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Sull’uso degli animali nei circhi

martedì, gennaio 13th, 2015

Dichiarazione del sindaco di Pontedera e Presidente dell’Unione Simone Millozzi

Prendendo spunto e rispondendo a una specifica richiesta di qualche cittadino voglio sottolineare che il Comune di Pontedera e l’Unione Valdera stanno lavorando per un regolamento sul benessere degli animali e sull’attendamento dei circhi, da presentare al prossimo Consiglio dell’Unione.

Per queste ragioni l’Unione si appresta a varare un regolamento avanzato che permetterà una precisa e puntuale azione di contrasto verso ogni utilizzo improprio degli animali e verso ogni comportamento lesivo del loro benessere. La nostra intenzione è quella di promuovere delle scelte che favoriscano la diffusione di valori etici e culturali finalizzati allo sviluppo di una corretta interazione uomo-animale. L’obiettivo finale è vietare l’uso degli animali nei circhi quando le leggi renderanno ciò possibile cercando di sensibilizzare con questo strumento anche una riconversione naturale dell’attività circense significativa dal punto di vista culturale economico e per le famiglie che ci lavorano; tuttavia occorre tener conto della recente giurisprudenza che non permette ancora il divieto. Infatti l’approfondimento richiesto in merito ha portato questa amministrazione a verificare gli effetti e le novità introdotte da comuni come Pistoia (ma anche Grosseto, Arezzo, Prato, Bologna, Milano, Firenze). Questi regolamenti non vietano (non possono farlo) in assoluto l’attendamento di circhi con animali, in particolare selvatici ed esotici, ma solo se non autorizzati ai sensi della normativa vigente ed in possesso della dichiarazione di idoneità prevista dall’art. 6 della legge 150/92. Chi ha introdotto norme vincolanti, con il divieto assoluto di attendamento per i circhi che utilizzino gli animali, ha visto poi annullare i regolamenti dagli organi della giustizia amministrativa. Ed è stato quindi costretto a tornare indietro, con evidenti conseguenze, sulle decisioni prese. Dunque, in attesa di una giurisprudenza anche amministrativa nazionale che faccia chiarezza, la Valdera cercherà di rendere più stringenti e vincolanti le norme che garantiscono il benessere degli animali, tutelandoli al massimo livello possibile.

Pontedera, 12 gennaio 2015

Il Piano regionale dei rifiuti è positivo: ruolo importante per il nostro territorio

lunedì, settembre 23rd, 2013

Dichiarazione del sindaco e presidente dell’Unione Valdera, Simone Millozzi

L’assessore regionale all’ambiente, Annarita Bramerini, ha illustrato ai sindaci presenti al Consiglio dell’Anci Toscana i contenuti del nuovo “Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”. Il Piano contiene molti obiettivi positivi e ambiziosi, rispetto alla situazione attuale media dei comuni toscani. Nel piano si delinea come dovrà essere la gestione dei rifiuti nella nostra regione nel 2020. Tra gli obiettivi c’è quello di portare la raccolta differenziata al 70% contro il 39% attuale e di ridurre il conferimento in discarica dal 42% al 10%. Si conta anche di aumentare il recupero energetico e di realizzare gli impianti di termo-valorizzazione in avanzato stato autorizzativo, e che comunque diminuiranno dai nove attuali a sette.

Le scelte subiranno i naturali affinamenti in Giunta e nel Consiglio Regionale prima dell’adozione ma posso esprimere già un giudizio in qualità di sindaco di Pontedera e di presidente dell’Unione della Valdera, un territorio che conta 120 mila abitanti.

La mia impressione è che questo Piano sia molto positivo e ambizioso. Mi sembra che risponda positivamente alle esigenze dei cittadini e dei territori con l’obiettivo di favorire la riduzione dei rifiuti e di conseguenza anche degli impianti.

