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Gli esiti del referendum costituzionale del 4 Dicembre. Prime impressioni

lunedì, dicembre 5th, 2016

Ho sempre ritenuto che “a caldo” sia impossibile fare analisi serie sulle consultazione elettorali e che al massimo si possano raccogliere impressioni, per definizione parziali e provvisorie.
Ma ci sono dei numeri e degli esiti che il giorno dopo mi sembrano incontrovertibili.
In primo luogo il dato più importante: una straordinaria partecipazione popolare con una affluenza superiore ad ogni aspettativa. L’indizio certo per capire lo stato di salute di una democrazia è l’affezione del popolo ad esercitare la propria sovranità attraverso la partecipazione al voto. Nonostante una campagna elettorale estenuante e la complessità della materia trattata il dato dei votanti ci racconta di un paese che, nonostante la devastante crisi sociale ed economica, ha ancora energia ed orgoglio per non accartocciarsi in silenzio e con indifferenza intorno alle enormi difficoltà che lo hanno attraversato. È un buon segno.
Ero (e sono) convinto che la riforma costituzionale proposta potesse costituire un passo avanti e rendere più efficienti e adeguate le istituzioni con il superamento del bicameralismo paritario e della frammentazione prodotta dalle distorsioni di un federalismo troppo conflittuale.
Non abbiamo tuttavia saputo evitare, commettendo errori di personalizzazione evidenti, che sul contenuto della riforma si innescassero divisioni così profonde e lacerazioni talmente insanabili da trasformare il quesito referendario in una battaglia politica aspra, strumentale e diversa contro il Governo e contro il PD, con gli inevitabili esiti che conosciamo. Penso davvero che sia un’occasione persa per l’Italia ma spero anche che l’imponente dibattito venutosi a creare ci lasci un capitale di consapevolezza diffusa da investire nel futuro prossimo dell’agenda politica.
A Pontedera, in controtendenza all’esito nazionale, è prevalso il SI. Credo che sia il frutto di una campagna elettorale capillare, su cui mi sono peraltro e convintamente speso in prima persona, fatta di moltissime occasioni di confronto tra la gente e di  approfondimento vero sul merito della riforma. Abbiamo combattuto lealmente per il si senza mai demonizzare le ragioni di chi stava combattendo per il no;  voglio ringraziare tutti coloro che all’interno del PD e del comitato si sono mobilitati credendo nelle buone ragioni di merito del progetto che abbiamo proposto.
Più in generale penso che gli elettori con il voto del 4 Dicembre abbiano chiesto legittimamente alla classe politica una attenzione maggiore ai drammi ed alle sofferenze di quegli strati di società che temono per il proprio presente, proposte e soluzioni per le generazioni angosciate per il proprio futuro e quello dei propri figli, strategie industriali ed investimenti per creare posti di lavoro e tutelare più e meglio la precarietà di quello esistente.
Una politica che non scarichi sul meccanismo delle regole democratiche la propria debolezza, che non segua la scorciatoia di nuove architetture costituzionali senza aver prima ritrovato la sintonia con il popolo e la capacità di rappresentarne le dinamiche. Una politica insomma che si occupi di fornire protezioni sociali dove mancano e di migliorare le condizioni di vita dei cittadini accogliendone le istanze ed includendoli in circuiti organizzati della partecipazione.
L’unica forza politica che ha il respiro e la visione per affrontare tale sfida è il Partito democratico. Per quanto posso lavorerò affinché non sia il momento delle recriminazioni quanto, piuttosto, del dialogo e di una rinnovata unità ancorata al profilo di una sinistra moderna ed europea capace di perseguire la sfida del riformismo e di arginare il populismo dilagante. Può e deve farlo, senza pretese di autosufficienza, all’interno del quadrante politico dell’intero centrosinistra  riallacciando in modo serio e profondo un rapporto, oggi incrinatosi, con molti strati della società civile e tornando a parlare ai movimenti ed alle associazioni del civismo e della legalità.
Da esponente politico penso sia necessario anticipare il congresso del partito in modo tale da aprire un confronto libero al nostro interno tale da definire e chiarire la linea politica da seguire, a partire da una correzione seria della rotta che per me significa una svolta culturale e politica ed il recupero dell’identità di un centrosinistra di governo. Un congresso che abbia l’ambizione di riportare il PD ad essere un laboratorio culturale e politico e non un comitato elettorale permanente, capace, con umiltà, di elaborare strategie chiare e di lungo respiro, di elaborare un pensiero autonomo in grado di parlare al paese, di ascoltare e dialogare con quelle parti della società duramente colpite dalla crisi – aree periferiche, aree popolari, classi lavoratrici.
Da Sindaco, infine, penso che adesso la priorità  sia garantire l’approvazione della legge di bilancio e predisporre una legge elettorale condivisa che riequilibri il rapporto tra governabilità e rappresentanza. Occorre un governo che traghetti il paese, senza ulteriori incertezze, fino alle prossime elezioni e che non disperda daccapo le buone cose che il governo Renzi ha fatto in questi due anni per garantire ai comuni di svolgere il proprio ruolo di sviluppo e governo del territorio.

