Stamani abbiamo incontrato i giovani di Pontedera per riflettere insieme sulla tragedia di Brindisi

Stamani insieme a molti consiglieri comunali e provinciali, e ad alcuni assessori, ci siamo recati nelle scuole della città. Io ho incontrato i giovani dei Licei della città. L’incontro si è reso opportuno dopo i drammatici fatti di Brindisi. Già sabato mattina avevamo convocato un consiglio comunale straordinario e informale con i sindaci della Valdera e il Presidente dell’Unione David Turini e con la partecipazione di tanti cittadini, forze politiche e sociali del nostro territorio. Oggi abbiamo voluto continuare la riflessione e coinvolgere i giovani. Mi sono trattenuto nella scuola, insieme alla preside Luciana Rocchi, a dialogare con gli studenti che hanno voluto partecipare molto intensamente a questa iniziativa. Ho ascoltato con molta attenzione le loro numerose riflessioni, le loro legittime preoccupazioni, le loro aspettative: l’incontro è durato quasi tre ore. Ne sono uscito arricchito, come cittadino e come sindaco di questa città. Convinto della necessità di creare ulteriori momenti di confronto e di relazione, che fanno crescere la coesione sociale delle nostre comunità, che ci fanno sentire uniti e solidali.

Mi sono state rivolte molte domande, abbiamo parlato delle prospettive per i giovani in questa società, della crisi economica e della politica, della necessità che le nuove generazioni portino il loro contributo alla crescita del Paese, al rinnovamento delle classi dirigenti di questo Paese.

Non sappiamo ancora quale sia la mano crudele che ha eseguito il barbaro gesto di sabato mattina. Sappiamo però che dobbiamo condannare ogni forma di illegalità e di mancato rispetto degli altri. Insieme ai giovani abbiamo voluto sottolineare e biasimare la scelta dell’obiettivo dell’attentato: chi vuole colpire i giovani e la scuola vuole colpire il futuro e l’innocenza. Non è accettabile tutto questo.

Un pensiero è stato rivolto anche alla giovane vittima di questa strage disumana, la ragazza Melissa Bassi, e a tutti i feriti. Tante famiglie sono state gettate nello sconforto e tanta paura è stata seminata in tutto il Paese. Si tratta di un danno immenso alla civile convivenza.

Lo Stato deve dare una risposta forte e concreta individuando al più presto i responsabili del gesto e condannandoli ad una pena durissima.

Da parte nostra riteniamo che occorre fare di più per garantire alle giovani generazioni un futuro sereno e democratico. L’incontro è stato anche l’occasione per riflettere insieme sulla catastrofe naturale, il terremoto, che ha sconvolto l’Emilia. Un pensiero è stato rivolto alle vittime  a quella popolazione che sta attraversando un momento di grave difficoltà. Vorrei anche ringraziare gli amministratori comunali e provinciali che hanno partecipato nelle varie scuole della città a questa mobilitazione: il consigliere provinciale Bartoli (con me ai Licei), Lucia Curcio e Miriam Celoni (all’Istituto Montale), il vicesindaco Massimiliano Sonetti e Olivia Picchi (al Fermi), gli assessori Liviana Canovai e Matteo Franconi (all’Ipsia), i consiglieri Claudia Bernardi e Alessandro Puccinelli (al Linguistico), l’assessore Stefano Tognarelli e la Presidente del Consiglio Provinciale Consuelo Arrighi (all’Iti).

Pontedera, 21 maggio 2012

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Sulla vertenza Cdc: un primo positivo passo avanti

Intendo esprimere un positivo giudizio sul primo passo avanti fatto nella trattativa per la salvaguardia dei 127 lavoratori della Cdc, che l’azienda considera in esubero. La trasformazione della loro posizione, da personale in mobilità a cassintegrato, è un piccolo ma molto positivo passo avanti che permette di avere più tempo per cercare le soluzioni adeguate alla salvaguardia del lavoro e che rende un po’ meno negative le prospettive future.

Stiamo parlando di 127 persone e delle loro famiglie. Per loro, in un periodo di crisi come questa, è cominciata una fase foriera di preoccupazioni per il futuro. Noi siamo a fianco a loro.