Mi auguro che la Regione continui su questa strada e coinvolga sempre anche i comuni in questo percorso. Il Comune di Pontedera e la Valdera, che in questi anni hanno saputo dare dimostrazione di grande responsabilità e di buone pratiche, vogliono continuare ad essere protagonisti responsabili e positivi di queste scelte politiche. Nella nostra zona vanno valorizzate le esperienze delle filiere del riciclo e del recupero dei materiali. Abbiamo un territorio che in pochi anni ha saputo interpretare l’esigenza di far incontrare il mondo della ricerca e del sapere (come pont-lab, pont-tech, Revet) con il mondo imprenditoriale più virtuoso. Da ciò sono nati percorsi che fanno di questa realtà una delle più avanzate nel campo del riciclo, del riuso e dello sviluppo di “materie prime seconde”. Pontedera e la Valdera si candidano ad essere sede di sperimentazioni ancora più avanzate che puntino decisamente su politiche del riciclo creando su questa una nuova filiera industriale della “green economy” capace di portare nuova occupazione e sviluppo. La Toscana riducendo il numero di impianti e discariche farà un salto di civiltà e qualità. Adesso compete a tutti, cittadini, istituzioni, forze politiche, riempire di contenuti e di volontà questo Piano. Se l’obiettivo di tutti sarà quello di ridurre i rifiuti e di gestirli in maniera più ecocompatibile possibile, allora credo che questo traguardo sarà alla nostra portata.

Pontedera, 20 settembre 2013

Sull’economia della Valdera ed il rapporto con la Piaggio

venerdì, settembre 6th, 2013
sabato
3 agosto 2013

Testata:
NAZIONE PONTEDERA VALDERA

Pagina:
15

 

«Il territorio deve rafforzare il dialogo con Piaggio»

 

«SERVE UNITA’». Il sindaco di Pontedera Simone Millozzi interviene sulla Piaggio e sullo stato dell’economia della Valdera, parlòa di scarsa compattezza sindacale come elemento che oggettivamente indebolisce le capacità di interlocuzione del territorio e sottolinea l’urgenza di rafforzare l’interlocuzione sul rapporto con le istituzioni del territorio: formative, culturali, dei centri di innovazione e trasferimento tecnologico. «Questo terreno, che è quello sul quale registriamo le principali debolezze e passi indietro dell’azienda, – dice Millozzi, rifrerendosi a Piaggio – è il solo terreno sul quale potranno innestarsi meccanismi virtuosi per le imprese locali e per l’occupazione. Diversamente si arretra, non ci sono diritti e contratti integrativi che tengano. Alle istituzioni, alle forze politiche e sindacali spetta il compito non solo di reclamare diritti e opportunità, ma renderne effettiva l’accessibilità». «Questo – prosegue – è il terreno su cui sono impegnato, insieme ai rappresentanti politici della zona, nella costruzione di relazione con i livelli politici regionali e nazionali. Su questi temi penso sia utile provare a costruire un’interlocuzione stringente con l’azienda piuttosto che su improbabili e confusionari richiami alla “lealtà territoriale” o, peggio, legami familiari».

 

 

Sulle dichiarazioni del Sindaco di Santa Maria a Monte, Parrella

venerdì, luglio 26th, 2013

Santa Maria a Monte vuole proseguire la strada da sola: è liberissima di farlo. Se ritiene un costo l’Unione perché non uscire subito? L’Unione, come dice la parola stessa, è una intesa tra pari. Nessuno obbliga altri a fare ciò che non vogliono.

E comprensibile la necessità del neo sindaco di tenere assieme visioni diverse nella sua maggioranza tuttavia, al netto della strategia politica, occorre capire qual’è l’obiettivo reale che intende raggiungere.

Penso al contrario che sia sempre più necessaria, di fronte alle riforme istituzionali che investono anche i comuni, l’esigenza di tenere un livello di rappresentanza adeguato autorevole che possa interfacciarsi con la Regione per le politiche sovracomunali e di area vasta. E’ difficile in questo contesto che la sindaca Parrella, che ha una lunga esperienza politica, scelga al contrario di indirizzare il suo comune verso l’isolamento e una “autarchia” anacronistica. Tuttavia deve essere chiaro che il motivo che ci spinge a gestire insieme servizi e funzioni è proprio quello di renderli più efficaci e migliori per i cittadini. E’ intuitivo e banale il fatto che gestendo insieme molti servizi si ottiene una economia di scala. Se si crea un corpo di polizia municipale più grande si otterranno più vigili a contatto con i cittadini, liberati dalle incombenze burocratiche, e non meno vigili. L’Unione ha funzionato in questi anni. Il livello di costo dei servizi sul territorio è rimasto a livelli accettabili, gli abitanti sono aumentati, le scelte politiche sono state positivamente condivise. La Valdera ha avuto in questi anni un ruolo che non aveva mai avuto nel passato. Ha ottenuto risorse come mai era successo, è cresciuta ed è migliorata. Il Comune di Santa Maria a Monte ha anche guidato l’Unione per un anno. Mentre oggi un esponente della stessa area politica della sindaca Parrella ricopre il ruolo di vicepresidente.