*Simone Millozzi

Mobilitazione lavoratori Officine Ristori. La visita dei Sindaci al presidio di Montecalvoli ed il coinvolgimento della Regione

mercoledì, settembre 28th, 2016

Oggi pomeriggio presso la sede dell’Unione Valdera i Sindaci di Bientina, Capannoli, Calcinaia, Pontedera e Santa Maria a Monte hanno preso atto delle questioni legate allo stato di agitazione ad oltranza posto dai dipendenti delle Officine Ristori e si sono recati al presidio fuori dall’azienda a Montecalvoli per portare la propria solidarietà ed attenzione ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali che stanno portando avanti uno sciopero per le modalità di gestione e di applicazione dell’accordo raggiunto nel 2014, (che scadrà agli inizi di Ottobre), al termine di due anni in cui si è fatto ricorso agli istituti del contratto di solidarietà e della cassa integrazione straordinaria.

I Sindaci hanno richiesto al consigliere per il lavoro della presidenza di Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, che si ringrazia per la disponibilità immediatamente dimostrata, di calendarizzare un incontro domani Venerdì 23 Settembre alle 17:00 presso la sede della Giunta regionale alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti dei lavoratori.
I Sindaci esprimono forte preoccupazione per la vicenda particolare e più in generale per gli altri allarmanti segnali che fanno temere per la tenuta dei livelli occupazionali in importanti comparti manifatturieri della Valdera; pur con i limiti delle competenze e degli strumenti a disposizione, l’attenzione e l’impegno delle istituzio locali sul tema del lavoro è massimo. L’auspicio è che tutti gli attori della filiera legata al mondo del lavoro facciano la propria parte per dare risposte, e trovare soluzioni concrete, alle situazioni di crisi che stanno interessando il nostro sistema economico e produttivo.

Pontedera, 22 settembre 2016

Considerazioni in merito alle dichiarazioni del Sindaco di Cascina sull’accoglienza dei profughi.