Ritengo che ci siano margini per intervenire e consolidare la loro posizione. E’ positivo che l’imprenditore Diomelli abbia fatto questo passo in direzione delle richieste dei lavoratori.

L’impegno delle istituzioni, mio personale, del sindacato, è massimo nel cercare una soluzione che consolidi una delle più importanti realtà produttive di questo territorio. Ancora una volta l’unità delle istituzioni e delle organizzazione sindacali hanno ottenuto un apprezzabile risultato. Pontedera e la Valdera hanno saputo dimostrare finora grande forza in questa fase di crisi. Sono certo che ce la faremo anche in questo caso a tutelare e proteggere il nostro territorio e i nostri lavoratori. L’ho sempre ripetuto: noi dalla crisi vogliamo uscire tutti insieme e con un territorio ed una società più equa e più giusta.

Pontedera, 11 maggio 2012

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Sulle dichiarazioni di Casati e sugli “ecomostri”

Sono sorpreso ed esterrefatto davanti alla superficialità e alla supponenza dimostrata dal sig. Casati che ieri sulla stampa ha parlato di “ecomostri” a Pontedera. Innanzitutto il sig. Casati associa l’immobile che si sta realizzando nei pressi della nuova Coop, alla periferia sud della città, ad un immobile dell’Elba che è stato al centro di gravi vicissitudini giudiziarie. L’immobile in via di realizzazione a Pontedera a cui fa riferimento Casati è stato invece realizzato nel pieno rispetto di tutte le normative urbanistiche e va ad insistere in una zona che ha l’appropriata destinazione d’uso. Già questo basterebbe a chiarire ogni illazione. Ma non solo. A Pontedera sono stati stabiliti degli standard volumetrici più stringenti di quelli imposti dalla legge. Come del resto è sotto gli occhi di tutti, gli standard a verde pubblico ed attrezzature pubbliche (circa 50 metri quadri per abitante, previsti a Pontedera) sono, in misura notevolmente superiore rispetto ai minimi di legge (circa 18 metri quadri ad abitante) e alle indicazioni della Regione Toscana (circa 30 metri quadri ad abitante). E’ stata una scelta voluta e importante di questa amministrazione. Non vediamo quindi in questo territorio l’abnorme consumo di suolo denunciato da Casati. Invitiamo lo stesso a cercare altrove tale consumo di suolo. Pontedera è una città di 28 mila abitanti ma ha un’utenza quotidiana pari al doppio: non è giusto riequilibrare questo rapporto? Non è giusto che la nostra città aspiri a crescere, in modo sostenibile, affinché si possa scegliere di risiedere a Pontedera e non solo di usufruirne dei servizi? Non è giusto che aumentino i residenti che sono anche coloro che si fanno carico delle esigenze della città? Tutti i dati e le analisi di questi anni ci dicono che questa è la politica giusta: i dati stessi del recente censimento, seppur provvisori, ci dicono che la città è cresciuta. Accanto a questa crescita,  come certificato dal Centro Sintesi di Mestre con lo studio ripreso dal settimanale Panorama, è aumentata e migliorata di pari passo anche la qualità della vita, ambientale, sociale ed economica.
Tutto questo basta a convincere i detrattori? Forse a qualcuno non piace questa crescita?
Se non bastasse vorrei anche ricordare che in questa città abbiamo dimostrato una capacità di affrontare la deindustrializzazione che non ha pari: non esistono nella nostra città grandi immobili abbandonati nonostante la enorme presenza industriale.
Sono forse da farsi rientrare nel concetto di “ecomostri” i piani di recupero messi in campo dal Comune volti a non lasciare nel tessuto urbano aziende o stabilimenti dismessi? Cosa dire di tutto l’asse del Dente Piaggio dove all’inesorabile fase di riduzione della presenza industriale, che rischiava di rappresentare una ferita lacerante del tessuto urbanistico e economico, si è contrapposto un previdente intervento di recupero a funzioni pubbliche di quegli spazi? Oggi si tratta di aree dove è presente la ricerca, l’università, i servizi avanzati, la formazione cioè i mattoni di un futuro migliore e innovativo. Cosa dire degli spazi ex fabbrica del ghiaccio ed ex cordificio Billeri, spazi abbandonati nel quartiere Fuor del Ponte, che con ottimi piani di recupero hanno restituito qualità e vivibilità al quartiere?
Cosa dire degli spazi dismessi ex Crastan ed ex Finocchi ancora presenti nell’area urbana dove i piani di recupero esistenti permetteranno di migliorare quella zona della città?
E qui, caro Casati, questi piani di recupero pur di non consumare suolo si svilupperanno anche in altezza: si tratta di una scelta “mostruosa”? Se non si vuole consumare nuovo suolo, aspirazione che ritengo anche giusta e che ho confermato nelle mie indicazioni, e volendo rispondere alle esigenze di fruibilità del centro è sbagliato crescere anche in altezza? Sarebbe stato meglio costruire solo villette in aree ancora verdi? E i costi di questi nuovi immobili sarebbero stati alla portata di tutti i cittadini? Allora, come si può vedere le scelte non sono affatto semplici e automatiche ma si tratta di cercare un equilibrio, tra tutte le esigenze, che a Pontedera mi sembra sia stato trovato.
Già questi pochi esempi dimostrano nei fatti e non a parole, quanto questa Amministrazione e le precedenti abbiano avuto e hanno a cuore uno sviluppo armonico, ordinato e governato del territorio.
Alla luce di questo a chi giova questo attacco immotivato alle scelte urbanistiche della città? Perché questa ingenerosità verso il nostro territorio? Non mi sembra, se questo fosse il tema, che nello skyline di Pontedera, nelle cartoline della nostra città, si possano annoverare “ecomostri”. Nello skyline della città oggi ci sono le nuove torri eoliche che pure costarono grandi critiche all’Amministrazione Comunale ma che oggi sono comprese da tutti e da tutti indicate come simbolo della città

