Il TAR sulle aperture domenicali e festive.

Apprendiamo che il Tar della Toscana ha accordato la sospensiva ad una catena di grande distribuzione che ha presentato ricorso contro l’ordinanza che limitava le aperture domenicali e festive sul territorio di Pontedera.
Prendo atto di questa decisione che nei prossimi giorni approfondiremo. Ritengo che la nostra posizione fosse giusta e dettata dai nostri valori di vivibilità del territorio, di rispetto del lavoro e dei diritti dei lavoratori, della tutela del negozio di vicinato e della funzione sociale che svolge. Nel testo di questa decisione si farebbe riferimento al fatto che le norme in materia di concorrenza “costituiscono principi generali dell’ordinamento nazionale e sono, quindi, direttamente applicabili”.
Ci adegueremo quindi, non condividendole, alle norme che ci giungono dai livelli di governo nazionali in attesa della definitiva sentenza di giugno.
Ritengo che si tratti di una scelta sbagliata e che i territori e le comunità si difendono e si fanno prosperare attraverso un diverso concetto di sviluppo, di crescita e di libertà economica. Un concetto che tenga anche conto delle peculiarità, delle tradizioni e della storia di ogni territorio. Non è tenendo i negozi aperti tutti i giorni, 24 ore su 24, che si contrasta la crisi economica del  nostro Paese. Per superare la crisi occorre rilanciare l’occupazione e far ripartire i consumi. Non serve dar luogo ad una deregolamentazione selvaggia delle aperture ma promuovere politiche per restituire capacità di spesa ai cittadini comuni. Auspico infine che tutte le parti sociali e le rappresentanze del territorio facciano sentire la propria voce, la propria opinione, in merito a questa decisione che sottintende un modello di società che non ci piace

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Sull’imposta di soggiorno

Durante il Consiglio Comunale di ieri sera si è discusso dell’ipotesi, che questa amministrazione sta prendendo in considerazione, di applicare anche nella nostra città, l’imposta di soggiorno. Un consigliere comunale di minoranza, che aveva sollevato perplessità, ha anche proposto di sostituire le risorse che si otterrebbero dall’imposta, introducendo il biglietto per chi utilizza il bus navetta o per chi visita il Museo Piaggio.
Innanzitutto va detto che la nostra impostazione è quella di chiedere qualcosa a tutti, non soltanto ai cittadini di Pontedera ma anche a coloro che visitano la città. Ogni anno a Pontedera si contano circa 50 mila presenze turistiche. Negli ultimi anni la città (ma anche la Valdera) ha visto altissime percentuali di crescita delle presenze turistiche. E’ stato il frutto delle politiche di progressivo miglioramento della qualità della vita e della qualità ambientale ed urbana. Abbiamo valorizzato l’arte in città. Abbiamo aperto: il Museo Piaggio che oggi si può visitare gratuitamente (e che conta circa 40 mila presenze annue), il Teatro Era, il centro culturale Sete Sois Sete Luas e il Centro per l’arte Otello Cirri dove è presente l’Ufficio Turistico. Abbiamo promosso la mobilità sostenibile come il bus navetta gratuito e servizi innovativi come il bike sharing. Sono stati creati una quantità innumerevole di eventi culturali e di spettacoli. La città ha cambiato aspetto. E’ migliorata. E’ diventata un modello per la sua qualità dei servizi. La crescita esponenziale di questi servizi è stata possibile anche senza risorse aggiuntive. Oggi non intendiamo tagliarli ma per far questo occorre chiedere un piccolo sacrificio a tutti. Anche a coloro che vengono ospitati nella nostra città. Non è pensabile infatti che manovre governative così penalizzanti nei confronti degli enti locali si facciano ricadere solo sui nostri cittadini, sui cittadini che risiedono nella nostra città. Occorre uno sforzo collettivo e a questo possono concorrere, per una piccola parte, anche coloro che in città non vivono né risiedono ma che usufruiscono, a vario titolo, dei nostri servizi e delle nostre infrastrutture, realizzati finora con l’impegno dei cittadini di Pontedera, ben sapendo che in realtà questi servizi sono a disposizione di una utenza più vasta. L’imposta di soggiorno quindi serve a questo. Valuteremo con grande attenzione le richieste degli operatori e degli albergatori: moduleremo differenziando l‘imposta in base alle fasce, alle “stelle” delle strutture ricettive. Ma non possiamo tener fuori da questo sforzo collettivo coloro che visitano la città e usufruiscono dei suoi servizi. Crediamo anche che il grande lavoro di miglioramento della città renda la permanenza a Pontedera appetibile per un turista anche ad un prezzo impercettibilmente più alto. Per questo mi auguro che gli operatori comprendano le ragioni di questa imposta, che verrà applicata in moltissime località italiane, e lavorino per migliorare con noi l’offerta qualitativa della città.