venerdì, luglio 1st, 2016

Ho appreso che il mio collega di Cascina Sussanna Ceccardi ha esposto sulla propria pagina social un suo pensiero durante una riunione in Prefettura dedicata all’accoglienza dei profughi.
Quel post ha ricevuto oltre mille apprezzamenti, circa trecento condivisioni ed un centinaio di commenti di sostegno. Sono andato a leggerlo e l’unica cosa che mi pare serio rilevare è che la “persona” non ha ancora colto il senso della “carica” (ci riuscirà senza dubbio con un po’ di tempo ed esperienza).
Sotto un primo profilo schiettamente di metodo rilevo come un Sindaco, di qualunque estrazione politica, debba rispettare in primo luogo il valore delle istituzioni dello Stato; deve altresì rispettarne le leggi al cui interno, e solo lì dentro, può declinare l’autonomia che gli è propria in quanto primo presidio istituzionale di quel territorio. Sono certo che il Prefetto di Pisa, autorità realmente competente sul tema, saprà gestire la situazione “amministrativa” di gestione dei flussi migratori attraverso una ripartizione tra tutti i comuni, in modo equo, organizzato, proporzionale e solidale. Frasi del tipo “Li prendano (i profughi) quei sindaci che sostengono o sono sostenuti da questo governo” evidenziano una mancanza di lucidità e di consapevolezza sul ruolo che la sua comunità le ha conferito. Se valesse il principio affermato dalla Ceccardi i suoi concittadini che non l’hanno votata avrebbero diritto, ad esempio, a non rispettare le delibere del Comune oppure le ordinanze che lei emetterà.
Sotto un profilo di merito mi sento di rivendicare come la campagna elettorale sia ormai conclusa a meno che il Sindaco di Cascina non decida di renderla permanente al modo di Salvini giocando con gli umori e le preoccupazioni legittime dei cittadini e si ostini a soffiare sul fuoco dell’odio, della paura, dell’intolleranza e della xenofobia. Quelle parole hanno lo stesso marchio di fabbrica della “ruspa” leghista: un effetto comunicativo dirompente, irresponsabile e incurante delle “macerie” culturali e sociali che lascia nelle comunità dove riesce a penetrare sfruttandone le fragilità.
Il tutto peraltro senza alcun effetto pratico se si pensa che un leader leghista chiamato a fare il Ministro degli interni anni fa non ha potuto far altro che cercare di distribuire nei vari territori d’Italia l’accoglienza dei profughi arrivati nel nostro paese.
Le città, senz’altro le nostre in Toscana, sono laboratori di reale integrazione gestita quotidianamente con straordinario impegno da migliaia di volontari del terzo settore, da un sistema associativo diffuso e variegato, dal mondo della cooperazione, dalle parrocchie e da tutti gli altri luoghi dell’ascolto e dell’accoglienza del disagio sociale.
Iniettare messaggi di questo tipo in città che con i fenomeni della migrazione sono chiamate a confrontarsi significa ammassare fieno nei magazzini dell’intolleranza con la consapevolezza, o peggio ancora la volontà, di usarlo per bruciare quella coesione sociale costruita faticosamente negli anni.
Urlare le parole dell’emergenza, dell’invasione, di numeri insostenibili mi riporta alla madre di tutte le considerazioni: non stiamo parlando di numeri ma di persone, di quei bambini che hanno avuto la fortuna di non annegare nel mare “nostrum”, di quelle donne e di quegli uomini che hanno venduto alla sorte ed alla disperazione l’unica cosa che possedevano, la propria vita, per fuggire dalla furia disastrosa della guerra e della persecuzione.
Ho sempre avversato la meschinità che si cela dietro atteggiamenti tendenti a sobillare paure e inseguire consensi facili sulla pelle delle tragedie toccate agli esseri umani.
So benissimo, lo sappiamo tutti, che durante una situazione di disagio sociale ed economico com’è quella che stiamo vivendo, del lavoro che manca, del futuro incerto per i propri figli, si accresca nella popolazione la diffidenza del diverso, il timore di ciò che sembra altro, l’idea per cui chi bussa alle nostre porte sia un fastidio ed un pericolo.
Ma questa è la realtà che chi governa deve gestire; questa è la complessità con cui chi amministra deve confrontarsi per cercare soluzioni.
Proprio qui sta l’enorme responsabilità di un Sindaco, di un Presidente di Regione, di un Capo di Governo.
Si tratta di un lavoro che non può esser banalizzato da uno slogan propagandistico piuttosto che da un muro che non può difendere nessuno ed offende, invece ed alla fine, proprio tutti.