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Considerazioni sull’applicazione dell’Imu bis

Riproduciamo l’articolo giornalistico pubblicato sulla testata ” Il Tirreno Pontedera” del 23/4/2012

lunedì 23 aprile 2012    Testata:TIRRENO PONTEDERA    Pagina:I
«Imu-bis? No Piuttosto rinunciamo a nuove opere»

PONTEDERA- «Basta imposte che pesano sulle tasse dei cittadini. Anche a costo di rinuciare a fare qualche opera pubblica in più». Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, reagisce così all’ipotesi – al momento solo ventilata – di dare ai Comuni la possibilità di aumentare le tasse che gravano sulla casa, con l’intento di incamerare soldi da destinare alla realizzazione di opere pubbliche, che altrimenti rimarrebbero solo sulla carta. L’ipotesi di una Imu-bis è stata avanzata ieri:i Comuni, secondo questa idea, potrebbero portare l’aliquota fino al 5 per mille (con lo stesso sistema di calcolo della aliquota base). I soldi che ne deriverebbero, sarebbero utilizzati dagli stessi Comuni, per finanziare opere da destinare ai cittadini: dai parcheggi agli asili, dalle strade alle biblioteche.«A prima vista – dice Millozzi – mi sento di dire no. Un no netto all’ennesima occasione di trasformare gli enti locali, i Comuni, quelli più vicini ai cittadini, in una sorta di gabellieri dello Stato. Le decisioni che sono state appena ventilate dalla stampa, vanno viste nel merito, ma finanziare opere pubbliche sulle spalle, ancora una volta, dei cittadini, non mi convince.
Preferisco non farle quelle opere pubbliche».Millozzi va anche oltre, nell’analisi della situazione. Più volte, fino a oggi, lui come tutti i suoi colleghi dell’Unionedella Valdera, degli altri Comuni della provincia di Pisa, hanno puntato il dito sul patto di stabilità. «Ecco – dice – questo è uno strumento che, davvero, blocca le nostre azioni. Ci sono imprese edili che hanno lavorato per le amministrazioni locali e che non possono riscuotere i loro crediti; ci sono cantieri che non possono essere aperti, perché non siamo in grado di pagare le ditte. Se davvero si vogliono realizzare opere pubbliche, il governo deve trovare il sistema di allentare la morsa del patto di Stabilità. Nelle casse dei Comuni i soldi ci sono. Ma non si possono spendere: questo è il vero ostacolo. Far pesare sulle spalle dei cittadini, con nuove tasse, ulteriori entrate da destinare alla realizzazione di opere pubbliche, invece, non è giusto. Dico no».Il Comune di Pontedera, insieme ad altri Comuni della Valdera, per far partire – o proseguire – alcuni grossi progetti urbanistici, alcuni anche di interesse primario per la comunità, senza dover sottostare ai vicoli previsti dal Patto, hanno passato tutto l’iter all’Unione della Valdera, non dopo aver ottenuto, un riconoscimento giuridico da parte della Cassa depositi e Prestiti. E stato, questo il primo caso in Italia: un caso che ha aperto una via nuova e alternativa all’immobilismo che le amministrazioni locali devono sopportare, a causa dei vicoli di bilancio.
(e.ch.)