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Sulla decisione del TAR che respinge il ricorso del gruppo Panorama

Riproduciamo gli articoli giornalistici pubblicati sulla testata nazionale “QN” e nella cronaca locale dei quotidiani   NAZIONE PONTEDERA VALDERA  e TIRRENO PONTEDERA del 25 gennaio 2012

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
QN
Pagina:
22
Primo round alla Regione «Niente negozi aperti la domenica a Pontedera»

No del Tar alla sospensiva chiesta dai supermercati Pam

Carlo Baroni Pontedera (Pisa)

«I PALETTI restano contro le aperture selvagge, almeno per ora, a tutela delle centinaia di negozi di vicinato che sono la forza del nostro centro commerciale naturale». La «sua» Pontedera resta con il governatore Rossi fino alle carte bollate. Incassa un primo successo ed è pronta a costituirsi in giudizio per il 7 febbraio, giorno fissato per la trattazione collegiale della camera di consiglio. Il sindaco Simone Millozzi vive come una vittoria il fatto che il Tar della Toscana abbia respinto il ricorso d’urgenza presentato dalla società Pam – presente nella città della Piaggio con l’ipermercato Panorama – per chiedere la sospensiva dell’ordinanza con cui il Comune, adenguandosi alla linea della Regione, «blocca» la liberalizzazione delle aperture. Richiesta che secondo la seconda sezione del Tar poteva essere accolta se Pontedera fosse stata classificata come città turistica o d’arte. Ma non lo è.

INSOMMA in Toscana, grazie ad un cavillo, la strada non è liscia come in Lombardia e Veneto dove il colosso della grande distribuzione ha vinto i ricorsi al Tar contro i Comuni che avevano messo i paletti. Lira, ,comunque, ci sono novanta giorni di tempo dalla, data di entrata in vigore della legge, nei quali le Regioni e gli enti locali devono adeguare i loro ordinamenti al decreto del governo. Comunque solo a Pontedera si è passati alle carte bollate. In altre località, come ad Arezzo per esempio, il tutto s’è risolto con qualche mugugno, e con Despar ed Esselunga aperti e l’Ipercoop chiuso. Tuttavia .si tratta di questione che scotta, indipendentemente dalla vicenda di Pontedera, quella dell’approccio della Toscana alla liberalizzazione delle aperture. Fiorella Bianchi, direttore commerciale di Conad, al timone di 150 punti vendita, è un fiume in piena contro la «linea Rossi» e chi la segue: «Nel quadro economico e sociale della Toscana le aperture domenicali sono un servizio prezioso E non aperture selvagge – dice – stare aperti sette giorni su sette ci impone una riorganizzazione del lavoro che aumenta sicuramente la produttività, che in alcune realtà potrà portare nuovi posti di lavoro e che non lede affatto i diritti, perche nessuno si sogna di “evitare” i riposi compensativi o le maggiorazioni domenicali». «Non ha alcuna giustificazione credibile il limite delle quindici aperture domenicali invece di quaranta – aggiunge Bianchi Le ragioni, semmai, sono altre, sono politiche, e sono sostenute da chi punta ad aver il monopolio della grande distribuzione sottraendosi al confronto». Pieno sostegno alle liberalizzazioni da Esselunga che dice: «Ci consentiranno di pianificare liberamente e razionalmente il sistema, rifornimenti, organizzazione del lavoro e altro, ed i clienti potranno fare la spesa in libertà».