Simone Millozzi

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Dichiarazione del sindaco sull’abbandono dei rifiuti e sulla raccolta Porta a Porta

giovedì, giugno 25th, 2015

Innanzitutto va fatta una premessa. Il sistema di raccolta dei rifiuti Porta a Porta si è reso necessario per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che, per obbligo di legge, deve essere portata a livelli più alti di quelli attuali. Nel 2014 la raccolta Porta a Porta ha permesso a Regioni italiane che avevano avuto difficoltà in precedenza, di avere una percentuale di differenziata maggiore della Toscana. Inoltre ci sono norme di legge che prevedono aggravi di spesa se fossimo rimasti con le attuali percentuali di raccolta.

Infine, ma per me non meno importante, è un obbligo morale quello di tentare di ridurre l’impatto sull’ambiente e sulle future generazioni.

Il Porta a Porta è un sistema adottato in tutta Italia, per superare le criticità della raccolta a cassonetto, ed è anche uno dei più semplici. Si tratta solo di rispettare un calendario di esposizione, sotto casa, del proprio rifiuto. E’ incomprensibile che ci siano difficoltà a seguire queste semplici istruzioni. Questo sistema è stato già adottato in alcune zone di Pontedera: nella prima fase si sono verificate criticità ridotte e comunque progressivamente superate.

Peraltro questo sistema di raccolta non è una novità per il nostro centro storico che da circa un decennio è ormai abituato a questo sistema di conferimento dei rifiuti. Oggi abbiamo soltanto modificato l’orario di raccolta andando incontro all’esigenza di non impattare sulle attività serali e di socializzazione, oltre che al contenimento dei maggiori costi del servizio notturno.

Restiamo pertanto sorpresi dalla difficoltà con la quale i cittadini del centro stanno rispondendo a questa novità. L’unica spiegazione che possiamo darci è che si tratti di una novità giunta in un momento particolare della vita della comunità, all’inizio delle vacanze scolastiche e nei giorni della Notte Bianca, e forse finora accolta con distrazione. Faremo di tutto, insieme alla Geofor, che è preposta a questa funzione, per comunicare ancora meglio le caratteristiche del sistema di raccolta.

Ma è bene precisare alcune questioni: dal Porta a Porta indietro non si può tornare. Spiace sentire e leggere, anche nei luoghi pubblici, sui mezzi di informazione e sui social network, che gli stessi che criticavano Igenio ora se la prendano anche con il Porta a Porta. Se si esclude, per le ragioni che ho già spiegato, di tornare ai cassonetti, questo sistema è il più semplice. Tutti gli altri sistemi di conferimento comporterebbero, sul modello di Igenio, maggiori spostamenti del cittadino o maggiori adempimenti (come la presentazione di tessere e identificativi), oltre che, addirittura pesanti impatti nei quartieri come nel caso delle mini isole ecologiche in centro.

E’ mai possibile indignarsi soltanto verso il sistema di raccolta prescelto e non sentire la necessità di sottolineare l’inciviltà del conferimento non conforme oppure del conferimento fuori orario? E’ possibile immaginare che alcuni cittadini anche in passato abbiano trovato più comodo l’orario serale al fine di smaltire ogni tipologia di rifiuto “infischiandosene” del calendario del Porta a Porta? Era forse questa una delle ragioni per cui la differenziata in centro non soltanto non cresceva ma peggiorava anche in termini di “qualità” del materiale raccolto?

A questo punto, pur valutando aggiustamenti e miglioramenti del servizio, intendiamo procedere con la repressione degli abusi e con le multe.

Occorre che sia chiaro a tutti che i problemi sono causati da chi smaltisce in maniera scorretta.

Ci sono centinaia di cittadini che stanno già aderendo in maniera corretta e i miglioramenti già sono visibili: a loro non vogliamo far pesare i costi di chi sbaglia e di chi ne abusa.