Appare quindi pretestuoso e sinceramente poco rispettoso di tutti gli altri comuni presenti mettere pubblicamente sotto esame questa Unione. Come è vero che ognuno è libero di fare le sue scelte è altrettanto vero che nessuno può mettere gli altri sotto esame. Abbiamo bisogno di amministratori che credano fermamente in questa strada intrapresa e che rifiutino ogni tipo di demagogia, che porta poco lontano. Deve essere chiaro che in questo anno ci aspettiamo che il sindaco di Santa Maria Monte sciolga queste ambiguità di fondo e evidenzi, con più nettezza, le linee politiche della sua maggioranza. Ognuno si prenda quindi le proprie responsabilità e faccia le sue scelte senza mettere sotto esame nessuno.

Sulla cittadinanza ai minori stranieri

mercoledì, maggio 15th, 2013

La strada intrapresa da questo Governo è quella giusta. Voglio esprimere infatti il mio sostegno e la mia solidarietà per gli attacchi da parte di Forza Nuova al Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge per la sua volontà di procedere speditamente nell’approvazione di una legge che finalmente riconosca il diritto di cittadinanza agli stranieri nati in Italia. Conosciamo Forza Nuova anche noi a Pontedera, dove abbiamo subito gli attacchi xenofobi di questa organizzazione e siamo anche per questo vicini al ministro.

 E’ il momento di superare l’anacronistico “jus sanguinis” a favore dello “jus soli”. Chi nasce in Italia deve essere italiano. Il Comune di Pontedera ha fatto la scelta di sostenere con forza questa idea, già da tempo. Lo scorso 10 novembre organizzammo una cerimonia pubblica nella sede del nostro prestigioso Teatro Era nella quale, con lo slogan “Pontedera sono anch’io”, consegnammo una cittadinanza simbolica a ben 603 bambini di 31 nazionalità diverse, con i genitori albanesi o nigeriani, marocchini o rumeni, cinesi o tunisini, ma tutti nati a Pontedera. La partecipazione delle famiglie italiane e straniere fu grandissima. La cerimonia è stata bella e suggestiva fino a quando non fu rovinata dall’irruzione in sala di alcuni attivisti estremisti di Forza Nuova che tentarono di disturbare l’iniziativa.

 La vicenda ha avuto strascichi e Forza Nuova ha messo l’amministrazione comunale di Pontedera nel mirino per questa scelta.

 Per questa ragione mi sento di esprimere ancora di più e con pieno titolo la mia soddisfazione per le scelte del Governo. Sono sempre più convinto di essere nel giusto.

E’ giusto combattere questa palese discriminazione verso una intera generazione di figli di questo Paese. Come stabilisce l’articolo 3 della Costituzione italiana vi sia pari dignità sociale per tutti i cittadini. Molti di questi ragazzi non hanno mai conosciuto i Paesi di origine dei propri genitori, hanno sempre vissuto a Pontedera, che considerano la propria terra, la propria casa e la propria comunità. Frequentano le scuole con i nostri figli, giocano con loro, si divertono insieme e insieme studiano. Verso di loro siamo responsabili. Non vogliamo farli sentire diversi: vogliamo che non ci sia una discriminazione e a loro dobbiamo delle risposte. Occorre lavorare perchè insieme all’imposizione di doveri agli immigrati vengano concessi anche i diritti di cui noi italiani disponiamo.