 

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
NAZIONE PONTEDERA VALDERA
Pagina:
2
«Stiamo salvando i piccoli negozi dalle aperture senza più limiti»

IL SINDACO ESULTA PER LA DECISIONE DEL TAR

Il tribunale rigetta la richiesta del supermercato Pam contro le chiusure forzate

- PONTEDERA
«HO APPLICATO il metodo della concertazione che da sempre ci accompagna nella gestione del commercio, che è una risorsa importante nella nostra città. Inoltre la crisi non la si contrasta con le aperture selvagge». Il sindaco Simone Millozzi esulta davanti alla decisione del Tar di rigettare la richiesta di sospensiva – da parte della Pam per l’ipermercato Panorama – dell’ordinanza con cui il Comune, adeguandosi alla linea della Regione, «blocca» la liberalizzazione delle aperture. «La grande distribuzione aperta senza limiti, fino magari a mezzanotte, sette giorni su sette – aggiunge Millozzi – sono certo che causerebbe una moria di negozi di vicinato, assestato un colpo mortale al nostro centro commerciale naturale». «I negozi di vicinato – rileva il primo cittadino – non hanno la forza per resistere al pressing senza sosta dei supermercati che già hanno messo a dura prova la sopravvivenza dei negozi». Intanto, quindi, il Tar ha dato una «prima» ragione al Comune sostenendo che la sospensiva poteva essere accolta se Pontedera fosse stata classificata come città turistica o d’arte. Ma non lo è. Insomma salvi per un cavillo. Ora, comunque, ci sono novanta giorni di tempo dalla data di entrata in vigore della legge, nei quali le regioni e gli enti locali devono adeguare i loro ordinamenti. «Il problema potrebbe essere superato nei prossimi giorni da un accordo nella conferenza Stato-Regioni – rileva Millozzi -: la nostra speranza è, appunto, che quest’accordo arrivi e che possa essere mantenuto un freno a quanto deciso dal governo Monti. Per superare la crisi, rilanciare l’occupazione e far ripartire i consumi non bisogna allungare l’orario di apertura, ma mettere soldi da spendere nelle tasche dei cittadini. Fermando, almeno per ora, le aperture selvagge sono certo che abbiamo dato una boccata d’ossigeno al grande ed importante tessuto dei negozi della città. Un tessuto sul quale abbiamo investito e in cui crediamo per il futuro».

Carlo Baroni

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
TIRRENO PONTEDERA
Pagina:
IV
Domeniche di apertura, ha ragione il Comune

RICORSO AL TAR

PONTEDERA
Il primo round è del Comune. Glielo assegna il Tar, il tribunale amministrativo regionale. Riguarda un ricorso che il gruppo Panorama, presente in città con un supermercato e una galleria di negozi, aveva presentato, per chiedere che fosse sospesa l’ordinanza che regola le aperture festive.

Nessuna sospensiva. Si va avanti con le regole dettate da Palazzo Stefanelli: 15 domeniche di apertura straordinaria da gennaio a novembre, più il tour de force natalizio, con i negozi sempre aperti a dicembre. «Abbiamo deciso di applicare le indicazioni che arrivavano dalla Regione Toscana- spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – dicendo no a una liberalizzazione selvaggia. Il calendario approvato per il 2012, che ricalca quello degli anni precedenti, è il risultato di una decisione presa con il coinvolgimento di tutti: è una scelta condivisa e ragionata con le associazioni di categoria».

All’indomani di questa ordinanza, invece, il Gruppo Pam-Panorama Spa si era rivolta al Tar della Toscana, per chiedere di poter decidere liberamente le proprie aperture festive, come stabilisce il decreto varato dal presidente del consiglio Mario Monti e noto, ormai a tutti, come il Salva Italia.

