuro correrà lungo i binari

 

 

Il sindaco: «È una prospettiva su cui puntare, servono 100 milioni di euro per collegarci al porto di Livorno»
La città si rilancia nella logistica con una via fermata parallela allo Scolmatore
di Manolo Morandini

PONTEDERA. La visione comincia a prendere forma. Ci sono realtà della logistica che da tempo hanno scelto Pontedera e altre in arrivo. E così, il progetto di una linea ferrata che dalla città corra al mare, fino a lambire lo scalo portuale di Livorno, trova nuove ragioni per provare a farsi concreta. Binari merci, lungo lo Scolmatore, per rilanciare il ruolo dell’area pontederese nell’economia costiera. Il tutto con una piattaforma per la gestione delle merci nella zona del Chiesino.

Sulla rampa c’è il centro mondiale dei ricambi Piaggio. All’ombra delle officine 2R presto prenderà vita il cantiere che darà forma all’investimento stimato in 40 milioni di euro. Mentre è prossimo all’entrata in esercizio il Centro carni di Unicoop Firenze, nell’area industriale di Gello. Due realtà che si affiancano alla piattaforma Artoni, al super magazzino della Pam, per lagestione delle merci non alimentari su scala nazionale, e al deposito della catena di discount Lidl.

Lo scalo merci, lontano dal centro c’è già nelle previsioni urbanistiche. «Si tratta di incasellare i soggetti che dovranno far parte del percorso per realizzarlo – sostiene il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi -. Sul tavolo ci sono proposte di soggetti interessati, che a breve presenterò all’attenzione della Regione». Che aggiunge: «È un’opportunità per il territorio su cui coinvolgere anche la Provincia, l’Autorità portuale di Livorno, le Ferrovie e il ministero dei Trasporti».

Il tragitto dei binari è segnato in parallelo al canale dello Scolmatore. «I primi studi di fattibilità stimano un fabbisogno di 100 milioni di euro per arrivare fino a Livorno», spiega Millozzi. Il tutto attraversando i Comuni di Calcinaia e Collesalvetti. Mentre per i soldi si potrebbe guardare a una quota di quelli indicati per la navigabilità dello Scolmatore.

La soluzione darebbe ossigeno alla Fi-Pi-Li. «La nostra città è baricentrica – sottolinea il sindaco -. Non si parla di domani ma è una prospettiva su cui lavorare con convinvinzione». E che ci sia una tendenza a fare di Pontedera e della Valdera un polo a vocazione logistica lo conferma il segretario provinciale di Filt Cgil, Goffredo Carrara: «Nei prossimi anni il settore porterà nuova occupazione in zona».

Per il responsabile di Legacoop Area vasta costiera, Antono Chelli, l’investimento Piaggio dà il segno dei tempi. «La logistica di una grande azienda riveste una importanza strategica sia per le attività che questa effettua che per tutte le imprese dell’indotto che con questa lavorano – afferma Chelli -. Non solo, ma la filiera logistica è uno degli elementi di competitività che rendono una impresa più forte delle altre nel mercato. Attualmente Piaggio manda i propri conteiner a La Spezia, se il sistema economico territoriale fosse in grado di fare alla Piaggio un’offerta competitiva che, a partire da Pontedera, orientasse verso il porto di Livorno il traffico ricambi dell’azienda, potrebbero apririsi una serie di opportunità anche di insediamento per nuove imprese dell’indotto che potrebbero trovare, nella nostra zona, interessanti incentivi alla localizzazione.

Sul tavolo della Regione a breve sarà illustrato il progetto di massima.

Sulla Società della Salute e sui presunti “carrozzoni”

martedì, dicembre 7th, 2010

 

Leggo sulla stampa locale l’intervento del Consigliere Pandolfi del Pdl che definisce carrozzone la Società della Salute e che critica la Regione Toscana per le politiche socio-sanitarie.