 Ripeto che si tratta di una legge sulla quale si misura la civiltà di un Paese. Il futuro dell’Italia sarà migliore se sapremo affrontare la sfida della multiculturalità e della multietnicità, se le istituzioni non rimarranno indietro rispetto ad una realtà che è già davanti a noi e che i nostri figli conoscono e accettano. Non è solo un atto di giustizia sociale ma anche un atto di realismo, di curare gli interessi di un Paese come il nostro che sta invecchiano oltre la media e ha bisogno dell’apporto che può venire da energie nuove, anche in campo economico. Anche dal punto di vista della sostenibilità del nostro sistema del welfare. Legalità e integrazione sono i due grandi pilastri su cui poggiano le possibilità reali di una civile convivenza e per l’integrazione si deve cominciare proprio dai bambini.

Una corretta percezione dell’immigrazione da parte dell’opinione pubblica ha bisogno di una accurata comunicazione da parte dei media, se si vuole evitare di alimentare ansia sociale e odiosi episodi di intolleranza. I cittadini sono dalla nostra parte.

 Lo stesso Presidente Giorgio Napolitano ha sostenuto anche che “negare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è un’autentica follia, una assurdità”. Anche io condivido queste parole e invito il Governo a proseguire con forza su questa strada.

In questi giorni peraltro in Valdera tutti i comuni, con la sola esclusione del Comune di Casciana Terme, conferiranno la cittadinanza onoraria ai minori stranieri nati in Italia.

 Non posso sottacere in questo quadro sull’atteggiamento delle liste civiche e sugli schieramenti politici vicini al centrodestra che non prendono posizione o, peggio ancora, si schierano apertamente contro questa iniziativa che favorisce l’integrazione e il buonsenso.

Si tratta di una iniziativa simbolica, lodevole, che va nella direzione auspicata da tutti noi, dai cittadini e dal Ministro Kyenge. E’ una iniziativa che vuole dimostrare la volontà di integrare questa importante fascia della popolazione, da parte delle Istituzioni di questo territorio. In questo senso riceviamo tutti i giorni conferma, dai cittadini, dalle scuole, dalle associazioni, della giustezza di questa nostra scelta.

 Valdera, Pontedera e l’Italia siamo tutti noi.

Sul percorso di fusione avviato da Lari e Casciana Terme

mercoledì, aprile 10th, 2013

Voglio esprimere la mia positiva opinione relativamente all’avvio di un percorso di fusione tra i comuni di Lari e Casciana Terme. Guardiamo con grande attenzione a questo progetto innovativo di riforma istituzionale e che parte dai territori; un percorso che va nella direzione della razionalizzazione delle risorse, dell’ottimizzazione delle strutture, che è stato reso possibile dal dialogo e dalla condivisione sempre più forte degli stessi servizi e delle stesse attività. Tutto questo accade dentro al contenitore dell’Unione della Valdera che in questi anni ha avuto una funzione fortissima di condivisione, di amalgama, di relazione tra le istituzioni di questo territorio. E ritengo soprattutto che l’Unione abbia fatto comprendere innanzitutto a gli stessi cittadini di essere tutti parte di una stessa comunità, di uno stesso territorio e di uno stesso destino. Oggi è grazie all’esistenza di questo contenitore che registriamo una grande e nuova capacità di pensare e progettare nuove geometrie istituzionali. E all’interno dell’Unione questo progetto di fusione deve rafforzarsi e consolidarsi. La Valdera è uno dei territori della nostra provincia più vivace sotto questo punto di vista, ed uno dei più attivi in Toscana. Si è parlato e si parla di molte possibili nuove geometrie istituzionali, di fusioni, di nuovi e più grandi comuni. Tutto questo è positivo ed è il segno tangibile che l’Unione ha lavorato bene, facendo superare divisioni tanto ataviche quanto anacronistiche, campanilismi, e persino, in un fase storico-politica delicata come quella che viviamo, ideologiche. Il nostro territorio rappresenta un esempio positivo anche per la politica e per la buona amministrazione. Dobbiamo continuare su questa strada. Occorre ora candidarci, con forza, nella nostra dimensione ottimale di territorio della Valdera, come Unione, a gestire alcuni servizi che fino ad oggi ha gestito la Provincia. Dobbiamo immediatamente aprire un tavolo con la Regione Toscana nel quale si parli di questa prospettiva ragionando, nel merito, di competenze, funzioni e risorse. L’Unione rappresenta la soluzione ideale perché è una forma associativa “dal basso”, che non comporta costi politici e ha come obiettivo la semplificazione delle procedure, l’ottimizzazione delle risorse e delle attività. Occorre ora, nell’attesa del risultato del percorso partecipativo avviato dai due comuni interessati alla fusione, accelerare sui processi di unificazione delle funzioni fondamentali per i comuni sotto i 5 mila abitanti, entro l’anno.  Penso che questa sia anche la migliore risposta all’antipolitica o comunque alla politica che non vuole decidere e che rifiuta ogni possibile riforma o possibile soluzione dei problemi. Si tratta di un tema di strettissima attualità. Oggi il direttore dell’Irpet traccia il quadro delle problematiche e ci indica questa strada. Credo che la Valdera sia avanti. Dobbiamo continuare questa azione di contenimento dei costi attraverso una migliore organizzazione delle istituzioni. Nell’interesse dei nostri cittadini che hanno già capito l’importanza dell’unità. L’Unione fa la forza