Proprio ieri, però, il Tar ha emesso la sua prima sentenza. Ha deciso che l’ordinanza del Comune di Pontedera non sarà sospesa. I motivi? Intanto il fatto che le regioni e gli enti locali, in questo caso il Comune di Pontedera – ma anche gli altri che hanno preso la stessa decisione, nell’ambito dell’Unione dei Comuni – hanno 90 giorni di tempo dalla data in cui è entrato in vigore il decreto sulle liberalizzazioni, per adeguare i loro ordinamenti. E il decreto porta la data del 22 dicembre del 2011. Ma poi, dice la sentenza, che la sospensiva si può accogliere nei casi in cui è applicabile a esercizi commerciali che si trovano in località d’arte o turistiche. Nel caso di Pontedera no. E questo è il motivo per il quale la sospensiva non è stata accolta e il ricorso del Gruppo Pam-Panorama, respinto.

Restano alcune incognite. Ad esempio, nei novanta giorni dati dalla legge agli enti locali per adeguare i propri ordinamenti, quali saranno le decisioni che Pontedera e il resto dell’Unione dovranno prendere.

L’altra è che il tribunale amministrativo sulla questione sollevata da Pani dovrà entrare nel merito: l’avvio della discussione collegiale è prevista per il 7 febbraio.

Intanto, nelle scorse settimane, un negozio di abbigliamento di corso Matteotti, rimasto aperto durante una domenica non contemplata nell’ordinanza, è stato multato: mille euro, la sanzione.

Emilio Chiorazzo

mercoledì
25 gennaio 2012
Testata:
TIRRENO
Pagina:
15
Aperture festive, respinto il ricorso Pam

PONTEDERA

Il primo round è del Comune di Pontedera. Glielo assegna il Tar, il tribunale amministrativo regionale, che ha respinto il un ricorso che il gruppo Panorama, che ha in città con un supermercato e una galleria di negozi, aveva presentato, per chiedere che fosse sospesa l’ordinanza che regola le aperture festive, in favore della liberalizzazione Monti.

Invece si va avanti con le regole dettate dal Comune: 15 domeniche di apertura straordinaria da gennaio a novembre, più il tour de force natalizio, con i negozi sempre aperti a dicembre.

«Abbiamo deciso di applicare le indicazioni che arrivavano dalla Regione -spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – dicendo no a una liberalizzazione selvaggia. Il calendario approvato per il 2012, che ricalca quello degli anni precedenti, è il risultato di una decisione presa con il coinvolgimento di tutti: è una scelta condivisa e ragionata con le associazioni di categoria».

All’indomani di questa ordinanza, invece, il Gruppo Pam-Panorama Spa si era rivolta al Tar della Toscana, per chiedere di poter decidere liberamente le proprie aperture festive, come da decreto Salva Italia.

Ma il Tar ha deciso che l’ordinanza del Comune non va sospesa, e questo perché le regioni e gli enti locali hanno 90 giorni di tempo dalla data in cui è entrato in vigore il decreto sulle liberalizzazioni, per adeguare i loro ordinamenti. E il decreto porta la data del 22 dicembre del 2011. Ma poi, aggiunge la sentenza, la sospensiva si può accogliere nei casi in cui è applicabile a esercizi commerciali che si trovano in località d’arte o turistiche. Nel caso di Pontedera no. E quindi il ricorso del Gruppo Pam-Panorama è stato respinto.

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Condanna del Comune per i cappi fatti trovare in alcuni punti della città

Stamani sono stati fatti trovare, in tre punti della città dei cappi con allegati dei manifestini politici di protesta contro il governo. Davanti alla stazione ferroviaria, davanti all’ingresso del comune, e in Piazza Martiri della Libertà, i cappi di fune massiccia sono stati fatti trovare a fianco a dei volantini firmati da Forza Nuova e nei quali si criticavano aspramente le proposte del Governo in tema di liberalizzazione e di riforme. Nel volantino si parla di questa minacciosa provocazione come di una iniziativa nazionale. Ci auguriamo che non sia così e che la firma sotto il volantino sia smentita da Forza Nuova. In caso contrario saremmo di fronte ad una provocazione gravissima e minacciosa. Tra l’altro avvenuta consapevolmente e mentendo al Paese sui reali responsabili e sulle cause della crisi economica che stiamo affrontando. Sarebbe come dare le colpe dell’influenza al medico chiamato al capezzale. Strano che durante lo scorso governo, grande fautore del capitalismo selvaggio, non ci siano mai state iniziativa così clamorose. L’amministrazione ha segnalato la vicenda alla magistratura che valuterà il livello di minaccia e di intimidazione dell’episodio. Da parte nostra condanniamo fermamente questo tipo di azione e chi se ne rende responsabile con la evidente, sciagurata, volontà di alzare la tensione nel Paese.