Tutti i cittadini hanno ricevuto il calendario. Sono state fatte molte assemblee pubbliche e nel caso servisse ne faremo anche delle altre. E’ necessario il rispetto di poche e semplici regole, e un piccolo impegno in termini di attenzione, per salvaguardare l’ambiente, il decoro urbano e il senso civico della comunità. Tutti devono mettere sotto casa i rifiuti specifici nel giorno e nell’orario richiesto. Chi non lo farà sarà multato e pagherà i maggiori aggravi di spesa che si determineranno.

Il Comune di Pontedera interverrà con decisione, lavorando con discrezione e con coerenza, fino a risolvere anche questa problematica; i professionisti della critica possono starne certi.

Sulla cittadinanza ai minori stranieri

mercoledì, maggio 15th, 2013

La strada intrapresa da questo Governo è quella giusta. Voglio esprimere infatti il mio sostegno e la mia solidarietà per gli attacchi da parte di Forza Nuova al Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge per la sua volontà di procedere speditamente nell’approvazione di una legge che finalmente riconosca il diritto di cittadinanza agli stranieri nati in Italia. Conosciamo Forza Nuova anche noi a Pontedera, dove abbiamo subito gli attacchi xenofobi di questa organizzazione e siamo anche per questo vicini al ministro.

 E’ il momento di superare l’anacronistico “jus sanguinis” a favore dello “jus soli”. Chi nasce in Italia deve essere italiano. Il Comune di Pontedera ha fatto la scelta di sostenere con forza questa idea, già da tempo. Lo scorso 10 novembre organizzammo una cerimonia pubblica nella sede del nostro prestigioso Teatro Era nella quale, con lo slogan “Pontedera sono anch’io”, consegnammo una cittadinanza simbolica a ben 603 bambini di 31 nazionalità diverse, con i genitori albanesi o nigeriani, marocchini o rumeni, cinesi o tunisini, ma tutti nati a Pontedera. La partecipazione delle famiglie italiane e straniere fu grandissima. La cerimonia è stata bella e suggestiva fino a quando non fu rovinata dall’irruzione in sala di alcuni attivisti estremisti di Forza Nuova che tentarono di disturbare l’iniziativa.

 La vicenda ha avuto strascichi e Forza Nuova ha messo l’amministrazione comunale di Pontedera nel mirino per questa scelta.

 Per questa ragione mi sento di esprimere ancora di più e con pieno titolo la mia soddisfazione per le scelte del Governo. Sono sempre più convinto di essere nel giusto.

E’ giusto combattere questa palese discriminazione verso una intera generazione di figli di questo Paese. Come stabilisce l’articolo 3 della Costituzione italiana vi sia pari dignità sociale per tutti i cittadini. Molti di questi ragazzi non hanno mai conosciuto i Paesi di origine dei propri genitori, hanno sempre vissuto a Pontedera, che considerano la propria terra, la propria casa e la propria comunità. Frequentano le scuole con i nostri figli, giocano con loro, si divertono insieme e insieme studiano. Verso di loro siamo responsabili. Non vogliamo farli sentire diversi: vogliamo che non ci sia una discriminazione e a loro dobbiamo delle risposte. Occorre lavorare perchè insieme all’imposizione di doveri agli immigrati vengano concessi anche i diritti di cui noi italiani disponiamo.

 Ripeto che si tratta di una legge sulla quale si misura la civiltà di un Paese. Il futuro dell’Italia sarà migliore se sapremo affrontare la sfida della multiculturalità e della multietnicità, se le istituzioni non rimarranno indietro rispetto ad una realtà che è già davanti a noi e che i nostri figli conoscono e accettano. Non è solo un atto di giustizia sociale ma anche un atto di realismo, di curare gli interessi di un Paese come il nostro che sta invecchiano oltre la media e ha bisogno dell’apporto che può venire da energie nuove, anche in campo economico. Anche dal punto di vista della sostenibilità del nostro sistema del welfare. Legalità e integrazione sono i due grandi pilastri su cui poggiano le possibilità reali di una civile convivenza e per l’integrazione si deve cominciare proprio dai bambini.