I dati sono chiari, le presenze crescono, Pieragnoli di Confcommercio usa termini offensivi per la nostra città.

giovedì, marzo 7th, 2013

Il Direttore di Confcommercio Pisa Pieragnoli utilizza in maniera scorretta i dati per dimostrare ciò che non è vero e cioè che il turismo a Pontedera andrebbe male. E’ vero esattamente il contrario.

Ieri la Provincia di Pisa ha diffuso i dati provinciali del turismo che fanno segnare un calo delle presenze (cioè dei pernottamenti complessivi) nel territorio provinciale del 2,1%. Secondo questi dati in Valdera invece le presenza sono aumentate tra il 2011 e il 2012 del 2,5%. Già questo dato dovrebbe far riflettere tutti sulla giustezza delle politiche attuate in questo territorio. Invece Pieragnoli oggi dichiara sui network che il Comune di Pontedera segna un dato negativo del 2,2% delle presenze ed addirittura un dato negativo del 27,5% di arrivi. Il dato che prende in considerazione il Pieragnoli e che estrapola da quelli in possesso della Provincia tiene in considerazione l’ex hotel Cavalieri presente sulla Superstrada Firenze-Pisa-Livorno che è stato chiuso nel 2011.

Ora domando, come si fa a confrontare i dati sul turismo del 2011 con quello del 2012 senza aver il coraggio di affermare pubblicamente che una struttura alberghiera ha chiuso nel settembre/ottobre 2011? Come è possibile computare tra i 2 anni i mancati arrivi e le mancate presenze di una struttura ricettiva,(che per tipologia era l’unica nel nostro territorio), chiusa?

Tutto questo è ancor più grave e disdicevole nonostante un recente incontro con i rappresentanti di categoria nel quale questa circostanza fu alle stesse ben spiegata, approfondita e documentata..

Prendendo in considerazione i dati reali invece a Pontedera le presenze sono aumentate di oltre il 10% nel 2012, e questo nonostante la tassa di soggiorno. Non sono io, quindi, che devo chiedere scusa agli imprenditori. Lo faccia chi mente sapendo di mentire.

Per queste ragioni ancora una volta questa Amministrazione Comunale si trova costretta a smentire i dati di questa associazione che ormai ha scatenato una violenta campagna contro questo Comune, nel nome e nell’interesse di una parte della propria categoria.

Il Comune di Pontedera ha il dovere di governare un territorio dove, in una fase di crisi, si chiedono sacrifici a tutti. Abbiamo applicato la tassa di soggiorno chiedendo di fatto un contributo a chi sceglie di visitare la nostra città. Una città ricca di servizi e sempre più attraente. Non ci sembra che si tratti di un contributo particolarmente oneroso. Invitiamo Confcommercio a riflettere su questa strada intrapresa di scontro e di difesa ad oltranza e corporativa. Non esistono solo i vostri interessi esistono anche le esigenze di una comunità. Parlare di ecatombe del turismo, come fa Pieragnoli è offensivo verso Pontedera e verso l’intelligenza di tutti i cittadini.