Pontedera, 19 gennaio 2012

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Solidarietà al comandante della Polizia Municipale di Pontedera

Abbiamo appreso dell’inchiesta su alcuni presunti illeciti nella gestione dei rifiuti che, secondo indiscrezioni di stampa, vedrebbe tra i segnalati dal Noe anche il nostro comandante della Polizia Municipale, per fatti avvenuti quando svolgeva il ruolo di responsabile della Polizia locale dell’Alta Valdera.

Premesso che nutriamo l’assoluta stima che la magistratura condurrà rapidamente e approfonditamente le indagini esprimo a nome mio e dell’amministrazione comunale la nostra fiducia nel comandante della nostra polizia municipale che ha sempre dato dimostrazione di grande professionalità e serietà nel suo lavoro. Siamo certi che l’approfondimento delle indagini chiarirà la completa estraneità del comandante a qualsiasi comportamento non regolare.

Pontedera, 19 gennaio 2012

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Solidarietà del sindaco Simone Millozzi al corpo di Polizia Municipale di Milano, per la tragica uccisione dell’agente di polizia municipale Nicola Savarino

Formulo la solidarietà della città di Pontedera e mia personale ai famigliari e agli amici di Nicola Savarino, al Comune di Milano, e a tutti gli operatori di Polizia Municipale. Ogni giorno si registrano nelle città italiane episodi di violenza e di insofferenza verso le regole. Mai come in questa fase il ruolo di controllore, di tutore delle regole e delle leggi, è difficile. Per questa ragione invito tutti i cittadini a rispettare e capire il ruolo di questi operatori essenziale per la qualità della vita e la sicurezza nelle città. Mi auguro che ci sia sempre maggiore consapevolezza di ciò e che nessuno debba perdere la vita, ancora, nello svolgimento del proprio lavoro.

 Pontedera, 19 gennaio 2012

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Anche nel 2012 le domeniche di apertura dei negozi a Pontedera saranno 15

Anche nel 2012 le domeniche di apertura dei negozi a Pontedera saranno 15. E’ ciò che è stato deciso dall’incontro in Comune a Pontedera, alla presenza anche dell’assessore Tognarelli,  di concerto con le organizzazioni dei lavoratori, dei commercianti e dei consumatori.

Come negli anni passati è stato stilato il calendario delle aperture festive che quest’anno saranno: il 6 e l’8 gennaio, il 12 febbraio, l’11 e il 25 marzo, il primo aprile, il 13 maggio, il 10 giugno, l’8 luglio, il 9 settembre, il 14 e il 28 ottobre, l’11 e il 25 novembre.

A queste 14 date si aggiungerà in seguito una domenica di apertura in occasione di eventi speciali legati al territorio.

Va ricordato anche che tutte le domeniche di dicembre i negozi potranno rimanere aperti. 

Questo calendario è inserito nell’ ordinanza che ho firmato. Il calendario assume un rilievo particolare in questo momento visto le recenti norme del Governo in materia di “liberalizzazione” del commercio.

“In linea con le considerazioni della Regione Toscana e del presidente Enrico Rossi anche noi riteniamo che la cosiddetta “liberalizzazione” totale e selvaggia degli orari e delle aperture non sia un provvedimento utile. Rendere ancora più libero il commercio non significa renderlo selvaggio e senza alcuna regola. Il mondo del commercio è un mondo che è già completamente “sul mercato”, non si tratta di un settore che oggi gode di particolari agevolazioni o di privilegi corporativi. E già oggi il cittadino è libero di rivolgersi a chi vuole. Per quanto riguarda orari e aperture non si può far finta di non vedere che oltre alle esigenze dei consumatori occorre tener conto anche di quelle delle famiglie, dei lavoratori, della vivibilità delle città, della identità e, perché no, dei valori. Con la liberalizzazione selvaggia si metterebbe a rischio una vasta rete di piccoli esercizi commerciali che sarebbero tagliati fuori e a rischio chiusura penalizzando i centri commerciali naturali come il nostro che fanno della qualità del commercio e della vivibilità del territorio i propri valori irrinunciabili. Occorre trovare un giusto e corretto equilibrio tra gli spazi e le opportunità della grande distribuzione e il ruolo sociale svolto dalla dai negozi di vicinato. Non è con il consumismo onnivoro che si risolvono i problemi di un Paese che anzi sta cercando di rispondere alla crisi eliminando, necessariamente, il superfluo”