Ritengo sia necessario fare delle precisazioni e contestare nel merito queste affermazioni. Innanzitutto occorre chiedersi se le politiche socio-sanitarie in Toscana funzionino. Io ritengo che i dati siano tutti positivi e la qualità della nostra sanità non è in discussione. Altre regioni hanno ben altri problemi pur non raggiungendo il livello della nostra sanità. Se questi risultati ci sono, e mi risulta siano in passato stati riconosciuti dallo stesso ministro Tremonti, significa che le strutture messe in campo dalla Regione hanno funzionato. Le società della salute per esempio non sono affatto carrozzoni. La loro struttura è particolarmente “leggera” dal punto di vista dei costi, gli stessi amministratori che ne fanno parte così come il Presidente non percepiscono alcuna indennità e non ha alcuna gestione diretta dei servizi, mentre in compenso permette quell’ottimizzazione delle risorse che è necessaria per spendere meglio. Grazie alle Società della Salute i comuni – e quindi l’ente più vicino ai cittadini – e l’Asl, possono organizzarsi e stabilire migliori sinergie tra di loro, evitare doppioni inutili, rappresentare e partecipare alle scelte generali in materia sociale e di sanità, programmare obiettivi e sulla base di questi definire le risorse necessarie al loro conseguimento. Il vero dramma di questa fase politica è al contrario la scarsa attenzione che viene posta, dal governo, ai territori. Le scelte anticrisi fatte a Roma stanno tagliando in maniera indiscriminata e in maniera centralistica. Le manovra finanziaria si scarica sugli enti locali che non saranno più in grado di garantire i servizi minimi essenziali. Si preannuncia una vera e propria “macelleria sociale” che colpirà le fasce più deboli del territorio mettendo a rischio la tenuta sociale della nostra comunità. Questo comporterà danni immensi al Paese. E’ su questo che Pandolfi e tutto il centro destra dovrebbe riflettere e battersi per modificare questo stato di cose. Anche la sua storia politica personale lo ha portato a credere all’importanza dei territori, alla sussidiarietà (alla necessità cioè che le decisioni vengano prese il più possibile vicino ai cittadini, al livello amministrativo più locale), alla capacità di autogoverno delle autonomie. E’ davvero singolare che alla prima situazione di crisi ci si rimangi queste intenzioni e si creda alle capacità taumaturgiche di una politica centralista.

Pontedera 6 dicembre 2010

Sulle affermazioni della candidata del centrodestra su Pontedera

mercoledì, marzo 10th, 2010

Sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni che il candidato del centro destra alla presidenza della Regione Toscana ha rilasciato durante la propria visita a Pontedera, avvenuta sabato  scorso.

Pur senza voler entrare assolutamente nella campagna elettorale visto il ruolo che ricopro mi trovo costretto tuttavia a precisare alcuni passaggi delle dichiarazioni della candidata Faenzi riportati sulla stampa.

La vicenda che vide la città di Pontedera e l’allora sindaco Enrico Rossi contrapporsi al trasferimento delle officine meccaniche a Nusco non si concluse con “un accordo favorevole” alla Piaggio ma con la rinuncia da parte dell’azienda al proposito di trasferirsi e con l’avvio di un percorso comune. Forse il candidato di centrodestra dovrebbe informarsi su cosa fu il “Progetto Pontedera” che è stata la grande cornice strategica sulla quale è stata disegnata la Pontedera di questi anni. Rossi, insieme a Giovanni Alberto Agnelli, disegnarono uno scenario, per questa città e per la nostra industria manifatturiera, di grande rilievo. E non è un caso se Pontedera non abbia vissuto la deindustrializzazione selvaggia che ha caratterizzato le grandi città industriali italiane e straniere ma abbia avuto la capacità di trasformarsi, senza soluzione di continuità, in un centro della ricerca, della formazione, della qualità. E’ certamente anche grazie alle scelte fatte in quella fase se oggi Pontedera, secondo uno studio del prestigioso centro Sintesi, pubblicato dal settimanale Panorama (che mi risulta vicino al leader del centrodestra), risulti la città del centro e sud Italia dove la qualità della vita è più alta. La Faenzi ricordi che Rossi in questa città ha avuto sempre altissimi consensi che sono il segno della stima e della fiducia che riceve per quello che ha fatto. Avrebbe fatto bene, il candidato del centrodestra, a osservare attentamente che modello sociale e culturale è stato creato in questa città e trarne lezione.

Scrivo queste righe per ristabilire la semplice verità dei fatti e non per fini elettorali: ritengo inaccettabile una rappresentazione semplicistica e caricaturale della nostra città, della sua storia e di quella che è stata una pagina strategica e cruciale per il nostro territorio.

Simone Millozzi

Pontedera, 9 marzo 2010