Una corretta percezione dell’immigrazione da parte dell’opinione pubblica ha bisogno di una accurata comunicazione da parte dei media, se si vuole evitare di alimentare ansia sociale e odiosi episodi di intolleranza. I cittadini sono dalla nostra parte.

 Lo stesso Presidente Giorgio Napolitano ha sostenuto anche che “negare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è un’autentica follia, una assurdità”. Anche io condivido queste parole e invito il Governo a proseguire con forza su questa strada.

In questi giorni peraltro in Valdera tutti i comuni, con la sola esclusione del Comune di Casciana Terme, conferiranno la cittadinanza onoraria ai minori stranieri nati in Italia.

 Non posso sottacere in questo quadro sull’atteggiamento delle liste civiche e sugli schieramenti politici vicini al centrodestra che non prendono posizione o, peggio ancora, si schierano apertamente contro questa iniziativa che favorisce l’integrazione e il buonsenso.

Si tratta di una iniziativa simbolica, lodevole, che va nella direzione auspicata da tutti noi, dai cittadini e dal Ministro Kyenge. E’ una iniziativa che vuole dimostrare la volontà di integrare questa importante fascia della popolazione, da parte delle Istituzioni di questo territorio. In questo senso riceviamo tutti i giorni conferma, dai cittadini, dalle scuole, dalle associazioni, della giustezza di questa nostra scelta.

 Valdera, Pontedera e l’Italia siamo tutti noi.

Appello del sindaco e presidente dell’Unione della Valdera, Simone Millozzi, per la partecipazione dei cittadini al voto

sabato, febbraio 23rd, 2013

Rivolgo un appello ai cittadini di Pontedera e della Valdera perché si rechino a votare domenica e lunedì.

Il voto a questa consultazione elettorale è importante per il futuro del nostro Paese. E’  un  voto che ci riguarda da vicino perché disegneremo, con un piccolo e semplice gesto, l’Italia dei prossimi anni. E con esso sceglieremo anche il nostro rapporto con l’Europa. La crisi che ci ha investito in questi mesi è figlia di decenni di politiche sbagliate che, con un eccessivo debito pubblico, hanno reso fragile la nostra economia, e della speculazione finanziaria.  Senza Europa oggi saremmo più deboli e la crisi ci avrebbe travolto privandoci del livello di qualità della vita oggi raggiunto. Per questo dobbiamo scegliere come dovrà essere l’Italia nei prossimi decenni. Dove e come vogliamo crescere le future generazioni. E dobbiamo guardare alla storia che ci insegna che le scorciatoie populistiche e demagogiche sono deleterie e foriere di grandi tragedie. Occorre tornare a parlare un linguaggio di verità lasciandosi alle spalle anni di false promesse o di illusionisti capaci di trascinare il Paese sull’orlo del baratro. E’ il momento in Italia di fare scelte che ci collochino nella scia delle grandi democrazie occidentali con politiche di responsabilità, dove diritti e doveri vadano di pari passo. E’ l’ora di rendere questo Paese un pezzo moderno d’Europa. E’ l’ora di tornare a mettere al centro dell’agenda politica dei prossimi anni il lavoro, l’occupazione, le politiche industriali, l’istruzione, la sanità, gli enti locali. Occorre coniugare crescita ed equità sociale; dare speranza ai nostri giovani, ridare fiducia e orgoglio al nostro Paese. Restituire moralità alla politica, credibilità, sobrietà, etica pubblica. Per far tutto questo occorre un Governo stabile, serio autorevole. Invito tutti a pensare davvero all’esito di questa consultazione e a non astenersi.