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Sulla conclusione della vertenza Tecnocontrol

Voglio esprimere la mia soddisfazione e il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per la positiva soluzione della vertenza Tecnocontrol. Da oggi novanta famiglie di questo territorio possono guardare al futuro con più serenità e con fiducia grazie al consolidamento definitivo del loro rapporto di lavoro con la Piaggio. La vicenda, nota, che ha visto il fallimento del gruppo industriale dell’indotto Piaggio e il conseguente rischio di perdita del posto di lavoro per 90 persone, monopolizzò l’attenzione delle Istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali nella scorsa estate. L’impegno del Comune di Pontedera, e dell’Amministrazione da me guidata, è stato massimo. In questa occasione voglio ringraziare il sindacato che ha saputo gestire nel migliore dei modi questa delicata fase di transizione. Non era scontata una positiva conclusione della vertenza. Il sindacato ha creduto invece nel percorso avviato e oggi può vantare il positivo salvataggio dei posti di lavoro. Un ruolo indubbiamente positivo ha avuto anche l’azienda Piaggio che ha operato con lungimiranza e oculatezza.

Di fronte a questa vicenda, che peraltro avviene in un momento di così profonda crisi economica del Paese, mi preme sottolineare un altro elemento. Siamo in una fase di sfiducia forte nelle istituzioni e in ogni forma di rappresentanza politica. Siamo in una fase dove le istanze corporative e di interessi forti sembrano prevalere e monopolizzare l’attenzione di tutti. A Pontedera si è scelto di rimettere al centro il diritto al lavoro, a quel lavoro industriale, produttivo, che deve rimanere l’asse centrale per garantire uno sviluppo, un futuro e una crescita al nostro territorio e al Paese. Personalmente ho come mia prima preoccupazione amministrativa la salvaguardia di questi diritti: questo esito positivo mi rafforza nell’azione in atto per risolvere le altre situazioni di difficoltà presenti nel nostro territorio.

 

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Sulle modifiche all’articolo 18

Esprimo la solidarietà la vicinanza mia e dell’Amministrazione Comunale di Pontedera ai lavoratori nella battaglia per contrastare la riforma dell’articolo 18. Non è pensabile che si vada verso la monetizzazione del lavoro. Pur apprezzando parzialmente alcuni aspetti positivi relativi alla riforma del mercato del lavoro occorre far cadere la distinzione tra licenziamenti disciplinari ed economici, lasciando che sia il giudice a decidere in un caso e nell’altro. La scelta di incidere sull’articolo 18 è pericolosa e confusa.

E’ una scelta che sottintende due teoremi errati: il primo che per uscire della crisi occorra diminuire le tutele del mondo del lavoro dipendente. Il secondo, conseguente, sarebbe quello di far credere che le ragioni di questa crisi economica sarebbero da attribuire proprio al mondo del lavoro.

E’ esattamente il contrario. Bisogna rimettere al centro i diritti e gli interessi collettivi. Solo questa è la strada che ha fatto negli ultimi cento anni dell’Europa il miglior posto al mondo dove vivere. Seguire le strade percorse da altri modelli sociali significherebbe arrivare buon ultimi a percorrere strade che hanno già dimostrato il loro fallimento.