“La capacità di spesa manca perché manca il lavoro, aumenta la disoccupazione e ci sono meno soldi nelle tasche degli italiani. In questo senso occorrerebbe indirizzare  gli sforzi di una politica responsabile. Più che dell’ampliamento degli orari e delle aperture dunque c’è bisogno di maggiore benessere e soprattutto di maggiore equità sociale. Questa è la vera liberalizzazione che serve. A Pontedera la nostra ordinanza tiene conto di tutto questo”. 

Pontedera, 3 gennaio 2012

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Sulla scomparsa di Giuseppe Caciagli

L’Amministrazione comunale di Pontedera apprende con dolore la morte del professor Giuseppe Caciagli che, con la propria attività di studioso, di erudito, di ricercatore di storia locale e di editore ha contribuito molto ad arricchire e valorizzare la cultura e la storia della nostra città e più in generale della provincia di Pisa, a cui ha dedicato saggi e studi di taglio divulgativo molto noti.

Ma oltre che un ruolo culturale, il professor Caciagli ha ricoperto anche incarichi pubblici (è stato consigliere comunale a Pontedera negli anni ’50 e negli anni ’70 ha operato presso la provincia di Pisa come assessore), militando nelle file del socialismo. Per gran parte della sua vita ha svolto il ruolo di insegnante, ma ha dedicato molto del suo tempo alla ricerca storica e letteraria, sviluppando con particolare attenzione la formazione dei “castelli”, dedicandosi alla critica dantesca e alla dinamica di alcuni centri storici minori. La sua opera più nota in ambito locale è sicuramente la monumentale storia dei comuni della Provincia di Pisa (in sette volumi), più volte ristampata dagli anni ’70 e molto consultata dal pubblico. Moltissime sono poi le monografie da lui prodotte tra cui spicca quella su Pontedera e il suo territorio il dovere di essere città, uno studio sull’evoluzione storica del nostro comune fotografato alla metà degli anni Ottanta.

Nel 1988 Caciagli fondò anche una piccola casa editrice, Arnera, legata al territorio, ed animata da due programmi editoriali: colmare le lacune bibliografiche del territorio e della cultura locale; offrire contributi e riflessioni di carattere morale, etico, filosofico e politico per contribuire alla soluzione della crisi di valori contemporanea e per la piena realizzazione di una “civiltà della democrazia”.

Nel 1990 fu insignito del premio “Una penna a Pontedera” conferito dalla Biblioteca del Duomo ai cittadini che ogni anno si distinguono per studi e scritti di tipo letterario.

Nel 2000 Caciagli dette vita anche alla Fondazione Laurenziana di Pontedera dove fece confluire l’ampio archivio documentario di storia locale da lui raccolto in 60 anni di ricerca e i materiali editoriali di Arnera. Alla Fondazione appartengono circa 20.000 volumi e 5000 immagini fotografiche (tra edite ed inedite). Negli ultimi anni della sua vita il prof. Caciagli ha espresso il desiderio che il Comune potesse entrare a far parte della Fondazione da lui costituita ed ereditasse quindi l’archivio documentario e bibliografico della Fondazione Laurenziana e della casa editrice Arnera, manifestando anche attraverso questa decisione il profondo affetto, l’amore e l’interesse che nutriva per Pontedera ed i suoi cittadini.