Appello del sindaco e presidente dell’Unione della Valdera, Simone Millozzi, per la partecipazione dei cittadini al voto

sabato, febbraio 23rd, 2013

Rivolgo un appello ai cittadini di Pontedera e della Valdera perché si rechino a votare domenica e lunedì.

Il voto a questa consultazione elettorale è importante per il futuro del nostro Paese. E’  un  voto che ci riguarda da vicino perché disegneremo, con un piccolo e semplice gesto, l’Italia dei prossimi anni. E con esso sceglieremo anche il nostro rapporto con l’Europa. La crisi che ci ha investito in questi mesi è figlia di decenni di politiche sbagliate che, con un eccessivo debito pubblico, hanno reso fragile la nostra economia, e della speculazione finanziaria.  Senza Europa oggi saremmo più deboli e la crisi ci avrebbe travolto privandoci del livello di qualità della vita oggi raggiunto. Per questo dobbiamo scegliere come dovrà essere l’Italia nei prossimi decenni. Dove e come vogliamo crescere le future generazioni. E dobbiamo guardare alla storia che ci insegna che le scorciatoie populistiche e demagogiche sono deleterie e foriere di grandi tragedie. Occorre tornare a parlare un linguaggio di verità lasciandosi alle spalle anni di false promesse o di illusionisti capaci di trascinare il Paese sull’orlo del baratro. E’ il momento in Italia di fare scelte che ci collochino nella scia delle grandi democrazie occidentali con politiche di responsabilità, dove diritti e doveri vadano di pari passo. E’ l’ora di rendere questo Paese un pezzo moderno d’Europa. E’ l’ora di tornare a mettere al centro dell’agenda politica dei prossimi anni il lavoro, l’occupazione, le politiche industriali, l’istruzione, la sanità, gli enti locali. Occorre coniugare crescita ed equità sociale; dare speranza ai nostri giovani, ridare fiducia e orgoglio al nostro Paese. Restituire moralità alla politica, credibilità, sobrietà, etica pubblica. Per far tutto questo occorre un Governo stabile, serio autorevole. Invito tutti a pensare davvero all’esito di questa consultazione e a non astenersi.

Meglio partecipare al voto che delegare agli altri le nostre scelte. Invito tutti gli abitanti di Pontedera e della Valdera a recarsi al voto domenica e lunedì prossimi ed esprimere il proprio voto. Occorre fare una scelta giusta!

Pontedera, 22 febbraio 2013

Governo e comuni: “Siamo al commissariamento”

venerdì, ottobre 19th, 2012

Nella mia veste di sindaco, di Presidente dell’Unione dei Comuni, e quindi di rappresentante della nostra comunità cittadina e di tutta la Valdera, mi sento in dovere di informare i cittadini del grave attacco che gli enti locali, e le nostre istituzioni stanno subendo da parte del Governo. L’esecutivo Monti ha sicuramente restituito credibilità internazionale al nostro Paese ed ha rimesso i conti pubblici in ordine ma non ha mai coniugato il rigore con la crescita e l’equità. Non ho mai nascosto le mie critiche per l’atteggiamento tenuto dal Governo verso gli enti locali. Non si può scaricare la crisi sull’ente più vicino al cittadino e da questi più “controllabile”. Le ultime misure disposte dall’esecutivo nazionale infatti mettono a serio rischio la possibilità di amministrare un territorio.

La democrazia si regge sul sistema delle autonomie e sulla possibilità per ognuno di noi di determinare le cose che lo riguardano. C’è un termine, a volte poco conosciuto, che è “sussidiarietà”: significa che le decisioni devono essere prese al livello istituzionale più basso, quello più vicino ai cittadini. E’ questo uno dei principi cardine delle moderne democrazie teorizzato da Pio XI e dai Trattati europei di Maastricht e Lisbona, potenziato nella Costituzione italiana e negli ordinamenti di Paesi democratici di grande tradizione come Stati Uniti e Svizzera.