Dall’altro parte bisogna rimettere al centro il lavoro colpendo invece la rendita e l’enorme divario che si è creato nella ricchezza del paese. Oggi il 10 percento più ricco di questo paese detiene la metà della ricchezza. In questi dieci per cento ci sono ben pochi lavoratori dipendenti. Le misure che questo governo ha attuato non riducono questa forbice e colpiscono molto timidamente privilegi e ritardi che anche gli economisti più illustri criticano. Per questo ritengo che il Governo deve tornare indietro su questa scelta e trovare un accordo con tutte le parti sulla riforma del lavoro.

Pontedera, 23 marzo 2012

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Sulla lottizzazione al Green Park

L’amministrazione comunale di Pontedera intende rettificare il tono e le insinuazioni contenute nell’articolo “quei lavori prima dell’ultimo ok alla lottizzazione”, relative ai lavori per la realizzazione di alloggi nell’area tra la zona sportiva e il nuovo Ponte alla Navetta, e previsti dalla delibera 94 del 20 dicembre scorso.

Innanzitutto occorre precisare che non c’è alcun lavoro in corso e nessun anticipo della partenza dei lavori. Nell’area è stato semplicemente trasferita terra proveniente da un altro sito di escavazione dove è in corso un cantiere per la realizzazione di una infrastruttura industriale come da autorizzazione rilasciata, alcuni mesi fa, dal resposnabile del procedimento. Nessun lavoro quindi è già partito. Tutte le supposizioni delle associazioni Legambiente e Lav, riportate acriticamente dal quotidiano, sono quindi destituite di ogni fondamento. Come è assolutamente falso che “…questo sta creando un certo imbarazzo a Palazzo Stefanelli” e non capiamo da dove si tragga questa certezza che forse andrebbe chiarita meglio dal giornale. Come anche andrebbe chiarita meglio la frase  in cui si fa riferimento a “taciti accordi, una sorta di edilizia contrattata che prevale sulle leggi”. Si tratta di affermazioni gravi e false, destituite di ogni senso, che sono alla valutazione dell’Amministrazione Comunale.

Legambiente e la Lav hanno deciso in questo territorio di tenere un atteggiamento ostruzionistico e di aperto contrasto all’azione amministrativa, presentando ripetitive e pretestuose opposizioni ad ogni intervento urbanistico. E’ una scelta legittima ma politicamente gravissima. Pontedera e la Valdera sono territori in forte crescita demografica. Nel censimento del 2001 Pontedera contava circa 25 mila abitanti. Oggi ne ha 3 mila in più. La Valdera è in forte crescita ed è un’area meno densamente popolata della media italiana. L’amministrazione comunale rivendica con orgoglio che tale crescita è andata di pari passo con la crescita delle infrastrutture scolastiche, culturali e sociali così come grazie alla realizzazione degli interventi programmati, è possibile adeguare i sottoservizi del nostro territorio quali fognature, depuratori, acquedotto. La città, grazie al sistema della cessione gratuita di nuovi spazi a carico dei privati (prevista dai nostri sistemi urbanistici) si è dotata di nuove aree a verde, nuovi spazi per il tempo libero, nuova viabilità, nuove aree di sosta e parcheggio. Tutto questo è stato reso possibile solamente perché il pubblico ha saputo governare correttamente la crescita del nostro territorio attraverso i propri strumenti, piano regolatore e regolamento urbanistico, discussi e ampiamente partecipati. La pianificazione pubblica è stata sempre preminente per questa amministrazione e per quelle precedenti, agli interessi, pur legittimi dei privati. E anche per questo motivo che ho ritenuto, in fase di avvio delle procedure necessarie a verificare lo stato di attuazione delle previsioni del regolamento urbanistico, approvare una delibera che confermasse le previsioni esistenti  ma al contempo con chiarezza determinasse di non procedere ad alcun ulteriore consumo di suolo sino al compimento definitivo di quelle previsioni.

Non si capisce quindi questa opposizione a priori a ogni nuova (e già prevista) realizzazione, tenendo presente che si tratta di aree dove sono previsti anche interventi di miglioramento infrastrutturale e dei servizi a disposizione dei cittadini. O meglio l’opposizione si capisce seguendo la logica del “no” a prescindere, ritenendo a priori che ogni intervento dell’uomo è incapace di tenere insieme lo sviluppo e la salvaguardia e tutela dell’ambiente.