Meglio partecipare al voto che delegare agli altri le nostre scelte. Invito tutti gli abitanti di Pontedera e della Valdera a recarsi al voto domenica e lunedì prossimi ed esprimere il proprio voto. Occorre fare una scelta giusta!

Pontedera, 22 febbraio 2013

Un ricordo di “Daniela Donati” Direttore Generale del Comune scomparsa un anno fa

martedì, agosto 7th, 2012

Un anno addietro è scomparsa Daniela Donati, Direttore generale del Comune di Pontedera. Persona stimata ed importante per la nostra comunità. Ad un anno dalla sua scomparsa questa Amministrazione Comunale la ricorda con affetto e con rimpianto. Di lei abbiamo apprezzato le sue alte doti professionali e umane. Insieme a lei, ai suoi suggerimenti alla sua competente conduzione dei compiti di direzione generale, siamo tutti cresciuti e migliorati. Anche grazie al suo impegno e alla sua professionalità la stessa città di Pontedera ha raggiunto lusinghieri livelli di qualità urbana conseguendo importanti e qualificati riconoscimenti.
Tutta la città le è grata per ciò che fece e oggi più che mai ne siamo consapevoli. Giunga alla sua famiglia il messaggio di affetto di tutta Pontedera, di cui mi faccio portavoce. Presto, tempi dei lavori permettendo, dedicheremo a lei una struttura strategica per il futuro della nostra città.

Pontedera: la Citta’ che cambia

mercoledì, settembre 9th, 2009

Lo speciale realizzato dal quotidiano “Il Tirreno” su “La città che cambia” pubblicato in cronaca do Pontedera il 4 settembre 2009

Le lottizzazioni sono tante. Millozzi: “Nei progetti vorrei risparmio energetico, verde qualificato e materiale bio” “Le nuove case? Siano ecologiche”
Il sindaco lancia la sfida ai costruttori: servono idee innovative

PONTEDERA. La città del futuro, quello più prossimo, dovrà tenere in considerazione i temi dell’innovazione, della qualità della vita, del risparmio energetico e della riduzione delle immissioni nell’aria. Insomma, dovrà essere eco-sostenibile. È la sfida che lancia il sindaco Simone Millozzi, in parte al suo apparato amministrativo. Ma, soprattutto, ai professionisti che si cimenteranno con le nuove, importanti lottizzazioni che il piano urbanistico prevede.
«L’ho detto in campagna elettorale e lo ribadisco – sottolinea Millozzi – il piano regolatore non sarà cambiato, semmai ci sarà qualcosa da migliorare, ma le linee guida restano quelle approvate».
Ed è per questo che vorrebbe dare un’impronta diversa a quei progetti che avranno forte impatto sul territorio.
«Dovranno rifarsi a questi temi – spiega – avere idee fresche. Nel futuro di Pontedera ci sono progettazioni di interi quartieri. Mi piacerebbe avere un confronto con i progettisti, con gli impresari delle aziende di costruzioni, fare verifiche con le città dove queste linee sono già state percepite».
Pensa, Millozzi, a progetti che abbiano in primo piano la qualità della vita della gente: aree verdi, costruzioni con criteri di risparmio energetico, con tetti “verdi”, pannelli fotovoltaici.
«Vorrei ritrovare questo spirito nei progetti di grande respiro che coinvolgono la città». Insomma, il primo passo potrebbe essere il confronto proprio con gli operatori: un tavolo dove studiare insieme certe ipotesi, studiare come applicare le innovazioni che già le leggi regionali prevedono.
«Per quel che riguarda le opere che l’amministrazione pubblica progetterà da ora in avanti – conferma il sindaco – queste idee saranno le nostre linee-guida. Ma mi piacerebbe molto che la stessa strada fosse percorsa dai privati. Qualcuno obietterà che occorrono più risorse. E questo, in parte è vero. Ma credo anche che, nel tempo, aver raccolto questa sfida, possa trasformarsi in un vantaggio per tutti». (altro…)