L’Amministrazione Comunale sottolinea quindi la perdita che la morte dell’illustre concittadino rappresenta per la città e per la cultura dell’intera provincia di Pisa e conferma la propria intenzione di salvaguardare l’attività culturale e il patrimonio bibliografico e documentario raccolto, realizzando così il sogno del professor Caciagli di catalogare e rendere disponibile all’intera cittadinanza e agli studiosi il patrimonio bibliografico e documentario che lui ha raccolto.

Pontedera, 29 dicembre 2011

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Solidarietà a Don Armando Zappolini

Stupisce Forza Nuova che nemmeno a Natale riesce a comprendere il senso profondo del messaggio che questa festività rappresenta. Eppure questa forza politica dichiara di rifarsi alla tradizione cristiana ed occidentale. Voglio quindi esprimere la mia profonda solidarietà a Don Armando Zappolini che nei giorni scorsi, come spesso ha fatto anche in passato, è riuscito nell’intento di farci riflettere sulle contraddizioni, sempre più numerose, della nostra imperfetta società.

Don Armando ha fatto notare come anche Gesù sarebbe stato considerato un immigrato clandestino in questo Paese con tutto ciò che ne consegue. E da ciò ha tratto spunto per chiedere che sia riconosciuta la cittadinanza ai bambini che nascono in Italia, e che magari, aggiungo io, non hanno mai visto nessun altro Paese. Di fronte a ciò giunge la scomunica offensiva e minacciosa di Forza Nuova. Pericolosa e triste. Pericolosa perché, lo abbiamo visto in questi giorni a Firenze, a forza di predicare odio e minacciare azioni clamorose qualche mente debole può poi passare ai fatti. E triste perché giunge proprio a cavallo del Natale. Cosa aggiungere? Semplicemente che il sottoscritto e il Comune di Pontedera sono a fianco a Don Armando e apprezzano il suo impegno.

La sua riflessione è un modo ottimo per celebrare il Natale e il messaggio universale di pace e di solidarietà che esso trasmette.

Pontedera, 28 dicembre 2011

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L’ingegner Riccardo Costagliola eletto il Presidente della Fondazione Piaggio

Il consiglio di Amministrazione della Fondazione Piaggio , con il consenso unanime dei soci  ( Gruppo Piaggio, Comune di Pontedera, Provincia di Pisa ) ha eletto ieri Presidente l’ingegner Riccardo Costagliola, designato all’interno del consiglio di amministrazione da Roberto Colaninno. 

L’ingegner Costagliola,  a lungo dirigente del gruppo Piaggio con un prestigioso curriculum e risultati  di grande rilievo nella organizzazione delle  attività internazionali, si misurerà con una esperienza di altà qualità come quella compiuta da Tommaso Fanfani , che nei lunghi anni di presidenza con la  sua cultura, il suo metodo di lavoro, la straordinaria umanità riuscì a costruire quel clima di piena collaborazione fra pubblico e privato che ha fatto della Fondazione Piaggio un esempio ed un modello apprezzati, e studiati, sul piano nazionale ed anche in contesti internazionali.

Questo stesso clima è stato mantenuto anche negli ultimi anni , quando la presenza di Fanfani è venuta meno, grazie all’ impegno dei soci ed alla professionalità , alla competenza e alle capacità operative del vicepresidente Manrico Ferrucci, della coordinatrice Sabrina Caredda e di tutto il personale della Fondazione: sono stati così raggiunti obiettivi importanti sul piano della partecipazione, del successo di pubblico e dell’attenzione della stampa con una riuscita serie di mostre ed iniziative culturali, ultima delle quali la apprezzata mostra dedicata al creatore della Vespa Corradino D’Ascanio.

La Fondazione Piaggio è ormai una realtà affermata ed un punto di riferimento per l’intera regione, e per i progetti regionali, sul piano delle attività artistiche, della cultura d’impresa, del rapporto con la scuola ed i giovani: siamo certi che il nuovo Presidente , al quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, saprà sviluppare nel modo migliore gli aspetti positivi ed i risultati raggiunti, e promuovere , contando sulla piena collaborazione di tutti i soggetti istituzionali e delle risorse professionali disponibili, una nuova stagione di affermazione e di crescita per la Fondazione Piaggio.

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