Pontedera, 12 marzo 2012

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Sulla soluzione per la Tecnocontrol

Riproduciamo l’articolo giornalistico pubblicato nella cronaca locale del quotidiano TIRRENO PONTEDERA del 25 febbraio 2012

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Sindacati e sindaco, c’è soddisfazione per la Tecnocontrol

«Con questa soluzione viene garantita l’occupazione e dimostra il radicamento di Piaggio sul territorio»

PONTEDERA - La quadra per l’ex Tecnocontrol, passata sotto il cappello Piaggio, fa tirare il fiato a molti. Ai lavoratori, assunti dalla scorsa estate con contratto a termine dalla Casa della Vespa che in piena crisi aveva preso la gestione straordinaria dell’azienda, ai sindacati di categoria e al sindaco di Pontedera Simone Millozzi, in campo a nome della città per dare una svolta in positivo alla vicenda. I termini del sorriso sono un’azienda che si salva dal baratro del fallimento, competenze e konw how compresi, e i posti di lavoro, oltre cento. Se non un’operazione a crescere certo si è rivelata non a perdere.

«C’è soddisfazione perché il risultato va nella direzione che avevamo auspicato – afferma il segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi –. C’è un tempo tecnico per chiudere la pratica dell’acquisizione, ma è certo che per quei lavoratori si apre una prospettiva di una certa sicurezza». Che aggiunge: «Dovremo concordare nei prossimi giorni un incontro con la proprietà per definire il passaggio dei lavoratori a tempo indeterminato».

La Casa della Vespa si è aggiudicata l’asta competitiva con cui la curatela ha messo in vendita la Tecnocontrol a fronte di un’offerta di poco superiore agli 11 milioni di euro. L’unica sul tavolo.

Una svolta auspicata e per certi versi anche attesa, dopo che dalla scorsa estate, l’azienda metalmeccanica marciava in esercizio provvisorio sotto la regia di Piaggio. Nei giorni scorsi la Corte d’appello di Firenze ha confermato la sentenza di fallimento, decretata dal tribunale di Pisa lo scorso agosto con ragioni d’urgenza. Un viatico per la messa all’asta dell’azienda che ha chiuso una pagina difficile anche per le ricadute sul principale committente, Piaggio, se la produzione fosse andata in tilt.

Si guarda alle lavorazioni dell’ex Tecnocontrol, legate ai motori della Piaggio, e al ruolo giocato nella vicenda dal Gruppo di Pontedera. «Non era affatto scontata come soluzione e soprattutto in tempi così rapidi», sottolinea il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati. Che aggiunge: «I motori a Pontedera avranno ancora un futuro». Una prima fase l’acquisizione. «Adesso si tratterà di capire quale sarà la localizzazione dell’azienda, se si avvicinerà alla casa madre, e come verrà gestita. Ma è certo che è un patrimonio che resta in Valdera».

Nel solco della soddisfazione anche il commento di Maurizio Iacoponi, segretario della Uglm: «È una soluzione industriale, che garantisce occupazione e il mantenimento del lavoro in città». Aggiunge il segretario della Fim Cisl Marco Tesi: «Tecnocontrol sarà una risorsa importante per il Gruppo. Al di là delle necessità aziendali Piaggio ha dimostrato attenzione al territorio ed è un dato non scontato».

Alla vicenda ha guardato con apprensione anche il sindaco Millozzi. «Ha coinvolto l’intero territorio e il finale pone legittimità al percorso che è stato seguito», dice il primo cittadino. Dal municipio lo sguardo punta su viale Rinaldo Piaggio. «Un plauso al Gruppo ma anche al territorio che ha accettato questa sfida. Tutti abbiamo remato dalla stessa parte». L’acquisto di Tecnocontrol dà a Millozzi anche la conferma degli impegni di Piaggio in città. «Dimostra il radicamento nel territorio, oltre agli investimenti messi in campo, e conferma in città una presenza industriale di rilievo».