Non è comprensibile questo accanimento contro gli enti locali su cui già è stata scaricata gran parte delle misure di riduzione della spesa e di argine alla crisi. Con l’Imu i Comuni sono stati trasformati in semplici esattori e privati di funzioni e di capacità decisionali su moltissime materie. E’ opportuno che la politica si faccia portavoce di questi problemi. Gli 8 mila comuni italiani sono le istituzioni più vicine ai cittadini: le uniche che ogni giorno rappresentano lo Stato con la propria faccia, quelle che da sempre hanno il vincolo del pareggio di bilancio. Peraltro colpire i Comuni significa colpire i più deboli e le fasce dei cittadini più esposte.

Faccio mie le parole del Presidente nazionale dell’Anci, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia: “Non ci interessa il federalismo senza autonomia, perché avvicinare l’esercizio del potere pubblico ai cittadini deve significare in primo luogo che chi governa i Comuni deve esercitare piena autonomia politica, esercitando responsabilità. Tornare indietro rispetto ad una prospettiva di federalismo municipale, di decentramento di poteri e funzioni è un grave errore politico e culturale. Monti – ha detto Delrio – creda nei Comuni come leali compagni di viaggio, scommettere su di noi significa puntare sul riscatto dell’Italia. Anche perché non si può pensare di sostituire la politica con la Corte dei Conti”.

Pontedera, 18 ottobre 2012

Una riflessione sui criteri di scelta del futuro personale di Ikea

martedì, febbraio 21st, 2012

Devo dire che sono rimasto sorpreso leggendo dai quotidiani domenica la notizia, di cui sembra si siano fatti portatori gli amministratori comunali pisani, che Ikea assumerà nel nuovo centro commerciale persone residenti nei comuni dell’area pisana, poiché risiedono a meno di venti minuti dall’infrastruttura.

Non voglio aprire una polemica ma una riflessione è necessaria. Con questa logica gli abitanti, ad esempio, di Pontedera e della Valdera non potrebbero lavorare all’Ikea, neppure dando la disponibilità a trasferirsi dopo assunti? Eppure è noto a tutti che questo territorio è parte della provincia di Pisa ed è compreso nei 68 comuni del bacino di vendita previsto dallo stesso colosso svedese. Non solo: nelle scorse settimane è stato reso noto uno studio nel quale si evidenziava l’effetto sul territorio dell’insediamento Ikea. Un effetto a bilancio sicuramente positivo ma che evidenziava come, a fronte di oltre duecento nuovi posti di lavoro creati, se ne sarebbero persi alcuni nelle aree già oggi votate al commercio dei mobili. Qualcuna di queste aree è in Valdera. Va detto anche che pure la Regione Toscana e la Provincia di Pisa hanno avuto un ruolo importante nella determinazione della scelta dell’insediamento di Ikea a Pisa. L’area dei Navicelli è territorio anche della Toscana; o no? Pisa utilizza anche fondi toscani per le necessarie infrastrutture dell’area, o no? Ritengo quindi che sia ingiustificato un ragionamento di selezione del personale di questo tipo, fuori dai tempi moderni e lontano dai valori della nostra stessa Toscana: valori di solidarietà, di comunanza, di attenzione ai bisogni e alle competenze prima che al luogo di residenza o di nascita. Pontedera e la Valdera sono territori che hanno sempre avuto una forte vocazione industriale. Gran parte del tessuto industriale di questa provincia è nella nostra zona, un tessuto che, per forza di cose, trattandosi di industrie, ha anche avuto un notevole impatto ambientale e urbanistico. Nelle industrie di Pontedera e della Valdera lavorano una gran quantità di residenti a Pisa e in altre zone della Toscana. Anche nelle ultime aziende che si sono installate in questa area, come quelle presenti nel polo ambientale (trattamento di rifiuti e riciclo), molti vengono da Pisa, da fuori Valdera e da fuori provincia. Qualche dipendente dopo essere stato assunto ha scelto, per sua legittima comodità, di trasferirsi nella nostra città e di ciò siamo orgogliosi. Ma non si può fare una selezione a priori. Attenzione a porre criteri di questo tipo. Sono lontani, e lo dico senza polemica, dai valori stessi anche delle forze di centrosinistra che governano gli enti locali di questa zona. Mi auguro quindi che questi criteri siano smentiti dall’azienda e chiariti dagli amministratori pisani che li hanno annunciati sulla stampa.

Pontedera, 20 febbraio 2012