Manolo Morandini

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Al via all’istituto comprensivo Gandhi il progetto sperimentale per 120 bambini “Senza zaino”

Riproduciamo gli articoli giornalistici pubblicati sulla nella cronaca locale dei quotidiani TIRRENO PONTEDERA  e NAZIONE PONTEDERA VALDERA e  del 1 marzo 2012

giovedì
1 marzo 2012
Testata:
TIRRENO PONTEDERA
Pagina:
III
  Addio zaino, i libri restano in aula  

Alla elementare Gandhi inaugurato un sistema di studio più… leggero

PONTEDERA – A scuola senza zaino e con un metodo di apprendimento innovativo, basato sui principi dell’accoglienza, dell’autonomia e della responsabilità. Alla scuola elementare Gandhi, infatti, si sta sperimentando un sistema che potrebbe diventare il modello di riferimento per tutti gli istituti del Comune: banchi disposti a gruppi di quattro, armadietti dove lasciare il materiale e soprattutto niente più zaino, solo una piccola borsetta dove mettere il minimo indispensabile. I piccoli studenti delle prime e delle seconde saranno al centro di un progetto che prevede anche percorsi didattici individualizzati, perché sarà possibile per gli insegnanti seguire gruppi di bambini a seconda delle necessità di insegnamento. Saranno preparati schedari con gli esercizi da svolgere e con le soluzioni. In questa maniera, studenti e insegnanti potranno verificare gli errori commessi ed esaminarli insieme, applicando sistemi di valutazione come quelli di una classe che usai colori del semaforo: rosso vuol dire che gli errori sono stati troppi e bisogna ancora studiare un bel po’, giallo che occorre allenamento, ma siamo sulla buona strada, verde, ovviamente che va bene. «In questa maniera sarà possibile seguire un gruppo di bambini – ha detto l’insegnante Sandra Nencione, responsabile del progetto – mentre chi ha bisogno di fare ancora esercizio potrà continuare a farlo individualmente. L’obiettivo è responsabilizzare i bimbi, rendendoli autonomi nel lavoro che svolgono ogni mattina». Ieri, alla presentazione del progetto “Senza zaino” ai genitori, erano presenti il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, l’assessore alla scuola Liliana Canovai e la preside Daniela Travi. «Si tratta di un sistema completamente nuovo – ha spiegato l’assessore – che mette al centro dell’apprendimento gli stessi bambini. Molto sarà diverso, a cominciare dagli arredi delle aule. Tutto o quasi si svolge a scuola. Certo, non scomparirà la lezione frontale. Ma ci sarà più coinvolgimento dei bambini». Il Comune ha sostenuto il progetto con 20mila euro e l’anno prossimo è previsto un ulteriore passo in avanti con le prime, le seconde e le terze. «Serve grande professionalità da parte del corpo insegnante – ha ripreso Canovai – e a Pontedera questo alto livello di preparazione è presente in molte scuole del Comune. Questo progetto è una sperimentazione per valutare se può essere applicabile anche al resto degli istituti pontederesi».

Andreas Quirici

giovedì
1 marzo 2012
Testata:
NAZIONE PONTEDERA VALDERA
Pagina:
1-5
  Più leggeri  

Debutta all’istituto comprensivo Gandhi il progetto ‘Senza zaino” Progetto sperimentale per 120 studenti delle elementari

- PONTEDERA –  ”SENZA ZAINO” è un modello di scuola frutto di un percorso di ricerca dei docenti, di condivisione con i genitori, di concertazione con l’ente locale. Succede a Pontedera, all’istituto comprensivo Gandhi dove sbarca questo modello già collaudato in altre località ed in altri istituti della Valdera. Arriva grazie all’impegno del Comune che ha finanziato il progetto, come ha ricordato il sindaco Simone Millozzi davanti ai bambini ed ai loro genitori. «Il Comune si è sentito coinvolto, sollecitato dall’entusiasmo della scuola e di tutte le sue componenti – ha detto – Una scuola che, nel nostro Paese, in questi anni ha subito, come sappiamo, tagli su tagli. Questa di cui parliamo oggi è la scuola che vogliano e alla quale abbiamo dato pieno appoggio». Il progetto – costerà alle famiglie 50 euro a figlio – parte ora e arriverà in via sperimentale fino alla fine dell’anno. Per ora riguarderà tre prime e tre seconde per un totale di 120 bambini che andranno a scuola senza zaino, appunto, perché a scuola avranno tutto il materiale che serve, lo utilizzeranno anche in piccoli gruppi nei quali sperimenteranno l’autonomia didattica». “Senza zaino” è un progetto che mira ad una scuola è viva e partecipata. «Una scuola dell’impegno e della condivisione di uno sforzo sensato e significativo», ha detto l’assessore alla scuola Canovai intervenendo insieme ai dirigenti degli istituti della Valdera, Orsi, Pampaloni e Travi, che hanno portato il contributo di esperienza fatte e che hanno ripercorso le tappe della storia di questa sperimentazione scolastica molto diffuso nel Nord Europa. Il Gandhi comincia così, in questo scorcio d’anno, una sperimentazione che nel tempo porterà il progetto a tutto l’istituto. In Valdera ci sono in progetto esperienze anche per la scuola media.

C. B.

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Una riflessione sui criteri di scelta del futuro personale di Ikea

Devo dire che sono rimasto sorpreso leggendo dai quotidiani domenica la notizia, di cui sembra si siano fatti portatori gli amministratori comunali pisani, che Ikea assumerà nel nuovo centro commerciale persone residenti nei comuni dell’area pisana, poiché risiedono a meno di venti minuti dall’infrastruttura.

Non voglio aprire una polemica ma una riflessione è necessaria. Con questa logica gli abitanti, ad esempio, di Pontedera e della Valdera non potrebbero lavorare all’Ikea, neppure dando la disponibilità a trasferirsi dopo assunti? Eppure è noto a tutti che questo territorio è parte della provincia di Pisa ed è compreso nei 68 comuni del bacino di vendita previsto dallo stesso colosso svedese. Non solo: nelle scorse settimane è stato reso noto uno studio nel quale si evidenziava l’effetto sul territorio dell’insediamento Ikea. Un effetto a bilancio sicuramente positivo ma che evidenziava come, a fronte di oltre duecento nuovi posti di lavoro creati, se ne sarebbero persi alcuni nelle aree già oggi votate al commercio dei mobili. Qualcuna di queste aree è in Valdera. Va detto anche che pure la Regione Toscana e la Provincia di Pisa hanno avuto un ruolo importante nella determinazione della scelta dell’insediamento di Ikea a Pisa. L’area dei Navicelli è territorio anche della Toscana; o no? Pisa utilizza anche fondi toscani per le necessarie infrastrutture dell’area, o no? Ritengo quindi che sia ingiustificato un ragionamento di selezione del personale di questo tipo, fuori dai tempi moderni e lontano dai valori della nostra stessa Toscana: valori di solidarietà, di comunanza, di attenzione ai bisogni e alle competenze prima che al luogo di residenza o di nascita. Pontedera e la Valdera sono territori che hanno sempre avuto una forte vocazione industriale. Gran parte del tessuto industriale di questa provincia è nella nostra zona, un tessuto che, per forza di cose, trattandosi di industrie, ha anche avuto un notevole impatto ambientale e urbanistico. Nelle industrie di Pontedera e della Valdera lavorano una gran quantità di residenti a Pisa e in altre zone della Toscana. Anche nelle ultime aziende che si sono installate in questa area, come quelle presenti nel polo ambientale (trattamento di rifiuti e riciclo),  molti vengono da Pisa, da fuori Valdera e da fuori provincia. Qualche dipendente dopo essere stato assunto ha scelto, per sua legittima comodità, di trasferirsi nella nostra città e di ciò siamo orgogliosi. Ma non si può fare una selezione a priori. Attenzione a porre criteri di questo tipo. Sono lontani,  e lo dico senza polemica, dai valori stessi anche delle forze di centrosinistra che governano gli enti locali di questa zona. Mi auguro quindi che questi criteri siano smentiti dall’azienda e chiariti dagli amministratori pisani che li hanno annunciati sulla stampa.

Pontedera, 20 febbraio 2012

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